{"id":4486,"date":"2019-02-04T11:40:23","date_gmt":"2019-02-04T11:40:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4486"},"modified":"2019-02-04T15:06:21","modified_gmt":"2019-02-04T15:06:21","slug":"il-veterinario-sindaco-di-cravanzana-cuneo-e-suo-figlio-questore-di-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4486","title":{"rendered":"Le vicende dei Gioda: il veterinario sindaco di Cravanzana (Cuneo) e suo figlio questore di Torino"},"content":{"rendered":"\n<p>di <em>Arconte<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 una storia vera che si potrebbe inserire nella rubrica \u201c<strong><em>La realt\u00e0 romanzesca<\/em><\/strong>\u201d, quella che Mino Milani teneva sulla \u00abDomenica del Corriere\u00bb. Inizia a Cravanzana (Cuneo) il 10 agosto 1878, quando viene ucciso in un agguato lungo una strada di campagna il <strong>dottor Gioda<\/strong>, medico veterinario e sindaco di Cravanzana. Il 10 agosto \u00e8 una data fatidica: il 10 agosto 1867 \u00e8 stato ucciso in modo analogo Ruggero Pascoli a Savignano sul Rubicone. Il figlio Giovanni, il noto poeta, dedicher\u00e0 all\u2019uccisione del padre, rimasta impunita, diverse poesie: <em>X agosto<\/em>, <em>La cavalla storna<\/em>, <em>Tra San Mauro e Savignano<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/97\/6c\/f2\/976cf229563b1d0afca782348d03f5e5.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Anche nel caso del dottor Gioda, le indagini sembrano languire, non si concretizzano in nessun arresto e l\u2019assassino, o gli assassini, restano ignoti fino a quando entra in scena <strong>Simone<\/strong>, il figlio del sindaco ucciso.<\/p>\n\n\n\n<p>Simone\nGioda \u00e8 nato a Monteu Roero (Cuneo) il 30 dicembre 1853, nel 1876 si \u00e8 laureato\nin legge all\u2019Universit\u00e0 di Torino e, al momento dell\u2019uccisione del padre, \u00e8\navvocato praticante presso lo studio legale dell\u2019onorevole deputato Alessandro\nAllis. <\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>giovane avvocato<\/strong>, impaziente di vendicare la morte del padre, lascia l\u2019attivit\u00e0 di Torino, va a stabilirsi a Cravanzana ed inizia per conto suo un paziente lavoro di indagine. Con queste ricerche, protratte per parecchi mesi, riesce a raccogliere un nucleo di prove indiziarie che trasmette con un <strong>particolareggiato rapporto<\/strong> al Ministro di Grazia e Giustizia che se ne serve per fare piena luce sul delitto. Ad assassinare il sindaco sarebbe stata un solo individuo, secondo una versione (1), oppure due persone, seconda un\u2019altra versione (2); la motivazione sarebbe da ricondurre ad una vendetta politica. Il colpevole o i colpevoli sono arrestati e condannati dalla Corte di Assise di Cuneo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/8b\/31\/cc\/8b31cc051266d80827f1b405bec537a7.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta di Cravanzana in una vecchia cartolina<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Questa prima difficile indagine coronata da un felice successo, induce il giovane avvocato Simone Gioda ad intraprendere la carriera di <strong>funzionario di Pubblica Sicurezza<\/strong>, \u00ab<em>quasi in olocausto alla venerata memoria del padre suo, tolto s\u00ec tragicamente all\u2019immenso affetto del figlio<\/em>\u00bb come scrive con retorica ormai datata il biografo Oreste Mosca.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla carriera di <strong>Simone Gioda<\/strong> le fonti in nostro possesso non sono molto concordanti, soprattutto nelle date. Si pu\u00f2 schematicamente dire che, dopo la sua entrata nell\u2019Amministrazione di Pubblica Sicurezza con la qualifica di applicato, dopo pochi mesi di residenza a Genova \u00e8 destinato a Torino, dove ottiene in breve tempo due promozioni, una per merito. \u00c8 poi trasferito a Firenze e successivamente chiamato a Roma come capo gabinetto della Questura.<\/p>\n\n\n\n<p>Pochi anni dopo, Gioda viene destinato a capo dell\u2019Ufficio Provinciale di Pubblica Sicurezza della Lunigiana a Massa Carrara, destinazione per quei tempi molto difficile per la presenza di numerosi e bellicosi <strong>anarchici militanti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/7f\/0b\/f1\/7f0bf1d68160f389aeb1e33e30b7dd07.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In\nquesta residenza, dove rimane per due anni, Gioda ha modo di mettere in risalto\nle sue qualit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Due famigerati anarchici latitanti, Pascutti e Salutini, da tre anni si aggirano per i sentieri inaccessibili delle cave di Massa, eludendo le continue ricerche dell\u2019Autorit\u00e0. Gioda si propone di catturare i due latitanti e, con una <strong>brillante spedizione<\/strong>, riesce nel suo intento. Per questo servizio \u00e8 insignito della Croce della Corona d\u2019Italia. <\/p>\n\n\n\n<p>Da Massa Carrara Gioda ritorna alla <strong>Questura di Torino<\/strong> dove rimane come capo della Polizia Giudiziaria fino al 1898. In circa sette anni di attivit\u00e0 coordina le indagini per scoprire molte associazioni di ladri. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1898, quando sono trascorsi poco meno di vent\u2019anni dal suo esordio nella Pubblica Sicurezza, Gioda che ha 45 anni, \u00e8 chiamato a dirigere i servizi di Polizia dell\u2019<strong>Esposizione Nazionale di Torino<\/strong>. Ecco il ritratto che ne fa Oreste Mosca (3): \u00ab<em>Ha l\u2019occhio di lince, lo sguardo furbo e conoscitore, carattere fermo e risoluto; tutte le qualit\u00e0 insomma che costituiscono un vero funzionario modello<\/em>\u00bb. Il Re Umberto nel corso della sua ultima visita all\u2019Esposizione ha detto a Gioda che a Torino \u00ab<em>incute pi\u00f9 terrore nel mondo delinquente la sua barba nerissima che un reggimento di soldati<\/em>\u00bb. Il Re ha aggiunto: \u00ab<em>Non mi \u00e8 mai occorso vedere un servizio meglio organizzato e mi auguro che ogni citt\u00e0 possa sempre avere funzionari intelligenti e sagaci come lei<\/em>\u00bb. Questi elogi del Re sono meritati, commenta <strong>Oreste Mosca<\/strong>, meglio di Gioda non sappiamo chi avrebbe potuto disimpegnare la difficile ed importantissima carica.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/48\/d4\/6d\/48d46dd51ab9799fa5c17f6041449ea2.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Dopo l\u2019Esposizione Nazionale torinese del 1898, l\u2019onorevole Tommaso Villa, il politico di Canale (Cuneo) tanto importante per la vita di Torino, chiama Gioda alla carica di Ispettore addetto al Commissariato dell\u2019Italia all\u2019<strong>Esposizione Universale di Parigi<\/strong> del 1900. Al ritorno da questa missione, Gioda riceve il titolo di Cavaliere della Legion d\u2019Onore.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 2 aprile 1901 Gioda \u00e8 nominato reggente della <strong>Questura di Torino<\/strong> e, poco dopo, Questore. Ai primi di luglio diviene cavaliere dei SS Maurizio e Lazzaro. <\/p>\n\n\n\n<p>Il 2 gennaio 1902 il questore Gioda partecipa alla cerimonia per lo scoprimento di una lapide dedicata al <strong>Questore Giorgio Sandri<\/strong> (4). Il 16 maggio 1902, dopo lo sciopero generale, Gioda \u00e8 nominato commendatore della Corona d\u2019Italia. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/18\/ba\/2f\/18ba2fb941222295f6d8881bdf66d2fe.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>\u00c8\ndi questo periodo un curioso episodio. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attore Dante Signorini, al tempo noto ideatore di <strong>burle clamorose<\/strong>, decide di fare uno scherzo al Questore Gioda: si traveste da <em>barabba<\/em> e va in piazza San Carlo davanti alla Questura. Quando Gioda esce, Signorini lo guarda minaccioso, Gioda lo affronta impugnando il bastone e Signorini, che lo conosce, esclama: \u00ab<em>Ma sta buono, che sono io, Signorini!<\/em>\u00bb. Gioda deve ridere: \u00e8 il riso di un <strong>questore burlato<\/strong> (5).<\/p>\n\n\n\n<p>La carriera di Gioda \u00e8 stata rapidissima e ricca di momenti felici, a Torino molti ricordano le prove di abilit\u00e0 che ha dato come commissario capo della Questura. Con la nomina a Questore di Torino inizia per Gioda un periodo infelice: \u00ab<em>Parve che la fortuna l\u2019abbandonasse quando fu nominato questore, ed egli stesso parecchie volte se ne doleva<\/em>\u00bb, cos\u00ec commenter\u00e0 il cronista de La Stampa (6). <\/p>\n\n\n\n<p>Un caso difficile inizia il 12 gennaio 1902 con la scomparsa di <strong>Veronica Zucca<\/strong>, una bambina di cinque anni figlia del proprietario del Caff\u00e8 Savoia nella piazza omonima di Torino. Il cadavere della bambina \u00e8 poi scoperto il 7 marzo nelle cantine di Palazzo Paesana e le indagini per questo crimine, che ha sconvolto e commosso la cittadinanza, per lungo tempo non portano risultati anzi sono accusati alcuni innocenti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d2\/ad\/19\/d2ad1906137e158af1e52f06d0fce65d.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Cortile d&#8217;onore di palazzo Saluzzo-Paesana: nelle cantine dell&#8217;edificio venne ritrovato il cadavere della piccola Veronica Zucca<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Altri problemi nascono dalla scoperta presso la <strong>Birreria Dreher<\/strong>, collocata in un sotterraneo di piazza Carignano, di una bisca clandestina dove si gioca d\u2019azzardo: nascono dei problemi disciplinari nei confronti del delegato Casilli che ha eseguito l\u2019operazione e che viene trasferito a Biella. Le sue proteste portano ad una inchiesta ministeriale e ad una della magistratura sul questore Gioda. <\/p>\n\n\n\n<p>Nella seduta del 4 maggio 1903, alla Camera dei Deputati, l\u2019onorevole <strong>Quirino Nofri<\/strong> (7), deputato socialista del IV Collegio di Torino, presenta al Ministro dell\u2019Interno una interpellanza contro il Questore di Torino. Molte le accuse e le critiche che Nofri rivolge al Questore Gioda. Tra queste: \u00ab<em>Dal giorno che il questore Gioda si trova a Torino, tutti i grandi delitti sono rimasti impuniti tanto che si dice che Gioda abbia esclamato: \u201cDa quando sono questore a Torino, non me ne va pi\u00f9 una bene!\u201d<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f3\/4b\/ce\/f34bceaa568ee28bc2b773a154125004.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>Onorevole Ronchetti<\/strong>, Sottosegretario di Stato per l\u2019Interno, difende Gioda: ricorda che il Questore \u00e8 stato scagionato sia da una inchiesta ministeriale sia da quella della magistratura ma Nofri insiste nelle sue accuse e conclude ironicamente: \u00ab<em>Ma gi\u00e0, poich\u00e9 oggi ne sentiamo l\u2019apologia, si capisce che Gioda rester\u00e0 questore a Torino ancora per un pezzo<\/em>\u00bb (<em>ilarit\u00e0<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Battuta infelice, alla luce dei fatti. Ai dispiaceri del lavoro si uniscono infatti per Gioda gravi problemi di salute. Da un anno soffre di infiammazione dell\u2019apparato urinario con <strong>sofferenza renale<\/strong> e nel luglio del 1902 ha dovuto recarsi a San Pellegrino (Bergamo) per curarsi. <\/p>\n\n\n\n<p>Il 7 maggio 1903, tre giorni dopo l\u2019interrogazione dell\u2019Onorevole Nofri, viene arrestato <strong>Giovanni Gioli<\/strong>, il giovanissimo maniaco assassino di Veronica Zucca.<\/p>\n\n\n\n<p>A luglio, Gioda si reca di nuovo da San Pellegrino per le cure termali e ritorna a Torino venerd\u00ec 10 luglio. Alla sera, quando si corica, lamenta disturbi gastrici che nei giorni successivi gli tolgono le forze. Sia Gioda che i suoi familiari non attribuiscono eccessiva gravit\u00e0 a questi malesseri ma, nella mattina di luned\u00ec 13, verso le 8,30 lo coglie un<strong> attacco uremico<\/strong>, indotto da grave sofferenza renale. Viene chiamato il medico curante che richiede un consulto da parte di altri medici ma, malgrado le cure, Gioda muore poco dopo mezzogiorno. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/78\/96\/78\/789678902ba4ef201ce7ec7e5b648ed6.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il questore Gioda non ha ancora compiuto cinquant\u2019anni. Lascia la moglie vedova e tre figli ancora giovani. Al momento della sua morte, attendeva la nomina a <strong>Questore di prima classe<\/strong>. Aveva fatto quasi tutta la sua carriera a Torino dove aveva molte conoscenze che apprendono con dolore la sua fine fulminea e prematura. I funerali si svolgono il 14 luglio, alle 17, partendo dalla questura, attigua alla abitazione del questore (8).<\/p>\n\n\n\n<p>A fine anno, il 30 dicembre, in un vestibolo al primo piano della Questura viene scoperta<strong> una lapide<\/strong> eretta per iniziativa del nuovo questore di Torino, cav. Gervasi, e dei funzionari in memoria di Simone Gioda. Il discorso commemorativo \u00e8 tenuto dal commissario capo avvocato cav. uff. Edoardo Guazzo, amico di lunga data di Gioda, e ne descrive la rapida carriera, ricca di successi ma anche di dolori morali e fisici negli ultimi mesi. Poi parla il Questore. <\/p>\n\n\n\n<p>Lo scultore <strong>Augusto Reduzzi<\/strong>, autore della lapide, fa calare il velario. Appare cos\u00ec la lapide che porta una epigrafe dettata dal cav. Gervasi: \u00ab<em>In questa sede \/ che fu \/ amore e patimento \/ di \/ Simone Gioda \/ maestro e guida sapiente \/ tempra adamantina \/ auspice il Prefetto \/ e per concorde volere \/ di successore e dipendenti \/ resti scolpita nel marmo \/ memoria imperitura \/ delle sue preclare virt\u00f9<\/em> (9)\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>La lapide\ndalla Questura di piazza Castello \u00e8 stata trasferita nella sede di corso\nVinzaglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Note<\/p>\n\n\n\n<p>(1) Mosca O.,\n<em>L\u2019industria italiana alla Esposizione di\nTorino 1898<\/em>, Milano, 1898.<\/p>\n\n\n\n<p>(2) La\nStampa, 14 luglio 1903, Cronaca, \u201cLa morte del questore Gioda\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>(3) Mosca O.,\n<em>L\u2019industria italiana alla Esposizione di\nTorino 1898<\/em>, Milano, 1898.<\/p>\n\n\n\n<p>(4) Il commendator\nGiorgio Sandri, nato a Barberino di Val d\u2019Elsa, mor\u00ec il 10 agosto 1899 dopo\naver subito una operazione chirurgica all\u2019Ospedale Mauriziano di Torino.<\/p>\n\n\n\n<p>(5) Giuseppe\nCauda, <em>Astri e meteore della scena\ndrammatica<\/em>, Savigliano, 1911.<\/p>\n\n\n\n<p>(6) La\nStampa, 14 luglio 1903, Cronaca, \u201cLa morte del questore Gioda\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>(7) Quirino\nNofri (Pietrasanta, Lucca, 1861-1937), \u00e8 anche Consigliere comunale di Torino e\nDirettore Generale dell\u2019Alleanza Cooperativa Torinese. <\/p>\n\n\n\n<p>(8) La\nStampa, 14 luglio 1903, Cronaca, \u201cLa morte del questore Gioda\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>(9) La Stampa\n31 dicembre 1903, Cronaca, \u201cUna lapide in memoria del questore Gioda\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Arconte Questa \u00e8 una storia vera che si potrebbe inserire nella rubrica \u201cLa realt\u00e0 romanzesca\u201d, quella che Mino Milani teneva sulla \u00abDomenica&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4487,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2388,2389,1153,2386,2387,29,2390],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4486"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4486"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4486\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4498,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4486\/revisions\/4498"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4487"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4486"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4486"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4486"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}