{"id":4503,"date":"2019-02-12T17:24:07","date_gmt":"2019-02-12T17:24:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4503"},"modified":"2019-02-12T17:24:08","modified_gmt":"2019-02-12T17:24:08","slug":"la-lomellina-del-quattrocento-il-declino-delle-stirpi-locali-i-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4503","title":{"rendered":"La Lomellina del Quattrocento: il declino delle stirpi locali &#8211; I parte"},"content":{"rendered":"\n<p>di <em>Fabio Occhial<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Situata tra la Sesia, il Po e il \u00a0Ticino e delimitata a Nord da un confine geograficamente non chiaramente demarcato con le terre novaresi, la <strong>Lomellina<\/strong>, marca di confine, fu soggetta principalmente all\u2019influenza del comunale di Pavia, si distinse alla fine del Medioevo per la tipologia\u00a0 insediativa a maglie larghe con centri medio grandi e di grossi borghi \u2013 tra i quali si distinguono quasi citt\u00e0 come <strong>Mortara<\/strong> e <strong>Vigevano<\/strong>, che contano parecchie migliaia di abitanti. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/13\/0e\/79\/130e793254700e8d6afaaac15f48a7ec.png\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nel brillante quanto fondamentale saggio di storia medievale <em>In Lomellina nel Quattrocento: il declino delle stirpi locali e i \u201cfeudi accomprati\u201d<\/em>, Nadia Covini traccia in modo magistralmente esaustivo e chiaro la storia di una regione fortemente segnata dalla sua <strong>posizione di frontiera<\/strong> e dai suoi confini diocesani. Una lettura fondamentale alla quale rimando tutti coloro che come me sono appassionati lettori e ricercatori delle dinamiche e delle vicende socio economiche del territorio. L\u2019autrice, docente di storia medievale presso l\u2019universit\u00e0 degli studi di Milano spiega come per tutto il Medioevo la Lomellina fu coinvolta nella competizione dell\u2019et\u00e0 comunale divenendo teatro delle\u00a0<strong>lotte di supremazia<\/strong> tra i comuni di Milano, Pavia, Vercelli e Novara, subendone le numerose fluttuazioni di confine. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso del Quattrocento le condizioni sfavorevoli, gi\u00e0 persistenti e conseguenti\u00a0 le operazioni belliche sopraggiunte a seguito della morte di <strong>Giangaleazzo Visconti<\/strong> non solo non cessarono, ma furono aggravate dal tragico ritorno della pestilenza nel 1424 con il cospicuo calo demografico che, suo malgrado rappresenter\u00e0 successivamente \u00a0un lento recupero dell\u2019agricoltura e dell\u2019artigianato, un innesco favorevole che permetter\u00e0 alla societ\u00e0 locale di compensare e superare la regressione prodotta dalla crisi in atto. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/bb\/b0\/5a\/bbb05a1c436d6ebb1edb90403118a797.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Gian Galeazzo Visconti, illustrazione tratta da &#8220;Cesare Cant\u00f9, Grande illustrazione del Lombardo-Veneto ossia storia delle citt\u00e0, dei borghi, comuni, castelli, ecc. fino ai tempi moderni, Milano, Corona&#8221;<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il territorio era ancora dominato da boschi e incolto con limitate aree irrigue e ristrette innovazioni fondiarie; tuttavia in alcune zone particolarmente fertili ad Ovest del torrente Agogna, \u00a0definite nei documenti catastali cinquecenteschi \u201c<strong>terre da grano bonissime<\/strong>\u201d la superfice agricola utile e la resa produttiva iniziarono a sostenere un\u2019economia nel suo insieme viva, inserendosi maggiormente all\u2019interno dei circuiti commerciali lombardi e padani, attraverso i quali circolavano con rinnovato interesse\u00a0grani, prodotti di allevamento, legname la produzione di laterizi. <\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019interno di queste dinamiche produttive e commerciali apparvero invero i primi segnali di un netto declino delle <strong>famiglie aristocratiche tradizionali<\/strong>. Queste non erano preparate per cultura e disponibilit\u00e0 economica\u00a0ad essere protagoniste dirette nel serrato confronto con le nuove emergenti\u00a0realt\u00e0 politiche. Esemplare \u00e8 il caso sulle rive del Po della antica <strong>domus Sanazaria<\/strong>, un importante gruppo consortile detentore di importanti privilegi imperiali, la cui consorteria, tra Lomellina, territori di Oltrep\u00f2 e Monferrato, verso la fine del secolo dovette soccombere alle rivendicazioni dei popolari obbligando i Sannazzaro ad una nuova ripartizione degli oneri.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f5\/27\/13\/f527138812565b0ae1f6fd654e418664.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Paesaggio di Lomellina &#8211; foto di Andrea Dall&#8217;Erba<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p> Il <strong>borgo di Sannazzaro<\/strong> era un luogo fondamentale per il passaggio attraverso il \u00a0Po, ben fortificato, importante centro di alloggiamento delle milizie e sede di importanti attivit\u00e0 agrarie e anche manifatturiere. Sintomo della sua importanza \u00e8 l\u2019analisi delle tassazioni: dagli anni Cinquanta la terra dei Sannazzaro pagava 30 \u00abcavalli di tassa\u00bb, ponendosi tra le prime localit\u00e0 lomelline dopo Vigevano e Mortara. Anche altrove leggiamo l\u2019affermazione di comunit\u00e0 popolose e l\u2019indebolimento politico delle stirpi signorili antiche. <\/p>\n\n\n\n<p>A Candia e Villata gli antichi privilegi dei <strong>nobili Confalonieri<\/strong> risalenti all\u2019et\u00e0 comunale non riuscirono a preservare la propria preminenza politica. Nel 1406 Candia sub\u00ec pesantemente le prevaricazioni di <strong>Facino Cane<\/strong>, divenuto di fatto \u201cpadrone\u201d della Lomellina, e furono poi colpiti dalle pesanti confische di <strong>Filippo Maria Visconti<\/strong>. Come a Sannazzaro, anche a Candia e Villata nel Quattrocento la giustizia fu amministrata da un podest\u00e0 ducale, e nel 1467 le due localit\u00e0 erano cos\u00ec ricche di abitanti e di terre da essere tassate per il coefficiente piuttosto cospicuo di 22 \u00abcavalli di tassa\u00bb per gli alloggiamenti militari, e poco dopo il duca di Milano investiva in feudo a una famiglia di officiali forestieri, i Feruffini, una quota delle entrate di Candia. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/fb\/65\/2a\/fb652a34aac8bf27fcf63ac44083ebe8.png\" alt=\"\"\/><figcaption>Facino Cane (Casale Monferrato, 1360 &#8211; Pavia, 1412)  <br><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Questi, \u00abfeudatari di Candia\u00bb solo di nome, restarono in realt\u00e0 estranei alla compagine locale, limitandosi a percepirne delle entrate; il loro arrivo per\u00f2 ridimension\u00f2 ulteriormente i Confalonieri. Al pari dei Sannazzaro e dei Confalonieri persero potere politico anche i numerosi rami nobiliari eredi degli antichi <strong>conti di Lomello<\/strong>: i Langosco, i conti di Mede, di Sparvara, di Gambarana\u2026, dinastie queste, che nel medioevo furono protagoniste della lunga stagione di lotte politiche tra l\u2019epoca post comunale e l\u2019affermazione della signoria viscontea. <\/p>\n\n\n\n<p>Fu dal XII secolo che, malgrado i privilegi imperiali di cui godevano, le loro aspirazioni al controllo dell\u2019antica contea si erano contratte,\u00a0contrastate dalla politica di penetrazione del <strong>comune di Pavia<\/strong>. Nel corso del Trecento \u00a0si trovarono ad affrontare le ambizioni viscontee. In questo doloroso confronto finirono col soccombere alla logica della politica e strutturazione regionale che si stava affermando. <\/p>\n\n\n\n<p>Molti saranno i casati che si ridimensioneranno ad una\u00a0preminenza sulle singole terre e nei castelli rurali, pur conservando discreti assetti patrimoniali ed esercitandone localmente il \u00a0patronato, ma subendo contestualmente una spinta alla <strong>frammentazione nei rami derivati<\/strong>: \u00ab<em>Vi era unit\u00e0 di casato per quanto concerneva la funzione amministrativa e politica, ma insieme sussisteva una divisione di patrimoni, di terre e di castelli. Ci\u00f2 port\u00f2 al lento impoverimento dei gruppi e alla loro progressiva perdita di potere nell\u2019et\u00e0 moderna<\/em>\u00bb come scrisse magistralmente il grande Giancarlo Andenna in: <em>Grandi casati e signorie feudali tra Sesia e Ticino dall&#8217;et\u00e0 comunale a quella sforzesca, 1999<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Fabio Occhial Situata tra la Sesia, il Po e il \u00a0Ticino e delimitata a Nord da un confine geograficamente non chiaramente demarcato&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4505,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[1820,2396,1377,1624,505,1712,49,1695,30,600,2397,455,2175,124,2373,503],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4503"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4503"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4503\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4506,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4503\/revisions\/4506"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4505"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4503"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4503"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4503"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}