{"id":4829,"date":"2019-12-09T14:08:38","date_gmt":"2019-12-09T14:08:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4829"},"modified":"2019-12-09T15:53:23","modified_gmt":"2019-12-09T15:53:23","slug":"conoscere-la-loggia-villa-carpeneto-che-fu-dimora-dei-graneri-de-la-roche-e-il-castello-galli-della-loggia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4829","title":{"rendered":"Conoscere La Loggia: villa Carpeneto, che fu dimora dei Graneri de la Roche, e il castello Galli della Loggia"},"content":{"rendered":"\n<p>Testo e foto di <em>Paolo Barosso<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nella pianura a sud di Torino,\ncaratterizzata da una preminente vocazione agricola, sorge il comune di La\nLoggia, che vanta due edifici storici di rilievo, la <strong>villa Carpeneto<\/strong> e\nil <strong>castello Galli della Loggia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima \u00e8 una residenza\nnobiliare d\u2019aspetto barocco e neoclassico, innestata su un preesistente\ncastello medievale, che si ritiene appartenuto alla famiglia <strong>Vagnone di\nTrofarello<\/strong>. Il primo rifacimento della dimora risale al tempo di <strong>Gaspare\nGraneri<\/strong> (nato a Lanzo nel 1596), che s\u2019era distinto al servizio della corte\nsabauda assurgendo alla carica di \u201cgeneralissimo\u201d delle Finanze e affermandosi\ncome una delle personalit\u00e0 politiche pi\u00f9 in vista del Seicento piemontese. Pochi\nanni prima di morire fond\u00f2 l\u2019Eremo Camaldolese di Lanzo, meritandosi, per\nquesta e altre iniziative benefiche, l\u2019appellativo di \u201cpadre dei poveri\u201d. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/87\/04\/a1\/8704a1f1319bef723b07b76d980b45d9.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta di Villa Carpeneto (foto di \u201cUccio2\u201d D&#8217;Ago\u2026, CC BY-SA 3.0, httpscommons.wikimedia.org)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019arme dinastica dei Graneri si osserva\nancora all\u2019interno dell\u2019edificio, con la spiga di grano (gioco di parole con il\ncognome \u201cGraneri\u201d) sovrastata da una torre, richiamo alla localit\u00e0 di <strong>La\nRoche<\/strong>, situata in Savoia (oggi La Roche-sur-Foron), di cui la famiglia, al\ntempo di Tommaso, figlio di Gaspare, aveva acquisito feudo e titolo\nmarchionale. Gaspare Graneri si fece promotore di imponenti lavori di\nammodernamento che trasformarono l\u2019antico castello in sontuosa dimora signorile\ndi campagna: di questo primo cantiere rimane evidente testimonianza nella\nstruttura attuale, in particolare nella facciata rivolta verso Vinovo, quella\ncon l\u2019affaccio sul giardino e il laghetto. <\/p>\n\n\n\n<p>Una seconda <em>tranche<\/em> di interventi\nedilizi risale invece al decennio 1769\/1779, quando il marchese Gian Luigi\nGraneri chiam\u00f2 il geniale architetto <strong>Francesco Dellala di Beinasco<\/strong>, che\ndisegn\u00f2 nelle forme neoclassiche in voga al tempo la facciata rivolta verso il\nviale di pioppi (oggi scomparso). In questo periodo s\u2019intrapresero anche lavori\nsull\u2019alveo del vicino torrente Oitana, che venne rettificato per oltre un chilometro\nper renderlo idoneo alla navigazione con barche da diporto: proprio in questo\ntratto si svolse una regata organizzata dal marchese Graneri in onore della\ncorte sabauda, che forn\u00ec all\u2019incisore <strong>Ignazio Sclopis<\/strong> (1727-1793) lo\nspunto per realizzare due vedute raffiguranti villa e parco. <\/p>\n\n\n\n<p>Villa Carpeneto, passata a fine\nSettecento al conte Gerbaix de Sonnaz, marito di Enrichetta Graneri, cambi\u00f2 in\nseguito pi\u00f9 volte propriet\u00e0 fino a giungere al 1939, quando fu venduta al conte\nTheo Rossi di Montelera, che la mantenne, abbellendola con stucchi e pitture,\nfino al 1959. Da questa data, acquisita da un\u2019anonima societ\u00e0 svizzera, cadde\npurtroppo in disgrazia, disabitata e spogliata degli arredi. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/39\/93\/4b\/39934bbba6142b8d00438136c9685a38.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Scorcio del castello Galli della Loggia<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il secondo edificio rilevante per la storia di La Loggia \u00e8 il <strong>castello Galli<\/strong>, interessante costruzione d\u2019origine medievale attorniata da un ampio giardino di circa tre ettari, la cui attuale sistemazione risale al 1840 circa. La struttura, che conserva evidenza dell\u2019origine medievale nella torre centrale in laterizio, \u00e8 documentata sin dalla fine del XIV secolo quando risulta appartenere alla ricca famiglia <strong>Darmelli<\/strong>, attestata a Testona di Moncalieri dal 1230. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/79\/6f\/b5\/796fb533d834ca465d403c0d89f1b0e6.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;ingresso monumentale al recinto del castello con le serre sulla destra<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Fu nel 1396 che i Darmelli subentrarono come proprietari del \u201cluogo della Loggia\u201d ai precedenti feudatari, i <strong>Provana di Carignano<\/strong>, che vi avevano esercitato la signoria insieme con i marchesi Romagnano. Secondo le fonti il primo della famiglia a promuovere opere di rafforzamento del castello fu Giacomo Darmelli che sub\u00ec anche un processo per aver fortificato senza la necessaria autorizzazione del principe Ludovico di Savoia-Acaia, ma l\u2019irregolarit\u00e0 venne in seguito sanata.  <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ff\/3a\/ce\/ff3ace50fe301f04001b338aa895a082.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Castello Galli &#8211; particolare degli interni con soffitto decorato<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Di quest\u2019antica appartenenza alla famiglia Darmelli si trova traccia negli ornamenti araldici: in particolare l\u2019arme scolpita sopra il portone d\u2019ingresso mostra nel quarto di destra la <strong>mano d\u2019aquila<\/strong>, emblema dei Darmelli, elemento che ricorre anche nell\u2019apparato decorativo interno, ad esempio nella grande sala degli stemmi, dove si ammira un affresco parietale che \u00e8 la riproduzione d\u2019un quadro del Guercino. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ba\/e9\/39\/bae93957037ad806df64792d75b9ce8a.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;arme scolpita sopra il portone d&#8217;ingresso<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il vantaggio strategico del borgo di La Loggia, tale da renderne ambito il controllo, si rifletterebbe nell\u2019origine del toponimo che, secondo una delle interpretazioni proposte, deriva da \u201c<strong>alloggio<\/strong>\u201d, nel senso di luogo di sosta lungo le vie di transito dalla costa ligure, dal Cuneese e dal Saluzzese verso Torino (un\u2019altra ipotesi individua invece la radice del nome nel vocabolo \u201c<strong>loggia<\/strong>\u201d, con riferimento alla struttura architettonica caratterizzante la torretta del castello Galli, passato poi a designare per estensione l\u2019intero edificio e l\u2019area alle sue dipendenze, identificata come territorio \u201cdella Loggia\u201d). A dispetto dell\u2019importanza come zona di passaggio e di soggiorno per i viandanti, l\u2019abitato di La Loggia guadagn\u00f2 tardi l\u2019<strong>autonomia municipale<\/strong>, venendo eretto in comune solo nel 1817 con lo scorporo del territorio di pertinenza da Moncalieri e Carignano e inserendosi cos\u00ec a buon titolo fra i comuni pi\u00f9 \u201cgiovani\u201d del Piemonte. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f0\/46\/28\/f04628dc207b77b13a4a597e3ae4271d.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La torre quattrocentesca in laterizio <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tornando alle vicende storiche del territorio, nel 1735 feudo e castello della Loggia vennero acquistati da <strong>Pietro Brizio Falletti<\/strong> di Bra, esponente d\u2019una casata sorta dall\u2019unione di due famiglie, i Brizio e i Falletti, che ricevette dal re Carlo Emanuele III l\u2019investitura al titolo di barone della Loggia. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ec\/bf\/31\/ecbf3122bab0801240e2965254981e69.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Scorcio della torre vista dal loggiato del cortile interno<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Data significativa nella storia del luogo \u00e8 poi il 1781 quando feudo e castello, in conseguenza della rinuncia dei Brizio Falletti alla baronia della Loggia (furono investiti del feudo di Castellazzo Novarese con il titolo comitale), tornarono nelle mani d\u2019un discendente degli antichi proprietari, i Darmelli, che ne avevano amministrato il territorio per tre secoli: a subentrare nella propriet\u00e0, ricevendo dal re Vittorio Amedeo III il titolo di conte della Loggia, fu infatti <strong>Pietro Gaetano Galli<\/strong>, presidente del Senato di Piemonte e Consigliere di Stato, membro d\u2019una casata appartenuta alla nobilt\u00e0 comasca sin dal principio del XV secolo, che nel 1763 s\u2019era unito in matrimonio con Felicita Darmelli, ultima esponente dell\u2019illustre famiglia moncalierese. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b0\/f2\/68\/b0f268d2f966b259bf913bcbf6e73084.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta del parco disegnato attorno al 1840<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ebbero cos\u00ec inizio le vicende del <strong>ramo piemontese<\/strong> della famiglia Galli, i conti Galli della Loggia, che si legarono tanto strettamente alla storia del paese da \u201cprestare\u201d al gonfalone del comune l\u2019emblema del gallo, lo stesso che campeggia nel loro stemma gentilizio. Sotto l\u2019egida della famiglia Galli l\u2019antica severa fortezza dei Darmelli acquis\u00ec un\u2019impronta nuova di dimora signorile, conservando della veste medievale principalmente la torre quattrocentesca e la facciata rivolta a nord, mentre il blocco residenziale a sud venne aggiunto nel corso del Settecento. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/9c\/49\/b1\/9c49b12be2277c0eb5775b7af9650122.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Affresco interno con l&#8217;arme della famiglia Galli della Loggia<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Dopo la morte della contessina Laura, ultima discendente della famiglia, spirata nel 1978, il castello venne acquistato dai <strong>baroni D\u2019Auvare<\/strong>, originari di Nizza e imparentati con i conti Galli, che in tempi recenti, grazie a Nicoletta D\u2019Auvare e al marito Christos Theodorou, l\u2019hanno riportato a nuova vita, proponendo un nutrito programma di manifestazioni culturali, conferenze e appuntamenti concertistici. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/57\/8f\/17\/578f17eb55e4a9b92d7cb6819b2cebe8.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Scorcio del salone interno con la riproduzione del quadro &#8220;L&#8217;Aurora&#8221; del Guercino <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra curiosit\u00e0 legata al\ncomune di La Loggia \u00e8 la presenza nel paese per diversi anni di <strong>Leonardo\nBistolfi<\/strong>, il celebre scultore nato nel 1859 a Casale Monferrato, che dal\n1912 stabil\u00ec residenza e atelier in una villa acquistata nel piccolo comune\nalle porte di Torino, dove visse sino alla morte avvenuta nel 1933. Nel paese\ndi La Loggia possiamo ammirare alcune opere realizzate da Bistolfi, elencate\nnel sito ufficiale del comune: una Madonna in marmo bianco di Carrara donata\nalla Chiesa parrocchiale di La Loggia (1923), ora sistemata nel piazzale\ndavanti alla Cappella Mater Amabilis; una Madonna in terracotta collocata\nnell&#8217;asilo infantile di cui Bistolfi fu presidente del Consiglio di\nAmministrazione; un Medaglione raffigurante un bambino posto sulla facciata\ndell&#8217;edificio adibito ad asilo infantile; un bassorilievo del Cristo che orna\nla tomba della famiglia Gariglio nel cimitero comunale; la lapide funeraria per\nGiuseppina Amisano. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Paolo Barosso <\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/4e\/f6\/b5\/4ef6b56a0aa2a655e9302eed7eaa974e.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Antico affresco nel loggiato interno raffigurante un Compianto sul Cristo morto<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Fonti consultate<\/p>\n\n\n\n<p><em>Atlante castellano. Strutture fortificate della provincia\ndi Torino, <\/em>a cura di Viglino Davico, Micaela [et al.], Celid, Torino, 2007 <\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.castelliaperti.it\">www.castelliaperti.it<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.adsi.it\">www.adsi.it<\/a> <\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.comune.laloggia.to.it\">www.comune.laloggia.to.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo e foto di Paolo Barosso Nella pianura a sud di Torino, caratterizzata da una preminente vocazione agricola, sorge il comune di La&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4832,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,25,14,27],"tags":[474,2594,2593,2589,2592,2587,2586,2584,2583,2585,543,2588,2591,2590,35,2556,2582],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4829"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4829"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4829\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4836,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4829\/revisions\/4836"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4832"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4829"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4829"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4829"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}