{"id":4581,"date":"2023-10-23T20:22:00","date_gmt":"2023-10-23T20:22:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4581"},"modified":"2023-10-24T08:43:26","modified_gmt":"2023-10-24T08:43:26","slug":"la-chiesa-di-san-pietro-ad-avigliana-gli-affreschi-medievali-e-le-vicende-di-filippo-dacaia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4581","title":{"rendered":"La chiesa di San Pietro ad Avigliana, gli affreschi medievali e le vicende di Filippo d&#8217;Acaia"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso <\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019imboccatura della valle di Susa, sull&#8217;orlo della conca morenica che testimonia l&#8217;espansione dei ghiacciai avvenuta in epoche remote, sorge l\u2019abitato di <strong>Avigliana<\/strong>. La cittadina, oggi centro residenziale e rinomata meta turistica, anche per la prossimit\u00e0 ai due bacini lacustri, il lago Piccolo e il lago Grande, d&#8217;origine glaciale, conserva importanti segni architettonici e artistici del glorioso passato, che la vide raggiungere il massimo splendore tra XI e XIV secolo, dapprima sotto l\u2019autorit\u00e0 dei marchesi arduinici di Torino e poi con i <strong>conti di Savoia<\/strong>, che vi risiedettero per lunghi periodi in particolare durante il Trecento.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/8e\/f3\/23\/8ef32348aaf24890947d71ad279e6a61.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sub>Scorcio del &#8220;Borgo Nuovo&#8221; di Avigliana con il campanile cuspidato di San Giovanni e la Torre dell&#8217;Orologio <\/sub><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il <strong>nucleo medievale<\/strong>, formato da pi\u00f9 borghi sorti in epoche diverse &#8211; Borgo Nuovo, Borgo Vecchio o di Santa Maria, Borgo San Pietro, Borgo Ferronia &#8211; s\u2019inerpica sui fianchi della collina, sovrastato dall\u2019altura, chiamata monte Pezzulano, che accoglie alla sommit\u00e0 gli affascinanti ruderi del <strong>castello<\/strong>, imponente costruzione in pietra appartenuta dapprima agli Arduinici di Torino (fu il marchese Arduino il Glabro a erigerlo nel X secolo) e poi ai conti di Savoia. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/1e\/bc\/18\/1ebc186f7fd3032bb19fa8c13c0a5042.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sub>Veduta di Avigliana con i ruderi del castello sulla sommit\u00e0 del monte Pezzulano<\/sub><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Distrutto a pi\u00f9 riprese, venne incendiato per l\u2019ultima volta nel 1691 per mano dei francesi al comando del <strong>generale Catinat<\/strong>, che vanificarono i tentativi di ricostruzione (mai portati a compimento) avviati nel 1629 dall\u2019architetto Carlo di Castellamonte su commissione del duca Carlo Emanuele I e proseguiti con gli interventi di riparazione e consolidamento realizzati dopo il trattato di Cherasco del 1631. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/39\/0b\/a2\/390ba2a990fb850e43e8d2e9a8f485db.jpg\" alt=\"\" style=\"aspect-ratio:1.5;width:840px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sub>Il castello di Avigliana come appare dalla chiesa di San Pietro <\/sub><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>L\u2019altura, facilmente raggiungibile, \u00e8 un formidabile punto di osservazione sulla basse valla di Susa, per vocazione storica territorio di transito per viandanti, pellegrini, mercanti ed eserciti. La vista che si gode dagli spalti del castello abbraccia anche uno dei nuclei storici di Avigliana, il Borgo San Pietro, che ospita uno degli edifici medioevali pi\u00f9 importanti della citt\u00e0, la <strong>chiesa di San Pietro<\/strong>, che si caratterizza per una commistione di elementi romanici e sovrapposizioni gotiche, evidenziate dagli svettanti pinnacoli in cotto. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/3e\/bc\/1e\/3ebc1ef228cb1a8ccf821f8ac2867196.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sub>Il campanile della chiesa di San Pietro visto dalla cancellata d&#8217;ingresso al camposanto<\/sub><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Originaria forse del X secolo, la chiesa si trova su un\u2019altura, in posizione dominante, attorniata da un vecchio cimitero ormai in disuso: un tempo svolgeva per\u00f2 le funzioni di parrocchiale, che cessarono nel 1320, quando tale ruolo pass\u00f2 alla <strong>chiesa di San Giovanni e Pietro<\/strong>, nel Borgo Nuovo, anch\u2019essa importante nel panorama architettonico di Avigliana perch\u00e9 conserva intatto l\u2019aspetto esterno trecentesco, rimaneggiato nel XV secolo con l\u2019aggiunta dell\u2019alta ghimberga e del campanile cuspidato abbellito da scodelle maiolicate (all\u2019interno preziose pitture, tra cui diverse opere del maestro chivassese Defendente Ferrari). <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d7\/a1\/d5\/d7a1d546be820de341a6423c7e973533.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sub>Veduta dell&#8217;area absidale della chiesa di San Pietro con il campanile<\/sub><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La chiesa di San Pietro, passata\nnel 1205 dalla giurisdizione della Prevostura di San Lorenzo d\u2019Oulx a quella\ndell\u2019Ospizio del Moncenisio, sorprende per il composito corredo di affreschi\nche ornano l\u2019interno, realizzati in un arco temporale che va dall\u2019XI secolo al\ntardo Quattrocento. Di particolare valore, come documentazione storica, \u00e8\nl\u2019affresco che raffigura il <strong>castello di\nAvigliana<\/strong> come doveva apparire nel XV secolo, forse l\u2019unica testimonianza\ngrafica capace di restituirci l\u2019immagine della fortezza sabauda nel suo aspetto\noriginario (pur con qualche errore di prospettiva). <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/a9\/52\/83\/a9528388f5be9f453374c2dc5f5de80c.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sub>Veduta d&#8217;assieme dei cicli di affreschi dell&#8217;area absidale<\/sub><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Alle <strong>campagne pittoriche<\/strong> pi\u00f9 antiche appartengono la decorazione aniconica dell\u2019arco absidale, con motivi geometrici, simboli e scritte realizzate a monocromo rosso su sfondo bianco, e alcuni lacerti raffiguranti gli apostoli nel lato destro del semicilindro dell\u2019abside. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b4\/c9\/40\/b4c940e976dcfe343f31ad900c64b846.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sub>Dettaglio della teoria degli apostoli<\/sub><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Seguono altre fasi, riconducibili a periodi diversi, dalla fine del XII secolo sino alla seconda met\u00e0 del Duecento, ma gli affreschi pi\u00f9 significativi dal punto di artistico sono quelli attribuiti al cosiddetto \u201c<strong>Maestro di Tommaso d\u2019Acaia<\/strong>\u201d, che li esegu\u00ec tra il 1348 e il 1362. Tra questi si evidenziano il Cristo in Maest\u00e0, la teoria degli apostoli e i simboli degli Evangelisti nel vano absidale, l\u2019Annunciazione e Caino con Abele nell\u2019arco santo, la Madonna della Misericordia e San Michele nella parete sinistra, San Giorgio e un angelo nella parete destra. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/73\/ae\/b0\/73aeb0310ad5d91930da906c74638d35.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sub>L&#8217;absidiola destra con gli affreschi attribuiti all&#8217;alessandrino Pitterio<\/sub><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Oltre agli interventi del cosiddetto \u201c<strong>Maestro di San Domenico<\/strong>\u201d (Madonna con due sante e santa Caterina nella controfacciata), cui si attribuisce il ciclo di affreschi nella chiesa conventuale di San Domenico a Torino, altre campagne pittoriche vennero commissionate tra la fine del Trecento e il XV secolo, con i lavori dell\u2019alessandrino Giacomo Pitterio (fine Trecento) e della bottega pinerolese dei <strong>Serra<\/strong>, autori del ciclo delle storie di San Giuseppe e della Maddalena. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/53\/94\/31\/5394313af836538cab5b0066887a94d6.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sub>Dettaglio del ciclo dedicato alle storie di San Giuseppe e della Madonna<\/sub><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>In parte legata alla chiesa di San Pietro \u00e8 la drammatica vicenda di <strong>Filippo d\u2019Acaia<\/strong>, figlio di Sibilla del Balzo e di Giacomo, principe di Savoia-Acaia, cugino e vassallo del Conte Verde, Amedeo VI di Savoia. Il giovane Filippo, alla morte del padre, avvenuta nel 1367, venne diseredato e spogliato dei diritti di successione sui domini piemontesi dei principi d\u2019Acaia in favore dei fratellastri, figli di <strong>Margherita di Beaujeu<\/strong>, che era convolata in seconde nozze con Giacomo. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/04\/5e\/0c\/045e0ca713bbf323716b68b678704e2a.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Umiliato dal testamento paterno, che lo escludeva dal potere, Filippo si risolse alla ribellione, cercando l\u2019appoggio del marchese di Saluzzo, Federico II, e d&#8217;una banda di mercenari comandati da un tedesco, soprannominato il monaco Heckz, e sfidando sul campo il cugino <strong>Conte Verde<\/strong>, uomo di grande intelligenza e acume politico. Indotto a rinunciare ai propositi bellici, anche per le minacce del Visconti d\u2019intervenire in sostegno ad Amedeo VI, Filippo si ritir\u00f2 nella fortezza di Vigone nel pinerolese, ma di l\u00ec a poco, convocato con un pretesto nel castello di Rivoli, fu rinchiuso nelle prigioni della fortezza di Avigliana, in attesa che si istruisse il processo per le accuse rivoltegli dalla matrigna, la bella e intrigante Margherita, vedova del padre Giacomo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/a7\/e9\/17\/a7e9179bcd921b6950bbf73fb9aac0b4.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sup> Dettaglio del ciclo dedicato alle storie di San Giuseppe e della Madonna <\/sup><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Come racconta lo storico piemontese <strong>Francesco Cordero di Pamparato<\/strong> nel suo libro \u201c<em>Nobili morti<\/em>\u201d, accurata e avvincente indagine sulle morti di alcuni personaggi illustri del Medioevo piemontese, avvenute in circostanze misteriose o mai chiarite, dopo il 20 dicembre 1367 si perde ogni traccia dell\u2019esistenza in vita dello sventurato Filippo: a questa data risale infatti la menzione, nei registri contabili del castello di Avigliana, delle ultime spese sostenute per il mantenimento del prigioniero.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/29\/51\/cc\/2951ccbd12163875577b50030fd4c1ef.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Maria Jos\u00e9 di Sassonia Coburgo-Gotha, sposa del \u201cRe di maggio\u201d, Umberto II, e autrice di importanti ricerche storiche sulle origini della dinastia sabauda, scrive che &#8220;<em>selon la rumeur publique&#8221;<\/em> (secondo la voce popolare) il principe fu giustiziato, forse per strangolamento o pi\u00f9 probabilmente, in base a un tipo di condanna in uso nei domini sabaudi nei confronti di personaggi altolocati colpevoli di delitti contro lo Stato, annegato nelle <strong>gelide acque del lago di Avigliana<\/strong>, stessa sorte che capit\u00f2 pi\u00f9 tardi a due cancellieri di Savoia, Guglielmo Bolomier e Giacomo Valperga, affogati nel lago di Ginevra. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/60\/0f\/0f\/600f0f68e656eb87a4077741ac392a9d.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sub>La Piet\u00e0 (1469) attribuita a Antoine de Lonhy, pittore borgognone legato alla corte di Savoia.<\/sub><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Come narra Cordero di Pamparato, negli scritti del padre cappuccino Placido Bacco, studioso di storia valsusina e sabauda vissuto nell\u2019Ottocento, si fa cenno a un ritrovamento di ossa nella cripta della chiesa di San Pietro ad Avigliana, rinvenute sotto una lastra recante lo stemma sabaudo. L\u2019ipotesi \u00e8 che i resti mortali appartenessero all\u2019infelice Filippo, giustiziato e poi inumato nella <strong>cripta di San Pietro<\/strong>.&nbsp; &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/40\/83\/c2\/4083c21825b5fa227f6b4b04ddbc1708.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 invece chi ritiene, basandosi sul ritrovamento di antiche carte nel convento delle Domenicane ad Alba, dove visse e spir\u00f2 <strong>suor Filippina (o Filippa) de&#8217; Storgi,<\/strong> al secolo Umberta, figlia di Filippo di Savoia-Acaia, che lo sventurato principe si sia miracolosamente salvato dall&#8217;annegamento nelle acque del lago di Avigliana, grazie all&#8217;intercessione del beato Umberto III di Savoia (1136-1189), cui era profondamente devoto. <\/p>\n\n\n\n<p>Secondo la ricostruzione della studiosa Cristina Siccardi, dopo il salvataggio Filippo si sarebbe recato nella penisola iberica, raggiungendo <strong>la localit\u00e0 di Fatima<\/strong> in Portogallo e scoprendo, qui, la tomba dimenticata di un&#8217;antenata sabauda, <strong>Mafalda di Savoia<\/strong>, sorella del beato Umberto III e sposa del primo <strong>re del Portogallo, <\/strong>Alfonso Henriques (1109-1185). Indossate le vesti del pellegrino, Filippo sarebbe infine tornato in Piemonte, per rintracciare la figlia Umberta, e qui sarebbe spirato intorno al 1418, dopo aver rivelato la propria identit\u00e0 alla nipote, <strong>beata Margherita di Savoia-Acaia<\/strong>, che aveva fondato il convento delle Domenicane in Alba ed era Madre Superiora della stessa figlia Umberta, conosciuta come suor Filippina de&#8217; Storgi.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La chiesa di San Pietro ad Avigliana si caratterizza per una commistione di elementi romanici e sovrapposizioni gotiche, evidenziate dagli svettanti pinnacoli in cotto.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4583,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,26,730,495],"tags":[2147,1275,483,2452,2448,2449,2450,35,1240,2451,953],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4581"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4581"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4581\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7030,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4581\/revisions\/7030"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4583"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4581"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4581"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4581"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}