{"id":4956,"date":"2020-04-25T10:19:17","date_gmt":"2020-04-25T10:19:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4956"},"modified":"2020-04-25T10:19:18","modified_gmt":"2020-04-25T10:19:18","slug":"25-aprile-1911-emilio-salgari-si-e-ucciso-a-colpi-di-rasoio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4956","title":{"rendered":"25 aprile 1911: \u00abEmilio Salgari si \u00e8 ucciso a colpi di rasoio\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>di <em>Arconte<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Un fonogramma da <strong>Valle San Martino<\/strong> annunciava ieri sera alla nostra Questura che era stato trovato in un bosco sperduto sulle pi\u00f9 alte colline il cadavere di un uomo sulla cinquantina. Non si sapeva ancora con precisione la causa della morte, ma tutto faceva ritenere che si trattasse di un <strong>suicidio<\/strong>. Partiva subito per il luogo, dove la lugubre scoperta era stata fatta, il delegato Pappalardo con alcuni agenti. <\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/cd\/71\/08\/cd71082828ce3432d7e9a678952d4004.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>Il funzionario dovette molto faticare prima di trovare il luogo dove giaceva il cadavere. Finalmente, nella parte pi\u00f9 elevata delle colline di Valle San Martino, in un fittissimo bosco, di propriet\u00e0 Rey, presso la <strong>strada del Lauro<\/strong>, gli fu indicato un burrone, dove dai contadini del luogo si diceva con terrore che ci fosse un morto. Infatti, in un crepaccio, che si apriva nel bosco come una nicchia funeraria, il delegato scoperse in mezzo ad una patina di sangue raggrumato che ricopriva il terreno roccioso, il cadavere di un uomo orribilmente squarciato da <strong>larghe ferite<\/strong>. Prima cura del funzionario fu di perquisire le tasche del morto, per identificarlo; e gli fu dato di trovare la ricevuta di un pacco di manoscritti inviato alla Casa editrice Bemporad, di Firenze, e firmato Cav. Salgari. <\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/57\/d5\/37\/57d5377212673a483690af2a979a3d45.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>Non v\u2019era dunque dubbio alcuno: si trattava del <strong>cav. Emilio Salgari<\/strong>, il notissimo e popolare scrittore di avventure e di viaggi!<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec\nun anonimo cronista, su \u00abLa Stampa\u00bb del 26 aprile 1911, d\u00e0 la notizia del\nsuicidio di Emilio Salgari avvenuto il giorno precedente.<\/p>\n\n\n\n<p>Come \u00e8 noto, la tragica scomparsa del <strong>romanziere torinese<\/strong> viene presto travolta dalle notizie dei festeggiamenti per il cinquantenario del Regno d\u2019Italia e la concomitante Esposizione internazionale di Torino incentrata sul progresso industriale e manifatturiero della nazione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/12\/08\/33\/1208338d2f82fd148ef2f01b69018369.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Fonte: Ebay<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il vero ricordo di <strong>Emilio Salgari<\/strong> viene dal fatto che i suoi libri continuano a essere letti, e non soltanto dai ragazzini, e dall\u2019interesse suscitato nei registi e produttori cinematografici torinesi fin dai tempi del muto. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel\n1953, quando il cinema d&#8217;avventura italiano produce a basso costo, con attori\namericani di secondo piano, impiegando poche comparse e riciclando costumi e\nscenografie, a Torino si parla di nuovo di Emilio Salgari. Gli <strong>Studi FERT di corso Lombardia<\/strong> mettono\nin produzione tre film, due ispirati al ciclo indo-malese di Salgari, \u00ab<em>I Misteri della jungla nera<\/em>\u00bb e \u00ab<em>La vendetta dei Thugs<\/em>\u00bb mentre il terzo,\n\u00ab<em>Il Tesoro del Bengala<\/em>\u00bb, non ha\nriscontro in romanzi o racconti del Nostro ma propone personaggi e ambienti di\nispirazione \u201csalgariana\u201d. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/1c\/8e\/1f\/1c8e1f837bb11b93eb8ed71e14ffa089.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Fonte: eBay<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il\nprotagonista dei primi due non sar\u00e0 Sandokan ma <strong>Tremal Naik<\/strong>, l\u2019indiano bengalese che vive nella giungla di un\u2019India\ndi fantasia e combatte contro la malvagia setta degli strangolatori Thugs. <\/p>\n\n\n\n<p>Come\ninterprete \u00e8 chiamato <strong>Lex Barker<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Barker, che ha impersonato sugli schermi americani Tarzan dopo Johnny Weissmuller e si dice stanco di questo ruolo, si trasferisce a Torino, affitta sulla strada di Revigliasco la magnifica villa \u201cPrimo Sole\u201d, dove il 20 agosto lo raggiunge la fidanzata, <strong>Lana Turner<\/strong>. I due attori si sposano presso il Municipio di Torino nel tardo pomeriggio di luned\u00ec 7 settembre 1953. <\/p>\n\n\n\n<p>\n\nNel corso dell\u2019agosto del 1953, \u00abLa Stampa\u00bb e \u00abStampa Sera\u00bb non parlano soltanto di questo matrimonio ma concedono spazio anche alla lavorazione dei tre film che comporta tra l\u2019altro la presenza di una <strong>tigre addestrata<\/strong> che impersona Darma, la belva che si \u00e8 affezionata a Tremal Naik. \n\n<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d4\/bd\/e6\/d4bde6a003873a3d3fc1a9c705f606d3.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Fonte: eBay<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ha\noccasione di dire la sua anche <strong>Omar<\/strong>,\nil <strong>figlio di Salgari<\/strong> custode della\nmemoria paterna, che si suicider\u00e0 dieci anni dopo. <\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec\ni tre film godono di una discreta pubblicit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Vengono\ngirati in corso Lombardia, dove \u00e8 stato costruito l\u2019imponente <strong>tempio della dea Kal\u00ec<\/strong>. Per gli esterni si\nparla della pineta di San Rossore ma anche del Sangone.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne\nparliamo brevemente sulla scorta delle informazioni reperibili in rete.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>I misteri della Giungla Nera<\/em>\u00bb (1954) ha\ncome registi Gian Paolo Callegari e Ralph Murphy. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lex Barker<\/strong> \u00e8 Tremal-Naik, coraggioso cacciatore bengalese. La\nprotagonista femminile \u00e8 <strong>Fiorella Mari<\/strong>\nnelle vesti di Ada MacPherson, la figlia di un ufficiale inglese, rapita per farne\nla sacerdotessa di Kal\u00ec, che corrisponde all\u2019amore a prima vista di Tremal Naik.\n<strong>Franco Balducci<\/strong> interpreta\nKammamuri, il fedelissimo servitore di Tremal Naik.<\/p>\n\n\n\n<p>Souyodhana,\nil crudele e diabolico capo dei Tughs, \u00e8 impersonato da <strong>Paul<\/strong> <strong>M\u00fcller<\/strong>; il padre di\nAda, il capitano MacPherson, da <strong>Luigi\nTosi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ex\npugile <strong>Enzo Fiermonte<\/strong> interpreta il\nsergente Claridge e <strong>Raf Pindi<\/strong> il\nmaggiore Kennedy, personaggi di secondo piano. Troviamo un secondo personaggio\nfemminile aggiunto a quelli originali salgariani, Sulima una seconda\nsacerdotessa di Kal\u00ec, interpretata da <strong>Carla\nCal\u00f2<\/strong>, allo scopo di accrescere la componente femminile del cast. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/4b\/b4\/f4\/4bb4f46d17fa1cc94318d93e762fdb0e.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Fonte: eBay<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Gli\nspettatori maschi molto verosimilmente non erano come i giovani lettori\nsalgariani, pi\u00f9 interessati a duelli, scontri armati, arrembaggi, fughe\nrocambolesche che alle vicende amorose e ai personaggi femminili. Cos\u00ec \u00e8 stato\naggiunto anche un corpo di ballo della dea Kal\u00ec, con otto danzatrici dai\nsuccinti abiti trasparenti. <\/p>\n\n\n\n<p>Merita\nun cenno anche il produttore <strong>Giorgio\nVenturini<\/strong>, che rischia addirittura di essere sbranato dalla tigre Darma!<\/p>\n\n\n\n<p>Di\nquesto film ho potuto vedere soltanto due minuscoli spezzoni, presenti su You\nTube, dove si vede Lex Barker in turbante che vaga nei sotterranei del tempio di\nKal\u00ec e assiste a una cerimonia funebre con tanto di balletto del gi\u00e0 citato\ncorpo di ballo. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019impressione\npersonale \u00e8 quella di un film <em>peplum<\/em>\nche non stona con il testo originale salgariano, tanto che i manifesti\npubblicitari ricordano le copertine variopinte delle migliori edizioni dei\nlibri di Salgari.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ca\/1b\/c0\/ca1bc05809b8e411fa15872f28c18f8e.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Fonte: eBay<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Dobbiamo ora considerare il secondo film, \u00ab<em><strong>La vendetta dei Tughs<\/strong><\/em>\u00bb, dello stesso anno 1954, sempre diretto da Gian Paolo Callegari e Ralph Murphy. <\/p>\n\n\n\n<p>E qui cominciano le dolenti note. Anche se presentato come opera di Emilio Salgari, in realt\u00e0 \u00ab<em>La vendetta dei Tughs<\/em>\u00bb \u00e8 stato scritto dal <strong>figlio Omar<\/strong>: lo si legge chiaramente sul frontespizio del volume pubblicato nel 1947 dall\u2019editore Carroccio di Milano: \u00ab<em>Romanzo d\u2019avventure da una trama inedita di Emilio Salgari<\/em>\u00bb. Ma il punto debole nel film non \u00e8 la controversa paternit\u00e0 del testo ma il fatto che \u00e8 un <strong>clone del precedente<\/strong> al quale fa precisi riferimenti e ripropone diverse scene. Lo evidenzia anche la sinossi che ripropone in pratica la trama del precedente: <em>Durante il tentativo di liberare Ada, la sua donna, Tremal Naik, cacciatore di tigri, finisce prigioniero dei Thugs, sanguinari adoratori della dea Kal\u00ec. Dopo molte peripezie, col risolutivo intervento dell\u2019esercito, Tremal Naik si libera, uccide in duello il capo della setta e finalmente pu\u00f2 unirsi ad Ada<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/36\/dc\/2c\/36dc2c5f40f21eb6b7065133736ef6e4.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il\ncast \u00e8 il medesimo del precedente, con minime variazioni: scompare il padre di\nAda, il capitano MacPherson, e l\u2019attore Luigi Tosi acquisisce il grado di\ncolonnello Kennedy.<\/p>\n\n\n\n<p>La documentata scheda curata da <strong>Davide Larocca<\/strong> sulla <a href=\"http:\/\/www.torinocittadelcinema.it\/schedafilm.php?film_id=781&amp;stile=small\">Enciclopedia del Cinema in Piemonte<\/a> elenca tutte le critiche negative su questo film, visibile su You Tube in una versione completa in spagnolo oltre che in una breve clip della parte iniziale in italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 il caso di soffermarsi su \u00ab<em><strong>Il Tesoro del Bengala<\/strong><\/em>\u00bb, film di avventura per famiglie che di salgariano ha veramente poco.<\/p>\n\n\n\n<p>A 109 anni dalla tragica scomparsa di Emilio Salgari, ho ricordato questi due film torinesi con grande simpatia, pur evidenziandone i limiti, perch\u00e9 ritengo che meglio di altre produzioni, anche molto costose, possano evocare il <strong>clima salgariano<\/strong> delle mirabolanti avventure in paesi lontani e un po\u2019 favolosi, conosciuti soltanto attraverso la lettura di resoconti e diari di viaggio, di articoli di riviste geografiche ed enciclopedie. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Arconte \u00abUn fonogramma da Valle San Martino annunciava ieri sera alla nostra Questura che era stato trovato in un bosco sperduto sulle&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4957,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,143,4],"tags":[2714,2725,2712,2717,2719,2718,2722,2723,2726,2721,2715,2713,2724,29,2720],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4956"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4956"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4956\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4958,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4956\/revisions\/4958"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4957"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4956"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4956"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4956"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}