{"id":4513,"date":"2019-02-19T10:28:23","date_gmt":"2019-02-19T10:28:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4513"},"modified":"2019-02-19T10:44:30","modified_gmt":"2019-02-19T10:44:30","slug":"quando-i-nomi-dei-frutti-in-piemontese-ne-richiamano-lantica-origine-larmognan-dallarmenia-e-il-persi-dalla-persia-i-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4513","title":{"rendered":"Quando i nomi dei frutti in piemontese ne richiamano l\u2019antica origine: l\u2019armognan dall\u2019Armenia e il persi dalla Persia \u2013 I parte"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso<\/p>\n\n\n\n<p>Nella lingua piemontese i nomi di alcune variet\u00e0 di frutta contengono <strong>riferimenti geografici<\/strong>, che alludono alla regione d\u2019origine (primaria o secondaria) della pianta o che, in certi casi, richiamano le diverse rotte commerciali seguite dalla stessa per giungere in Occidente e qui propagarsi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/564x\/67\/51\/e5\/6751e5a4463cd0987c40e6b5f1c21efd.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Albicocca della variet\u00e0 Tonda di Costigliole <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il primo caso, descritto nel <em>Glossario storico popolare piemontese <\/em>di\nUgo Rosa (1889), \u00e8 l\u2019<strong><em>armognan<\/em><\/strong>, vocabolo piemontese per\nl\u2019albicocca, che trova riscontro nel nome scientifico creato da Linneo nel\nXVIII secolo, <em>Prunus armeniaca<\/em>, con\nevidente riferimento all\u2019Armenia, regione storica compresa tra il sud del\nCaucaso e l\u2019Anatolia orientale individuata dal botanico svedese come territorio\ndi provenienza dell\u2019albicocco (la cui origine primaria va per\u00f2 ricercata nella\nCina settentrionale, da cui l\u2019albero si diffuse verso l\u2019area caucasica). <\/p>\n\n\n\n<p>Si legge nel testo del Rosa alla\nvoce <strong><em>Armognan<\/em><\/strong>:\n\u201c<em>Gi\u00e0 armognengo nel Prontuario del\nVopisco (Mondov\u00ec, 1564). Albicocco, frutto proveniente dall\u2019Armenia, gi\u00e0\narmenium o malum armeniacum in Columella<\/em>\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>I Romani dunque, ma anche i Greci, conoscevano i frutti profumati di questa pianta, scoperta per primo da <strong>Alessandro Magno<\/strong> in transito nella regione caucasica, e ne evidenziavano nel nome l\u2019origine armena. <\/p>\n\n\n\n<p>Menzionato sia nell\u2019<em>Historia Naturalis <\/em>di Plinio il Vecchio, sia nel <em>De Rustica<\/em> di Lucio Columella, il frutto, molto gradito nei mercati romani, era conosciuto come <strong><em>Malum<\/em> <em>armeniacum<\/em><\/strong><em> (<\/em>o <em>armeniacum)<\/em> ma anche come <em>Malum praecox, <\/em>da cui il vocabolo <em>praecoquua, <\/em>attestato per designare l\u2019albicocca, per la precocit\u00e0 nella fioritura e nella maturazione, che avviene prima della pesca, tra la primavera e i primi caldi estivi. Al riguardo esiste un frutto che si chiama <em>percoca<\/em>, coltivato in pi\u00f9 variet\u00e0 in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Romagna: per lungo tempo ritenuto un incrocio tra la pesca e l\u2019albicocca, in realt\u00e0 \u00e8 una qualit\u00e0 di pesca a polpa gialla, molto compatta, che trae il nome dal latino <em>praecoquum<\/em>, primaticcio, a indicare la precoce maturazione dei frutti. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/67\/7c\/c6\/677cc6e9e3b6e51a9dfd9afdadce2f00.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta di un tipico monastero dell&#8217;Armenia (Goshavank), terra d&#8217;origine dell&#8217;armognan<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In italiano, cos\u00ec come in altre lingue europee, il nome dell\u2019albicocca deriv\u00f2 per\u00f2 dalla mediazione linguistica degli Arabi, che la chiamavano <em>al-barquq<\/em>, perch\u00e9 furono questi, dopo che i Romani l\u2019avevano introdotta nell\u2019attuale meridione d\u2019Italia, a diffondere la pianta in altre regioni del bacino mediterraneo, durante le loro guerre d&#8217;invasione. Nacque cos\u00ec lo spagnolo <em>albaricoque<\/em>, il francese <em>abricot<\/em> e l\u2019italiano <em>albercocco\/albicocco<\/em>, tutti modellati sull\u2019arabo <em>al-barquq<\/em>, mentre il <strong>piemontese <em>armognan<\/em><\/strong> continua a richiamare l\u2019idea dell\u2019antica origine armena di questa variet\u00e0. Va comunque registrata la variante <em>arbic\u00f2ch<\/em>, pi\u00f9 simile all\u2019italiano, con cui si indica l\u2019albicocca in alcune zone del Piemonte. <\/p>\n\n\n\n<p>Per ragioni climatiche il Piemonte \u00e8 un\u2019areale limite per la coltivazione della pianta dell\u2019albicocco, che patisce le gelate tardive, frequenti nel nostro territorio. Malgrado tali difficolt\u00e0 si \u00e8 sviluppata in Piemonte, in particolare sulle colline saluzzesi attorno a Costigliole, al riparo dai gelidi venti alpini, una variet\u00e0 tradizionale, la <strong>Tonda di Costigliole<\/strong>, affine alle cultivar presenti nella Liguria di Ponente, che si caratterizza per la maturazione tardiva, tra l\u2019ultima decade di luglio e il mese d\u2019agosto, per l\u2019aromaticit\u00e0 e il bel colore giallo-arancio con marezzature rosse nelle parti esposte al sole. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e2\/6e\/10\/e26e1010a4609270ccac683e968ccdf6.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Pesca di Volpedo<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il secondo frutto che prendiamo in esame \u00e8 la <strong>pesca<\/strong> (abbreviazione da <em>persica<\/em>), originaria della Cina, ma giunta in Occidente grazie a Greci e Romani, che ne portarono i semi dalla regione della Persia, dove il primo a conoscerla e apprezzarla fu Alessandro Magno, da cui il nome scientifico di <strong><em>Prunus persica<\/em><\/strong> (Linneo). Sia presso i Greci che nelle fonti latine il frutto del pesco \u00e8 citato come <em>Melon persikon <\/em>e <em>Malum persicum <\/em>(da cui <em>persicum<\/em>)in conformit\u00e0 alla consuetudine linguistica, seguita da entrambi i popoli, di designare con il vocabolo <em>melon<\/em> (greco) o <em>malum<\/em> (latino) non solo il frutto del melo, la mela, ma anche qualsiasi frutto che avesse una provenienza esotica, accompagnando in tal caso il termine con un aggettivo, come appunto in greco antico <em>Melon armeniakon<\/em> (albicocca) o <em>Melon persikon<\/em> (pesca). <\/p>\n\n\n\n<p>Proprio dal riferimento alla Persia come terra d\u2019origine (secondaria) della pianta deriva il nome piemontese della pesca, <strong><em>persi<\/em><\/strong> (in francese <em>persicot<\/em>), anche se Il Rosa nella sua pubblicazione menziona, senza comunque mostrare di aderirvi, un parere discorde sull\u2019etimologia del vocabolo: \u201cIl Canini (<em>Etudes \u00e9tymologiques<\/em>, Turin, 1882) non \u00e8 di questo parere e ravvicina <em>persicum <\/em>a it. Perso, che \u00e8 un colore tra il purpureo e il nero, onde <em>persicum<\/em> varrebbe <strong>rossiccio e non persiano<\/strong>. Ma gli \u00e8 invece perso, nel basso latino <em>persus<\/em>, <em>perseus<\/em>, che deriva da <em>persicum<\/em>, come chiaramente vedesi dalla definizione del Ducange: <em>persus, perseus\u2026 ad persei mali colorem accedens<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c6\/c6\/06\/c6c6069c0bea9a31b85256627996e5b6.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Pescheto in fiore a Monleale (Al)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Prodotto tipico, ma oggi non\nfacilmente reperibile, della tradizione liquoristica piemontese \u00e8 il <strong>liquore detto Persico<\/strong>, che deriva dall\u2019infusione\nalcolica dei noccioli della pesca, apprezzato un tempo dai palati femminili\ncome correzione del caff\u00e8 in alternativa alla pi\u00f9 forte grappa. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso Nella lingua piemontese i nomi di alcune variet\u00e0 di frutta contengono riferimenti geografici, che alludono alla regione d\u2019origine (primaria o&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4514,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,411,27,306],"tags":[2404,2405,2406,862,311],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4513"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4513"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4513\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4522,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4513\/revisions\/4522"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4514"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4513"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4513"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4513"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}