{"id":4747,"date":"2019-10-23T15:33:42","date_gmt":"2019-10-23T15:33:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4747"},"modified":"2019-10-23T15:50:48","modified_gmt":"2019-10-23T15:50:48","slug":"il-re-vittorio-emanuele-ii-nella-sua-vita-intima-la-guardaroba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4747","title":{"rendered":"Il re Vittorio Emanuele II nella sua vita intima &#8211; La Guardaroba"},"content":{"rendered":"\n<p>di Arconte<\/p>\n\n\n\n<p>Il terzo appuntamento con il libro \u201c<em>Il re Vittorio Emanuele nella sua vita intima. Bozzetti di<\/em> <em>Fausto<\/em>\u201d (1878) ci porta a visitare la <strong>guardaroba<\/strong> del sovrano.<\/p>\n\n\n\n<p>Leggiamo:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Guardaroba.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A sentir discorrere spesso della <em>Guardaroba<\/em> di Sua Maest\u00e0, ognuno sarebbe\nforse tentato di credere che si trattasse veramente di varie sale, o per lo\nmeno di una vasta sala con molti armadi e cassettoni pieni zeppi di calzoni,\ngiubbe, panciotti, pastrani, mantelli, abiti insomma di ogni colore e di ogni\nfoggia, come hanno quei modesti signorotti, che possono spendere qualche\nmigliaio di lire l\u2019anno in vestiario. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/73\/75\/b9\/7375b9e47c1a94e622487888db93492b.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Vittorio Emanuele II &#8211; foto di Luigi Montabone (1877)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Niente di tutto ci\u00f2! <\/p>\n\n\n\n<p>La sua Guardaroba era al di sotto di quella di un <strong>meschino impiegato<\/strong> governativo. <\/p>\n\n\n\n<p>La parte meglio fornita, che pu\u00f2 dirsi la pi\u00f9 ricca, era quella delle <strong>divise militari<\/strong>, delle uniformi da Generale, che il Re indossava di mala voglia, otto o dieci volte l\u2019anno. <\/p>\n\n\n\n<p>Queste divise, fatte senza economia\nn\u00e9 per qualit\u00e0 di panno, n\u00e9 per ampiezza di taglio, n\u00e9 per prezzo, erano in\nnumero superiore al bisogno.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/45\/62\/f1\/4562f12cca7869f487112697696be4e7.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Vittorio Emanuele II in abiti militari <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ma gli <strong>abiti borghesi<\/strong> erano pochissimi, e tutti fatti della medesima foggia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ampie giacche, ampii pantaloni,\nampli panciotti o <em>gil\u00e8<\/em>\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Questi <em>costumi<\/em> erano di panno nero per le passeggiate, pei ricevimenti\nordinari, pel teatro, e di color grigio misto, in tutte le altre circostanze. <\/p>\n\n\n\n<p>Questi abbigliamenti di color\ngrigio erano di una stoffa che si faceva fare a bella posta, di lana di capra\ndi Angora. <\/p>\n\n\n\n<p>Da capo a piedi dell\u2019anno Vittorio Emanuele non conosceva che una <strong>stagione sola<\/strong>, e quindi sia che facesse caldo, sia che piovesse, sia che gelasse, era sempre ricoperto della medesima qualit\u00e0 e quantit\u00e0 di panni, che per altro si adattavano assai meglio ai calori estivi di Roma o di Firenze, che non ai freddi invernali delle Alpi. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/a8\/21\/1b\/a8211b2cdb8c889b3868b1cb0889408c.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Vittorio Emanuele II in abiti borghesi <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il mantello, il pastrano, il <em>paletot<\/em>, erano per lui oggetti di lusso,\nanzi di vera curiosit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso di un decennio mi rammento di aver veduto il Re tre sole volte con una<strong> specie di pastrano<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Me ne feci le pi\u00f9 grandi\nmeraviglie, ma seppi che l\u2019avea indossato come rimedio, in seguito ad\nordinazione medica. <\/p>\n\n\n\n<p>Come ad altri infermi si prescrive di tenersi ben coperto in letto, o di farsi un salasso in caso di febbre o di raffreddore, al Re si ordinava l\u2019uso del pastrano, ed era gi\u00e0 molto ch\u2019egli seguisse la prescrizione per qualche ora. <\/p>\n\n\n\n<p>A veder dunque Sua Maest\u00e0 vestita\ncon qualche indumento di pi\u00f9 del consueto, si potea ben dire senza tema di\nandare errato: <em>Il Re \u00e8 ammalato!<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>abito nero a coda<\/strong>, era per lui un vero sacrifizio\u2026 l\u2019indossar la <em>marsina<\/em> era per lui come esporsi alla berlina, e lo faceva assai di rado e di mala voglia. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e3\/f6\/87\/e3f68708ba51e12c6b88e83ca9548772.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Vittorio Emanuele II con il caratteristico cappello alla calabrese <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Egli diceva talvolta, celiando, che\nla <em>giubba<\/em> fosse l\u2019abito della vera <em>uguaglianza<\/em>, perch\u00e9 siffattamente\nvestito non si riconosce pi\u00f9 un Ministro di Stato, dal ministro di un barbiere,\nun Re da un valletto. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Inventata la <em>giubba<\/em> dalla democrazia &#8211; soggiungeva egli &#8211; i nastri e i ciondoli divengono una necessit\u00e0 sociale! ed i Sovrani non possono fare a meno di conferirne per ristabilire in apparenza le <em>gerarchie!<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p>Portava sempre <strong>cravatte nere di seta<\/strong>; ma non quei nodi pi\u00f9 o meno artistici e di cento forme, che sono oggid\u00ec la delizia, e l\u2019<em>ubi consistam<\/em> dell\u2019elegante giovent\u00f9. <\/p>\n\n\n\n<p>Egli avea dei <em>triangoli<\/em> di seta, quelli che volgarmente si chiamavano <em>scolle<\/em> trenta anni fa, che si annodano\nalla buona ventura. <\/p>\n\n\n\n<p>Quanto a cappelli il Re odiava il <em>cilindro<\/em>; ma lo portava per convenienza\u2026\nsicch\u00e9 la sua guardaroba non ne avea pi\u00f9 di un paio. <\/p>\n\n\n\n<p>Portava un cappello per molti mesi, e lo si induceva a stento a metterne uno nuovo, anzi amava i <strong>cappelli molto usati<\/strong> e molto malandati.<\/p>\n\n\n\n<p>In ci\u00f2 non saprei dire se egli\nimitasse l\u2019onorevole Massari, o se l\u2019ex-deputato di Bari imitasse l\u2019Augusto\nSovrano. <\/p>\n\n\n\n<p>Appena fuori le porte di citt\u00e0,\nmetteva un cappello alla calabrese, cio\u00e8 col cucuzzulo a punta, e a larghe\ntese, nero o grigio. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/be\/aa\/7d\/beaa7d66cb02ca4b09857766d905a72f.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il sovrano vestito da caccia<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ed anche pi\u00f9 volentieri poi portava il <strong>berretto di panno grigio<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>La sera, in carrozza, quando non\nera veduto, d\u2019ordinario andava senza nulla in capo. <\/p>\n\n\n\n<p>Quanto a calzatura egli metteva\nabitualmente larghe scarpacce da vero campagnolo o da alpinista; parea proprio\nche ne avesse preso il modello da Quintino <em>il\nBiellese<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Per la caccia portava <strong>grossi e pesanti stivaloni<\/strong>, e per le piccole escursioni metteva dei gambali neri di panno, abbottonati da cima a fondo come i <em>guettres<\/em> dei Granatieri della vecchia guardia. <\/p>\n\n\n\n<p>Sicch\u00e9 il vestito da cacciatore era\nprecisamente lo stesso di quello della citt\u00e0. Solamente al cappello a cilindro\nsostituiva il cappello calabrese o il berretto &#8211; alle scarpe sostituiva gli stivaloni,\no sovrapponeva i gambali, ed ecco tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Detestava i guanti, non ne metteva\nche in quei casi eccezionalissimi in cui sarebbe divenuto ridicolo il non\naverne\u2026 ma anche in questi casi ne calzava uno solo, quello di man sinistra, e\nse lo cavava appena gli riesciva di farlo convenientemente. <\/p>\n\n\n\n<p>Il gran lusso del Re era per la <strong>biancheria<\/strong>, molta e buona.<\/p>\n\n\n\n<p>Ognuno rammenta i suoi colletti\nrivoltati, a lunghe punte in gi\u00f9, che, di tela candidissima, facevano un\ncontrasto spiccato col collo del Re cacciatore, arrossito ed abbronzato dai\nraggi salari. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/82\/a6\/86\/82a6868f3968468a658b78a15b4157bd.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Vittorio Emanuele II con un abito grigio<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Questi colletti son tanto noti, che\nin qualunque negozio di biancheria si vada; in qualunque citt\u00e0 d\u2019Italia, e\ntalvolta anche all\u2019estero, basta chiedere de\u2019 solini alla <em>Vittorio<\/em> <em>Emanuele<\/em> e tutti\nve ne daranno il campione. <\/p>\n\n\n\n<p>Egli da vero soldato non ha mai fatto uso di <strong>paracqua<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Il <em>Figaro<\/em> in un suo articolo parlando di lui dice che <\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u2026 il Re va in carrozza scoperta\ncon qualunque tempo. Talvolta rientra bagnato fino alle ossa con un mezzo piede\ndi acqua nella carrozza: ma egli non si cura mai di simili inezie. <\/p>\n\n\n\n<p>Del resto non v\u2019\u00e8 pericolo ch\u2019egli sciupi le sue vestimenta, Vittorio Emanuele \u00e8 forse l\u2019uomo pi\u00f9 semplicemente vestito di tutti i suoi Stati, e nel vederlo si capisce l\u2019esclamazione di un<em>&nbsp;lazzarone&nbsp;<\/em><strong>napoletano<\/strong>, che disse, facendo allusione a\u2019 Ministri, un giorno che il Re passava per una delle vie di Napoli. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ci sovraccaricano di tasse e non\nhanno neppure cuore di comprare a Vittorio un paio di pantaloni nuovi! <\/p>\n\n\n\n<p>Il Re sent\u00ec questa esclamazione e ne rise di cuore.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/20\/ae\/47\/20ae47c8ccf4477afd9a02ad0c6f503b.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Anche in questo capitolo, come nel precedente dedicato alla giornata del Re, Fausto ostenta la tranquilla sicurezza della persona <strong>molto bene informata<\/strong>. Ci fornisce cos\u00ec l\u2019immagine di un sovrano tutto sommato simpatico, informale, insofferente alla etichetta di Corte e con abitudini spartane, \u201cuno come noi\u201d verrebbe da dire. In questo clima di simpatia non ci chiediamo quali siano state le sue fonti, anche se potrebbe essere interessante capire se questa vivace e accattivante descrizione sia veramente <strong>farina del suo sacco<\/strong> oppure se nascesse da precise indicazioni dell\u2019entourage del re per accreditarne un ritratto tale da attirargli la simpatia popolare.<\/p>\n\n\n\n<p>La mancanza di precise indicazioni\nbiografiche sul nostro Fausto non ci permette di rispondere adeguatamente e,\nforse, \u00e8 meglio cos\u00ec, in modo che considerazioni troppo precise e puntigliose\nnon ci tolgano il piacere della lettura. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Arconte Il terzo appuntamento con il libro \u201cIl re Vittorio Emanuele nella sua vita intima. 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