{"id":450,"date":"2015-03-02T20:54:36","date_gmt":"2015-03-02T20:54:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=450"},"modified":"2015-03-02T20:54:36","modified_gmt":"2015-03-02T20:54:36","slug":"viaggio-canavese-parte-da-roppolo-carema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=450","title":{"rendered":"Viaggio in Canavese &#8211; I parte: da Roppolo a Carema"},"content":{"rendered":"<p><strong>Giovanni Dughera<\/strong>, appassionato di arte e storia del Piemonte, ci accompagna in un viaggio a puntate alla scoperta del verde e romantico Canavese. Nella prima parte dell\u2019itinerario, preceduto da una breve introduzione, esploreremo la porzione orientale di questa regione del Piemonte, partendo dal castello di <strong>Roppolo<\/strong>, in posizione dominante sul lago di Viverone, per spingerci su sino al confine con la Val d\u2019Aosta ad ammirare i monumentali terrazzamenti coltivati a vigneto di <strong>Carema<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Canavese. Il nome deriva dalla <strong>pianta di canapa<\/strong>, largamente coltivata nei secoli passati e rappresentata persino nello stemma dell\u2019illustre casata canavesana dei Valperga di Masino.<\/p>\n<p>Il suo territorio: immaginiamo un grande anfiteatro di montagne, che hanno il loro culmine nel massiccio del Gran Paradiso (4463 metri) col suo <strong>Parco Nazionale <\/strong>e considerato, tra storia e mito, l\u2019acropoli dei Salassi, antichi abitanti di origine celtica della regione. Testimonianza di ci\u00f2 sono graffiti rupestri e menhir disseminati sulle aspre rocce che punteggiano le zone prative, adatte agli insediamenti umani dai tempi preistorici.<\/p>\n<p>Da queste montagne scendono, come i paludamenti degli antichi Romani che colonizzarono anche queste zone, verdi mantelli di pascoli, boschi, colline dalla variegata morfologia costellate di laghi, degradante tutto ci\u00f2 in fertili pianure.<\/p>\n<p><strong>Ivrea<\/strong>, centro principale del Canavese una grande piana orlata da colline, si trovava nella preistoria ai margini del cosiddetto Gran Lago, dovuto allo scioglimento dei ghiacciai preistorici: tesi che sta tra mito e scienza geologica. Pietro Azario, notaio e storico del Trecento, afferma che ancora ai suoi tempi si vedevano in certo luoghi gli anelli ai quali l\u2019uomo legava le piroghe. Avanzi di esse furono trovate alla fine dell\u2019Ottocento a S.Giovanni dei Boschi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/11044524_10206009086528365_4879773756408072212_n.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-456\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/11044524_10206009086528365_4879773756408072212_n-300x225.jpg\" alt=\"11044524_10206009086528365_4879773756408072212_n\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/11044524_10206009086528365_4879773756408072212_n-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/11044524_10206009086528365_4879773756408072212_n-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/11044524_10206009086528365_4879773756408072212_n.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Quel fenomeno unico che \u00e8 la <strong>Serra d\u2019Ivrea<\/strong>, lunga e poderosa collina che dalla pianura appare come un insolito cordone boscoso, piatto in cima, e che promana dalle ultime propaggini delle montagne, \u00e8 composta dai materiali rocciosi e ghiaiosi che il ghiacciaio della Dora Baltea lasci\u00f2 nel ritirarsi (morena), da cui il termine Serra morenica.<\/p>\n<p>Il fiume proviene dal Monte Bianco e raccoglie le acque delle valli laterali della Valle d\u2019Aosta, dove vi sono montagne come il Cervino e il Monte Rosa.<\/p>\n<p>Il Canavese fu duramente lavorato da questi fenomeni geologici, i quali lasciarono una variet\u00e0 di forme che dall\u2019alto appaiono come morbida e malleabile materia, che l\u2019Uomo dissod\u00f2 in parte nel corso dei secoli: dai Salassi e dai Romani, agli uomini del Medioevo che costruirono protettivi borghi e \u201cricetti\u201d alle falde dei castelli dei loro feudatari posti su innumerevoli poggi.<\/p>\n<p>Castelli che videro, peraltro, parziali distruzioni nel corso del trecento ad opera di un antesignano della Rivoluzione Francese: il <em>tuchinaggio, <\/em>da \u201c<em>tucc un<\/em>\u201d (tutti insieme), movimento popolare di ribellione a signori troppo esigenti.<\/p>\n<p>Ma i castelli, ricostruiti, permangono riplasmati nelle varie epoche in diversi stili, vigili sul paesaggio tanto amato dai romantici: il letterato Giuseppe Giacosa che ispir\u00f2 l\u2019architetto portoghese Alfredo D\u2019Andrade nel restauro ottocentesco dei castelli, l\u2019Avondo, il Nigra, e pittori come Antonio Fontanesi, poeti decadenti come Guido Gozzano.<\/p>\n<p>Iniziamo il nostro viaggio uscendo al casello di Santhi\u00e0, autostrada Torino-Milano.<\/p>\n<p>Dopo Cavagli\u00e0 incontriamo <strong><em>Roppolo<\/em><\/strong><em>. <\/em>Il castello \u00e8 immerso in lievi ondulazioni collinari nelle quali si stempera la formidabile Serra d\u2019Ivrea, ai margini dell\u2019umida pianura vercellese e del <strong><em>lago di Viverone. <\/em><\/strong>D\u2019inverno si trova immerso in pallide nebbie che si formano e svaniscono velocemente, e cos\u00ec il castello appare e si nasconde in esse alternativamente, insieme alle vigne che lo circondano, parendo l\u2019artefice dell\u2019incantesimo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/2-Roppolo.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-451\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/2-Roppolo-195x300.jpg\" alt=\"2 Roppolo\" width=\"195\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/2-Roppolo-195x300.jpg 195w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/2-Roppolo-665x1024.jpg 665w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/2-Roppolo-600x924.jpg 600w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/2-Roppolo.jpg 810w\" sizes=\"(max-width: 195px) 100vw, 195px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il piccolo maniero, coronato da una scansione ritmica di spalti, \u00e8 un silenzioso belvedere sul sottostante lago di Viverone, a cui \u00e8 d\u2019obbligo approdare, per la serenit\u00e0 dello specchio d\u2019acqua che riflette le montagne canavesane<\/p>\n<p>Il castello \u00e8 sede dell\u2019Enoteca Regionale della Serra.<\/p>\n<p>Continuando in direzione di Ivrea ammiriamo la Serra che si erge sulla destra e giungiamo al silenzioso borgo di <strong><em>Azeglio<\/em><\/strong>. Il castello, appartenuto a Massimo D\u2019Azeglio quando spos\u00f2 la figlia di Alessandro Manzoni, si presenta ora come una rigorosa costruzione tardo ottocentesca, neogotica e neorinascimentale, rallegrata dal colore giallo aranciato e dalle cornici delle finestre in cotto, raffiguranti volti di fantasia.<\/p>\n<p>Invitiamo sin da ora il visitatore a porre attenzione agli elementi in <strong>cotto<\/strong> che incontrer\u00e0 nel viaggio: comignoli, medaglioni, balaustre, capitelli, vasi, cornici di finestre, tegoline di ceramica colorata su i tetti delle chiese e campanili, piccole statue poste sui tetti per scaramanzia. Sar\u00e0 un <em>leitmotiv <\/em>a cui daremo spiegazioni in seguito.<\/p>\n<p>Il castello, imponente, presenta un grande timpano che lo sovrasta e pare allungarne il corpo e saldarlo con le forme classiche della chiesa tardo settecentesca, dai rilievi plastici, bianchi..<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un\u2019armonia in questa piazzetta acciottolata, ornata di platani che si fondono col parco, un abbraccio di forme architettoniche e naturali che incanta. Poco sopra il borgo stradine tra le vigne consentono una piacevole passeggiata sino al <em>Castlass<\/em>, antica torre in posizione dominante<\/p>\n<p>Continuiamo in direzione di Ivrea e saliamo sulle alture della Serra, sopra <strong><em>Bollengo<\/em><\/strong>, fermandoci ad ammirare la chiesetta romanica di <em>S.Pietro e Paolo<\/em>, esempio commovente di quella primitiva, semplice, religiosit\u00e0 degli uomini medievali e saliamo in direzione Vignarossa per arrivare al magnifico prato dove sorge, isolato, altissimo, un pietroso inno al romanico: il <em>campanile di S.Martino<\/em>. Chiesa e paese non ci sono pi\u00f9, distrutti e mai ricostruiti, ma da qui il panorama sulla piana d\u2019Ivrea, le Alpi da cui inizia la Serra sono veramente appaganti. Cascine, una villa dal tetto a pagoda, prati, boschi: se il clima lo permette, \u00e8 una sosta ideale per un pic-nic.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/5-Bollengo-modificata.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-452\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/5-Bollengo-modificata-300x169.jpg\" alt=\"Bollengo\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/5-Bollengo-modificata-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/5-Bollengo-modificata-1024x577.jpg 1024w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/5-Bollengo-modificata-600x338.jpg 600w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/5-Bollengo-modificata.jpg 1228w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Per chi ama le passeggiate, consigliamo il giro dei <strong>cinque laghi di Ivrea<\/strong>, attraverso antiche stradine acciottolate, luoghi di sosta tra fonti e antichi alberi, cominciando dal piccolo lago Pistono, nel quale si specchia l\u2019imponente <strong><em>castello di Montalto Dora<\/em><\/strong>, indi il lago S. Michele, Sirio, di Chiaverano e Cascinette d\u2019Ivrea.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/6-Montalto-Dora.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-453\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/6-Montalto-Dora-195x300.jpg\" alt=\"6 Montalto Dora\" width=\"195\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/6-Montalto-Dora-195x300.jpg 195w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/6-Montalto-Dora-665x1024.jpg 665w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/6-Montalto-Dora-600x924.jpg 600w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/6-Montalto-Dora.jpg 809w\" sizes=\"(max-width: 195px) 100vw, 195px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sar\u00e0 anche un\u2019occasione per vedere i particolarissimi <strong>vigneti canavesani<\/strong>, sorretti da pilastri in pietra a secco di probabile origine romana, detti t<em>opioni<\/em>, e che paiono una classicheggiante e rurale massa ondeggiante, seguendo i vigneti la variegata morfologia delle montagne o formazioni rocciose ergentesi dal fondovalle.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/scorcio2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-454\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/scorcio2-300x225.jpg\" alt=\"scorcio2\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/scorcio2-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/scorcio2-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/scorcio2.jpg 911w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I comuni nei quali sono pi\u00f9 presenti: Montestrutto, Settimo Vittone, Cesnola, <strong>Carema<\/strong>. E\u2019 uno spettacolo insolito e fermo nel tempo. &#8211; continua &#8211;<\/p>\n<p>Giovanni Dughera<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Dughera, appassionato di arte e storia del Piemonte, ci accompagna in un viaggio a puntate alla scoperta del verde e romantico Canavese&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":452,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,3],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/450"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=450"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/450\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":457,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/450\/revisions\/457"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/452"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=450"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=450"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=450"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}