{"id":4785,"date":"2019-11-14T17:57:15","date_gmt":"2019-11-14T17:57:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4785"},"modified":"2019-11-14T18:17:31","modified_gmt":"2019-11-14T18:17:31","slug":"il-re-vittorio-emanuele-ii-nella-sua-vita-intima-il-conte-castellengo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4785","title":{"rendered":"Il re Vittorio Emanuele II nella sua vita intima \u2013 Il Conte Castellengo"},"content":{"rendered":"\n<p>di Arconte<\/p>\n\n\n\n<p>Il cavalier <strong>Federico Frichignono di Castellengo<\/strong>, noto come conte di Castellengo, \u00e8 il componente dell\u2019entourage di Vittorio Emanuele II che prendiamo oggi in esame sulla scorta del libro di Fausto. <\/p>\n\n\n\n<p>Leggiamo:<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Il\nConte Castellengo.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Conte Frichignono di\nCastellengo si trova in Corte da tempo immemorabile.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua specialit\u00e0 \u00e8 quella d\u2019essere\nun gran conoscitore di cavalli, e perci\u00f2 Sua Maest\u00e0 il Re Vittorio Emanuele si\ngiovava molto di lui quando dovea farne acquisto anche all\u2019estero, dove il\nConte recavasi personalmente. <\/p>\n\n\n\n<p>Ognun sa come il Conte di Castellengo fosse da moltissimi anni l\u2019amico ed il fido <strong>accompagnatore quotidiano<\/strong> di Sua Maest\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/fd\/88\/2f\/fd882f495033bdf0d107e791ab9c11df.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption> <br> Il conte Federico di Castellengo: fotografia del libro di Ugo Pesci, Firenze Capitale (1865-1870). <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Vittorio Emanuele gli portava\nmolto affetto: ma spesso si divertiva alle spalle sue, canzonandolo dal lato\ndell\u2019avarizia, che \u00e8 il lato <em>debole<\/em>,\no piuttosto il lato <em>forte<\/em>, del Conte.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre ad essere <strong>Grande Scudiere<\/strong>, il Conte pi\u00f9 volte, per qualche mese, ha retto il Ministero della Real Casa. <\/p>\n\n\n\n<p>In questo periodo di <em>reggenza<\/em> s\u2019iniziava un sistema cosi\ndetto di <em>economie<\/em>, ed il fatto \u00e8 che\nogni qual volta cessava la reggenza di Castellengo, si trovavano dei milioni in\ncassa, che il Conte diceva di aver <em>risparmiati<\/em>.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Il Re che conosceva la magagna\nne rideva, e soleva spesso dire a\u2019 familiari:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma sai come fa Castellengo?\nNon paga nessuno! tutti gridano e reclamano quello che loro spetta\u2026 Egli\ndifferisce tutti i pagamenti fino al giorno in cui cessa la sua reggenza: e\ndice che ha dei <em>milioni<\/em> in cassa!! &#8211;\nSfido io, cos\u00ec faccio il Ministro anch\u2019io!!! <\/p>\n\n\n\n<p>Il Re ne contava delle belle\nalle spalle del povero Conte: ma sempre facezie da ridere. <\/p>\n\n\n\n<p>Diceva che Castellengo avea proposto dei <strong>grandi risparmi<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Per esempio pei servi di livrea,\ne pei cocchieri, quando portavano la livrea lunga fino al collo del piede, avea\nproibito l\u2019uso dei calzoni, bastando le sole mutande. <\/p>\n\n\n\n<p>Gli attribuiva d\u2019avere ideato\ndelle livree a doppia faccia, <em>bleu<\/em> da\nuna parte per la tenuta giornaliera, <em>rossa<\/em>\ndall\u2019 altra per la tenuta di gala: in guisa che da un momento all\u2019altro,\nrivoltando il vestito, gli staffieri si potessero trovare travestiti da una\ntenuta all\u2019altra. <\/p>\n\n\n\n<p>Dicea pure che il Conte avesse\nprogettato pei pranzi di gala, una quantit\u00e0 di vivande di <em>cartone<\/em>, come quelle che si vedono in teatro, da farsi girare\nassieme alle vere &#8211; sicch\u00e9 su sei pasticci veri ne faceva circolare altri <em>sei<\/em> imitazione, e cosi per la caccia,\npel pesce, pei legumi, ecc. <\/p>\n\n\n\n<p>Come pei vini del pari sosteneva avere il Conte sostituito l<strong>\u2019<\/strong><em><strong>Asti spumante<\/strong><\/em><strong> <\/strong>allo Sciampagna. <\/p>\n\n\n\n<p>A parte questi scherzi, il Conte\ndi Castellengo \u00e8 stato sempre un leale e fedele amico della Casa di Savoia.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/1e\/a5\/c4\/1ea5c4ee43ffded4e754da2457097ce3.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il conte Castellengo viene ricordato nel 1904, con garbata ironia, da Ugo Pesci nel suo libro \u201c<em>Firenze Capitale (1865-1870)<\/em>\u201d. Lo definisce \u00ab<strong>Inseparabile compagno <\/strong>del Re, qualche cosa come l\u2019ombra di lui \u2026 uno dei pi\u00f9 alti e pi\u00f9 brutti uomini che siano mai vissuti in questa valle di lacrime\u00bb. Pesci racconta poi che Vittorio Emanuele II era solito passeggiare per Firenze in una <em>victoria <\/em>[carrozza aperta a quattro ruote, priva di portiere, dedicata alla Regina Vittoria, N.d.A.], e Castellengo, seduto vicino al Re, \u00abtutto ripiegato e con le ginocchia che gli arrivavano in bocca, faceva una gran brutta figura\u00bb. Castellengo aveva l\u2019abitudine di aggirarsi per ore nelle <strong>vie di Firenze<\/strong>, sempre solo, con le mani dietro, curvo per l\u2019altezza eccessiva, col cappello a cilindro col pelo arruffato, tutto vestito di nero come un necroforo. I ragazzi e le donne restavano sorpresi nel vederlo e \u00abguardavano trasognati ed esterrefatti la sua faccia non rassomigliante ad alcun\u2019altra\u00bb. Pesci ci riporta poi un <em>gossip<\/em> fiorentino che coinvolge anche il re Vittorio Emanuele II: Castellengo anche se gi\u00e0 anziano aveva capelli, baffi e basette nerissimi come il suo vestito, \u00abdello stesso punto di colore del quale da parecchi anni si erano coloriti i capelli ed i baffi, gi\u00e0 rossi\u00bb del Re. Erano di quel colore nero anche i capelli di altri personaggi di Corte, \u00abs\u00ec che a Firenze era facezia consueta il dire che a Palazzo Pitti v\u2019era un pentolino di quella tinta a disposizione comune\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/a9\/27\/ce\/a927ce291c3fce22f44783eb4ec775e7.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption> Caricatura di Vittorio Emanuele II di Vanity Fair del 29 gennaio 1870 <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>aspetto inquietante<\/strong> di Castellengo \u00e8 sottolineato anche dal letterato e politico Gaspare Finali (Cesena, 1829 \u2013 Marradi, 1914) che nelle sue memorie lo definisce: \u00abUn gentiluomo di <strong>antica razza piemontese<\/strong>, il cui aspetto era per\u00f2 poco rassicurante\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Le due divertenti citazioni sull\u2019aspetto fisico di\nCastellengo si uniscono al testo di Fausto che, evidenziando la sua avarizia,\nci presenta un quadro certo non drammatico delle ingenti spese del Re Vittorio\nEmanuele II e del suo atteggiamento spensierato al riguardo.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 il bilancio spesso in rosso della Real Casa \u00e8 oggi\nil motivo che fa ancora citare Castellengo da parte degli storici che si\noccupano del periodo romano del regno di Vittorio Emanuele II e del regno di\nUmberto I.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <em>gossip<\/em> lascia il posto alle considerazioni di Pacelli e Giovannetti i quali nel libro \u201cIl Colle pi\u00f9 alto\u201d (2017) considerano i <strong>problemi economici<\/strong> della Real Casa e i vari tentativi di soluzione. Castellengo, Ministro della Real Casa dal 1869 al 1874, ha avviato una politica di taglio delle spese anche con un riordino della Casa Civile e l\u2019eliminazione di cariche inutili. Risparmia cos\u00ec 2.300.000 di lire che consentono di diminuire il disavanzo di bilancio, quando ormai era di pi\u00f9 di 1 miliardo e seicento milioni di lire. Impresa vana perch\u00e9 nuove spese insorgono a seguito del trasferimento della Capitale a Roma.<\/p>\n\n\n\n<p>Dallo stesso libro apprendiamo che la lista civile, cio\u00e8 la\nsomma assegnata ogni anno nel bilancio dello Stato al Re e destinata a coprire\nle spese connesse al suo ruolo e all\u2019amministrazione dei beni della Corona, assegnata\na Vittorio Emanuele II Re d\u2019Italia, risulta la pi\u00f9 elevata tra quelle dei\nmonarchi europei, secondo calcoli che tengono conto del numero di cittadini.<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie a studi di questo genere Castellengo pu\u00f2 essere visto nel suo vero aspetto di leale e probo <strong>amministratore piemontese<\/strong>, al di l\u00e0 della facile ironia destata dal suo infelice aspetto fisico.<\/p>\n\n\n\n<p>Ugo Pesci, <em>Firenze\nCapitale (1865-1870) Dagli appunti di un ex-cronista<\/em>, Firenze, 1904.<\/p>\n\n\n\n<p>Mario Pacelli \u2013 Giorgio Giovannetti, <em>Il Colle pi\u00f9 alto. Ministero della Real Casa, Segretariato generale. Presidenti della Repubblica<\/em>, G. Giappichelli ed., 2017<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/89\/8b\/10\/898b10096a3881352ded19a650a3261e.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta invernale del castello di Castellengo nel Biellese (www.castellengo.it)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\"><strong><em>Luoghi e itinerari della memoria &#8211; note della redazione <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Due sono i luoghi in Piemonte strettamente legati alla nobile famiglia <strong>Frichignono di Castellengo<\/strong>, cui apparteneva il conte Federico: il castello di Castellengo nel Biellese e il palazzo Frichignono di Castellengo a Torino.<\/p>\n\n\n\n<p>Il<strong> castello di Castellengo<\/strong> \u00e8 una costruzione di aspetto imponente, frutto di successive aggiunte, riplasmazioni e rifacimenti, a partire dal nucleo embrionale del castrum, che si fa risalire al X secolo. Passato ai Bulgaro alla fine del XII secolo, la fortezza fu testimone tra il 1408 e il 1409 dell&#8217;assedio portato dalle truppe del conte (poi duca) <strong>Amedeo VIII di Savoia<\/strong> che intendeva recuperarne il possesso dopo l&#8217;occupazione da parte del capitano di ventura Bando di Firenze. Venduto a nobili biellesi, l&#8217;antico castello venne gradualmente acquisito dalla famiglia Frichignono, originaria di Cecima nel Pavese, ma trasferitasi prima nel Canton Ticino e poi in Piemonte nel Biellese in seguito a controversie con il vescovo di Pavia. Gi\u00e0 nel 1411, quando Amedeo VIII di Savoia ottenne la dedizione delle terre ossolane superiori, che volevano liberarsi dal dominio visconteo e svizzero, risulta che i Frichignono appoggiassero la causa sabauda. <\/p>\n\n\n\n<p>Dal 1417 i Frichignono s&#8217;impegnarono nella progressiva acquisizione per quote del castello di Castellengo, ottenendo per\u00f2 l&#8217;investitura dell&#8217;intero possedimento solo nel 1684, da cui l&#8217;origine del motto dinastico &#8220;<strong>mieux tard que jamais<\/strong>&#8221; (meglio tardi che mai). Tra Seicento e Settecento, ormai esauritasi la funzione difensiva e militare, s&#8217;intrapresero ambiziosi lavori con l&#8217;obiettivo di trasformare la fortezza d&#8217;impianto medievale in elegante residenza signorile, progettata su modelli francesi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/00\/1a\/2e\/001a2e3e427a11d0e373ff8ab9d1adb8.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Scorcio di palazzo Frichignono a Torino &#8211; (foto tratta dal sito www.atlanteditorino.it)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il <strong>palazzo Frichignono di Castellengo<\/strong> a Torino si trova invece in via San Dalmazzo 7 e s&#8217;impone all&#8217;attenzione del viandante per le pregevoli decorazioni a stucco di gusto barocco che ornano gli esterni, con ornamenti a tema naturalistico alternati a busti raffiguranti imperatori romani, a figure antropomorfe dalle fattezze femminili e a teste dalle sembianze mostruose e curiosamente deformi. L&#8217;edificio, acquistato dai Frichignono di Castellengo nella seconda met\u00e0 del Seicento, risulta appartenere all&#8217;isola di Sant&#8217;Alessio, che racchiude anche il magnifico <strong>palazzo Scaglia di Verrua<\/strong>: in &#8220;101 perch\u00e9 sulla storia di Torino che non puoi non sapere&#8221; di Daniela Schembri Volpe si legge che tra le due nobili famiglie sorsero in pi\u00f9 occasioni dispute e litigi di vicinato. Nel corso del Novecento il palazzo ospit\u00f2 lo storico Albergo Canelli. <\/p>\n\n\n\n<p> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Arconte Il cavalier Federico Frichignono di Castellengo, noto come conte di Castellengo, \u00e8 il componente dell\u2019entourage di Vittorio Emanuele II che prendiamo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4791,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,495,143,22],"tags":[2565,35,29,354],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4785"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4785"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4785\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4794,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4785\/revisions\/4794"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4791"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4785"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4785"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4785"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}