{"id":4964,"date":"2020-04-28T17:09:09","date_gmt":"2020-04-28T17:09:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4964"},"modified":"2020-04-28T17:58:48","modified_gmt":"2020-04-28T17:58:48","slug":"cinque-anni-di-vita-amministrativa-torinese-1909-1914-note-di-un-sindaco-vi-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4964","title":{"rendered":"Cinque anni di vita amministrativa torinese 1909-1914: note di un sindaco \u2013 VI parte"},"content":{"rendered":"\n<p>di <em>Arconte<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Si conclude il nostro esame dello\nscritto \u201c<em>Cinque anni di vita\namministrativa torinese: 1909-1914. Note di un sindaco<\/em>\u201d, scritto da Teofilo\nRossi, conte di Montelera, e pubblicato nel maggio 1914 sulla <em>Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d5\/46\/bc\/d546bc240835bbaeed8b8daa8a6fb4b4.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Palazzo dei Telefoni<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em><strong>Palazzo dei Telefoni<\/strong>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Fu oggetto della legge generale del\nriscatto delle reti telefoniche private. I lavori vennero iniziati nel giugno\n1909 e sono presso che ultimati, in modo che si spera poter consegnare il\npalazzo nel corrente mese di maggio. <\/p>\n\n\n\n<p>Colla convenzione preliminare 14 novembre 1908, il Comune cedette al Governo l\u2019area di mq. 2763 circa, necessaria in <strong>piazza Venezia<\/strong>, ed assunse la costruzione dell\u2019edificio che copre un\u2019area di mq. 2009 per la somma a corpo di L. 900,000. Posteriormente si provvide all\u2019esecuzione di maggiori opere, importanti a L. 81,250, da anticiparsi dalla citt\u00e0, e da rimborsarsi dal Ministero. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/5e\/88\/1c\/5e881c88e5e8068c66f22f5f17a80b87.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Per cause indipendenti dal Municipio e dall\u2019Impresa costruttrice ed imputabili esclusivamente al Governo, si ebbe un enorme ritardo nell\u2019ultimazione dei lavori; per\u00f2 questa \u00e8 imminente, ed al pi\u00f9 presto si far\u00e0 la consegna, anche provvisoria, del <strong>palazzo alla Direzione dei Telefoni<\/strong>, che ne ha fatto richiesta, e quindi si proceder\u00e0 alla liquidazione finale nel miglior modo possibile. <\/p>\n\n\n\n<p>[<em>Va notato che Teofilo Rossi parla di questo Palazzo come iniziato nel 1909 e terminato nel 1914 che accoglieva l\u2019<strong>amministrazione dei telefoni dello Stato<\/strong> e l\u2019unica centralina automatica cittadina, mentre in rete anche in siti qualificati si trovano soltanto notizie a far tempo dal 1925, anno in cui diviene sede della neonata <strong>STIPEL<\/strong> (Societ\u00e0 Telefonica Interregionale Piemontese e Lombarda), concessionaria del servizio telefonico per la zona del Piemonte e della Lombardia, creata dal gruppo elettrico SIP di Torino per gestire, su concessione statale, il servizio telefonico in Piemonte, Lombardia e Valle d\u2019Aosta. Nel 1937 vi si trasferiscono da via Arsenale gli uffici STIPEL dell\u2019Esercizio di Torino. Dopo lo spostamento in corso Inghilterra nel 1968, alcune attivit\u00e0 di Telecom Italia rimangono fino al 2000. Oggi il palazzo ospita diversi uffici dell\u2019Agenzia del Territorio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d4\/d3\/d9\/d4d3d9d1acd5d37f82682a0ecaa47a62.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Mappa del 1893, dove sono evidenziate piazza Venezia e i Docks poi sostituiti dai palazzi istituzionali di corso Vinzaglio <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>La <strong>piazza Venezia<\/strong> \u00e8 nata in una area prospicente alla Cittadella e destinata dal Consiglio Comunale, l\u201911 marzo 1862, al mercato dei combustibili (legna da ardere e carbone). Cos\u00ec dal 1867 sorge la piazza dei Combustibili, ribattezzata nel 1869 piazza Venezia, citt\u00e0 annessa tre anni prima al Regno d\u2019Italia. Piazza Venezia scompare nel primo decennio del \u2018900, con la costruzione, oltre al Palazzo dei Telefoni, delle Scuole Margherita di Savoia e Principessa Letizia, e delle vie Meucci e Davide Bertolotti. N.d.R.<\/em>]<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Palazzo degli Uffici Finanziari<\/strong>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 in costruzione sul <strong>corso Vinzaglio<\/strong> tra le vie Sebastiano Grandis e Severino Grattoni, su parte dei terreni occupati dagli Ex-Docks ed occupa un\u2019area di mq. 61,000 circa. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/60\/2c\/36\/602c363112a306401fc81d1b5e0c7f83.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption> Palazzo degli Uffici Finanziari (Regia Intendenza di Finanza). <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Vi provvidero le leggi 21 luglio 1907\ne 30 giugno 1912, alle quali corrispondono le due convenzioni 21 luglio 1907 e\n23 luglio 1912. Colla prima si approv\u00f2 la spesa da parte del Governo di L.\n1,450,000, oltre il prezzo del terreno in L. 450,000; colla seconda la spesa fu\nelevata a L. 2,000,000 oltre al prezzo del terreno. <\/p>\n\n\n\n<p>Le opere furono appaltate con atto 23\ngennaio 1913, iniziate nel marzo successivo e dovranno essere coperte nel\ncorrente anno. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/0c\/b4\/01\/0cb401c0e86aa48cc5c4e3809db62c36.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>[<em>Si parla del <strong>secondo palazzo istituzionale<\/strong> del corso Vinzaglio, dopo quello della Scuola di Guerra. Il terzo, la Questura, sar\u00e0 costruito negli anni \u201830. L\u2019edificio, destinato alla Regia Intendenza di Finanza (istituita con Regio Decreto n. 5286\/1869) ed Uffici Finanziari e della Regia Avvocatura Erariale, al civico 8 di corso Vinzaglio, occupa l\u2019intero isolato circoscritto dalle vie Severino Grattoni, Sebastiano Grandis e Francesco Guicciardini. \u00c8 progettato nel 1910 da <strong>Carlo Angelo Ceresa<\/strong>, con richiami alla classicit\u00e0, e l\u2019impresa V. Visetti &amp; Figli effettua i lavori di costruzione, diretti dagli ingegneri Ceresa, Botero e Visetti. Completato nel 1916, viene provvisoriamente utilizzato come sede distaccata dell\u2019Ospedale Militare. La Regia Intendenza di Finanza pu\u00f2 insediarsi in corso Vinzaglio abbandonando il palazzo di via Bogino 6, gi\u00e0 Scuola di Guerra, soltanto dopo la conclusione della Grande Guerra. Oggi il palazzo \u00e8 sede della Agenzie delle Entrate, Direzione Regionale del Piemonte. N.d.R.<\/em>].<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/28\/69\/24\/286924c78480ca2205b32e659e903630.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em><strong>Officina carte-valori.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ne disciplinano l\u2019esecuzione le leggi 21 luglio 1907 e 30 giugno 1912, approvanti rispettivamente le convenzioni 21 luglio 1907 e 20 aprile 1912. Colla prima convenzione l\u2019Officina doveva sorgere nell\u2019isolato dell\u2019<strong>ex ospedale militare di Santa Croce <\/strong>in piazza Carlo Emanuele, colla seconda si convenne di erigerlo sull\u2019area di metri quadrati 35,500 circa, appositamente espropriata dal Comune a notte del nuovo ospedale militare tra il corso Vinzaglio [oggi corso IV Novembre, <em>N.d.R.<\/em>] e la strada di Orbassano. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/44\/5f\/ff\/445fffa7337c672866a3fb4008c778ce.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption> Officine Governative Carte Valori (1927) <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La spesa prevista \u00e8 di L. 4,000,000,\noltre alla concessione di aree ed al concorso di L. 300,000, da parte del\nComune. Il termine della consegna \u00e8 di 3 anni dall\u2019approvazione del progetto\ndefinitivo. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019appalto dei lavori venne ritardato\nfinch\u00e9 il Governo avesse approvato il progetto dei caloriferi, affinch\u00e9 non\navesse da rinnovarsi l\u2019inconveniente di dover sospendere i lavori nell\u2019attesa.\nTale approvazione essendo ora giunta, si stanno esplicando le pratiche per l\u2019appalto\ndelle opere murarie che avr\u00e0 luogo quanto prima. <\/p>\n\n\n\n<p>[<em>Col termine di \u201c<strong>Carte-Valori<\/strong>\u201d si indicano francobolli, marche da bollo, banconote, carta bollata, ecc. che, dal 1851 al 1862, vengono realizzate per il Regno di Sardegna e poi d\u2019Italia, dall\u2019impresa semi artigianale del tipografo torinese Francesco Matraire. Dal 1859 l\u2019impresa Matraire incontra crescenti difficolt\u00e0 per le aumentate richieste conseguenti alle annessioni di nuovi Stati. Lo statista <strong>Quintino Sella<\/strong>, dal 1862, si prodiga per la produzione nazionale di carte valori ma tutti i principali gruppi industriali italiani declinano l\u2019oneroso incarico. Quintino Sella entra quindi in trattative con la casa londinese De La Rue &#8211; che ancor oggi stampa banconote per le banche di tutto il mondo &#8211; e affida loro una iniziale produzione di 400 milioni di francobolli (prima serie di francobolli del Regno d\u2019Italia) poi intraprende trattative per poter istituire una <strong>tipografia governativa<\/strong> a Torino dove stampare con materiale fornito dai De La Rue e personale tecnico da loro addestrato. <\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/85\/b0\/3f\/85b03f59aacc8a60a75f03b1f12386ac.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption> \u00abLa Stampa\u00bb del 22 marzo 1928 dove si parla del trasferimento della Questura in via Carlo Alberto, nei locali delle Carte Valori <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>L\u2019Officina Carte Valori \u00e8 inaugurata il 10 novembre 1865, in via Carlo Alberto 10, nel convento dei Filippini adiacente alla Chiesa di San Filippo, gi\u00e0 in parte occupato dal Palazzo delle Poste, con ingresso nella via Principe Amedeo. Nel primo decennio del Novecento, l\u2019inadeguatezza di questi locali al continuo incremento delle lavorazioni richieste induce a pensare ad una nuova sede da realizzare a Torino, quella indicata da Teofilo Rossi. In effetti nell\u2019area delimitata dagli attuali <strong>corso Orbassano<\/strong>, via Romolo Gessi, corso IV Novembre e via Caprera &#8211; oggi sede della caserma della Guardia di Finanza \u201cEmanuele Filiberto di Savoia Duca d\u2019Aosta\u201d \u2013 a quanto pare sono stati iniziati dei lavori, nell\u2019angolo di corso Orbassano con la via Romolo Gessi. Secondo le indicazioni della signora Lucia Coalotto, proposte nella pagina \u201cTorino sparita su Facebook\u201d, in questo punto si poteva osservare un profondissimo scavo rinforzato da uno spesso muraglione, popolarmente indicate come fondamenta della Zecca dello Stato, tanto che la zona era chiamata \u201c<strong>le Carte-Valor<\/strong>\u201d. In questo punto ancora oggi si osserva un lungo e stretto fabbricato con la facciata priva di finestre sulla via Gessi e la parete laterale sul corso Orbassano, che pare non appartenere al complesso di edifici della Guardia di Finanza presenti nell\u2019isolato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/a7\/0a\/3b\/a70a3bd101dee1334c6dc2740e0aef19.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il capannone di via Romolo Gessi angolo corso Orbassano, nell\u2019area detta \u00able Carte Valor\u00bb<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>Per concludere le vicende dell\u2019Officina Carte Valori, sempre alloggiata in via Carlo Alberto, nel 1924 \u00e8 annunciato il suo <strong>trasferimento a Roma<\/strong>. L\u2019idea della nuova sede torinese \u00e8 stata scartata per gli inconvenienti conseguenti alla eccessiva distanza fra l\u2019Officina torinese e le amministrazioni centrali dello Stato con cui deve mantenere continui rapporti di servizio. Il trasloco viene completato nel 1928. Si pensa di destinare il palazzo alla Questura, ancora alloggiata nella vecchia e inadatta sede di fianco alla Chiesa di Santa Cristina, al civico 2 dell\u2019attuale via Giolitti. A trasferirsi in via Carlo Alberto \u00e8 invece la <strong>Federazione dei Fasci di Combattimento<\/strong> che abbandona la sede di via Bogino n. 6. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il Palazzo, denominato \u201cCampana\u201d, diviene sede universitaria. N.d.R.<\/em>] <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d1\/12\/6f\/d1126fecdc55f2375c0566aeb82a48d8.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption> Il capannone di via Romolo Gessi angolo corso Orbassano, nell\u2019area detta \u00ab<em>le Carte Valor<\/em>\u00bb. <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em><strong>Bilancio del Comune<\/strong>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>Bilancio del Comune<\/strong> registr\u00f2 nei 5 anni le entrate effettive seguenti: <\/p>\n\n\n\n<table class=\"wp-block-table\"><tbody><tr><td>\n  1910\n  <\/td><td>\n  18,673,000 \n  <\/td><td>\n  1913\n  <\/td><td>\n  26,533,000 \n  <\/td><\/tr><tr><td>\n  1911\n  <\/td><td>\n  21,080.000 \n  <\/td><td>\n  1914\n  <\/td><td>\n  27,501,000 \n  <\/td><\/tr><tr><td>\n  1912\n  <\/td><td>\n  23,697,000\n  <\/td><td>\n  &nbsp;\n  <\/td><td>\n  &nbsp;\n  <\/td><\/tr><\/tbody><\/table>\n\n\n\n<p>Tale aumento delle entrate effettive \u00e8\ndovuto in parte all\u2019avvenuto allargamento della cinta daziaria, nonch\u00e9 alla\nnuova tassa di esercizio e ad un lieve aumento della sovrimposta comunale sui\nterreni e fabbricati; in parte ad incremento veramente confortante di attivit\u00e0\nordinarie. Per\u00f2 a questa rapida crescita corrispose un aumento uguale o quasi\ndi spese ordinarie. Sar\u00e0 grave problema delle Amministrazioni future trattenere\nl\u2019aumento delle spese ordinarie, specialmente nelle categorie del personale:\npoich\u00e9 \u00e8 certo che l\u2019aumento delle entrate effettive non seguirebbe, senza\nnuove tasse, la parabola ascendente della spesa. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/81\/89\/01\/8189010a226f4d4a7a2ed743f6baedb7.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>\u00abLa Stampa\u00bb del 3 agosto 1912 dove si parla della seconda cinta daziaria<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il conto sull\u2019esercizio 1913 ha\nconstatato che le entrate effettive normali del Comune furono di L. 28,000,000\ne le spese normali di L. 23,000,000, quindi una differenza netta a profitto del\nbilancio straordinario di circa 5,000,000. <\/p>\n\n\n\n<p>Se anche da questa cifra si vogliano dedurre gli ammortamenti contrattuali del debito di circa L. 1,500,000 all\u2019anno, si ha sempre che il bilancio del <strong>Comune di Torino<\/strong> ha attualmente a disposizione del suo programma di opere straordinarie la rispettabile cifra di 3 milioni e mezzo, ricavabile dalle forze normali delle sue contabilit\u00e0 finanziarie. Questa cifra era, agli esordi del mio quadriennio, ridotta a poco pi\u00f9 di un milione; posso adunque dire con fondamento che la mia gestione ha migliorato il patrimonio e la finanza del Comune. E questi risultati finanziari <strong>veramente confortanti <\/strong>furono ottenuti, malgrado le gravi spese a cui la mia Amministrazione ha dovuto andare incontro, per la sistemazione dei servizi municipali e per la modificazione ed il miglioramento degli organici dei nostri dipendenti, che importano un aumento di spesa di circa due milioni all\u2019anno. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/61\/ac\/cd\/61accdce7dd146dbb549dc4c09b76757.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta di piazza Bengasi con l&#8217;edificio del Dazio in fondo a destra<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Spese pure ingenti furono sostenute per i lavori d\u2019ogni genere iniziati e compiuti alla periferia in seguito all\u2019allargamento della cinta, per l\u2019istruzione pubblica col sorgere di nuove scuole popolari elementari e professionali, di nuovi asili e nuovi Patronati scolastici, per l\u2019<strong>abbellimento della citt\u00e0<\/strong>, della sistemazione dei viali e giardini, della formazione di nuovi piani regolatori per la citt\u00e0 e la collina, per tutti i servizi di igiene e polizia, i quali fanno s\u00ec che la nostra citt\u00e0 pu\u00f2 vantarsi con giusto orgoglio di essere attualmente <strong>fra le meglio tenute, pi\u00f9 pulite e sicure di tutta Europa<\/strong> e di avere la mortalit\u00e0 minima fra tutte le consorelle italiane. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/fa\/31\/0d\/fa310da5793d7e712c9ebb175e859ede.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Edificio del Dazio di piazza Stampalia (Foto di PmK58)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>[<em>Teofilo Rossi parla dei lavori per la costruzione di una seconda cinta daziaria per la riscossione dei dazi, destinata a sostituire quella del 1853. L\u2019idea di una <strong>seconda cinta daziaria<\/strong> nasce a seguito del Piano regolatore generale del 1906, entrato in vigore due anni dopo. Viene proposto un perimetro per racchiudere una superficie di 3.900 ettari, pi\u00f9 che doppia rispetto alla precedente di 1.700. Il progetto fallisce a causa del dibattito comunale, tanto acceso da provocare le dimissioni del <strong>sindaco Frola<\/strong>, sostituito dal senatore Teofilo Rossi. <\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/5e\/56\/48\/5e5648274bb79a6ca56a1d1ba59edb12.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Edificio del Dazio di piazza Rebaudengo (Foto di PmK58)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>Con la legge del 23 giugno 1912, viene approvata una cinta daziaria ancora pi\u00f9 estesa che talora raggiunge i confini civici. Anche in questo caso la barriera \u00e8 costituita da muri, in mattoni o in cemento armato. Il suo andamento si identifica nel tracciato ad anello, con alcune interruzioni, formato dalle vie Vigliani, Reni, Mazzarello, De Sanctis, Cossa, Sansovino, Veronese, Botticelli. Nelle piazze Rebaudengo, Cirene, Bengasi e Stampalia rimangono <strong>edifici per la riscossione dei dazi<\/strong> e alloggi del personale. Nel 1930, sono aboliti i dazi e quindi la cinta non ha pi\u00f9 motivo di esistere anche se successivamente i dazi vengono ripristinati fino al 1972 anno dell\u2019istituzione dell\u2019IVA con la conseguente loro abolizione. N.d.R.<\/em>]<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/1e\/e2\/ff\/1ee2ff1b31706011745c38ada4c916a0.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Edificio del Dazio di piazza Stampalia (Foto di PmK58)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em><strong>Piano di fabbricazione dell\u2019antica piazza d\u2019Armi<\/strong>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per le permute 1907 tra il Municipio e\nil Ministero della Guerra, la piazza d\u2019Armi, posta all\u2019angolo dei corsi Re\nUmberto [<em>rectius<\/em> corso Galileo\nFerraris, N.d.R.] e Peschiera [oggi Luigi Einaudi, N.d.R.], venne abbandonata\nper la nuova sede tra i corsi Orbassano e Stupinigi [oggi Corso Unione\nSovietica, N.d.R.]. Il patrimonio del Comune acquist\u00f2 cos\u00ec circa 300,000 mq. di\nterreno, dei quali la maggior parte venne adibita allo <em>Stadium<\/em> e ai corsi. <\/p>\n\n\n\n<p>Per il progetto di fabbricazione della\nrimanente area venne indetto un concorso: e dopo varie vicende ebbe la scelta il\nprogetto dell\u2019ingegnere Chevalley, ora in corso di esecuzione. Ne risultarono\n43 lotti per la fabbricazione, 30 a villini e 13 a case da pigione. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/41\/26\/03\/41260380ef3e50da34559786d3223259.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Lo Stadium<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>I prezzi di vendita per i 13 lotti gi\u00e0\nvenduti oscillarono dalle 60 alle 80 lire; a tutt\u2019oggi il ricavo della vendita\nsi aggira su L. 1,000,000. <\/p>\n\n\n\n<p>[<em>Da una puntuale ricerca di <\/em><a href=\"https:\/\/mole24.it\/2013\/06\/17\/piazza-darmi-torino\/\"><em>Michele Albera<\/em><\/a><em>, apprendiamo che la <strong>prima piazza d\u2019armi<\/strong> esterna all\u2019abitato cittadino, detta di San Secondo, risale al 1917 ed \u00e8 localizzata al termine dell\u2019attuale via Roma e delimitata dagli attuali corso Matteotti, via Volta con la sua prosecuzione di via Camerana, la via Assietta e il corso Galileo Ferraris. La piazza d\u2019armi \u00e8 stata progressivamente spostata lungo la direttrice del corso Galileo Ferraris. Dal 1850 al 1872 \u00e8 circoscritta dai corsi Matteotti, Re Umberto, Stati Uniti e Vinzaglio, e dopo il 1872 \u00e8 posta nell\u2019area dei corsi Rodolfo Montevecchio, Galileo Ferraris, Luigi Einaudi e Castelfidardo. <\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/6b\/f7\/b5\/6bf7b5e93e89c974676de99b6ac26a29.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Mappa del 1874 dove sono indicate le due piazze d\u2019armi<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>Di questa sede parla Teofilo Rossi dicendo che \u00e8 stata abbandonata per una nuova sede tra i corsi Orbassano e Stupinigi, oggi Corso Unione Sovietica che \u00e8 quella attuale nel <strong>quartiere Santa Rita<\/strong> tra i corsi Monte Lungo, Galileo Ferraris, Sebastopoli e IV Novembre. Lo Stadium citato da Teofilo Rossi era un grande edificio polifunzionale, di solito impiegato per gare sportive, costruito nel 1911 su progetto dell\u2019architetto Eugenio Vittorio Ballatore di Rosana, in una parte della vecchia Piazza d\u2019Armi, tra gli attuali corsi Montevecchio, Duca degli Abruzzi, Einaudi, Castelfidardo (dove oggi si trovano, oltre ad alcuni edifici residenziali, il Politecnico, l\u2019istituto tecnico \u201cG. Sommeiller\u201d e il liceo scientifico \u201cGalileo Ferraris\u201d). \u00c8 stato demolito nel 1946. Nell\u2019area della vecchia piazza d\u2019armi di fronte allo Stadium, \u00e8 sorto un <strong>elegante quartiere residenziale<\/strong>, adiacente al nucleo storico della Crocetta, dove si trovano il Monumento al Fante, il piazzale Carlo Alberto Dalla Chiesa, i corsi Trento e Trieste. N.d.R.<\/em>]<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Allargamento di via Roma con portici.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Apertura di via attraverso il giardino reale<\/strong>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Da tempo la cittadinanza desiderava due miglioramenti centrali: l\u2019allargamento e la <strong>sistemazione a portici<\/strong> di via Roma, non tanto nei riguardi di viabilit\u00e0 ed edilizia, quanto per assolute necessit\u00e0 igieniche e l\u2019apertura di una comunicazione da piazza Castello ai quartieri nord attraverso al <strong>Giardino Reale<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/de\/89\/f6\/de89f670183520db686b33e93936b93a.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>\u00abLa Stampa\u00bb del 14 marzo 1914, dove si parla della nuova via Roma con i portici<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Proprio agli ultimi giorni del mio\nsindacato fu possibile risolvere, dopo agitate discussioni in Consiglio e merc\u00e9\nl\u2019Augusto e munifico assenso del Re, le due questioni. Via Roma avr\u00e0 la sezione\nattuale (m. 10,80) per la carreggiata centrale e un allargamento di 2 metri a\ndestra e 2 metri a sinistra con marciapiede rialzato, e i portici ai due lati\ncon una profondit\u00e0 di metri 5.50. <\/p>\n\n\n\n<p>[<em>La grande ristrutturazione di via Roma secondo le indicazioni del 1914\n\u00e8 attuata in due fasi, la prima, dal 1931 al 1933, nel tratto da piazza San\nCarlo a piazza Castello e la seconda, dal 1935 al 1938, nel tratto da piazza\nSan Carlo a piazza Carlo Felice. N.d.R.<\/em>]. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ba\/e8\/86\/bae8863807a607a2ed5b2b8ebd54b824.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il <strong>Giardino Reale <\/strong>sar\u00e0 aperto in piazza Castello sulla fronte sud, sotto gli uffici della Provincia; e la nuova comunicazione si svilupper\u00e0 con due grandi diagonali verso il Corso Regina Margherita all\u2019incontro dei Corsi S. Maurizio e Regio Parco. <\/p>\n\n\n\n<p>[<em>Gi\u00e0 sul finire dell\u2019800 si \u00e8 percepita l\u2019esigenza di mettere in comunicazione la piazza Castello, centro della citt\u00e0, con i quartieri popolosi e industriosi di Vanchiglia, Regio Parco e Porta Palazzo, con la <strong>creazione di un passaggio<\/strong> attraverso il Giardino Reale. Nel \u2018900, questi progetti sono interrotti dalla prima guerra mondiale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La nuova comunicazione attraverso il Giardino Reale \u00e8 realizzata nel 1923 con il sottopasso sotto il palazzo della Prefettura. Nascono cos\u00ec il viale Principessa Letizia e il viale Conte di Salemi. Il viale Principessa Letizia va dal porticato della Prefettura all\u2019unione dei corsi Regina e San Maurizio (Rond\u00f2 Rivella), all\u2019incirca a met\u00e0 del suo percorso si stacca il viale Conte di Salemi, pi\u00f9 breve, che raggiunge il <strong>corso San Maurizio<\/strong>. La cerimonia inaugurale si svolge il 29 settembre 1923. Dal 1946, avviene il cambio di nomenclatura dei due viali. Il tratto del viale Principessa Letizia che va dal porticato della Prefettura alla rotonda antistante al Monumento al Carabiniere prende il nome di viale dei Partigiani, che viene dato anche al viale Conte di Salemi. La restante parte del viale Principessa Letizia, dal Monumento al Carabiniere all\u2019unione dei corsi Regina e San Maurizio, \u00e8 denominata viale I Maggio. N.d.R.<\/em>]<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/9c\/c0\/6d\/9cc06d765847b24150b91fd2b49bc265.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>E termino qui la ormai troppo arida\nrassegna; arida per chi non conosce e non ami come me questa grande e buona e\nforte citt\u00e0, che presiedette per un secolo alle fortune della risorgente patria\nitaliana. <\/p>\n\n\n\n<p>Per cento anni essa vide passare sotto\ni suoi portici e nelle sue strade allineate come battaglioni, pensatori, poeti,\nsoldati, statisti, martiri. <\/p>\n\n\n\n<p>Poi, dopo le <strong>tragiche fucilate del 1864<\/strong>, essa, come una bella donna offesa, si raccolse nella sua casa e nel suo lavoro: e prepar\u00f2 alla nuova Italia, con Roma Capitale, una vibrante citt\u00e0 moderna. Nelle fortunate Esposizioni del 1881, del 1884, del 1898, 1902 e 1911, essa apr\u00ec all\u2019Italia e al mondo intero le mostre delle sue iniziative nell\u2019arte, nelle scienze, nel lavoro; ed ormai conosciute dovunque sono le accoglienze oneste e liete che Torino ha potuto fare ai lavoratori di tutto il mondo nell\u2019atto in cui, unita a Roma, essa celebr\u00f2 il primo cinquantenario della proclamazione di Roma a Capitale d\u2019Italia. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/54\/6f\/72\/546f725c27d9db2d15e230f335f2533b.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Torino ha trovato angusta la cerchia antica e l\u2019ha abbattuta con un gesto che ha una portata pi\u00f9 simbolica che reale. Ora essa si muove, nella sua <strong>industre vita quotidiana<\/strong>, in un raggio di sette chilometri attorno alle torri di Palazzo Madama; e presto, merc\u00e9 l\u2019Augusto consenso Sovrano, attraverso i Giardini Reali si potr\u00e0 rapidamente da Piazza Castello raggiungere il Regio Parco e la Basilica di Superga. <\/p>\n\n\n\n<p>Sorrida sempre in avvenire la fortuna\nalla mia diletta citt\u00e0: continui il suo sviluppo meraviglioso in tutti i campi\ndelle umane attivit\u00e0, nelle vie della luminosa civilt\u00e0 e del progresso: tale \u00e8\nl\u2019augurio che parte dal profondo del mio cuore, oggi, mentre volge al termine\nil periodo della mia amministrazione sindacale. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Vivat,\ncrescat et semper floreat ! <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Teofilo\nRossi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Arconte Si conclude il nostro esame dello scritto \u201cCinque anni di vita amministrativa torinese: 1909-1914. Note di un sindaco\u201d, scritto da Teofilo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4965,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,143,5,22],"tags":[2732,2739,2737,2731,2734,2736,2711,2738,2192,2740,2742,2729,2741,2727,2728,2735,2663,2730,2733,2743,2650,643],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4964"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4964"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4964\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4968,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4964\/revisions\/4968"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4965"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4964"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4964"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4964"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}