{"id":4924,"date":"2020-03-15T17:19:29","date_gmt":"2020-03-15T17:19:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4924"},"modified":"2020-03-15T21:02:28","modified_gmt":"2020-03-15T21:02:28","slug":"cinque-anni-di-vita-amministrativa-torinese-1909-1914-note-di-un-sindaco-iii-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4924","title":{"rendered":"Cinque anni di vita amministrativa torinese 1909-1914: note di un sindaco \u2013 III parte"},"content":{"rendered":"\n<p>di Arconte<\/p>\n\n\n\n<p>Prosegue il nostro esame dello scritto \u201c<em>Cinque anni di vita amministrativa torinese: 1909-1914. Note di un sindaco<\/em>\u201d, scritto da <strong>Teofilo Rossi, conte di Montelera<\/strong>, e pubblicato nel maggio 1914 sulla <em>Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Suolo\npubblico.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Al 1\u00b0 gennaio 1910 la superficie dei\ncorsi e strade sistemati ammontava a mq. 3,011,000; questa superficie misurava\nal 1\u00b0 gennaio 1914 mq. 3,320,000. <\/p>\n\n\n\n<p>La superficie dei corsi e strade in\nmantenimento al 1\u00b0 gennaio 1910 era di Km. 205,655; al 1\u00b0 gennaio 1914 detta\nsuperficie misurava Km. 343,347. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d0\/3c\/ae\/d03caeebece827616c838f4701c6bca5.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>Fognatura.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Al 31 dicembre 1909 i canali neri\ncostruiti misuravano mi. 126,569. Durante il quadriennio vennero eseguiti mi.\n29145 di canali neri per conto del Comune e mi. 2550 di fognatura nera\nanticipata. Sono ancora in corso di costruzione mi. 7600, compiuti i quali, la\nrete avr\u00e0 un\u2019estensione di mi. 165,864. <\/p>\n\n\n\n<p>Al 31 dicembre 1909 i <strong>canali bianchi<\/strong> misuravano una lunghezza di mi. 66,667. Nel quadriennio scorso ne vennero eseguiti mi. 22,680, e sono in corso i lavori di costruzione di altri mi. 5715, compiuti i quali, la rete bianca della nuova fognatura avr\u00e0 un\u2019estensione di mi. 95,062, alla quale aggiungendo i detti canali bianchi preesistenti al 1893 della lunghezza complessiva di mi. 94490, si ha un totale di canali bianchi di ml. 189,552. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ammontare delle opere di fognatura\nal 31 dicembre 1909 era di L. 9,449,209.94, ed al 31 dicembre 1913 di L.\n11,892,409.26, cio\u00e8 nel quadriennio vennero spese per tali opere L.\n2,443,199.32. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Sviluppo\nedilizio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il movimento del reddito imponibile\nsui fabbricati fu il seguente:<\/p>\n\n\n\n<table class=\"wp-block-table\"><tbody><tr><td>\n  1910\n  <\/td><td>\n  36.196.565,16\n  <\/td><td>\n  1913\n  <\/td><td>\n  40.972.195,83\n  <\/td><\/tr><tr><td>\n  1911\n  <\/td><td>\n  37.225.573,74\n  <\/td><td>\n  1914\n  <\/td><td>\n  40.323.770,64\n  <\/td><\/tr><tr><td>\n  1912\n  <\/td><td>\n  38.834.250,64\n  <\/td><td>\n  &nbsp;\n  <\/td><td>\n  &nbsp;\n  <\/td><\/tr><\/tbody><\/table>\n\n\n\n<p>I permessi per case di nuova costruzione\nod ampliamenti importanti furono: <\/p>\n\n\n\n<table class=\"wp-block-table\"><tbody><tr><td>\n  nel 1910\n  <\/td><td>\n  1074\n  <\/td><td>\n  nel 1912\n  <\/td><td>\n  1240 \n  <\/td><\/tr><tr><td>\n  nel 1911\n  <\/td><td>\n  1046\n  <\/td><td>\n  nel 1913\n  <\/td><td>\n  919\n  <\/td><\/tr><\/tbody><\/table>\n\n\n\n<p>I permessi di costruzione per ambienti\nnuovi furono: <\/p>\n\n\n\n<table class=\"wp-block-table\"><tbody><tr><td>\n  <em>&nbsp;<\/em>\n  <\/td><td>\n  <em>N.<\/em>\n  <\/td><td>\n  <em>Camere<\/em>\n  <\/td><td>\n  <em>&nbsp;<\/em>\n  <\/td><td>\n  <em>N.<\/em>\n  <\/td><td>\n  <em>Camere <\/em>\n  <\/td><\/tr><tr><td>\n  nel 1910\n  <\/td><td>\n  1022\n  <\/td><td>\n  15,860\n  <\/td><td>\n  nel 1912\n  <\/td><td>\n  1061\n  <\/td><td>\n  17,201\n  <\/td><\/tr><tr><td>\n  nel 1911\n  <\/td><td>\n  904\n  <\/td><td>\n  14,028\n  <\/td><td>\n  nel 1913\n  <\/td><td>\n  996\n  <\/td><td>\n  12,725\n  <\/td><\/tr><\/tbody><\/table>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e0\/7d\/56\/e07d56b22d771d2acec641ddb0e971b6.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>Risanamenti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Isolato S. Eustacchio<\/strong><\/em>. \u2014 Era uno dei pi\u00f9 malfamati edifici della citt\u00e0. Posto a ridosso del Giardino Lamarmora e cos\u00ec nel cuore della citt\u00e0, misurava 6170 mq.: constava di 40 propriet\u00e0, conteneva 9 postriboli e 28 bettole di ultima categoria. L\u2019area risultante fu ceduta per mq. 1222 alla Cassa di Risparmio per un prezzo di L. 875,000. <\/p>\n\n\n\n<p>Ivi sorger\u00e0 adunque un grandioso ed artistico edifizio, dove prender\u00e0 sede nei secoli il nobile e potente <strong>Istituto del risparmio Piemontese<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p><em>[Come gi\u00e0 indicato al punto 15\u00b0 del suo programma, Teofilo Rossi descrive il definitivo risanamento della via Stampatori che con i suoi tre isolati adiacenti al <strong>Giardino Lamarmora<\/strong> (S. Eustacchio, S. Andrea e San Matteo) costituiva una vera \u201cCorte dei Miracoli\u201d nel centro storico cittadino ed era l\u2019emblema della Torino malfamata per l\u2019altissimo numero di prostitute di basso profilo che vi \u201cesercitavano\u201d la loro attivit\u00e0. Via Stampatori viene bonificata, prima con la demolizione dell\u2019isolato di S. Matteo, dove nel 1910 viene costruito il <strong>Palazzo delle Assicurazioni Venezia<\/strong>. <\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/07\/c3\/c6\/07c3c6a8b7da01fde93e3cde56e3dd2a.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Facciata del palazzo della Luce, capolavoro dell&#8217;architettura eclettica<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>Per gli isolati di S. Eustacchio e di S: Andrea occorre attendere il 1913, sul finire del mese di agosto. Nell\u2019isolato di S. Eustacchio doveva sorgere la nuova sede della Cassa di Risparmio, su progetto dall\u2019architetto Carlo Angelo Ceresa (1915). Il palazzo viene poi venduto nel 1925, incompiuto, alla <strong>Societ\u00e0 Idroelettrica Piemontese<\/strong> (Sip) che lo completa. Oggi \u00e8 noto come Palazzo della Luce. La via Stampatori malfamata \u00e8 stata considerata da Mario Gioda nei suoi articoli poi raccolti nell\u2019opuscolo \u201cTorino sotterranea\u201d. Ne hanno parlato anche Alberto Fenoglio e Maria Russo, in \u201cTorino misteriosa\u201d (Torino, 1981) e, molto di recente, Anna Maria Bonavoglia, nel suo \u201cIl caso del collare dei Savoia\u201d (Torino, 2019). N.d.R.].<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/0c\/0d\/2a\/0c0d2ada8e5f808148f7caa4f6d1ab21.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>Apertura\ndi via S. Ottavio da via della Zecca a via Po<\/em>. \u2014 Anche questa era una delle opere\npi\u00f9 desiderate per ragioni di salute pubblica, oltre che per viabilit\u00e0 e decoro\ndella citt\u00e0. Sull\u2019area risultante dal protendimento di via S. Ottavio e dall\u2019apertura\nin via Montebello della nuova via Pescatore, sorger\u00e0 sopra una superficie di\ncirca 9000 mq, la nuova scuola normale femminile Domenico Berti. Per questa\nscuola \u00e8 preventivata la spesa di L. 1,700,000. <\/p>\n\n\n\n<p><em>[Le vicende relative all\u2019apertura della <\/em><strong><em>via S. Ottavio<\/em><\/strong><em> in via Po sono poco documentate. Questa realizzazione ha comportato un intervento sulla Chiesa della SS. Annunziata (via Po 45), ricostruita con uno spostamento a ovest dall\u2019architetto Giuseppe Gallo tra il 1919 e il 1934. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>A commento dello scritto di Teofilo Rossi, va sottolineato che la via Matteo Pescatore non ha mai raggiunto via Montebello. La Scuola Domenico Berti, a quanto ci consta, \u00e8 stata costruita in altra sede e in via S. Ottavio sorge l\u2019edificio scolastico che ospita al n. 9 il <strong>Liceo Gioberti<\/strong> e al n. 7 la Secondaria Calvino. Il giornalista Ercole Moggi su La Stampa del 17 aprile 1926 descrive la via S. Ottavio come molto squallida e con i lavori per la Chiesa della SS. Annunziata non conclusi e desolatamente interrotti. N.d.R.].<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/06\/80\/f6\/0680f619e86013b64613f9298751d828.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Appartengono pure alla categoria dei risanamenti le molte opere fatte in questi ultimi cinque anni, per bagni, lavatoi pubblici e simili, tanto nell\u2019interno della citt\u00e0, quanto e specialmente nei nuovi <strong>quartieri della periferia<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\"><strong>*<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\"><strong>*&nbsp;&nbsp;&nbsp; *<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019<strong>acquedotto comunale<\/strong><\/em>, la pi\u00f9 necessaria delle tre intraprese municipalizzate, in quanto che il Suburbio mancava letteralmente di acqua potabile e le parti centrali della citt\u00e0 ne difettavano d\u2019estate, ebbe questo sviluppo:<\/p>\n\n\n\n<table class=\"wp-block-table\"><tbody><tr><td>\n  1909\n  <\/td><td>\n  acqua venduta\n  <\/td><td>\n  mc. 2,417,000\n  <\/td><td>\n  1912\n  <\/td><td>\n  acqua venduta\n  <\/td><td>\n  mc. 4,998,000\n  <\/td><\/tr><tr><td>\n  1910\n  <\/td><td>\n  acqua venduta\n  <\/td><td>\n  mc. 3,137,000\n  <\/td><td>\n  1913\n  <\/td><td>\n  acqua venduta\n  <\/td><td>\n  mc. 5,666,000\n  <\/td><\/tr><tr><td>\n  1911\n  <\/td><td>\n  acqua venduta\n  <\/td><td>\n  mc. 4,101,000\n  <\/td><td>\n  &nbsp;\n  <\/td><td>\n  &nbsp;\n  <\/td><td>\n  &nbsp;\n  <\/td><\/tr><\/tbody><\/table>\n\n\n\n<p>Le <em><strong>tramvie municipali<\/strong><\/em>, riscattate dalla Societ\u00e0 Alta Italia nel 1907, ebbero il seguente incremento: <\/p>\n\n\n\n<table class=\"wp-block-table\"><tbody><tr><td>\n  <em>&nbsp;<\/em>\n  <\/td><td>\n  <em>N. delle linee<\/em>\n  <\/td><td>\n  <em>Km. Di rete<\/em>\n  <\/td><td>\n  <em>Km di esercizio<\/em>\n  <\/td><td>\n  <em>Treni Km.<\/em>\n  <\/td><td>\n  <em>Reddito lordo<\/em>\n  <\/td><\/tr><tr><td>\n  1910\n  <\/td><td>\n  6\n  <\/td><td>\n  24.236\n  <\/td><td>\n  32.265\n  <\/td><td>\n  4.429.742\n  <\/td><td>\n  1,671.887,95\n  <\/td><\/tr><tr><td>\n  1911\n  <\/td><td>\n  9\n  <\/td><td>\n  30.837\n  <\/td><td>\n  44.546\n  <\/td><td>\n  5.748.728\n  <\/td><td>\n  2.430.857,85\n  <\/td><\/tr><tr><td>\n  1912\n  <\/td><td>\n  10\n  <\/td><td>\n  38.057\n  <\/td><td>\n  53.599\n  <\/td><td>\n  7.423.796\n  <\/td><td>\n  2.724.977,90\n  <\/td><\/tr><tr><td>\n  1913\n  <\/td><td>\n  11\n  <\/td><td>\n  44.265\n  <\/td><td>\n  60.627\n  <\/td><td>\n  8.474.699\n  <\/td><td>\n  3.151.085,75\n  <\/td><\/tr><\/tbody><\/table>\n\n\n\n<table class=\"wp-block-table\"><tbody><tr><td>\n  <em>&nbsp;<\/em>\n  <\/td><td>\n  <em>Valore d\u2019impianto<\/em>\n  <\/td><td>\n  <em>&nbsp;<\/em>\n  <\/td><td>\n  <em>Valore d\u2019impianto<\/em>\n  <\/td><\/tr><tr><td>\n  1910\n  <\/td><td>\n  L. 4,113,190.41\n  <\/td><td>\n  1912\n  <\/td><td>\n  L. 8,351,890.14\n  <\/td><\/tr><tr><td>\n  1911\n  <\/td><td>\n  L. 5,993,625.33\n  <\/td><td>\n  1913\n  <\/td><td>\n  L. 8,865,758.76\n  <\/td><\/tr><\/tbody><\/table>\n\n\n\n<p>L\u2019impianto idroelettrico fu deliberato\ndal Consiglio Comunale nell\u2019anno 1905. Nel quadriennio 1910-1913 ebbe lo\nsviluppo seguente:<\/p>\n\n\n\n<table class=\"wp-block-table\"><tbody><tr><td>\n  <em>&nbsp;<\/em>\n  <\/td><td>\n  <em>Energia venduta KWO<\/em>\n  <\/td><td>\n  <em>Reddito lordo<\/em>\n  <\/td><td>\n  <em>Utile netto<\/em>\n  <\/td><\/tr><tr><td>\n  1910\n  <\/td><td>\n  9,236,513\n  <\/td><td>\n  812,195.57\n  <\/td><td>\n  &#8212;\n  <\/td><\/tr><tr><td>\n  1911\n  <\/td><td>\n  13,213,374\n  <\/td><td>\n  1,401,801.03\n  <\/td><td>\n  187,986.22\n  <\/td><\/tr><tr><td>\n  1912\n  <\/td><td>\n  23,342,309\n  <\/td><td>\n  1,899,795.95\n  <\/td><td>\n  354,680.88\n  <\/td><\/tr><tr><td>\n  1913\n  <\/td><td>\n  36,173,970\n  <\/td><td>\n  2,463,869.91\n  <\/td><td>\n  612,518.08\n  <\/td><\/tr><\/tbody><\/table>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\"><strong>*<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\"><strong>*&nbsp;&nbsp;&nbsp; *<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/85\/0a\/7b\/850a7bc4db2b35a081cdda79fe9206c6.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>I <strong>nuovi \u00abdocks\u00bb<\/strong><\/em> dall\u2019antica sede di via Cernaia si trasportarono alla Barriera di Nizza (Docks Piemontesi) e in via Valprato (Docks Dora). La benemerita iniziativa, dovuta ai maggiorenti del commercio e dell\u2019industria alimentare Torinese, diede in pochi mesi splendidi risultati. <\/p>\n\n\n\n<p><em>[I grandiosi Docks, magazzini generali adiacenti alla <strong>stazione ferroviaria di porta Susa <\/strong>e destinati a deposito doganale, sono stati progettati dall\u2019ingegner Cesare Valerio. I lavori, iniziati nel 1865, si concludono rapidamente. Cos\u00ec li descrive la \u201cGuida-Ricordo di Torino (1884): \u00abL\u2019area complessiva \u00e8 di m.q. 60.000 e vi si trovano gli uffizi della dogana di Torino, la caserma delle guardie doganali, vaste sale per il deposito delle merci in arrivo e partenza e per la visita delle medesime, nonch\u00e9 per le miscele, la bollatura ed altre operazioni analoghe nel Dock, oltre un caseggiato pel deposito dei generi di privativa\u00bb <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Questi magazzini, molto ben rappresentati da Augusto Monti nel suo libro \u201cI Sans\u00f4ss\u00ed\u201d (Milano, 1929), sono stati demoliti nei primi decenni del \u2018900 e ne resta il ricordo nell\u2019<strong>Hotel Dock Milano<\/strong> di via Cernaia. Al loro posto sono stati costruiti il Palazzo Pralormo &#8211; gi\u00e0 Scuola di Guerra e oggi Circolo Ufficiali di Presidio -, l\u2019Ex Palazzo dell\u2019Intendenza di Finanza (di entrambi parla pi\u00f9 avanti lo stesso Teofilo Rossi) e la Questura, operativa dal 1935 (\u201cI palazzi istituzionali di corso Vinzaglio dal 1706 al 2006\u201d, Torino, 2005). N.d.R.].<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c5\/60\/28\/c5602811598ae36111f52e44b0154db4.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>Il\nvecchio mercato di Porta Palatina<\/em> sta per subire una radicale\ntrasformazione col progetto dei nuovi edifizi approvato dal Consiglio Comunale\nin seduta 9 luglio 1913, con una spesa preventivata di circa 2 milioni. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Il <strong>nuovo ammazzatoio<\/strong><\/em> sorger\u00e0 presso il Regio Parco, sopra una area gi\u00e0 preparata in mq. 150,000. Il progetto, egregia opera dell\u2019ing. Vandone e di una Commissione municipale che studi\u00f2 sul luogo i principali impianti d\u2019Europa, importer\u00e0 la spesa di circa 6 milioni. <\/p>\n\n\n\n<p>Nella stessa regione sorgeranno pure: <\/p>\n\n\n\n<p><em>Il nuovo edifizio della <strong>Scuola veterinaria<\/strong><\/em><strong> <\/strong>pel quale sono in corso e ben avviate a compimento le trattative col Ministero; <\/p>\n\n\n\n<p><em>Il\ncanile municipale<\/em> di prossima costruzione; <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<em>Istituto <\/em>per lo studio e la cura delle malattie contagiose provenienti da animali. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/19\/00\/a1\/1900a1f02a5bef2eaa242b4c4846e688.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>[Dopo varie successive sedi, l\u2019Ammazzatoio o <strong>Macello Pubblico torinese<\/strong>, nel 1868, \u00e8 stato collocato in corso S. Avventore, l\u2019attuale corso Inghilterra, all\u2019angolo con il corso Vittorio Emanuele II, nel tratto antistante le Carceri Nuove. La \u201cGuida-Ricordo di Torino (1884) cos\u00ec lo descrive: \u00ab(\u2026) Il luogo destinato al pubblico macello merita di essere visitato per il modo con cui vennero disposti i locali adatti alla macellazione dei suini, degli ovini e dei bovini, e le precauzioni prese per le visite sanitarie dei <strong>veterinari municipali<\/strong>, le visite necroscopiche, le disinfezioni, il controllo per prevenire il contrabbando, le introduzioni di carni sospette di carbonchio, di trichina e di altre malattie. Vi hanno numerose stalle pel deposito degli animali e per la conservazione delle carni macellate; vasche, ghiacciai, tavoli di marmo, ecc.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Si pu\u00f2 visitare ogni giorno mediante permesso del Direttore o del Sindaco\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Rimarr\u00e0 in questa sede fino al 1968 quando ci sar\u00e0 il sofferto trasferimento presso lo stabilimento di via Traves. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00c8 interessante notare che si \u00e8 pensato al Regio Parco anche come polo veterinario, con la <strong>Scuola Veterinaria<\/strong> (al tempo non ancora Facolt\u00e0 universitaria), il canile e quello che Teofilo Rossi definisce \u00abIstituto per lo studio e la cura delle malattie contagiose provenienti da animali\u00bb. Si tratta della \u201cStazione sperimentale per la lotta contro le malattie infettive del bestiame in Piemonte e in Liguria\u201d poi chiamata <strong>Istituto Zooprofilattico Sperimentale<\/strong> che, secondo il suo sito istituzionale, ha iniziato la sua attivit\u00e0 nel 1913 e nel 1914 ha completato il suo primo edificio in un vasto appezzamento (5.195 metri quadrati) concesso gratuitamente dal Comune di Torino. \u00c8 l\u2019unica struttura realizzata al Regio Parco fra quelle elencate da Teofilo Rossi. N.d.R.].<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/16\/fa\/85\/16fa85ba2e455aee55c2613baebc016a.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>Nuovo\nPolitecnico.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>scuola degli ingegneri<\/strong> del Valentino sar\u00e0 trasportata nella sua nuova sede a monte del Ponte Principessa Isabella, sulla sponda destra [sinistra, <em>N.d.R.<\/em>] del Po. <\/p>\n\n\n\n<p>La spesa di costruzione dei nuovi edifizi\nsar\u00e0 di 6 milioni, dei quali 3 votati dal Parlamento colla legge 4 aprile 1912,\nn. 297: e 3 forniti dal Comune come prezzo degli stabili ceduti. Il progetto,\naffidato agli ingg. [Giacomo] Salvadori [di Wiesenhoff] e [Stefano] Molli, \u00e8 in\ncorso di esecuzione. L\u2019area dei nuovi istituti misurer\u00e0 mq. 210 mila circa. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/64\/d4\/9f\/64d49f4e4fce7b69d85a98d54d508d91.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>[Al tempo, il <strong>Regio Politecnico di Torino<\/strong> disponeva di due sedi, perch\u00e9 era nato, grazie alla Legge 8 luglio 1906, dall\u2019unione della Regia Scuola d\u2019Applicazione per gli Ingegneri \u2013 alloggiata nel Castello del Valentino \u2013 con il Regio Museo Industriale Italiano, situato in via Giolitti n. 32, nell\u2019isolato oggi occupato dal <strong>piazzale Valdo Fusi<\/strong>. Nel progetto espresso da Teofilo Rossi, queste due sedi dovevano unirsi nell\u2019area della Cascina Ceresa, nella attuale via Pietro Baiardi (allora via Bormida), tra via Ventimiglia e corso Unit\u00e0 d\u2019Italia, area oggi occupata dall\u2019Ospedale Regina Margherita e dal Centro Traumatologico CTO. <\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/2e\/07\/d4\/2e07d4b732a59ad0b0bc51441552241d.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>Questa nuova sede, fortemente voluta dal corpo docente, non \u00e8 realizzata a causa della Prima Guerra Mondiale. Sempre questa sede \u00e8 proposta da nuovi progetti, formulati nel 1939, non realizzati a causa della Seconda Guerra Mondiale. Inoltre la sede di via Giolitti viene distrutta da bombardamenti del 1942 e 19143. La <strong>Cascina Ceresa<\/strong> viene ancora evocata nel 1949, al momento della decisione di costruire il nuovo edificio che ospiter\u00e0 Ingegneria dal 1953 in corso Duca degli Abruzzi n. 24, nell\u2019area del faraonico Stadium. La Facolt\u00e0 di Architettura rimane al Castello del Valentino. N.d.R.].<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Arconte Prosegue il nostro esame dello scritto \u201cCinque anni di vita amministrativa torinese: 1909-1914. 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