{"id":5020,"date":"2020-06-26T15:18:41","date_gmt":"2020-06-26T15:18:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5020"},"modified":"2020-06-26T15:18:42","modified_gmt":"2020-06-26T15:18:42","slug":"quando-puccini-amava-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5020","title":{"rendered":"Quando Puccini amava Torino"},"content":{"rendered":"\n<p>di Eugenio Buffa di Perrero*<\/p>\n\n\n\n<p>Era l\u2019estate del 1884: <strong>Giacomo Puccini<\/strong>, 26 anni, scendeva da uno dei primi treni a Porta Nuova.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/9f\/cd\/de\/9fcdde277a8059ca66621c35d9cd6d95.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Era stato chiamato dal Maestro Faccio, conosciuto l&#8217;anno precedente, per l&#8217;Esposizione Generale Italiana di Torino. Per poche lire, il giovane prese una stanza in <strong>Via\u00a0Sant&#8217;Agostino 15<\/strong>,\u00a0dove oggi una targa ricorda gli esordi di uno dei compositori pi\u00f9 famosi al mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 14 luglio, dunque, Giacomo partecip\u00f2 al nono concerto dell&#8217;<strong>Orchestra Torinese<\/strong>: il vero spettacolo era gi\u00e0 la platea del Teatro Regio, con quindici lampade elettriche che illuminavano i preziosi abiti degli spettatori.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la \u201cSinfonia in Do Maggiore\u201d di Beethoven, fu il suo momento ed esegu\u00ec il \u201c<strong>Capriccio Sinfonico<\/strong>\u201d. Terminata la musica, un applauso ruppe il silenzio e poi, tra l\u2019entusiasmo, l&#8217;artista ancora sconosciuto fu chiamato quattro volte allo scranno del direttore.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quel momento Torino entr\u00f2 nella vita di Puccini:&nbsp;nel 1895, su consiglio dell\u2019editore Ricordi, present\u00f2 la versione in due atti de \u201c<strong>Le Villi<\/strong>\u201d.&nbsp;Furono anni frenetici, di amori e lavoro; a Lucca, Giacomo incontr\u00f2 Elvira Bonturi, tanto appassionata da tradire un marito e renderlo padre poco dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nulla fu facile per questi eroi romantici, considerati semplici fedifraghi, soprattutto dai critici musicali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, nel 1893, proprio a Torino, ci fu la prima di \u201c<strong>Manon Lescaut<\/strong>\u201d, ed il pubblico fu avvinto dal tragico destino della protagonista.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Puccini, ormai troppo sicuro, decise di trarre un\u2019opera da \u201cLe Sc\u00e9nes de la Vie de Boh\u00e8me,\u201d di Mugler, ma commise l\u2019errore di non consultare Ricordi, che aveva in mente nomi diversi per i librettisti: Giacosa e Illica, e non Berta.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/63\/75\/38\/637538d1af67e1bfa4ee0279c6935ec0.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Una rivalit\u00e0 si scaten\u00f2 tra questi personaggi e tra tanti melomani: il 1 febbraio 1896, al Teatro Regio di Torino, il successo per la prima della \u201c<strong>Boh\u00e8me<\/strong>\u201d era appeso a un filo. Concluso lo spettacolo, con il pubblico che acclamava, la critica stroncava Puccini, che si rifugi\u00f2 a Roma.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora amareggiato, l\u2019anno successivo torn\u00f2 a Torino per la replica della \u201cTosca\u201d. Dal 20 al 22 febbraio: solo tre giorni, che segnarono per\u00f2 i tre anni successivi. Sulle sponde del Po, il musicista incontr\u00f2 una giovane di nome Corinna; di lei, ancora oggi, si sa solo questo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il compositore torn\u00f2 al ruolo di amante clandestino, dimenticando Elvira, che ancora non era sua moglie; gli incontri con la misteriosa torinese durarono sino a quando rimase ferito in un incidente&nbsp;automobilistico. Per colpa di quella ragazza, si disse; ed era sempre colpa sua, se il Maestro era in ritardo sulla consegna di \u201c<strong>Madame Butterfly<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Amici e familiari costrinsero Puccini a dimenticare Corinna e lo fecero sposare con Elvira, finalmente vedova. Per Giacomo, non rimasero che i motori: torn\u00f2 a Torino nel 1904, per l&#8217;ultima creazione della Fiat, la 60 HP, e nel 1923, per acquistare la Lancia Lambda. La guid\u00f2 per qualche mese, poi un tumore alla gola lo stronc\u00f2 a Bruxelles.<\/p>\n\n\n\n<p>E Corinna? Di lei non si seppe pi\u00f9 nulla. Ma quel giorno, davanti al Po, una donna pens\u00f2 a Giacomo e alle sue fragili eroine, morte per amore.\u00a0Lei era diversa, sorrise e si allontan\u00f2 silenziosamente.<\/p>\n\n\n\n<p><em>*Si ringrazia per la concessione dell\u2019articolo l\u2019agenzia&nbsp;<strong>PROMOTUR VIAGGI S.R.L.&nbsp;<\/strong>di Torino<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per maggiori informazioni sull\u2019attivit\u00e0 di Promotur Viaggi:<\/p>\n\n\n\n<p>Sito internet:&nbsp;<a href=\"https:\/\/promoturviaggi.it\/\">https:\/\/promoturviaggi.it\/<\/a><br>Pagina fb:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/promoturviaggi\/\">https:\/\/www.facebook.com\/promoturviaggi\/<\/a><br>Profilo Instagram: https:\/\/www.instagram.com\/promoturviaggi\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Eugenio Buffa di Perrero* Era l\u2019estate del 1884: Giacomo Puccini, 26 anni, scendeva da uno dei primi treni a Porta Nuova.\u00a0 Era&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5022,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,2762,14,5,22,284,4],"tags":[1374,2807,2814,2458,2811,2813,2805,2806,2812,2804,2810,553,2809,29,2808],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5020"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5020"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5020\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5021,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5020\/revisions\/5021"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5022"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5020"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5020"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5020"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}