{"id":4889,"date":"2020-02-17T10:11:20","date_gmt":"2020-02-17T10:11:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4889"},"modified":"2020-02-17T10:27:23","modified_gmt":"2020-02-17T10:27:23","slug":"17-febbraio-1851-nasceva-a-torino-alberto-viriglio-scrittore-e-poeta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4889","title":{"rendered":"17 febbraio 1851: nasceva a Torino Alberto Viriglio, scrittore e poeta"},"content":{"rendered":"\n<p>di Arconte <\/p>\n\n\n\n<p>Il 17 febbraio di quest\u2019anno ricorre il 168\u00b0 anniversario della nascita a Torino di <strong>Alberto Viriglio<\/strong>, lo scrittore e poeta che piaceva a Guido Gozzano e che Nino Costa definiva maestro, autore di numerosi libri di storia e storie della nostra citt\u00e0, vere miniere di informazioni di prima mano, spesso copiate (anche male!) e molto di rado citate correttamente un tempo nelle pubblicazioni dedicate a Torino, e successivamente nel web e nei social.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b2\/a2\/07\/b2a20766c75bf59e92516081082c2862.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nato nel 1851, Viriglio conosce il periodo risorgimentale grazie ai ricordi della nonna, ha un modesto ma sicuro impiego in ferrovia che gli permette di dedicarsi con tranquillit\u00e0 alle sue ricerche. Ha un posto rilevante fra gli scrittori piemontesi coevi, pi\u00f9 o meno vicini al giornale torinese \u00ab<strong>\u2019L Birichin<\/strong>\u00bb, pubblicato tra il 1884 e il 1928. Muore a Torino il 22 agosto 1913 nel suo piccolo alloggio di via Roma n. 10, da lui trasformato in una sorta di museo, come ricorda un partecipe articolo anonimo apparso su <em>La Stampa<\/em> del giorno successivo col titolo \u201c<em>Un poeta dialettale &#8211; La morte di Alberto Viriglio<\/em>\u201d. Ne riportiamo alcuni passi che ci informano sui suoi ultimi anni di vita del Nostro, quando era stato quasi dimenticato dai torinesi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIeri \u00e8 morto nella sua abitazione, in via Roma 10, il poeta dialettale Alberto Viriglio, e la notizia ha prodotto in quanti lo conoscevano una <strong>profonda commozione<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/10\/83\/8c\/10838c79e4da1afb27aba75b36cddeb7.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Da molti anni Alberto Viriglio usava trascorrere le giornate pi\u00f9 calde dell&#8217;estate sulle nostre Alpi. Bench\u00e9 la sua salute, gi\u00e0 da molto tempo minata da una tormentosa infermit\u00e0, fosse in quest&#8217;anno scossa assai pi\u00f9 che non lo fosse mai stata, egli non volle rinunziare ai quieti diletti della montagna; e scelse a m\u00e8ta delle sue divagazioni estive le <strong>terre biellesi<\/strong>, tanto ricche di note poetiche care alla sua mente. Purtroppo per\u00f2 le sofferenze lo riafferrarono con maggior energia e Io obbligarono a fare ritorno a Torino per poter riaffidarsi alle cure dell&#8217;amico suo, il dott. Rossi, da molti anni confidente amorevole delle sue<strong> tribolazioni fisiche<\/strong>. Egli giunse nella nostra citt\u00e0 il 22 luglio e appena vi giunse si mise a letto. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/6b\/c4\/a9\/6bc4a93330939fd95879dce451424cad.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Non rivide pi\u00f9 da quel giorno le vie di questa citt\u00e0 sua per nascita e pi\u00f9 ancora per l&#8217;immenso amore filiale di cui egli la circond\u00f2 con tutte le energie del suo spirito. La malattia non gli diede pi\u00f9 tregua; per\u00f2 mai, n\u00e9 l&#8217;ammalato n\u00e9 il medico curante, ebbero sospetto che una catastrofe fosse tanto prossima. Ancora l&#8217;altra sera, l&#8217;infermo appariva tranquillissimo e alle 21 volle che la donna che lo assisteva si ritirasse. La donna ubbid\u00ec e lo lasci\u00f2 che leggeva nel letto alla luce di una lampada a petrolio. Come di consuetudine, la donna rientr\u00f2 nella camera alle 9 di ieri mattina. Entrando osserv\u00f2 che la lampada si trovava su una scrivania, segno che nella notte l&#8217;ammalato era disceso dal letto ed <strong>aveva scritto o tentato di scrivere<\/strong>. Alberto Viriglio era coricato sul Ietto supino. Teneva le mani giunte sul petto, ed aveva gli occhi aperti. Pareva che fosse fisso in un pensiero. La donna si avvicin\u00f2 al letto, lo chiam\u00f2, lo tocc\u00f2 e vide con indicibile terrore che era morto!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ae\/4b\/ed\/ae4bed8b9c592efcac8e5a4f1b534a86.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019articolo cos\u00ec prosegue:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAlberto Viriglio, lo confessava egli stesso presentandosi ai lettori in un suo volume, scriveva solo quando il cuore gli suggeriva. Se la fantasia e il cuore tacevano, egli non scriveva pi\u00f9. <\/p>\n\n\n\n<p>Da tempo era quasi un dimenticato, non essendo sufficienti a mantenergli l&#8217;aureola di popolarit\u00e0, che si era creata con monologhi, tipo <em>Sentinela morta<\/em>, e canzoni come il <em>Gatiime nen<\/em> e <em>Aria Majn<\/em>, le sole pubblicazioni di carattere storico riguardanti <strong>Torino antica<\/strong>, i suoi usi, i suoi costumi. Era un dimenticato e non se ne doleva. Anche nei momenti di maggiore successo, quando nella nostra citt\u00e0 non si sapeva pensare ad un avvenimento grandioso, giocondo o triste, senza richiamarsi ad Alberto Viriglio perch\u00e9 in una qualche forma rappresentativa ne rivelasse la sintesi lieta o pietosa. Il poeta amava vivere da solo o con una <strong>stretta cerchia di amici<\/strong>, vagabondare meditabondo, raccogliendo immagini, motivi, luci, che in un&#8217;ora di vena avrebbe poi richiamati in una di quelle sue composizioni sentimentali fiorite di ironia caustica.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f0\/04\/61\/f00461eb08cb45e2784723cae827828e.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>[\u2026] Viveva modestamente. <strong>Impiegato ferroviario<\/strong> aveva occupato gli ozi scrivendo versi, raccogliendo documenti, mettendo insieme memorie; pensionato aveva proseguito nei suoi lavori, cercando di penetrare sempre pi\u00f9 addentro nel cuore della sua citt\u00e0 che amava come si pu\u00f2 amare una madre. Recentemente il fratello orefice lo aveva lasciato erede di una discreta fortuna, ma ci\u00f2 non servi a fargli cambiare abitudini. Non servi a farlo uscire dalla sua conchiglia ove viveva da <strong>ricercatore paziente<\/strong> di cose morte. [\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>I maggiori amori [\u2026] di Viriglio furono il <strong>dialetto piemontese<\/strong> e la <strong>storia di Torino<\/strong>. Negli scaffali della sua libreria egli aveva adunato un tesoro di documenti e cimeli di storia torinese, frutto di lunghe ed accurato ricerche; questo tesoro aveva caro sopra ogni cosa, poich\u00e9 in essi e con essi il suo spirito poteva famigliarizzarsi con la vita della vecchia Torino, a cui ogni giorno andava strappando con intima gioia un segreto.<\/p>\n\n\n\n<p>Di tanto in tanto egli amava impartire ai concittadini una parte di tali suoi gaudi intellettuali; e lo faceva in brillanti articoli di storia paesana, dettati con quel garbo o quell\u2019arguzia che erano doti del suo temperamento di scrittore. Fra le sue pubblicazioni storiche ricordiamo: <em><strong>Come si parla a Torino<\/strong><\/em>, opuscolo di utile e dilettevole lettura; <em>Torino e i torinesi<\/em>, scritto in collaborazione con \u00abCaronte\u00bb [Arturo Calleri (1861-1923)]; <em>Torino Napoleonica<\/em> e <em>Vecchia Torino<\/em>, memorie e scritti editi dal Lattes.<\/p>\n\n\n\n<p>Dei versi, come abbiamo detto, da tempo non ne scriveva, o almeno, non ne pubblicava pi\u00f9. E lo si vedeva anche di rado. Unico posto dove si era quasi sicuri di trovarlo era al <strong>Bal\u00f4n<\/strong>, nei giorni di sabato. L\u00e0, tra i <em>ferami\u00f9<\/em>, tra i rifiuti di cento case accumulati, egli si recava per cercare tra le vecchie carte i documenti che interessavano Torino, la citt\u00e0 nativa, nel suo passato, nelle sue glorie e nei suoi dolori, ha formato il suo grande amore sino all\u2019estremo momento\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/8e\/47\/96\/8e4796b0d3f77fa77b67dca9ef49f773.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Lapide commemorativa di Viriglio con il medaglione bronzeo di Edoardo Rubino (foto di Betty&amp;Gi\u00f2)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Viriglio \u00e8 autore di 15 opere, quelle pi\u00f9 note sono <em>Torino e i torinesi. Minuzie e memorie<\/em> (Lattes, Torino, 1898) e <em><strong>Voci e cose del vecchio Piemonte<\/strong><\/em> (pubblicato postumo da Lattes, nel 1917, a cura di Giuseppe Debate). <em>Torino e i torinesi<\/em> viene ristampato nel 1931 ma nella seconda met\u00e0 del Novecento le sue opere, ancora citate, erano praticamente introvabili. A questa situazione ha rimediato il benemerito editore Andrea Viglongo, nel 1970, con la ristampa in anastatica de <em>L\u2019opera di Alberto Viriglio<\/em>, che comprendeva in tre volumi di tutte le sue 15 opere, seguita da alcune edizioni di <em>Torino e i torinesi<\/em> e <em>Voci e cose del vecchio Piemonte.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Amici e ammiratori, auspice il Municipio, lo hanno ricordato con una lapide posta sul Palazzo di Citt\u00e0, ornata da un medaglione modellato da <strong>Edoardo Rubino.<\/strong> Gli \u00e8 stata anche dedicata una via, in Barriera di Milano, che va da via Mercadante a via Domenico Cimarosa. <\/p>\n\n\n\n<p>A distanza di pi\u00f9 di un secolo e mezzo dalla nascita\ndi Alberto Viriglio, sar\u00e0 interessante vedere sui numerosi gruppi di Facebook\ndedicati a Torino quanti ricordino adeguatamente il Nostro, riconoscendogli i\nmeriti di ricercatore e cultore del folclore, della parlata e della storia\nminuta torinese, meriti che qualcuno oggi tende un po\u2019 snobisticamente a\nsminuire e molti, fin troppo disinvoltamente, a saccheggiare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Arconte Il 17 febbraio di quest\u2019anno ricorre il 168\u00b0 anniversario della nascita a Torino di Alberto Viriglio, lo scrittore e poeta che&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4895,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,143,4],"tags":[2635,2638,219,2639,2636,2637],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4889"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4889"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4889\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4891,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4889\/revisions\/4891"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4895"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4889"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4889"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4889"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}