{"id":4523,"date":"2019-02-23T15:47:00","date_gmt":"2019-02-23T15:47:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4523"},"modified":"2019-02-23T15:49:07","modified_gmt":"2019-02-23T15:49:07","slug":"4523","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4523","title":{"rendered":"La Lomellina del Quattrocento: le devastazioni di Facino Cane e l&#8217;avvento di nuove signorie &#8211; II parte"},"content":{"rendered":"\n<p>di <em>Fabio Occhial <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Con la profonda crisi delle istituzioni che segu\u00ec la morte di <strong>Giangaleazzo Visconti <\/strong>nel 1402, in Lomellina i nobili saranno il&nbsp; pi\u00f9 delle volte travolti da eventi ostili. Dal 1403&nbsp; le spedizioni devastanti di Facino Cane provocarono la distruzione di molti castelli, la spoliazione di villaggi e terre, con una profonda destrutturazione della geografia signorile. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/48\/e3\/8d\/48e38d020eb12fb9f495c44c47766ce0.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta aerea di Breme, immersa nel tipico paesaggio agricolo della Lomellina<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il <strong>condottiero casalese<\/strong> stabilita nel 1409 una signoria su Mortara, super\u00f2 le resistenze frapposte dai nobili locali; govern\u00f2 su Vigevano e incorpor\u00f2 le terre di Ottobiano, che gli saranno successivamente riconosciute dal conte di Pavia. Gi\u00e0 creditore di importanti arretrati salariali dai Visconti da prima del 1403, ebbe in pegno le entrate e la giurisdizione della ricca <strong>terra di Breme<\/strong>, una delle pi\u00f9 grosse della Lomellina.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"\" alt=\"Facino Cane.png\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Le devastazioni recate dalle sue&nbsp;truppe in Lomellina determinarono una <strong>lunga crisi <\/strong>della societ\u00e0 locale. Nel 1404, tornato dalla citt\u00e0 di&nbsp; Alessandria insorta, aveva predato la terra di Cairo e raso al suolo il castello di Frascarolo. Vennero abbattute le fortificazioni di Olevano e occupate le terre di Sant\u2019Angelo e Cilavegna; sequestrati i possedimenti ai Confalonieri di Candia, nel 1406, Facino Cane trasfer\u00ec &#8211; quasi a voler infierire ulteriormente sulla <strong>nobilt\u00e0 autoctona<\/strong>&#8211; al suo armigero Andrea da Mantova diritti, castelli e propriet\u00e0 tolte ad alcuni nobili locali. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1407 il castello di Albonese fu abbattuto e il <strong>castello di Langosco<\/strong> distrutto fino alle fondamenta durante le operazioni belliche di quegli anni. Nell\u2019intera regione si diffusero&nbsp; timore e insicurezza, il vecchio ordine venne fortemente destrutturato e per contrasto furono costruiti ridotti e nuove fortificazioni, in cui la popolazione rurale cerc\u00f2 rifugio durante le incursioni. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f8\/c7\/f8\/f8c7f899218685074565544544ce799f.png\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Passata la tempesta, vari gruppi nobiliari che erano stati vittime delle violenze e degli espropri di <strong>Facino Cane<\/strong> e successivamente dei bandi e delle confische di Filippo Maria, riuscirono a recuperare parte dei loro beni e della loro posizione solo con l\u2019avvento degli Sforza; a differenza di altri territori del ducato, in Lomellina il calo di influenza delle grandi stirpi nobiliari fra Tre e Quattrocento contribu\u00ec a creare una sorta di vuoto che apr\u00ec la strada a una serie di nuove infeudazioni e all\u2019impianto di <strong>nuove signorie<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vigevano<\/strong>, citt\u00e0 ducale, sar\u00e0 eretta a marchesato&nbsp;nel XVI secolo con Gian Giacomo Trivulzio; <strong>Mortara<\/strong>, terra socialmente molto vivace, caratterizzata dalla presenza di potenti enti ecclesiastici non fu oggetto di concessioni feudali in senso stretto, costitu\u00ec solamente pi\u00f9 tardi, negli anni Ottanta, una sorta di feudo-appannaggio concesso a <strong>Ludovico il Moro<\/strong> fratello del duca. In Lomellina il precedente assetto signorile fu destrutturato e il numero elevato di investiture con la loro ampia diffusione geografica non implicarono per\u00f2 una <strong>copertura feudale totale <\/strong>e costante nel tempo e nello spazio: molte concessioni furono di&nbsp; breve durata e con debole profilo giurisdizionale. <\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la&nbsp; grande bufera politica del primo Quattrocento, <strong>Filippo Maria Visconti<\/strong> inizi\u00f2 a concedere nuovi feudi a beneficio di condottieri, segretari, uomini d\u2019affari, creditori a vario titolo della camera ducale, nobili forestieri, membri della corte, ma per lo pi\u00f9 estranei alla regione. A parte il travaglio delle concessioni e delle revoche ai Beccaria corrispondenti a ritorni di obbedienza e alle nuove ribellioni, non risulta alcuna infeudazione ad esponenti dell\u2019aristocrazia locale. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e6\/ff\/85\/e6ff858320792c49429151bb2e5e0b2c.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption> <br>Francesco Hayez, studio per il dipinto \u201cIl Conte di Carmagnola\u201d, 1820, acquarello, Milano, Biblioteca Nazionale Braidense &#8211; fonte: wikimedia<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>I feudi costituiranno spesso&nbsp; una \u201cnecessit\u00e0\u201d per condottieri che necessitavano&nbsp; di uno status, di terre per alloggiare le loro milizie e di entrate. Dopo Facino Cane, sar\u00e0 il <strong>conte di Carmagnola<\/strong> ad ottenere in Lomellina ampi diritti ed entrate fiscali a Candia, Villata e Langosco.&nbsp; Colleoni ricever\u00e0&nbsp; il feudo di Dorno, mentre il fratello di Facino Cane, Filippino, doner\u00e0 al condottiero Angelo della Pergola la giurisdizione della contea di Biandrate e il feudo di Zeme. <\/p>\n\n\n\n<p>Il lento processo di <strong>ricostruzione del ducato<\/strong> avviato da Filippo Maria Visconti dal 1412, difficoltoso ed osteggiato dalle pressanti necessit\u00e0 belliche, port\u00f2 come accennato a molte infeudazioni dettate da motivi finanziari o clientelari. Ma nonostante il persistere di difficolt\u00e0 strutturali e demografiche, l\u2019agricoltura si stava riorganizzando e la regione cominciava a dare evidenti segni di ripresa economica. Le terre lomelline diverranno quindi nuovamente appetibili vista la relativa distanza da Milano e da Pavia, anche i potenti Borromeo se ne interessarono&nbsp; acquistando un feudo lomellino. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/65\/af\/72\/65af72630d155e80b58c915524b64699.png\" alt=\"\"\/><figcaption>Massima estensione dei domini viscontei nel 1402 <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Vitaliano Borromeo<\/strong>, mercante, banchiere e tesoriere ducale, ottenne la concessione di Palestro; La terra di Palestro, confine e luogo di passaggio verso la citt\u00e0 di Vercelli, non era lontana dal grande stato dei Borromeo che stava prendendo consistenza nell\u2019alto novarese e intorno al Lago Maggiore ed \u00e8 verosimile che l\u2019interesse per i feudi lomellini si possa riconnettere al progetto che questo grande casato di origini toscane coltivava nell\u2019<strong>espansione verso il Piemonte<\/strong>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Fabio Occhial Con la profonda crisi delle istituzioni che segu\u00ec la morte di Giangaleazzo Visconti nel 1402, in Lomellina i nobili saranno&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4524,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[495,5],"tags":[2410,2407,1820,2408,1377,2411,1712,504,124,2373,503],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4523"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4523"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4523\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4527,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4523\/revisions\/4527"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4524"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4523"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4523"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4523"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}