{"id":4466,"date":"2019-01-25T11:13:51","date_gmt":"2019-01-25T11:13:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4466"},"modified":"2019-01-25T11:13:51","modified_gmt":"2019-01-25T11:13:51","slug":"delit-an-piemont-armus-ciand-ant-ij-pape-dij-tribunaj-20-dicembre-1898-gli-amanti-sanguinari-torinesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4466","title":{"rendered":"Delit an Piemont: armus-ciand ant ij pap\u00e9 dij tribunaj \u2013 20 dicembre 1898, gli amanti sanguinari torinesi"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Arconte<\/em><\/p>\n<p>A Torino, verso le ore 13 del 20 dicembre 1898, un giovanotto e una ragazza entrano nell\u2019<strong><em>Albergo del Gran Colombo<\/em><\/strong>, al n. 19 di piazza Emanuele Filiberto (oggi piazza della Repubblica). I due giovani, con aspetto di una coppia di innamorati, prendono posto ad una tavola di una saletta con l\u2019uscita verso questa piazza.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/90\/93\/38\/909338020f5a9a0d81963895225a38cc.jpg\" width=\"960\" height=\"705\" \/><\/p>\n<p>Il pranzo si svolge senza litigi ma il contegno della coppietta non appare normale all\u2019albergatore, il quale sospetta che i due colombi abbiano l\u2019intenzione di prendere il volo prima di saldare il conto che si \u00e8 fatto significativo, visto che hanno consumato cibo e vino per l\u2019importo di 6,20 lire. Perci\u00f2, pur non restando nella saletta, li tiene d\u2019occhio per impedire loro una <strong>fuga strategica<\/strong>.<\/p>\n<p>Verso le 16,30, l\u2019albergatore sente aprire e chiudere in fretta la vetrata dell\u2019ingresso: esce alla svelta per rincorrere, se necessario, i fuggitivi. Ma gi\u00e0 sulla soglia, vede a pochi passi la ragazza, ferita, sostenuta da due passanti. L\u2019albergatore si guarda intorno, alla ricerca di un agente della <strong>forza pubblica<\/strong>, e poco dopo scorge un brigadiere dei carabinieri. Gli narra sommariamente l\u2019accaduto, rientrano nell\u2019albergo e vedono il giovanotto, seduto, che manifesta una grande sofferenza causata da alcune ferite al ventre. Sopraggiungono intanto anche due poliziotti che trasportano i due giovani all\u2019Ospedale di San Giovanni.<\/p>\n<p>La ragazza presenta una ferita al costato sinistro ed un\u2019altra al polso del braccio destro, causate da una lima a forma di triangolo ferite non gravi, salvo complicazioni. Il giovanotto ha l\u2019intestino squarciato da varie <strong>ferite al ventre<\/strong>, molto pi\u00f9 gravi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/13\/02\/a1\/1302a17ded71928f97b197059a154775.jpg\" width=\"223\" height=\"303\" \/><\/p>\n<p>Sono identificati dagli inquirenti come Giuseppe Varano, di 21 anni, di Crescentino, e Maria Benna, di 17 anni, anche lei nata a Crescentino e abitante con la madre in via delle Scuole (oggi via Bligny), al n. 9.<\/p>\n<p>Le cause di questo <strong>dramma amoroso<\/strong>, che desta un certo clamore in Torino, anche per il clima prenatalizio, vengono cos\u00ec ricostruite.<\/p>\n<p>Giuseppe Varano mentre stava svolgendo il servizio militare di leva come addetto alla compagnia panettieri della sussistenza, aveva disertato e si era rifugiato in Francia, a Nizza Marittima.<\/p>\n<p>Era per\u00f2 tormentato dal pensiero ossessivo di aver lasciato a Torino la sua giovane morosa Maria Benna. Ha cos\u00ec deciso di tornare a Torino per invitare Maria a seguirlo nel suo esilio, malgrado il pericolo di un probabile <strong>arresto per diserzione<\/strong>. Cos\u00ec ha fatto: \u00e8 giunto a Torino il 19 dicembre ed \u00e8 subito andato dall\u2019amante, ha insistito perch\u00e9 lei si decidesse a seguirlo in Francia. Maria si \u00e8 dimostrata assai recalcitrante perch\u00e9 non se la sentiva di abbandonare Torino, famiglia e parenti.<\/p>\n<p>Resta un mistero come Varano volesse effettuare il suo progetto di fuga visto che aveva con s\u00e9 soltanto 55 contesimi!<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/00\/32\/35\/003235bce96d976a53fe6a08942ca672.jpg\" width=\"591\" height=\"378\" \/><\/p>\n<p>Lo sciagurato, inasprito dal rifiuto della ragazza, ha estratto la lima che portava con s\u00e9, l\u2019ha colpita una prima volta al costato poi, estratta l\u2019arma dalla ferita, ha cercato di ripetere il colpo ma lei si \u00e8 riparata col braccio destro, rimasto ferito. Poi la ragazza, bench\u00e9 ferita, ha ancora avuto la forza di uscire per cadere svenuta fra le braccia di due passanti. Intanto Varano, rimasto nell\u2019albergo, si \u00e8 ferito pi\u00f9 volte al ventre con la stessa arma. L\u2019aggressione era premeditata, come dimostra il possesso della lima, e Varano \u00e8 piantonato in ospedale dalla polizia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/74\/43\/c0\/7443c034960bac10a1ec15b0d6f42719.jpg\" width=\"151\" height=\"325\" \/><\/p>\n<p>Questo \u00e8 il fatto di cronaca nera che La Stampa racconta, il 21 dicembre 1898 sotto il titolo \u00ab<strong><em>Gli amanti sanguinari<\/em><\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Prima di proseguire nel racconto, \u00e8 opportuno precisare che abbiamo preso in considerazione questa vicenda per proseguire l\u2019analisi del fenomeno dei barabba torinesi, in particolare del loro rapporto con le rispettive innamorate. Nel comportamento di Giuseppe Varano, infatti, i cronisti del tempo identificano la <em>forma<\/em> <em>mentis<\/em> del <strong>barabba \u201cinnamorato\u201d<\/strong> e non vedono, come faremmo noi oggi, il comportamento da stalker.<\/p>\n<p>Riprendendo il filo del racconto, 27 dicembre, \u201cLa Stampa\u201d riferisce, col titolo \u00ab<em>Echi del dramma d\u2019amore di Porta Palazzo<\/em>\u00bb, che Varano e Maria sono ancora al San Giovanni ma in via di costante miglioramento. Emerge un significativo precedente del feritore: nel 1892 \u00e8 gi\u00e0 stato condannato a 4 anni di reclusione, interamente scontati, perch\u00e9, dopo essersi arruolato ancora giovane nelle Guardie di Finanza, a Bagnara, in un <strong>momento di collera<\/strong>, ha sparato a bruciapelo due colpi di fucile contro un brigadiere che l\u2019aveva rimproverato. A gennaio del 1899, dall\u2019ospedale viene portato alle Carceri Nuove.<\/p>\n<p>Sul finire del luglio del 1899, Varano \u00e8 processato al Tribunale penale di Torino, accusato di mancato omicidio premeditato, di porto d\u2019arma insidiosa e di truffa a danno dell\u2019oste, (\u00e8 entrato nell\u2019Albergo del Gran Colombo privo di denaro!) grazie all\u2019arringa del suo valoroso difensore, cavalier Giovanni Rastelli, \u00e8 condannato soltanto a <strong>undici mesi di reclusione<\/strong>, in gran parte gi\u00e0 scontati. Varano tenta la revisione del processo in Corte d\u2019Appello, questa volta con il cavalier Plinio Gherardini come difensore, ma la pena viene confermata (La Stampa, 27 settembre 1899).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/89\/2b\/f9\/892bf9469bd564047376aaffbb174629.jpg\" width=\"640\" height=\"960\" \/><\/p>\n<p>Deve ancora essere processato per diserzione dal Tribunale militare. Per Varano, e anche per Maria Benna, non si prospetta un futuro troppo promettente!<\/p>\n<p>Riportiamo a questo punto le cronache dei due processi dai quali emergono chiaramente le idee dei cronisti del tempo nei confronti del \u201cbarabba\u201d Giuseppe Varano e della sua morosa Maria Benna, giudicata piuttosto severamente e senza sconti per la sua condotta.<\/p>\n<p>Leggiamo:<\/p>\n<p><strong><em>Reati e Pene. L\u2019amore a coltellate. &#8211; <\/em><\/strong>Amor nel sangue cresce e si rafforza, come sotto lo scudiscio od il bastone la donna s\u2019umilia, si fa pi\u00f9 tenera e pi\u00f9 appassionata. Questo \u00e8 il vangelo del barabba quando fa l\u2019occhio di triglia alle ragazze che si sgonellano civettuole, ed a cui domandano raramente prova d\u2019onest\u00e0 passata e di fedelt\u00e0 futura.<\/p>\n<p>E la ragazza, se ad onta delle scudisciate o degli scapaccioni perde\u2026 la staffa ed il barabba ci ha la convenienza od \u00e8 in un momento di buonumore, trova facile il perdono, pagato magari con qualche franco.<\/p>\n<p>Ma poi un brutto giorno nell\u2019animo dell\u2019amatore rusticano si risveglia la passione colle sue punture feroci, coi suoi sospetti, coi suoi travagli e colle angoscie inenarrabili. La ragazza che ha\u2026 scivolato, ed ignara sta del mutamento psichico del compagno, non perde ventura e seguita a\u2026 scivolare. Ed allora non pi\u00f9 per l\u2019aria \u00e8 il sibilo dello scudiscio roteante, non pi\u00f9 \u00e8 il tonfo di scapaccioni screanzati sulle carni, ma \u00e8 il balenare corrusco della lama del coltello su cui sprizzer\u00e0 poi il sangue.<\/p>\n<p>Con questo preambolo io evito di illustrare il fatto che sabato, dopo molto rumore destato, ebbe epilogo in tribunale. Il preambolo \u00e8 dettato dall\u2019esperienza che viene dall\u2019audizione di questi frequenti processi, pomposamente detti <strong>drammi d\u2019amore<\/strong>.<\/p>\n<p>E d\u2019altronde io non saprei come meglio spiegare le furie di Varano Giuseppe, uno di quegli uomini che la tracotanza spavalda l\u2019hanno nelle vene, e cui essa \u00e8 causa di rovina.<\/p>\n<p>Egli aveva la sua <em>morosa<\/em>, una brunettina vispa, ma non molto simpatica. Ma \u00e8 bello quel che piace, e Varano, nel mentre ch\u2019era soldato, comp\u00ec uno di quei matrimoni con lei, cui non v\u2019ha bisogno n\u00e9 di sindaco, n\u00e9 di pievano. E la mamma della ragazza non ci bad\u00f2 troppo. Allora Varano, sotto l\u2019assillo di quell\u2019amore, gett\u00f2 alle ortiche la divisa di soldato e <strong>disert\u00f2<\/strong>. \u00ab<em>Per te, mia bella, io varco i monti e trascorro il piano<\/em>\u00bb disse. Ma quando fece invito alla amante di venirlo a raggiungere a Nizza, la ragazza rispose, come nella vecchia canzone: \u00ab<em>Ho un altro amante ardito e san, tu varca i monti e io resto al pian.<\/em>\u00bb<\/p>\n<p>E Varano mise per un po\u2019 di tempo il suo cuore in pace. Ma poi gli salt\u00f2 il grillo di rivedere l\u2019innamorata antica, di libare ancora una volta alla coppa del trascorso amore, e cheto, di soppiatto, venne a Torino, corse difilato dall\u2019amante, ottenne dalla madre il permesso di portarsela per una giornata assieme e d\u2019idillio fu ripreso in una stanza dell\u2019<strong><em>Albergo Sebastopoli <\/em><\/strong>alla Madonna del Pilone. Se i cavoli non entrassero nell\u2019amore come\u2026 i cavoli a merenda, si potrebbe ripetere il vecchio adagio prosaico, ma giusto: i cavoli riscaldati non fanno bene. Ed invero subito s\u2019accorsero che molto era mutato dai primi giorni della loro felicit\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/4d\/bf\/ae\/4dbfae9203db140a4eb352db04b0db1b.jpg\" width=\"655\" height=\"960\" \/><\/p>\n<p>Aveva bens\u00ec confessato la ragazza i suoi peccati veniali e\u2026 mortali, e Varano perdon\u00f2, o meglio disse di perdonare, con generosit\u00e0 grande. Ma poi, quando in un altro albergo, il <em>Gran Colombo<\/em>, ove avevano trasportati i loro stanchi <strong>peccati d\u2019amore<\/strong>, s\u2019accingevano a suggellare il trattato di pace, Varano colp\u00ec disperatamente e cecamente la piccola e procace donnina e crivell\u00f2 anche se stesso di ferito.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il delitto? Che avvenne in quei giovani cuori? Che cosa turb\u00f2 quelle menti?<\/p>\n<p>Se il lettore non ripensa al nostro preambolo difficilmente sapr\u00e0 trovare spiegazione a questo dramma che pur tanta impressione dest\u00f2 nella nostra cittadinanza. (<em>La<\/em> <em>Stampa<\/em>, 24 luglio 1899).<\/p>\n<p>La cronaca del processo in Corte d\u2019Appello di Torino ci presenta invece un Varano non pi\u00f9 \u201cbarabba\u201d ma vendicatore del suo onore tradito:<\/p>\n<p><strong>L\u2019amore che avvince e che uccide. &#8211; <\/strong>Terribile amore quello del ventitreenne Varano Giuseppe, amore che volle nel sangue vendicare l\u2019onta patita, dopo lotte infinite ed infiniti strazi. E pi\u00f9. L\u2019amore gli fece perdere la diritta via per cui s\u2019era messo nella speranza della riabilitazione pi\u00f9 sincera dopo un grave fallo. [\u2026]<\/p>\n<p>Uscito dal carcere, si propose una vita migliore, cosi che l\u2019onest\u00e0 intemerata di oggi avesse potuto far dimenticare ai pi\u00f9 il grave fallo di ieri.<\/p>\n<p>Ma non aveva fatti i conti col cuore, quel cuore che batteva di violenta passione per una fanciulla, cui la fedelt\u00e0 all\u2019innamorato non era la cosa pi\u00f9 gradita e pretesa. Soldato, il Varano, impazzito d\u2019amore, medit\u00f2 l\u2019attuazione pi\u00f9 spiccia d\u2019una <strong>novella romantica<\/strong> dell\u2019antica maniera: all\u2019ortiche la divisa militare!<\/p>\n<p>L\u2019amore non conosce confini di patrie o di paesi e, pur che vi sia una capannuccia ove nascondersi, vive ed esulta dovunque.<\/p>\n<p>Ma se il disertore pensava ancora come un eroe dei <strong>romanzi alla Dumas<\/strong> o d\u2019un melodramma di mezzo secolo fa, l\u2019innamorata sua aveva il senso pi\u00f9 pratico della vita, retaggio di queste epoche\u2026 positive. Rese infatti Varano partecipe del suo progetto l\u2019amata e questa lo lasci\u00f2 partire lusingandolo con un prossimo raggiungimento.<\/p>\n<p>Attese indarno a Nizza l\u2019infelice, che all\u2019amore aveva sacrificato pace, onore, famiglia e patria. Guardingo ripass\u00f2 la frontiera, attese l\u2019ora propizia e venne a Torino per ritrovarvi lei, per indurla in una disperata preghiera a seguirlo per sempre.<\/p>\n<p>La giovinetta accondiscese all\u2019abboccamento\u2026<\/p>\n<p>Fu perci\u00f2 che dopo una\u2026 peregrina notte d\u2019amore Varano ridivento per la seconda volta assassino.<\/p>\n<p>L\u2019infelice e spensierata fanciulla fu salva con qualche grave ferita, e Varano, ormai disdegnoso di una mala vita e tristissima, s\u2019affond\u00f2 per ben sette volte un pugnale nel petto. Ma guari.<\/p>\n<p>Il <strong>dramma era finito<\/strong>: ne fece la critica la giustizia: e non fu severa. Per undici mesi fu il disgraziato amatore mandato in una cella a meditarvi il suo amore ed a trovarvi tregua ed oblio: ed i giudici di seconda istanza non trovarono la pena n\u00e9 eccessiva, n\u00e9 poca. [\u2026] (<em>La Stampa<\/em>, 27 settembre 1899).<\/p>\n<p>Forse questa volta il cronista si \u00e8 un po\u2019 troppo ispirato all\u2019arringa del difensore\u2026 in ogni caso riteniamo che il lettore possa essersi fatto una sua idea della mentalit\u00e0 della Torino del 1899.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Arconte A Torino, verso le ore 13 del 20 dicembre 1898, un giovanotto e una ragazza entrano nell\u2019Albergo del Gran Colombo, al&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4467,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,143,237],"tags":[2364,2348,2366,2365,2369,2367,2368,517,29],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4466"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4466"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4466\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4469,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4466\/revisions\/4469"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4467"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4466"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4466"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4466"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}