{"id":4618,"date":"2019-06-28T15:10:50","date_gmt":"2019-06-28T15:10:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4618"},"modified":"2019-06-28T15:23:41","modified_gmt":"2019-06-28T15:23:41","slug":"delit-an-piemont-armus-ciand-ant-ij-pape-dij-tribunaj-le-imprese-dei-tre-fratelli-sperone-di-canale-ii-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4618","title":{"rendered":"Delit an Piemont: armus-ciand ant ij pap\u00e9 dij tribunaj \u2013 Le imprese dei tre fratelli Sperone di Canale &#8211; II parte"},"content":{"rendered":"\n<p>di <em>Arconte<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In breve tempo i <strong>fratelli Sperone<\/strong> consumarono il bottino fatto sui viaggiatori della corriera, ed il Giovanni invit\u00f2 di nuovo Battista e Giuseppe&nbsp; a mettersi sulla strada, lasciando in disparte Varrone e recandosi nell\u2019Astigiana [l\u2019attuale Roero].<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/31\/d1\/91\/31d191002ac49939534d0e5b710bcee2.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta del castello di Pralormo <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nella notte perci\u00f2 tra venerd\u00ec 7 e sabato 8 maggio, si misero in viaggio, passarono per i <strong>boschi di Pralormo<\/strong>, andarono a Orzino, a Montafia, a Piea e quindi si imboscarono in prossimit\u00e0 dello stradale in costruzione tra Piov\u00e0 e Casalborgone, aspettando qualche viaggiatore da spogliare.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa volta il\nmal capitato \u00e8 Giovacchino Andreoli, d\u2019anni 58, da Lugano, abitante in Asti,\nimpresario di quello stradario in societ\u00e0 con Ilario Ginella.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Andreoli<\/strong> era partito da Asti sopra&nbsp; una vettura condotta da Luigi Binelli per recarsi a Piov\u00e0, per pagare gli operai. Per strada incontr\u00f2 il capo-cantoniere Francesco Remondino, che fece montare in vettura con lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Giunto il veicolo alla regione Taglio di Vasara, i tre fratelli Sperone, armati coi soliti <strong>tromboni <\/strong>e pistole, lo fermarono: fatti discendere i viaggiatori, intimarono loro di alzare le braccia e li frugarono nelle tasche.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad Andreoli presero un pacco contenente lire 200 circa in biglietti quasi tutti della <strong>Banca del Popolo d\u2019Asti<\/strong>. I grassatori sottrassero al cantoniere Remondino quattro o cinque lire, e non avendo trovato denari addosso a Binelli, che teneva cinque o sei lire in una saccoccia <em>furba<\/em>, gli presero una zucca piena di vino, che poco dopo bevettero alla salute dei derubati.<\/p>\n\n\n\n<p>Compiuta questa\ntrista operazione, ciascuno dei grassatori passando per Buttigliera ritorn\u00f2\nalla propria casa.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/60\/3b\/88\/603b88b73d1f3eeadcf8af760fcd429f.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Consumato anche il provento di questa grassazione, i tre fratelli Sperone col Varrone si danno a percorrere il Monferrato. Girano per otto giorni senza poter far nulla, e finalmente il 17 agosto, verso le tre pomeridiane, in prossimit\u00e0 di <strong>Montemagno<\/strong>, in territorio di Casale e sulla strada che porta ad Asti, in regione Roncaglia, vedono una vettura portante il sensale Luigi Bertola e certo Tommaso Pomati che si recava a Vignale per comperar del vino e li bloccano.<\/p>\n\n\n\n<p>I due\nviaggiatori oppongono un po\u2019 di resistenza, ma alla fine devono cedere alla\nvista delle pistole e dei tromboni carichi e pronti ad esplodere.<\/p>\n\n\n\n<p>A Pomati\nsottraggono il portafogli con la somma di 324 lire, l\u2019orologio, del valore di\n40 lire, ed una scatola del valore di due lire. Ed a Bertola vengono prese 28\nlire circa, in biglietti di banca, ed anche l\u2019orologio.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <em>Io sono un povero sensale: questa \u00e8 tutta la mia sostanza, lasciatemela ne ho bisogno.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Anche noi ne abbiamo bisogno.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Restituitemi almeno l\u2019orologio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Battista Sperone gli restituisce l\u2019orologio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Grazie, dice il Bertola.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Le grazie le fa la Madonna.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; E a me non restituite niente? dice Pomati.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Andate, non volgetevi indietro, e tacete, se non volete vedervi fra poco cadavere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quindi i grassatori si mettono in fuga per i campi e portansi sopra una stradicciuola, dove vedono <strong>due uomini sdraiati <\/strong>all\u2019ombra di un gelso, chiamati questi due uomini l\u2019uno Domenico Scagliotti, e l\u2019altro Giovanni Battista Corona.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Dobbiamo perquisire quei due uomini, dice uno dei grassatori.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; \u00c8 inutile, sono due straccioni, che certamente non hanno un soldo in saccoccia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Talvolta l\u2019apparenza inganna: ci sono dei cos\u00ec detti paesani dalle coste larghe che vanno mal vestiti, ed hanno la borsa piena. Proviamo a frugarli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Lasciali stare: \u00e8 fatica inutile.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Voglio frugarli: ehi brav\u2019uomini, avete dei denari in saccoccia?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Che bella domanda \u00e8 questa!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Se ne avete dateli qui subito.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Se ne abbiamo ce li teniamo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Con noi non si fa il prepotente, fuori i denari!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Vi diamo dei pugni, se li volete.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; E noi vi diamo delle pistolettate: non sapete che siete nelle mani dei briganti!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec dicendo tutti i grassatori saltano loro addosso, e rubano i <strong>due portafogli<\/strong>, quello di Scagliotti che&nbsp; contiene lire 1,50 e poche carte di nessun valore mentre quello di Corona contiene 248 lire in biglietti di banca.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Vedi che avevo ragione io? dice un ladro agli altri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; \u00c8 vero, qualche volta l\u2019apparenza inganna.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/cd\/11\/c9\/cd11c97818ac6ded4729f34d77d0415f.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Compiuta anche&nbsp; questa grassazione, i quattro malandrini, a passo precipitato se ne vanno a San Salvadore e nella notte dormono in una fornace, senza essere osservati da nessuno. Ed all\u2019indomani si recano a <strong>Quattordio<\/strong> per ritornare a casa. Ma sentendosi fame, mandano Battista a comperare del pane e del formaggio. Mentre Battista si trova nella bottega del panettiere, passano sulla strada due carabinieri. Alla loro vista i tre malfattori che aspettavano il compagno, si dividono per non dar sospetti e si danno alla fuga.<\/p>\n\n\n\n<p>Battista ritorna e non trovando pi\u00f9 i fratelli e Varrone, si reca a <strong>Felizzano <\/strong>dove incontra i carabinieri&nbsp; che lo interrogano:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Chi siete?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Sono un povero padre di cinque sei ragazzi: ho guadagnato qualche soldo lavorando ed ora porto ai miei bambini che hanno fame, questo pane e questo formaggio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dice queste\nparole in modo da destare compassione, ed i carabinieri non gli domandano\naltro.<\/p>\n\n\n\n<p>Appena i carabinieri spariscono, Battista corre alla stazione della strada ferrata, prende un biglietto per <strong>Cambiano<\/strong> ed appena passa il convoglio, sale e parte; discende a Cambiano e va a Poirino.<\/p>\n\n\n\n<p>Due o tre giorni\nappresso i suoi fratelli lo raggiungono l\u00e0 e gli raccontano diverse avventure\nche noi omettiamo per lasciar posto al resto delle imprese dei nostri\nmalandrini.<\/p>\n\n\n\n<p>Ai primi di\nsettembre costoro non avevano pi\u00f9 monete, e pensano ricorrere all\u2019antico mezzo.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019indomani di buon mattino proseguirono il cammino ed andarono ad Airasca, a Buriasco, a Macello, a Cavour, a Staffarda, a Card\u00e8, a Torre di Moretta e finalmente giunsero <strong>presso la Stura<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ea\/0f\/f3\/ea0ff3aa852bb69752d2f785fb8cefee.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In questo viaggio, fatto a piedi, impiegarono cinque giorni. Ed al 14 settembre, verso le ore due e tre quarti del pomeriggio, mentre si trovavano in un campo seminato a meliga sul territorio di <strong>La Margarita<\/strong>, lungo la strada che da Mondov\u00ec va a Cuneo, vedono <strong>due vetture<\/strong> su cui stavano parecchie persone ben vestite. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Al<em>le armi! <\/em>dice Giovanni che sta&nbsp;pi\u00f9 attento degli altri &#8211; <em>qui c\u2019\u00e8 da fare&nbsp; un buon colpo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tutti i\nmalandrini sono pronti all\u2019assalto; ma prima di vederli all\u2019opera, i lettori\ndevono conoscere le persone che si trovano sulle vetture.<\/p>\n\n\n\n<p>La Camera di commercio di Cuneo aveva dato l\u2019incarico al <strong>senatore Giovanni Audifredi<\/strong><a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a> di visitare la filatura del signor Siccardi in Ceva. Egli vi and\u00f2 appunto il 14 settembre ed alle due pomeridiane era gi\u00e0 di ritorno coi signori cavalier Giovanni Briolo, cavalier Giacomo Ravera, cavalier Filippo Odetti di Frabosa e suo cognato Emilio Voise di Parigi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/3f\/ff\/57\/3fff5753a7ec1bfa933e023cd142202c.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Essi si\ntrovavano su due vetture che procedevano alla distanza di trecento metri circa\nl\u2019una dall\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla prima\nvettura vi erano il senatore Giovanni Audifredi ed il cavalier Ravera,\nsull\u2019altra si trovavano il cavalier Briolo, il cavalier Odetti ed il Voise.<\/p>\n\n\n\n<p>I malfattori\nfermarono la prima vettura dicendo al senatore Audifredi:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Ella ha votato per la <strong>legge sul macinato<\/strong>, or ci mantenga e ci dia i denari.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E in ci\u00f2 dire\nintimano a lui ed a Ravera di discendere e di consegnare tutti i valori che\nhanno sulla persona.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi vanno all\u2019altra carrozza, fanno discendere i viaggiatori e li spogliano di tutto, dei denari, dei revolver di cui sono muniti, di due bottoni d\u2019oro da camicia, di due coltelli, delle carte e persino del permesso di caccia di <strong>Emilio Voise<\/strong>. Rompono i sacchi da viaggio per visitarli ed infine partono con un bottino di oltre ottocento lire, parte in biglietti e parte in oro rapito a Emilio Voise che da pochi giorni era venuto dalla Francia.<\/p>\n\n\n\n<ul><li><em>continua<\/em><\/li><\/ul>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\"><em>[1]<\/em><\/a><em> Giovanni Audifredi (Cuneo, 1808 \u2013 Torino, 1875) industriale serico, assai stimato per le sue vaste cognizioni in materia agraria, soprattutto in merito alla coltura dei gelsi, all\u2019allevamento ed alla successiva lavorazione del baco da seta. Nel 1853 venne nominato senatore; ricopr\u00ec anche la carica di consigliere comunale di Cuneo e fu membro della Camera di commercio di Torino, presidente del Comizio agrario di Cuneo,&nbsp; membro del Consiglio superiore dell\u2019agricoltura, membro corrispondente e presidente dell\u2019Associazione agraria subalpina di Torino, socio dell\u2019Accademia di agricoltura di Torino.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"\" alt=\"\"\/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Arconte In breve tempo i fratelli Sperone consumarono il bottino fatto sui viaggiatori della corriera, ed il Giovanni invit\u00f2 di nuovo Battista&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4624,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4618"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4618"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4618\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4626,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4618\/revisions\/4626"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4624"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4618"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4618"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4618"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}