{"id":4476,"date":"2019-02-01T18:47:56","date_gmt":"2019-02-01T18:47:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4476"},"modified":"2019-02-01T19:02:12","modified_gmt":"2019-02-01T19:02:12","slug":"modi-di-dire-piemontesi-la-fierezza-del-re-partico-artabano-v-e-il-profeta-abacuc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4476","title":{"rendered":"Modi di dire piemontesi &#8211; la fierezza del re partico Artabano V e il profeta Abac\u00f9c"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Paolo Barosso\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Dal \u201c<em>Glossario storico popolare piemontese<\/em>\u201d pubblicato da Ugo Rosa nel 1889 si evince l\u2019abbondanza di modi di dire, motti, detti popolari e proverbi che ruotano attorno a figure storiche e traggono ispirazione da personaggi dell\u2019antichit\u00e0 o del mondo biblico.<\/p>\n<p>Prendiamo due esempi. Il primo riguarda un modo di dire un tempo utilizzato per esprimere la fierezza d\u2019una persona: \u201c<em>Fier coma n\u2019Artaban<\/em>\u201d (nel testo del Rosa \u201c<em>Fier com n\u2019Artaban<\/em>\u201d).<\/p>\n<p>Chi era questo Artaban (Artabano), la cui fierezza \u00e8 divenuta proverbiale?<\/p>\n<figure style=\"width: 512px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/26\/d9\/73\/26d97309560e93f88c2b2d325ebf7418.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"342\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">L&#8217;impero partico e i regni vassalli nella loro massima espansione verso il 60 a.C. &#8211; Samuel Butler, 1907 (da www.gutenberg.net)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Secondo la spiegazione fornita dal Rosa nella sua raccolta, l\u2019espressione idiomatica si riferisce alle imprese di <strong>Artabano V<\/strong>, re dei Parti, che si distinse in valore guerresco sconfiggendo, dopo un combattimento durato tre giorni, gli acerrimi nemici del suo popolo, i Romani, inducendoli alla stipulazione d\u2019un trattato di pace, che riconosceva al sovrano gli \u201c<em>onori della guerra<\/em>\u201d. Il Rosa aggiunge che Artabano fu tanto fiero della vittoria conseguita da voler sfoggiare sul capo, come insegna regale, un doppio diadema e esibire il titolo di \u201cGran Re\u201d o &#8220;Re dei re&#8221;. Ecco che la fierezza mostrata dal re guerriero, sovrano dei bellicosi Parti, rimase impressa nella memoria collettiva, trasmettendosi di generazione in generazione, e venendo non solo celebrata in componimenti letterari, ma anche consacrata dalla saggezza popolare.<\/p>\n<p>Una breve disamina del contesto storico in cui visse re Artabano ci consente di fare alcune precisazioni. I Parti erano una popolazione semi-nomade che attorno alla met\u00e0 del III secolo a.C., guidata da Arsace, capostipite eponimo della dinastia degli Arsacidi (cui Artabano apparteneva), si stanzi\u00f2 nella regione dell\u2019Iran settentrionale in seguito denominata Partia, espandendosi poi verso ovest e fondando l\u2019impero partico. Tradizionali antagonisti dei Romani in Medio Oriente, sin da quando nel 53 a.C. le legioni di Marco Licinio Crasso vennero umiliate dall\u2019esercito partico nella citt\u00e0 mesopotamica di Carre (lo stesso Crasso perse la vita), i Parti si videro in pi\u00f9 occasioni costretti a respingere le offensive romane.<\/p>\n<figure style=\"width: 971px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/07\/42\/8c\/07428c774b587a60e0de1035923e721d.jpg\" width=\"971\" height=\"1324\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Altorilievo con guerriero partico (a destra) trascinato in catene da un romano &#8211; Arco di Settimio Severo a Roma<\/figcaption><\/figure>\n<p>Figura importante nella storia dei Parti fu il re <strong>Artabano V, <\/strong>ultimo esponente della dinastia arsacide, che si trov\u00f2 a fronteggiare tra il 215 e il 217 d.C. le mire espansionistiche dell\u2019imperatore Caracalla, desideroso di guadagnarsi il titolo onorifico di \u201c<em>Parthicus<\/em>\u201d, gi\u00e0 tributato al padre Settimio Severo per le vittorie conseguite, come annota lo scrittore Erodiano in <em>Storia dell\u2019impero dopo Marco Aurelio<\/em>.<\/p>\n<p>Artabano V, colto di sorpresa dall\u2019esercito di Caracalla, che era penetrato nel territorio partico usando l\u2019inganno, imbast\u00ec una tenace resistenza, che dovette proseguire anche dopo la morte dello stesso Caracalla, avvenuta a Carre nel 217, in conseguenza d\u2019una congiura. Giunse cos\u00ec presso la <strong>citt\u00e0 di Nisibis<\/strong> l\u2019ora dello scontro decisivo, che vide Artabano, memore del tradimento in precedenza subito da parte di Caracalla, rifiutare le profferte di pace del nuovo imperatore, Macrino, e impegnarsi con le sue truppe in una lotta durata tre giorni. L\u2019esito fu vittorioso per Artabano V, che ottenne dai Romani un trattato di pace favorevole per il suo popolo, ricevendo un sostanzioso tributo in denaro.<\/p>\n<p>Il fiero oppositore dei Romani verr\u00e0 poi sconfitto e ucciso verso il 224 d.C. per opera di Ardashir I, fondatore della <strong>dinastia persiana dei Sassanidi<\/strong>, che di l\u00ec a poco si sarebbe apprestato a occupare la capitale dei Parti, Ctesifonte, assumendo il titolo di \u201cRe dei re\u201d.<\/p>\n<p>Un\u2019altra figura storica, questa volta di ambito biblico, compare nella voce \u201c<em>profeta Bac\u00f9ch<\/em>\u201d, che secondo il testo del Rosa i Piemontesi utilizzavano per additare l\u2019<em>inventone<\/em> e lo <em>sputa sentenze<\/em>. L\u2019allusione \u00e8 al profeta ebraico Abac\u00f9c (Abacucco), vissuto tra VII e VI secolo a.C., l\u2019ottavo tra i dodici profeti minori dell\u2019Antico Testamento, indicato come l\u2019autore del <strong>Libro di Abacuc<\/strong> in 56 versetti.<\/p>\n<figure style=\"width: 307px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e8\/69\/d8\/e869d854a6337e221801f1a7f6652988.jpg\" alt=\"\" width=\"307\" height=\"959\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Statua di Abac\u00f9c a Firenze<\/figcaption><\/figure>\n<p>Esistono poi altri modi di dire costruiti attorno a questa figura biblica, in particolare le voci \u201c<em>vej coma \u2018l coco<\/em>\u201d e \u201c<em>vej bac\u00f9ch<\/em>\u201d, usate per designare un oggetto molto vecchio o una persona in et\u00e0 assai avanzata. Il \u201c<em>coco<\/em>\u201d in piemontese \u00e8 il cuculo, volatile non particolarmente longevo, ed \u00e8 quindi ipotizzabile che l\u2019allusione, anche in questo caso, sia al <strong>profeta Abac\u00f9c,<\/strong> il cui nome nel tempo \u00e8 stato storpiato in \u201c<em>coco<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Il nome del personaggio biblico compare invece in modo pi\u00f9 evidente nella seconda espressione riferita alla vecchiaia, \u201c<strong><em>vej bac\u00f9ch<\/em><\/strong>\u201d, italianizzata in \u201cvecchio bacucco\u201d. Bench\u00e9 non si conoscano le date di nascita e di morte, il profeta Abac\u00f9c \u00e8 rappresentato infatti come un uomo molto vecchio nella <strong>tradizione popolare<\/strong>, probabilmente condizionata sia dalla proverbiale longevit\u00e0 di alcune figure veterotestamentarie (come Matusalemme, vissuto sino a 969 anni secondo il computo biblico), sia dai tratti iconografici ricalcati sul modello del cosiddetto &#8220;Zuccone&#8221;, la statua di Abac\u00f9c realizzata da Donatello per il campanile di Giotto a Firenze in cui le sembianze del profeta sono modellate dall&#8217;ascetismo e caratterizzate da estrema magrezza, quasi consunzione, come a rivelare un travaglio interiore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso\u00a0 Dal \u201cGlossario storico popolare piemontese\u201d pubblicato da Ugo Rosa nel 1889 si evince l\u2019abbondanza di modi di dire, motti, detti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4481,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,495,411,27,306],"tags":[2376,2379,2378,2381,2383,2384,2382,1841,2380,2377,1518,2385],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4476"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4476"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4476\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4479,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4476\/revisions\/4479"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4481"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4476"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4476"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4476"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}