{"id":4766,"date":"2019-11-07T21:24:38","date_gmt":"2019-11-07T21:24:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4766"},"modified":"2019-11-08T10:03:14","modified_gmt":"2019-11-08T10:03:14","slug":"il-re-vittorio-emanuele-ii-nella-sua-vita-intima-il-conte-di-panissera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4766","title":{"rendered":"Il re Vittorio Emanuele II nella sua vita intima \u2013 Il Conte di Panissera"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di\nArconte<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il protagonista di questo capitolo del libro \u201cIl re Vittorio Emanuele nella sua vita intima. Bozzetti di Fausto\u201d dovrebbe essere noto a tutti i Torinesi. \u00e8 infatti l\u2019ideatore del <strong>Monumento al Traforo del Fr\u00e9jus<\/strong> di piazza Statuto, oggi tanto nominato se non per meriti artistici per presunti presupposti esoterici. Ma mentre si parla, molto spesso a vanvera del monumento, il suo ideatore \u00e8 dimenticato\u2026 e cos\u00ec cerchiamo di rimediare con questo articolo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/8d\/42\/51\/8d4251845d5851ad11c6c96b9b8cedcb.gif\" alt=\"\"\/><figcaption> Marcello Panissera di Veglio (Foto Archivio Storico del Senato della Repubblica) <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il <strong>conte Marcello Panissera di Veglio<\/strong>, Prefetto di Palazzo, ci viene presentato da Fausto con un curioso scambio tra cognome e predicato (\u201cVeglio di Panissera\u201d). Ne premettiamo una breve biografia, attingendo in particolare all\u2019Archivio Storico del <a href=\"https:\/\/notes9.senato.it\/Web\/senregno.NSF\/d7aba38662bfb3b8c125785e003c4334\/c0a437f93f1d20174125646f005e1ebb?OpenDocument\">Senato<\/a> della Repubblica, perch\u00e9 a proposito di questo personaggio dell\u2019entourage del Re, Fausto riporta essenzialmente un curioso <strong>conflitto di competenza<\/strong> insorto per la sua nomina tra alte cariche dello Stato. <\/p>\n\n\n\n<p>Il conte Marcello Panissera di Veglio nasce a Torino, l\u20198 ottobre 1830 da famiglia <strong>nobile piemontese<\/strong>. Frequenta l\u2019Accademia militare dal 1844 al 1849 e ne esce come ufficiale di artiglieria. Partecipa alla spedizione di Crimea. Abbandona poi la carriera militare e si dedica al servizio di Corte, dove ottiene importanti cariche. Nel 1869 Vittorio Emanuele II lo chiama a sostituire il Duca Ferdinando Arborio Gattinara di Breme come Gran Mastro delle Cerimonie di S.M. In seguito diviene anche <strong>Prefetto di Palazzo<\/strong> come facente funzione: la nomina ufficiale avviene soltanto nel 1876 e con un certo travaglio. Panissera esercita queste cariche con intelligenza, delicatezza e bont\u00e0 d\u2019animo tali da ottenere il plauso generale e le mantiene anche col successore Umberto I.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/cc\/42\/c2\/cc42c26369f8e4d1f0258ffae49f828d.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Guida di Torino del 1884 &#8211; frontespizio<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ugo Pesci nel suo libro \u201c<em>Firenze Capitale (1865-1870) Dagli appunti di un ex-cronista<\/em>\u201d\n(1904) scrive che Panissera era \u00ab\u2026 conoscitore espertissimo di cose d\u2019arte \u2026\nuomo serio ed affabile, correttissimo, di quelli che sanno vivere nelle corti\nnon adulando, e non urtando alcuna suscettibilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/04\/ca\/e9\/04cae98a3b649eaa1028f0bffb39ea83.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Guida di Torino del 1884: stampa raffigurante il Monumento commemorativo del Traforo del Fr\u00e9jus <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Dal 16 marzo 1879 entra a far parte del Senato del Regno e partecipa con assiduit\u00e0 alle sedute. Nello stesso anno, al 26 ottobre, nella <strong>piazza Statuto <\/strong>di Torino, viene inaugurato il <strong>Monumento al Traforo del Fr\u00e9jus<\/strong>: \u00e8 nato da una idea di Panissera che ha concepito una adeguata commemorazione del grandioso traforo ferroviario del Fr\u00e9jus i cui lavori si sono conclusi nel 1871. \u00c8 stato Panissera a immaginare i massi, i Titani, simbolo della forza bruta soggiogata, l\u2019acqua che scende dalle arterie ferite delle montagne per raccogliersi nello specchio alla base che simboleggia il Mar Tirreno. Per concretizzare la sua idea si \u00e8 rivolto agli allievi della Accademia Albertina e uno dei migliori, <strong>Luigi Belli<\/strong>, ha realizzato il bozzetto. Alla inaugurazione del monumento partecipa il re Umberto I.<\/p>\n\n\n\n<p>Panissera \u00e8 autorevole <a href=\"http:\/\/www.istitutomatteucci.it\/dizionario-degli-artisti\/panissera-di-veglio-marcello\">personalit\u00e0<\/a> dell\u2019ambiente artistico torinese. Pittore dilettante, studia l\u2019arte del paesaggio con Ernesto Allason (Torino, 1822 \u2013 1869) ed espone al Circolo degli Artisti e alla Promotrice di Torino.<\/p>\n\n\n\n<p>Il conte Panissera scompare a Roma il 6 aprile 1886.\nNel corso della malattia che lo porta a morte, il Re Umberto I lo onora\ndimostrandogli una particolare benevolenza. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/65\/83\/9c\/65839c8be1bac0c8598ab24ecf1a1358.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Guida di Torino del 1884: la descrizione del monumento commemorativo del Fr\u00e9jus con le annotazioni riguardanti il suo ideatore, conte Panissera <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Leggiamo ora quanto scrive Fausto:<\/p>\n\n\n\n<p>Nacque in Corte una quistione abbastanza originale a\nproposito della nomina del <em>Prefetto di Palazzo<\/em>.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Ne reggeva provvisoriamente l\u2019ufficio Marcello Veglio di Panissera [<em>rectius<\/em> Panissera di Veglio, N.d.A.], un nobile e pregevolissimo <strong>signore Piemontese<\/strong> della buona aristocrazia, ed un di coloro che il Re pregiava moltissimo, e del quale ho udito io stesso pi\u00f9 volte a parlare da Sua Maest\u00e0 con molta stima.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c3\/1d\/6e\/c31d6eae79aaef6e984c08d13bf3b47f.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption> Iscrizione alla base del Monumento al Fr\u00e9jus che ricorda, tra gli altri, il suo ideatore Panissera di Veglio <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Trattavasi di nominare il Panissera definitivamente al\nposto di Prefetto, e cos\u00ec unire al fumo dell\u2019onore un pochino di arrosto, cio\u00e8\nlo stipendio. <\/p>\n\n\n\n<p>Salta fuori il Ministro dell\u2019Interno, il<strong> Conte Cantelli<\/strong>, a sostenere che la nomina fosse di sua competenza, perch\u00e9, diceva egli, essendo il Prefetto di Palazzo un <em>Grande Ufficiale<\/em> dello Stato, la nomina non poteva esser fatta se non da lui, che avea solo la facolt\u00e0 di creare i <em>Grandi Ufficiali<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Il Ministro Visone, dal canto suo, sosteneva che le\nnomine a tutti gli uffici di\nCorte, niuno eccettuato, sono di competenza esclusiva del Ministro della Casa\ndel Re, e che non si potea scindere nel <em>Prefetto\ndi Palazzo<\/em>, la qualit\u00e0 di <em>Grande<\/em> <em>Ufficiale<\/em>, che non \u00e8 altro se non un <em>titolo<\/em> d\u2019onore o di precedenza nel\ncerimoniale di Corte. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/4f\/9d\/1b\/4f9d1b90b65d6eeb952676a3d99730eb.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption> Girolamo Cantelli e Marco Minghetti in un giornale d\u2019epoca <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il Cantelli per via di fatto, fece la nomina. <\/p>\n\n\n\n<p>Il Visone, per via di fatto, se la pose nel cassetto, perch\u00e9\ndovendo egli immettere il Prefetto nel possesso dello stipendio, non intendeva\ndi divenire esecutore de\u2019 decreti del signor Cantelli. <\/p>\n\n\n\n<p>Chi doveva essere arbitro in questa quistione era il\nRe, il quale d\u2019altra parte si trovava tra l\u2019incudine e il martello. <\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 se dava ragione a Cantelli, il Ministro della\nCasa del Re si dimetteva; e se invece dava ragione a Visone, minacciava\ndimettersi il Ministro dell\u2019Interno.<\/p>\n\n\n\n<p>E Sua Maest\u00e0 decise di non decidere, per lasciare che col tempo la cosa si risolvesse all\u2019amichevole tra\u2019 due Ministri. <\/p>\n\n\n\n<p>E tra\u2019 due litiganti il terzo gode, chi godeva appunto era <strong>Marcello Veglio di Panissera<\/strong>, che era Prefetto <em>di fatto<\/em>, senza lo stipendio, che dovea venirgli solamente dopo risoluta la quistione <em>di dritto<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Il Re ne avea pi\u00f9 volte parlato, con diverse persone e\nne avea fatto de\u2019 ragionamenti e dei commenti graziosissimi. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/7f\/96\/53\/7f9653bddd4db103c2a22e17d1944e4a.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Girolamo Cantelli<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Un giorno specialmente fu pregato vivamente di\naccogliere la supplica di un buonissimo giovane appartenente ad onesta ma\ndisgraziata famiglia, il quale bramava essere impiegato come <em>staffiere<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Lo farei &#8211; rispose Sua Maest\u00e0 &#8211; ma bisogner\u00e0 che io\nsenta il Consiglio de\u2019 Ministri, perch\u00e9 man mano, continuando le quistioni tra\nVisone e Cantelli, finiranno con togliermi anche il dritto di nominare gli\nstaffieri. <\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente la quistione fu risoluta, con un pasticcio,\nche non \u00e8 il primo, e forse non sar\u00e0 l\u2019ultimo nella felicissima amministrazione\ndel Regno d\u2019Italia. <\/p>\n\n\n\n<p>La nomina fu sottoscritta da Visone e da Cantelli: strano connubio delle firme di <strong>due Ministri<\/strong>, l\u2019uno politico e risponsabile, l\u2019altro amministrativo e irresponsabile.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/2b\/60\/5f\/2b605f878997bb8320695cd19ee76bae.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Emanuele Filiberto di Savoia ed alcuni archibugieri piemontesi del 1300\u201d in una foto di Lorenzo Suscipj: da sin. Conte Rinaldo Taverna, Marcello Panissera Conte di Veglio, il Principe Umberto di Savoia, Luigi Coardo Marchese di Bagnasco e di Carpeneto ed il Conte Roberto Morra di Lavriano e della Mont\u00e0 <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ed il Conte di Panissera (come direbbe Pangloss il celebre ottimista di Voltaire) divenne il <em>migliore<\/em> de\u2019 Prefetti del <em>migliore<\/em> de\u2019 Palazzi, nel <em>migliore<\/em> degli Stati del <em>migliore<\/em> de\u2019 mondi possibili! <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/1e\/a5\/c4\/1ea5c4ee43ffded4e754da2457097ce3.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Questo conflitto di competenze, ricordato anche da Ugo Pesci nel suo libro \u201c<em>Firenze Capitale<\/em>\u201d (1904) dove \u00e8 erroneamente indicato come accaduto nel periodo della <strong>Corte fiorentina<\/strong>, \u00e8 in realt\u00e0 avvenuto nel gennaio 1876, quando il senatore Girolamo Cantelli (Parma, 1815 &#8211; 1884) \u00e8 il non eccelso ministro dell\u2019interno del Governo Minghetti II (10 luglio 1873 &#8211; 25 marzo 1876). Filippo Mazzonis e Paolo Colombo nei loro libri, che considerano le prerogative costituzionali della monarchia, parlano di un \u201c<strong>braccio di ferro<\/strong>\u201d tra la Real Casa e il Governo Minghetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Concludiamo con una curiosit\u00e0 attinente alla faleristica: Panissera, oltre ad altre onorificenze italiane e straniere, era insignito di quella portoghese di Gran Croce dell\u2019Ordine di <strong>Nossa Senhora da Concei\u00e7\u00e3o di Vila Vi\u00e7osa<\/strong> (onorificenza concessa anche al Ministro della Real Casa Giovanni Visone).<\/p>\n\n\n\n<p>Ugo Pesci, <em>Firenze\nCapitale (1865-1870) Dagli appunti di un ex-cronista<\/em>, Firenze, 1904.<\/p>\n\n\n\n<p>Filippo Mazzonis, <em>La\nmonarchia nella storia dell\u2019Italia unita: problematiche ed esemplificazioni<\/em>,\nRoma, 1997.<\/p>\n\n\n\n<p>Paolo Colombo, <em>Il re d\u2019Italia: prerogative costituzionali e potere politico della Corona (1848-1922)<\/em>, Milano, 1999.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\"><strong><em>Itinerari e luoghi della memoria &#8211; nota della redazione<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Troviamo memoria della nobile famiglia\ndei Panissera di Veglio, titolare del feudo di Veglio, comune montano del <strong>Biellese\norientale<\/strong> sito tra il crinale della Valsessera e la valle di Mosso, in\nalcuni importanti edifici situati nel centro di Torino, a Moncalieri e a Bardassano\n(frazione di Gassino Torinese), che per un certo periodo appartennero o furono\nabitati dai membri del casato. Nell\u2019elenco dei palazzi e monumenti di Torino\nsottoposti a tutela di legge per l\u2019importanza storica e architettonica, viene\nmenzionato ai numeri 9 e 11 della castellamontiana piazza San Carlo il <strong>palazzo\nTurinetti di Cambiano<\/strong>, fatto costruire nel 1644 (Luigi Cibrario in \u201cStoria\ndi Torino volume 2\u201d) dal presidente delle Finanze conte Giorgio Turinetti, poi\npassato ai Piossasco di Scalenghe e da questi ai <strong>Panissera di Veglio<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Nelle descrizioni dei percorsi storico-culturali consultabili sul <a href=\"https:\/\/www.comune.moncalieri.to.it\/flex\/cm\/pages\/ServeBLOB.php\/L\/IT\/IDPagina\/202\">sito del <\/a><strong><a href=\"https:\/\/www.comune.moncalieri.to.it\/flex\/cm\/pages\/ServeBLOB.php\/L\/IT\/IDPagina\/202\">Comune di Moncalieri<\/a><\/strong>, si trova invece indicato un \u201c<strong>palazzo Panissera di Veglio<\/strong>\u201d posizionato al civico 24 di via Real Collegio, l\u2019antica via dei Signori, che si snodava a ridosso delle mura e che divenne sede di prestigiose dimore gentilizie appartenenti a nobili famiglie e dignitari legati alla corte sabauda.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ef\/be\/99\/efbe999b9be825a5eafef60694805f1a.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Scorcio del castello di Bardassano. Panissera di Veglio fu sindaco del paese dal 1862 al 1886 &#8211; ph Giovanni Dughera<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sulle colline sovrastanti il centro di Gassino Torinese, nel Chierese, si adagia invece la ridente frazione di <strong>Bardassano<\/strong>, caratteristico borgo di sommit\u00e0 dominato da un castello medievale d\u2019aspetto trecentesco magnificamente conservato. La <a href=\"http:\/\/maschereitaliane.it\/tt-portfolio\/conti-di-bardassano\/\">fortezza<\/a>, appartenuta in antico al comune di Chieri, che ne fece un avamposto contro il marchese del Monferrato, pass\u00f2 di mano pi\u00f9 volte sino a divenire propriet\u00e0 dei conti Panissera di Veglio, cui subentrarono gli attuali proprietari, i Giriodi Panissera conti di Monastero e Signori di Bardassano e Tondonito. Il conte Marcello Panissera di Veglio fu <strong>sindaco di Bardassano<\/strong>, al tempo comune autonomo, dal 1862 al 1886. <\/p>\n\n\n\n<p>Ricordiamo infine un&#8217;altra curiosit\u00e0 legata al conte Marcello Panissera di Veglio, che fu anche <strong>presidente della Promotrice delle Belle Arti di Torino<\/strong> (1866) e dell\u2019<strong>Accademia Albertina<\/strong> (1869). Nel luglio 2016 negli spazi del seicentesco Filatoio di Caraglio nel Cuneese si \u00e8 tenuta un\u2019importante mostra dal titolo \u201c<a href=\"http:\/\/www.filatoiocaraglio.it\/attivita_culturali.php\">Da Torino a Madrid. Acquerelli dalla collezione di Amedeo d\u2019Aosta, Re di Spagna&#8221;<\/a>.  L\u2019esposizione proponeva <strong>ventiquattro vedute<\/strong> per lo pi\u00f9 torinesi, ma anche di altre localit\u00e0 del Piemonte, realizzate da ventidue pittori, quasi tutti docenti dell\u2019Accademia Albertina di Torino, e commissionate nel 1870 dalla Municipalit\u00e0 di Torino in vista del battesimo del secondogenito del duca Amedeo di Savoia-Aosta, al tempo Re di Spagna, che aveva fatto richiesta all\u2019antica capitale sabauda di far da padrino al figlio in ossequio al plurisecolare legame tra la dinastia e la citt\u00e0. L\u2019impresa fu affidata proprio al <strong>conte Marcello Panissera di Veglio<\/strong>, presidente della Promotrice delle Belle Arti, che selezion\u00f2 i ventidue maestri incaricati di eseguire le opere. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c8\/c4\/e0\/c8c4e0533bc813ffd531a51082c98c97.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Castello di Bardassano: ambiente interno &#8211; ph Giovanni Dughera<\/figcaption><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Arconte Il protagonista di questo capitolo del libro \u201cIl re Vittorio Emanuele nella sua vita intima. 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