{"id":5043,"date":"2020-07-15T09:38:24","date_gmt":"2020-07-15T09:38:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5043"},"modified":"2020-07-15T09:38:24","modified_gmt":"2020-07-15T09:38:24","slug":"lingegnere-che-sfido-il-cielo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5043","title":{"rendered":"L&#8217;ingegnere che sfid\u00f2 il cielo"},"content":{"rendered":"\n<p>di Eugenio Buffa di Perrero*<\/p>\n\n\n\n<p>Era bizzarro l&#8217;<strong>ingegner Faccioli<\/strong>: il volto coperto di rughe e l&#8217;infinito racchiuso in uno sguardo; idee geniali le sue, ma stravaganti. Il Senatore Agnelli gli aveva ripetuto che l\u2019auto non era una poesia ma un prodotto da vendere: presto tutti avrebbero desiderato un&#8217;automobile, non solo il Kaiser o la regina d\u2019Olanda&#8230;.quindi bisogna costruirne di meno costose.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/53\/b0\/bc\/53b0bc7615b1c294dca55ecadfd5fe71.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Lapide commerativa delle imprese di Aristide Faccioli in corso Ferrucci 122<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Aristide Faccioli, per\u00f2, si intestardiva nei suoi esperimenti, modificando ininterrottamente gli assemblaggi dei veicoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Era il 1901: era passato un anno dall&#8217;uscita su strada della \u00ab<strong>Welleyes<\/strong>\u00bb, la prima macchina nata proprio da un suo disegno; l&#8217;ingegnere si ricordava benissimo il giorno in cui alcuni aristocratici torinesi, fra cui Emanuele Cacherano di Bricherasio e Carlo Biscaretti di Ruffia, si rivolsero a <strong>Giovanni Ceirano<\/strong> per realizzare una vettura che rappresentasse l&#8217;Italia nelle prime competizioni internazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Ceirano, che aveva da poco trasformato l&#8217;oreficeria paterna in una fabbrica di biciclette, non li deluse e, insieme all\u2019estro di Faccioli, cre\u00f2 un\u2019auto con un motore orizzontale a 2 cilindri di 663 centimetri cubici.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, per proseguire l&#8217;attivit\u00e0, era necessario investire ben pi\u00f9 di quelle misere 6000 lire: fu proprio questo il motivo per cui era apparso Agnelli. Il <strong>conte Biscaretti<\/strong> aveva convinto l&#8217;intraprendente borghese ad investire un bel po&#8217; di capitale in un&#8217;impresa che, fino ad allora, era parsa pi\u00f9 un passatempo che un affare. E cos\u00ec, in pochi mesi, Faccioli si era trasformato da inventore di una piccola officina artigianale in direttore tecnico di un&#8217;importante fabbrica.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/bb\/d8\/6a\/bbd86a705bdd594c0e1386527472df8b.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il vecchio stabilimento della S.P.A. (Societ\u00e0 Piemontese Automobili) in corso Ferrucci 122<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La sua forza creativa, per\u00f2, non si adatt\u00f2 all\u2019esistenza di un direttore generale, l\u2019ingegner Marchesi; Faccioli sbatt\u00e9 la porta e cerc\u00f2 ci\u00f2 che nessuno osava ancora immaginare: gli <strong>aerei<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1895 aveva gi\u00e0 scritto il primo testo italiano sulla teoria del volo in cui asseriva che il futuro non era nelle leggerissime mongolfiere, ma in apparecchi pi\u00f9 pesanti dell&#8217;aria. Solo otto anni dopo, quando <strong>Wilbur Wright<\/strong> realizz\u00f2 tre voli con il pesantissimo Flye, le sue fantasticherie trovarono una conferma.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 13 gennaio 1909, nuvole di piombo all\u2019orizzonte, da Venaria si libr\u00f2 il <strong>primo aereo italiano<\/strong>, progettato dall\u2019ingegnere bolognese, con le ali cucite dalle dita silenziose della moglie e, come pilota, il figlio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il volo si concluse con la distruzione del veivolo forse perch\u00e9 Mario, proprio come Icaro, non ascolt\u00f2 gli ammonimenti paterni e si avvicin\u00f2 troppo al sole; ma quel fallimento fu considerato poco pi\u00f9 di un accidente e, nel 1910, un <strong>nuovo aereo<\/strong> di Faccioli solc\u00f2 le nubi in un cielo di zaffiro, tanto che questo piccolo prodigio fu esportato persino in Russia.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1959, in occasione del cinquantenario del primo volo, fu posta una lapide in <strong>Corso Ferrucci 122<\/strong>, proprio nel vecchio stabilimento dell\u2019ingegnere: in alto, fra le due date dell&#8217;anniversario, \u00e8 inciso un aereo stilizzato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Faccioli ide\u00f2 tante altre cose e si interess\u00f2 anche ai veicoli per il servizio pubblico; probabilmente fu suo il primo autobus: ricordiamocene, quando rimaniamo imbottigliati nel traffico.<\/p>\n\n\n\n<p><em>*Si ringrazia per la concessione dell\u2019articolo l\u2019agenzia&nbsp;<strong>PROMOTUR VIAGGI S.R.L.&nbsp;<\/strong>di Torino<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per maggiori informazioni sull\u2019attivit\u00e0 di Promotur Viaggi:<\/p>\n\n\n\n<p>Sito internet:&nbsp;<a href=\"https:\/\/promoturviaggi.it\/\">https:\/\/promoturviaggi.it\/<\/a><br>Pagina fb:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/promoturviaggi\/\">https:\/\/www.facebook.com\/promoturviaggi\/<\/a><br>Profilo Instagram: https:\/\/www.instagram.com\/promoturviaggi\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Eugenio Buffa di Perrero* Era bizzarro l&#8217;ingegner Faccioli: il volto coperto di rughe e l&#8217;infinito racchiuso in uno sguardo; idee geniali le&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5044,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,7,2762,494,4],"tags":[2863,2859,2862,2861,2860,1729,2857,2856,2293,2858,29],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5043"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5043"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5043\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5045,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5043\/revisions\/5045"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5044"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5043"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5043"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5043"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}