{"id":4739,"date":"2019-10-15T13:04:33","date_gmt":"2019-10-15T13:04:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4739"},"modified":"2019-10-15T13:25:11","modified_gmt":"2019-10-15T13:25:11","slug":"il-re-vittorio-emanuele-ii-nella-sua-vita-intima-la-giornata-del-re","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4739","title":{"rendered":"Il re Vittorio Emanuele II nella sua vita intima &#8211; La giornata del Re"},"content":{"rendered":"\n<p>di Arconte<\/p>\n\n\n\n<p>Prosegue la nostra disamina del\nlibro \u201c<em>Il re Vittorio Emanuele nella sua\nvita intima. Bozzetti di<\/em> <em>Fausto<\/em>\u201d,\npseudonimo di Rinaldo De Sterlich, apparso nel 1878 in concomitanza con la\nmorte del Sovrano. Riportiamo il capitolo intitolato \u201c<strong>La giornata del Re<\/strong>\u201d: nella sua descrizione Fausto usa un tono\ndiscreto ma molto sicuro, vuole apparire ben informato e ci fornisce notizie di\nun certo interesse perch\u00e9, a quanto pare, Vittorio Emanuele II a Roma non aveva\nmutato le sue abitudini torinesi e questo rende la lettura ancora oggi\ngradevole e coinvolgente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>La giornata del\nRe.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Vittorio Emanuele fino agli ultimi\nmomenti della sua vita \u00e8 stato sempre regolato come un cronometro nella\ndistribuzione delle ore della giornata. <\/p>\n\n\n\n<p>Come se si trattasse d\u2019un servizio ferroviario egli stabiliva ore e minuti per tutto, ed era una rarissima eccezione che egli avesse sol per qualche istante deviato dall\u2019<strong>orario assegnato<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Parlo innanzi tutto delle abitudini\ndel Re in citt\u00e0, perch\u00e9 vi era una gran diversit\u00e0 nell\u2019impiego delle ore,\nquando egli era alla Capitale, o in altra citt\u00e0 principale, come Napoli, Torino,\nFirenze, ecc., o quando recavasi in campagna o in montagna, cio\u00e8 a San Rossore,\na Valdieri, a Valsavaranche, a Sant\u2019Anna, ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Sua Maest\u00e0 tanto in estate quanto\nin inverno si levava di letto alle 4 del mattino o poco dopo. <\/p>\n\n\n\n<p>Si vestiva completamente, come se avesse dovuto uscir di casa, con quei <em>costumi<\/em> che tutti ormai conosciamo, sempre della <strong>medesima foggia<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>In appresso parler\u00f2 della sua\nguardaroba. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/53\/9a\/7b\/539a7b3598078ec01953c508851a5c96.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Compagno indivisibile di Vittorio Emanuele era il suo <strong>portasigari<\/strong>, che era di cuoio di Russia, e di proporzioni colossali; in prima perch\u00e9 Sua Maest\u00e0 fumava abitualmente stupendi e grandissimi sigari d\u2019Avana, che occupavano molto spazio; in secondo luogo perch\u00e9 ne fumava molti; e da ultimo perch\u00e9 spesso ne offriva agli altri. <\/p>\n\n\n\n<p>Sicch\u00e9 quando si destava si metteva\na fumare. <\/p>\n\n\n\n<p>Levato ch\u2019egli era, passeggiava,\navea cura dei cavalli e dei cani, e quando gliene saltava il ticchio andava in\nqualche vicina campagna, in compagnia di uno o due Garzoni di camera, a\ncacciare qualche lepre o qualche uccello qualunque, tanto per non perder l\u2019abitudine.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019ora per ciascuna mattina, e talvolta due, egli riserbava per le <strong>udienze <\/strong><em><strong>privatissime<\/strong><\/em><strong>. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il gioved\u00ec e la domenica alle 8 del\nmattino, riceveva i Ministri che si adunavano in Consiglio un paio d\u2019ore,\nsottoponendo al Re tutti i Decreti che doveano esser muniti della firma\nSovrana. <\/p>\n\n\n\n<p>Poi riceveva o il Primo Aiutante di\nCampo, o il Ministro della Casa, o il Capo del Gabinetto, o il Capo dell\u2019Ordine\nMauriziano e della Corona d\u2019Italia, ecc. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c9\/2b\/fa\/c92bfa8d392a0cd63411d4e11d7a4956.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tra le dieci e le undici e mezzo avea i <strong>ricevimenti Ufficiali<\/strong>, di Principi Esteri, Ambasciatori, e altri personaggi che chiedevano di essergli presentati, o di offerirgli i loro omaggi. <\/p>\n\n\n\n<p>Poco prima di mezzod\u00ec prendeva un\npasto che non potrebbesi dir n\u00e9 pranzo n\u00e9 colezione, ma che era qualche cosa di\nmezzo. <\/p>\n\n\n\n<p>Dopo questo pasto, amava di\nriposarsi un\u2019ora e talvolta perfino due. <\/p>\n\n\n\n<p>Alle tre periodicamente riceveva il\nCapo del Gabinetto particolare, cio\u00e8 il Commendatore Aghemo, che gli recava\ntutta la corrispondenza <em>chiusa<\/em> che\nperveniva dalla posta, con lettere raccomandate, o assicurate, o portante la\ndicitura <em>riservata<\/em>, ovvero\nevidentemente <em>particolare<\/em>, diretta\nalla persona del Re.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre ci\u00f2 l\u2019Aghemo sottoponeva al Re omaggi ed indirizzi, che non mancavan mai, suppliche, telegrammi, corrispondenza ufficiale, e finalmente il <em><strong>Resoconto<\/strong><\/em><strong> dei giornali<\/strong>; perch\u00e9 Sua Maest\u00e0 era desiderosissima di esser tenuta a giorno di tutto quanto accadeva nel mondo politico, e nei campi della cronaca giornaliera. <\/p>\n\n\n\n<p>Poi chiamato o il Grande Scudiere o\nil Primo Aiutante di campo, o il Marchese Cocconito in assenza di Castellengo,\nfaceva un giro in carrozza, in citt\u00e0, alla pubblica passeggiata; o in campagna,\ne ritornava alla Reggia sull\u2019imbrunire.<\/p>\n\n\n\n<p>Verso sera riceveva le visite dei\nfamiliari, delle persone intime ed anche talvolta di qualche Ministro che\nbramasse vederlo privatamente. <\/p>\n\n\n\n<p>Non amava il conversare con pi\u00f9\npersone &#8211; ammetteva alla sua presenza uno per volta. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ab\/24\/7c\/ab247c31dafd9897ff98d70e7d420bcb.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption> La famiglia reale nel 1869: (1) Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna (moglie di Amedeo d&#8217;Aosta), (2) Gerolamo Napoleone (marito di Maria Clotilde), (3) Tommaso di Savoia-Genova, (4) Eugenio di Savoia-Villafranca, (5) Margherita di Savoia (principessa ereditaria, consorte di Umberto), (6) Luigi re di Portogallo, (7) Maria Clotilde di Savoia (moglie di Gerolamo), (8) Umberto di Savoia, (9) Vittorio Emanuele II, (10) Amedeo duca d&#8217;Aosta (re di Spagna dal 1871 al 1873), (11) Elisabetta di Sassonia (vedova di Ferdinando di Savoia-Genova), (12) Maria Pia di Savoia (regina consorte di Portogallo). <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Riceveva in piedi<\/strong> quando voleva che la visita fosse di breve durata, ed era seduto nel suo Gabinetto innanzi al suo scrittoio, e faceva sedere il visitatore di faccia a Lui, quando desiderava, o era necessario, che la visita si protraesse.<\/p>\n\n\n\n<p>Quand\u2019era di buon umore era\nloquacissimo e si divertiva anche moltissimo a sentir chiacchierare; sicch\u00e9\ntutta la gente che vedeva gli serviva di gazzettino, ed egli siffattamente era\ninformato quotidianamente di tutti gli avvenimenti grandi e piccini, che si compievano\nnel corso del giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Leggeva molto e spesso. <\/p>\n\n\n\n<p>Gli piacevano specialmente i libri con <strong>narrazioni di viaggi<\/strong>, di cacce, di corse e le pubblicazioni relative allo allevamento di cavalli.<\/p>\n\n\n\n<p>Scriveva molto, perch\u00e9 notava\ntutto, e specialmente in fatto di spese non trascurava mai di segnare giorno\nper giorno anche le pi\u00f9 piccole. <\/p>\n\n\n\n<p>Ritornato in casa la sera, e\ntalvolta mentre conversava con tale o tale altro, si divertiva a leggere le\nmolte lettere che gli si recavano all\u2019ultima ora, venute dalla posta <em>raccomandate<\/em>, e quelle carte che non\nmancavano mai di gettargli in carrozza tutti coloro che lo aspettavano all\u2019uscire\no all\u2019entrare dalla Reggia e lungo le vie che solea percorrere. <\/p>\n\n\n\n<p>Anche la sera spessissimo ripeteva le <strong>udienze privatissime<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Due o tre volte per settimana,\nquando vi era rappresentazione di musica e ballo, si recava al teatro verso le\n9 \u00bd, cio\u00e8 precisamente all\u2019ora in cui suole incominciare il ballo, perch\u00e9 la musica\nnon era certo il suo passatempo preferito. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/81\/f4\/d4\/81f4d4811141628620f60a7836d15ca0.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Gli piaceva per altro d\u2019intervenire\nalle prime rappresentazioni, e leggeva da capo a fondo i libretti delle nuove\nopere e quelli dei balli, che il pi\u00f9 delle volte scritti con quello stile che\ndir\u00f2 <em>coreografico<\/em>, cio\u00e8 poco\nitaliano, e recando argomenti incomprensibili, senza capo n\u00e9 coda, lo facean\nmolto ridere. <\/p>\n\n\n\n<p>Non restava mai, o assai di rado,\nfino all\u2019ultima calata di sipario, perch\u00e9 alle undici o al pi\u00f9 tardi, alle\nundici e mezzo, volea tornare a casa. <\/p>\n\n\n\n<p>Poco prima di mezzanotte prendea un <strong>pasto abbastanza frugale<\/strong>, che era il suo desinare &#8211; e spesso era questo l\u2019unico pasto del giorno, perch\u00e9 quando andava a caccia di buon\u2019ora, a mezzod\u00ec non essendo in casa, non mangiava nulla. <\/p>\n\n\n\n<p>Le sere che non andava al teatro o restava in casa, o andava alla <strong>Villa Mirafiore<\/strong>, quando v\u2019era la Contessa, ovvero partiva per un vicino luogo di caccia dove volea trovarsi ai primi albori. <\/p>\n\n\n\n<p>Alla Villa Mirafiore si adunava\nquasi ogni sera una piccola societ\u00e0, cui prendevano parte alcuni Aiutanti di\nCampo di Sua Maest\u00e0, alquanti Ufficiali d\u2019Ordinanza, il Capo del Gabinetto e\nfamiglia, il Dottor Griffa, il Dottor Adami\u2026 s\u2019intende gi\u00e0 prima di morire. <\/p>\n\n\n\n<p>Sua Maest\u00e0 assai di rado per pochi momenti\ns\u2019intratteneva in mezzo agli altri, ma d\u2019ordinario dopo il desinare, o la cena,\ncome si voglia chiamare, si ritirava delle sue stanze. <\/p>\n\n\n\n<p>Alla mezzanotte incirca soleva\nandare a letto. <\/p>\n\n\n\n<p>Ecco in generale come il Re passava la sua giornata.<\/p>\n\n\n\n<p>+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione si pu\u00f2 notare come Fausto non si soffermi pi\u00f9 di tanto sulle <strong>avventure amorose<\/strong> di Vittorio Emanuele II del quale, in altri passi del suo libro, riconosce spesso il grande interesse per le donne.<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra scarsa conoscenza del personaggio Fausto e della sua effettiva vicinanza al Re non ci permette di esprimere considerazioni pi\u00f9 approfondite. Ma, a distanza di quasi un secolo e mezzo, il suo libro pu\u00f2 offrirci una lettura ancora piacevole. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f3\/80\/39\/f380392720cf78324e677916d2be71a5.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La statua di Vittorio Emanuele II nel parco torinese della Tesoriera<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em><strong>Breve itinerario nei luoghi della memoria \u2013 nota\u00a0della\u00a0redazione<\/strong><\/em><br><\/p>\n\n\n\n<p>Lungo corso Francia, nel tratto compreso tra piazza Rivoli e corso Monte Cucco, fa bella mostra di s\u00e9 la settecentesca&nbsp;<strong>Villa Sartirana<\/strong>, meglio nota come&nbsp;<strong>La Tesoriera<\/strong>, oggi di propriet\u00e0 comunale. All&#8217;interno del vasto parco, punteggiato di variet\u00e0 botaniche e alberi secolari, come il grande platano piantato nel 1715, si nota una curiosa statua in&nbsp;<strong>litocemento<\/strong>&nbsp;(impasto di cemento e piccole pietre), tecnica sperimentata per la prima volta nel Borgo Medioevale di Torino, che raffigura re Vittorio Emanuele II in vesti non ufficiali, come se fosse stato immortalato in un momento qualsiasi della giornata, seduto su una roccia in compagnia d&#8217;un cane e di un bambino. L&#8217;opera venne eseguita dal palermitano&nbsp;<strong>Ettore Xim\u00e8nes<\/strong>, autore della celebre statua dello \u201cZar liberatore\u201d Alessandro II a Kiev (1911), e collocata alla Tesoriera nel 1886. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Arconte Prosegue la nostra disamina del libro \u201cIl re Vittorio Emanuele nella sua vita intima. 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