{"id":4638,"date":"2019-07-12T14:51:34","date_gmt":"2019-07-12T14:51:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4638"},"modified":"2019-07-12T14:54:51","modified_gmt":"2019-07-12T14:54:51","slug":"4638","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4638","title":{"rendered":"Delit an Piemont: armus-ciand ant ij pap\u00e9 dij tribunaj \u2013 Un turbolento dopo festa a Villar San Costanzo"},"content":{"rendered":"\n<p> di <em>Arconte<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Questa storia inizia nella sera del 4 aprile 1853, lungo la strada che collega <strong>Villar San Costanzo<\/strong> con Dronero, dove cammina una comitiva di cinque giovanotti allegri ed euforici, reduci dalla festa celebrata quel giorno a Villar San Costanzo. Sono i tre fratelli Garnero, Giovanni Battista di 29 anni, Pietro di 27 e Antonio di 24 anni. Vi \u00e8 poi un altro Giovanni Battista Garnero detto <em>Titinet<\/em>, di 20 anni e Antonio Feramia di 22 anni. Tutti e cinque sono contadini di Roccabruna.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/3c\/5b\/49\/3c5b49ded5ac8ef694744fc7aadfea1e.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Con i cinque giovanotti camminano anche <strong>due carabinieri<\/strong>, Vittorio Ronjeon e Antonio Vezzoli, che si sono recati alla festa perch\u00e9 comandati di servizio a tutela dell\u2019ordine pubblico. <\/p>\n\n\n\n<p>Procedono in comitiva e\napparentemente in buon accordo. <\/p>\n\n\n\n<p>Improvvisamente i cinque\ngiovanotti si scatenano contro i carabinieri: gettano a terra il carabiniere\nRonjeon, lo colpiscono con pugni, calci e bastonate. Lo disarmano, portandogli\nvia la sciabola e la pistola. Impediscono con minacce al carabiniere Vezzoli di\nsoccorrere il compagno.<\/p>\n\n\n\n<p>Da questi <strong>maltrattamenti<\/strong> Ronjeon riporta diverse lesioni guaribili in poco pi\u00f9 di una settimana. Gli aggressori, inoltre, gli hanno lacerato l\u2019uniforme (il danno viene calcolato ammontare a 30 lire) e, cosa ancora pi\u00f9 grave, gli hanno preso le armi, la bandoliera, il fodero della sciabola. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/80\/10\/80\/801080759145910cc5cdaaffe408b313.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>I <strong>cinque aggressori<\/strong> di Roccabruna sono presto arrestati. Quasi subito tocca ai fratelli Giovanni Battista e Pietro Garnero, visto che al momento dell\u2019arresto esibiscono ancora a mo\u2019 di trofeo la sciabola e il cappello presi al carabiniere Ronjeon. Soltanto la sciabola \u00e8 cos\u00ec ritrovata, mentre la pistola, la bandoliera e il fodero sono spariti.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti i cinque giovanotti sono\naccusati di violenze con vie di fatto e ferimento dei carabinieri Vittorio\nRonjeon e Antonio Vezzoli. <\/p>\n\n\n\n<p>Dopo meno di un anno, nel febbraio 1854, vengono processati\ndalla Corte di Appello di Torino.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti i testimoni concordano che i cinque giovanotti e i carabinieri procedevano in comitiva, senza che vi fosse stata una precedente animosit\u00e0. Il violento contrasto era scoppiato <strong>all\u2019improvviso<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli accusati, o i loro avvocati difensori, non esitano ad accusare il carabiniere Ronjeon. Secondo loro, il militare, che alla festa aveva bevuto troppo, aveva mostrato una <strong>provocatoria \u201cconcitazione\u201d<\/strong> nei confronti dei giovanotti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/a3\/fe\/c5\/a3fec5944225102ad1c4f5d2515fdefb.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Questa affermazione \u00e8 per\u00f2 smentita da tutti i testimoni, i quali concordano sul fatto che alla festa Ronjeon ed il suo compagno avevano accettato da bere, ma si erano contenuti, dando prova di tale moderazione da non mostrare nessun segno di \u201cdannoso effetto\u201d. I due militari, anzi, stavano ben attenti perch\u00e9 i fratelli Garnero e i loro compagni non sorbissero maggior quantit\u00e0 di vino di quella gi\u00e0 bevuta: presentavano infatti manifesti <strong>segni di ubriachezza<\/strong>, in particolare Antonio Feramia. <\/p>\n\n\n\n<p>Appare molto verosimile quanto dichiarato dal carabiniere Vezzoli e confermato da Ronjeon che il vino aveva prodotto una alterazione nell\u2019umore gi\u00e0 piuttosto baldanzoso dei <strong>fratelli Garnero<\/strong> e dell\u2019altro Garnero. Questo li aveva indotti, nel viaggio, a urtare il Ronjeon quando meno se lo aspettava, e quindi a insultarlo, a buttarlo a terra ed a prendergli le armi. <\/p>\n\n\n\n<p>Il tribunale deve valutare la\nparte che ha preso nella zuffa ciascuno degli accusati.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla base delle dichiarazioni del carabiniere Vezzoli considera come principale il ruolo dei fratelli Giovanni Battista e Pietro Garnero: portavano ancora <strong>sciabola<\/strong> e cappello al momento dell\u2019arresto e, al momento dell\u2019aggressione, erano i due pi\u00f9 vicini a Ronjeon, che uno precedeva e l\u2019altro seguiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Ronjeon ha tentato di difendersi\ndall\u2019aggressione, visto che i fratelli Giovanni Battista e Pietro Garnero hanno\nriportato delle lesioni: di queste e di quelle del carabiniere Ronjeon vengono\nlette in aula le relative perizie mediche.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli altri due accusati, il terzo fratello Antonio Garnero e Giovanni Battista Garnero detto <em>Titinet<\/em>, per difendersi sostengono di essersi allontanati dalla comitiva prima del fattaccio. Non \u00e8 vero, ma dal dibattimento il loro ruolo appare meno rilevante ed il tribunale decide di considerarli soltanto come <strong>complici<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/93\/75\/56\/9375565fe9a03e7dab9ee5d7c4a823ea.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Quanto ad Antonio Feramia, dalle dichiarazioni dei testimoni presenti alla festa e del carabiniere Vezzoli si ricava che il giovanotto, per il <strong>troppo vino bevuto<\/strong> non riusciva a stare in piedi. Non poteva perci\u00f2 collaborare all\u2019aggressione n\u00e9 essere consapevole delle sue azioni e bisogna assolverlo. Trattandosi di carabinieri di ritorno da una pubblica festa, dove erano comandati di servizio il fatto pu\u00f2 essere considerato come previsto dal codice penale militare, bench\u00e9 limitato a semplici violenze e vie di fatto, che non risultano accompagnate da uso di armi. Mancano \u201c<em>argomenti di animo rivoltoso contro la forza pubblica<\/em>\u201d, le violenze sono riconducibili a <strong>ubriachezza<\/strong>, e questo rappresenta una attenuante. <\/p>\n\n\n\n<p>Per questi motivi, con sentenza del 10 febbraio 1854, Antonio Feramia \u00e8 assolto. Giovanni Battista e Pietro Garnero sono condannati a <strong>tre anni di reclusione<\/strong>, Giovanni Battista Garnero detto <em>Titinet<\/em> a un anno di carcere. Antonio Garnero, giudicato punito a sufficienza con il carcere che ha gi\u00e0 scontato, \u00e8 rilasciato, come anche Feramia. Tutti i Garnero sono condannati ad indennizzare il Ronjeon ed al pagamento delle spese processuali. <\/p>\n\n\n\n<p>Con regio decreto del 2 marzo\n1856, a Giovanni Battista e Pietro Garnero verr\u00e0 concessa una diminuzione della\npena di sei mesi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 curioso sottolineare che, lo stesso giorno dell\u2019aggressione ai carabinieri, compiuta da giovani ubriachi, a Torino viene pubblicato un Regio Decreto, con cui si regolamenta la riscossione delle <strong>tasse sul consumo del vino<\/strong> (la \u201cfoglietta\u201d), sull\u2019acquavite, sulla fabbricazione della birra, che porta le firme del re Vittorio Emanuele II e del Ministro delle Finanze, Camillo Cavour. Il bere pu\u00f2 anche far male, ma certamente fa cassa!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Arconte Questa storia inizia nella sera del 4 aprile 1853, lungo la strada che collega Villar San Costanzo con Dronero, dove cammina&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4641,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2484,1355,794,680,661,1358,1477,688,38],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4638"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4638"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4638\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4643,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4638\/revisions\/4643"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4641"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4638"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4638"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4638"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}