{"id":509,"date":"2015-03-18T22:25:49","date_gmt":"2015-03-18T22:25:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=509"},"modified":"2015-06-27T07:45:27","modified_gmt":"2015-06-27T07:45:27","slug":"509","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=509","title":{"rendered":"Viaggio in Canavese &#8211; III parte: il castello di San Giorgio"},"content":{"rendered":"<p><em>Il viaggio in Canavese in compagnia di Giovanni Dughera ci porta questa volta a <strong>San Giorgio<\/strong>, sulle propaggini meridionali della morenica eporediese, dove, su una motta dominante l&#8217;abitato, si eleva l&#8217;elegante sagoma del castello seicentesco, innestato sulle fondamenta d&#8217;una fortezza medievale. Lasciamo la parola alla nostra guida.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Nel secentesco castello di <strong>S. Giorgio Canavese<\/strong>, ricostruito sui resti della fortezza medievale, vigono una geometr\u00eca e un ordine formale particolare: \u00e8 di casa qui la gentilezza, quella dei fastigi dalle forme curvilinee, ricadenti con \u00a0 grazia, del corpo centrale che pare avanzare verso il visitatore con garbo, per poi ritirarsi e riemergere nei due corpi laterali e nella cappella: \u00e8 il<strong> movimento del barocco.\u00a0<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_510\" aria-describedby=\"caption-attachment-510\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/San-Giorgio1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-510\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/San-Giorgio1-150x150.jpg\" alt=\"L'ingresso seicentesco del castello - foto di Paolo Barosso\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-510\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;ingresso seicentesco del castello &#8211; foto di Paolo Barosso<\/figcaption><\/figure>\n<p>La raffinatezza del traforo in ferro battuto del cancello, ornato ai lati da due slanciati obelischi, ci conduce nel parco. In esso vecchi alberi sono raccolti in un parterre, uno spazio di forma quadrata terrazzato, contornato da balaustre in<\/p>\n<figure id=\"attachment_511\" aria-describedby=\"caption-attachment-511\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/san-giorgio-11.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-511\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/san-giorgio-11-150x150.jpg\" alt=\"Il cancello d'ingresso - foto di Giovanni Dughera \" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-511\" class=\"wp-caption-text\">Il cancello d&#8217;ingresso &#8211; foto di Giovanni Dughera<\/figcaption><\/figure>\n<p>cotto, interrotte a un tratto da un raffinatissimo palazzotto in miniatura, con decorazioni colorate che contornano finestre e porte: la <em><strong>Gloriette<\/strong><\/em>, un belvedere dal tetto di tegole in ceramica multicolori che brillano al sole, cos\u00ec garbato anche nelle sinuose scalette laterali, simmetriche, che conducono nel giardino sottostante. Questo \u00e8 in discesa, come una pagina di un immaginario libro alla quale, nell\u2019atto di essere girata, venga imposto di fermarsi a met\u00e0 altezza.<\/p>\n<p>Una pagina preziosa con su vergati disegni vegetali, le siepi di bosso che ne ornano il contorno, i melograni piantati ordinatamente sullo stesso piano in filari, con la diligenza di uno scolaro \u201cgiardiniere\u201d che segua la riga del quaderno.<\/p>\n<figure id=\"attachment_512\" aria-describedby=\"caption-attachment-512\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Gloriette.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-512\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Gloriette-150x150.jpg\" alt=\"La Gloriette del parco - foto di Paolo Barosso \" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-512\" class=\"wp-caption-text\">La Gloriette del parco &#8211; foto di Paolo Barosso<\/figcaption><\/figure>\n<p>E in basso, un prato in piano come un\u2019altra pagina verde, ingentilita da un lato da un padiglione dall\u2019aspetto vagamente orientale, le cui vetrate si aprono su di un delizioso <strong>laghetto a spicchio d\u2019arancia<\/strong>, solcato da anitre e dal quale spuntano canne. Blu e verde smeraldo dell\u2019acqua paiono vetri preziosi che il maestro stia soffiando, e alberi esotici, strani, i Taxodium disticum dalle radici che spuntano tutt\u2019intorno, si specchiano colorando di riflessi rossastri la superficie del laghetto.<\/p>\n<p>La raffinatezza di questo parco si accompagna all\u2019originalit\u00e0 degli interni del castello.<\/p>\n<figure id=\"attachment_514\" aria-describedby=\"caption-attachment-514\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/cast.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-514\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/cast-150x150.jpg\" alt=\"Interni del castello - foto di Giovanni Dughera \" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-514\" class=\"wp-caption-text\">Interni del castello &#8211; foto di Giovanni Dughera<\/figcaption><\/figure>\n<p>Qui, a differenza di stucchi, dorature, trompe l\u2019oeil che decorano gli altri castelli, emerge una particolare ornamentazione risalente a met\u00e0 Settecento: il<strong> disegno alla B\u00e9rain<\/strong>, ripreso in seguito dal torinese Meissonnier (1685-1750), che scrisse un libro &#8220;<em>sulle piante e motivi vegetali come materiale per i disegnatori<\/em>&#8220;. Di origine francese, si affida qui a due soli colori, il bianco e il blu, dipinti a viticci e girali che paiono rincorrersi: \u00e8 anche un riferimento alle porcellane, e infatti pare di sentirne la fragile delicatezza, come essere dentro una tazza da th\u00e8.<\/p>\n<figure id=\"attachment_513\" aria-describedby=\"caption-attachment-513\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/berhain.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-513\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/berhain-150x150.jpg\" alt=\"Interno del castello - disegni alla B\u00e9rain - foto di Giovanni Dughera \" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-513\" class=\"wp-caption-text\">Interno del castello &#8211; disegni alla B\u00e9rain &#8211; foto di Giovanni Dughera<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il disegno ha una raffinatezza dal tratto lieve, sottile, come di una mano che in preda all\u2019estasi creativa mai si fermi e produca una linea continua che si imbizzarrisce in volute, giri, svolazzi arrestandosi poi a comporre fantasiosi sedili, lampadarietti, quasi leggiadre altalene su cui poggiano esserini misteriosi, scimmiette, uccelletti, aironi, disposti sul filamento blu dipinto sull\u2019etereo sfondo bianco.Il ricamo si interrompe poi in cornici che racchiudono quadri dipinti sulla parete in grisaille, raffiguranti allegorie dei quattro elementi: acqua, aria, terra, fuoco.<\/p>\n<p>Il vasto salone da ballo presenta figure dipinte in <em>trompe l\u2019oeil<\/em> tutt\u2019intorno e una balconata in alto, dalla quale si osservavano i ballerini sottostanti.<\/p>\n<p>La spiegazione dei tratti cos\u00ec originali che abbiamo sinora descritto di parco e castello sta nel nome della casata a cui appartenne: i <strong>marchesi Biandrate di S. Giorgio<\/strong>, una delle pi\u00f9 potenti famiglie nobili piemontesi, che am\u00f2 distinguersi dalle altre con questa propriet\u00e0, che ha ben in vista sulla facciata un grande stemma della famiglia.<\/p>\n<p>Il castello \u00e8 disponibile per meetings, congressi, matrimoni.<\/p>\n<p>Testo di Giovanni Dughera<\/p>\n<figure id=\"attachment_515\" aria-describedby=\"caption-attachment-515\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/parcus.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-515\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/parcus-150x150.jpg\" alt=\"Laghetto nel parco - foto di Giovanni Dughera \" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-515\" class=\"wp-caption-text\">Laghetto nel parco &#8211; foto di Giovanni Dughera<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>Nota della redazione<\/em><\/p>\n<p><em>Ricordiamo che San Giorgio, oltre al magnifico maniero, presenta molteplici attrattive: il borgo storico, adagiato alle pendici della motta su cui sorge il complesso fortificato, con la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, dall\u2019inusuale facciata d\u2019impronta rinascimentale e l\u2019affresco di Fermo Stella da Caravaggio (1537) nella lunetta d\u2019ingresso; la villa Belloc-Malfatti, che fu dimora dell\u2019interprete rossiniana Teresa Belloc; la storica pasticceria Roletti, fondata nel 1896 da Pin\u00f2t Rolet, con il suo repertorio di specialit\u00e0; i vigneti dei dintorni, in particolare di Erbaluce, che prosperano su terreni morenici (San Giorgio si trova sull\u2019orlo meridionale della morenica eporediese).<\/em><\/p>\n<p>Per un approfondimento sulla <strong>pasticceria Roletti<\/strong>, clicca qui: <a href=\"http:\/\/kiteinnepal.com\/2013\/07\/11\/piemonte-in-vetrina-la-pasticceria-roletti\/\">Piemonte in vetrina, la pasticceria Roletti\u00a0<\/a><\/p>\n<p>Per un approfondimento sui <strong>vini di San Giorgio Canavese<\/strong>, clicca qui: <a href=\"http:\/\/kiteinnepal.com\/2014\/11\/27\/fontecuore-nel-regno-dellerbaluce\/\">Fontecuore, nel regno dell\u2019Erbaluce <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il viaggio in Canavese in compagnia di Giovanni Dughera ci porta questa volta a San Giorgio, sulle propaggini meridionali della morenica eporediese, dove,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":514,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,25,14,5,3],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/509"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=509"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/509\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":519,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/509\/revisions\/519"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/514"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=509"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=509"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=509"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}