{"id":5079,"date":"2020-10-28T16:12:32","date_gmt":"2020-10-28T16:12:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5079"},"modified":"2020-11-16T15:29:35","modified_gmt":"2020-11-16T15:29:35","slug":"nelle-terre-dei-savoia-acaia-gli-affreschi-di-aimone-duce-nella-cappella-di-missione-a-villafranca-piemonte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5079","title":{"rendered":"Nelle terre dei Savoia-Acaia: gli affreschi di Aimone Duce nella cappella di Missione a Villafranca Piemonte"},"content":{"rendered":"\n<p><font style=\"vertical-align: inherit;\"><font style=\"vertical-align: inherit;\">Testo e foto di <\/font><\/font><em><font style=\"vertical-align: inherit;\"><font style=\"vertical-align: inherit;\">Paolo Barosso<\/font><\/font><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La cappella di <strong>Santa Maria di Missione<\/strong> si trova isolata nella quiete campestre di Villafranca Piemonte, in un\u2019area di transizione tra alta e bassa pianura, ricca di risorgive (sorgenti create dalla risalita naturale di acqua dalla falda sotterranea) e di fontanili (fenomeno affine al primo, ma caratterizzato dall\u2019intervento antropico, che ha ampliato una risorgiva esistente o l\u2019ha originata per mezzo di uno scavo). <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c6\/91\/63\/c69163378031deef1e45d5441aed67cc.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La cappella, nel suo aspetto attuale, pur profondamente alterato all\u2019esterno nel primo Settecento, \u00e8 il risultato della riedificazione trecentesca d\u2019un edificio sacro preesistente, gi\u00e0 menzionato in un documento del 1037 che ne attesta l\u2019assegnazione da parte del <strong>vescovo di Torino Landolfo <\/strong>all\u2019abbazia benedettina di santa Maria di Cavour. Entrata in possesso della comunit\u00e0 di Villafranca nel 1315, la cappella venne ricostruita e poi ornata di un prezioso ciclo di affreschi, visibile nella seconda delle due campate, che la critica ha attribuito, almeno in parte, alla mano di <strong>Aimone Duce<\/strong> (Dux Aimo), pittore d\u2019origine pavese attivo alla corte dei Savoia-Acaia nella prima met\u00e0 del XV secolo. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c7\/65\/2d\/c7652dc6d972376f69cf02dac8fa9e7a.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta d&#8217;assieme del ciclo di affreschi<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>All\u2019intervento di Aimone Duce, databile al 1430 ca, si riconducono in particolare gli affreschi della <strong>parete di fondo<\/strong> (nel registro inferiore uno splendido Compianto sul Cristo morto e in quello superiore la scena dell\u2019Annunciazione) e quelli che rivestono integralmente la <strong>parete di sinistra. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f1\/a4\/76\/f1a47672942c195c2f02c59111e3aea4.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Dettaglio della Cavalcata dei Vizi: da sinistra l&#8217;Ira si ferisce con un pugnale, la Gola mangia e beve senza misura mentre un diavolo la sberleffa, l&#8217;Invidia cavalca uno sciacallo e non tiene a freno la lingua<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Qui, all\u2019interno della lunetta, campeggia la rappresentazione delle <strong>Virt\u00f9 e la Cavalcata dei Vizi<\/strong>, raffinata riproposizione d\u2019un tema iconografico ricorrente nella pittura medievale delle Alpi occidentali, tra Piemonte, Savoia, Delfinato e Liguria. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/a6\/6f\/cd\/a66fcd48c334811d57b4189920c19325.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Le Virt\u00f9: a sinistra la Sollecitudine usa l&#8217;arcolaio, dedicandosi con solerzia ai lavori domestici, e a destra la Letizia trae godimento dalle bellezze della vita e della natura<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Le <strong>personificazioni delle Virt\u00f9<\/strong>, rese da figure femminili, siedono in un magnifico giardino fiorito, evocazione simbolica del Paradiso terrestre, e sono impegnate nelle attivit\u00e0 che caratterizzano il comportamento virtuoso, mentre i personaggi anch\u2019essi femminili che incarnano i Vizi sono ritratti con gli elementi distintivi del peccato capitale, tutti incatenati tra loro per essere trascinati, con l\u2019ausilio di demoni tentatori, verso la porta dell\u2019inferno, dove s\u2019intravedono le anime dannate in procinto d\u2019essere inghiottite nella bocca d\u2019un <strong>gigantesco pesce<\/strong>, il Leviatano di Giobbe. Ciascuna figura cavalca un animale, legato da un rapporto simbolico con le singole tipologie di vizio. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/a8\/00\/da\/a800dacc0fcac92edba0892247ba8f09.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>I Vizi: la Lussuria \u00e8 una donna vanitosa che si rimira allo specchio mentre un demone la aiuta a sollevarsi la gonna<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Mentre la distribuzione delle immagini in due registri sembra suggerire una lettura orizzontale, il senso \u201cmorale\u201d, legato alla <strong>funzione catechetica <\/strong>degli affreschi, emerge da una comparazione verticale, confrontando cio\u00e8 la personificazione della virt\u00f9 con la raffigurazione sottostante del vizio che ne \u00e8 il contraltare. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/7d\/57\/57\/7d5757120cc4835de8d0bb75df963597.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La lunetta della parete di sinistra con le Virt\u00f9 in alto e la Cavalcata dei Vizi in basso <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tale lettura vuole indurre lo spettatore a porre in&nbsp;il <strong>comportamento virtuoso<\/strong>, raccomandata perch\u00e9 conduce alla ricompensa eterna, facendolo desistere dalla condotta malvagia, capace di condurlo alla dannazione. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/08\/61\/f5\/0861f5ce481b8563410c255bcabb0213.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>I Vizi: a sinistra la Superbia cavalca un leone con lo scettro in mano mentre i diavoli sospingono le anime dei dannati verso la bocca dell&#8217;inferno<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Facciamo due esempi: l\u2019<strong>Avarizia<\/strong> \u00e8 rappresentata da una vecchia tirchia a cavalcioni d\u2019una scimmia cleptomane che, pur di accumulare monete, \u00e8 disposta a sottoporsi a una vita di privazioni, evocate dagli abiti logori e strappati e dallo straccio che indossa come copricapo, mentre la <strong>Generosit\u00e0<\/strong>, nella fascia superiore, \u00e8 una donna che dispensa doni a un gruppo di bimbi poveri. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/17\/fd\/41\/17fd41dc11d97a946388f73b2eb47f5e.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Le Virt\u00f9: al centro la Carit\u00e0 non esita a donare il suo latte al bimbo non suo<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La <strong>Lussuria<\/strong>, nel registro inferiore, \u00e8 evocata da una figura femminile che si rimira vanitosamente allo specchio e si alza con malizia la gonna, aiutata da un demone che le allarga il vestito, e si contrappone al personaggio femminile sovrastante, rimando simbolico alla <strong>Castit\u00e0<\/strong>, rappresentata da una donna bella e ascetica, dalla lunga chioma bionda, vestita con un abito semplice, intenta a letture spirituali.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ae\/55\/0f\/ae550fdd09ecdee5a68aa98d6ac46b34.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>San Michele Arcangelo trafigge il diavolo<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La fascia bassa della parete di sinistra \u00e8 occupata invece da una <strong>teoria di santi e di martiri,<\/strong> legati anche alla tradizione locale, a cui corrisponde un\u2019altra serie di santi raffigurati sulla parete destra: tra questi San Michele Arcangelo che trafigge il diavolo, Sant\u2019Andrea apostolo, San Bernardo, San Valeriano, Sant\u2019Antonio abate, San Giovanni Battista, San Claudio vescovo di Besan\u00e7on, Santa Caterina di Alessandria, San Sebastiano martirizzato, la beata Margherita di Lovanio, San Costanzo e San Chiaffredo. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/fd\/4c\/12\/fd4c129fc870208eeed379f135be62ce.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Santa Caterina di Alessandria impugna la palma del martirio<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Gli affreschi contenuti nelle quattro vele della volta, raffiguranti i <strong>quattro Evangelisti<\/strong>, e quelli presenti nella lunetta della parete destra, tra cui il committente, il facoltoso mercante villafranchese Giulio de Giuli, presentato alla Madonna da San Giulio Vescovo, sono riferibili invece all\u2019intervento di un autore rimasto ignoto, databile forse al 1474 (data scritta su un cartiglio nell\u2019area absidale). <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/fa\/11\/97\/fa11978ac8eeae69d83bab77c2311100.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Parete di fondo: il Compianto sul Cristo morto <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Gli affreschi di Aimone Duce appartengono alla cultura figurativa del <strong>gotico internazionale <\/strong>e, pur essendo d\u2019impostazione lombarda (Duce era di Pavia e soggiorn\u00f2 a Milano), e quindi distanti dalla scuola jaqueriana, rivelano influenze della pittura borgognona e provenzale. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e8\/a2\/43\/e8a24343107e280b62977a746f36e286.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>A sinistra San Claudio di Besan\u00e7on e a destra San Sebastiano trafitto dalle frecce<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sulla facciata della cappella, sopra la porta, \u00e8 ancora in parte leggibile un grande affresco dell\u2019Annunciazione, di cui si ipotizza come datazione il 1530 e come autore <strong>Jacobino Longo<\/strong>, il medesimo pittore che esegu\u00ec l\u2019importante ciclo di affreschi all\u2019interno della chiesa di San Giovanni Battista, a poca distanza dalla cappella di Missione, un altro tesoro artistico di Villafranca Piemonte. <\/p>\n\n\n\n<p>La cappella \u00e8 visitabile con l\u2019app \u201c<strong>Chiese a porte aperte<\/strong>\u201d, che consente, previa registrazione dell\u2019utente, l\u2019apertura automatizzata del bene. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Note bibliografiche<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>www.archeocarta.org <\/p>\n\n\n\n<p>www.comune.villafrancapiemonte.to.it <\/p>\n\n\n\n<p>www.camminarenellastoria.it <\/p>\n\n\n\n<p> <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo e foto di Paolo Barosso La cappella di Santa Maria di Missione si trova isolata nella quiete campestre di Villafranca Piemonte, 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