{"id":5115,"date":"2022-04-05T05:08:12","date_gmt":"2022-04-05T05:08:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5115"},"modified":"2022-04-06T14:55:04","modified_gmt":"2022-04-06T14:55:04","slug":"torino-dimenticata-nuovo-libro-di-milo-julini-alla-ricerca-di-memorie-e-luoghi-di-un-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5115","title":{"rendered":"Torino Dimenticata. Ricognizioni tra memorie e luoghi di un tempo"},"content":{"rendered":"\n<p>di <em>Luca Guglielmino<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTorino Dimenticata\u201d (Baima-Ronchetti, 2020), come tutti i libri di\u00a0<strong>Milo Julini<\/strong>, lo si legge con curiosit\u00e0, rapidamente e non \u00e8 mai pesante: \u00e8 l\u2019appuntamento serale che volentieri sostituisce TV e computer.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d3\/f3\/8a\/d3f38a30bad5a6eb8079011fa27539ab.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Le prime parole dell\u2019introduzione dichiarano che l\u2019autore non\n\u00e8 \u201cun addetto ai lavori\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbene, qui \u00e8 vera professione di umilt\u00e0, il \u201cso di non\nsapere\u201d che richiede ancora studio e applicazione, ma che \u00e8 giunto gi\u00e0 ad un\nbuon punto di conoscenza. Non occorre essere un addetto ai lavori se si segue\nla linea di&nbsp;<strong>Viriglio<\/strong>: curioso, ironico, mai saccente, ricco di\n\u201cchicche\u201d, storico, mai pedante\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTorino dimenticata\u201d s\u2019inserisce su questa linea dove pure\nJulini modella diversi personaggi con il loro carattere, quasi fossero suoi\nconoscenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli addetti ai lavori spesso sono noiosi e talvolta imprecisi.\nMi capit\u00f2 di leggere un volumone di storia di Torino di un \u201c<strong>addetto ai\nlavori<\/strong>\u201d molto strombazzato e vezzeggiato ancora oggi, superbo di suo, con\ncos\u00ec tanti errori storici, che francamente \u00e8 finito nel Cartesio perch\u00e9 non\ndegno di figurare in biblioteca.<\/p>\n\n\n\n<p>Julini non \u00e8 affatto un dilettante; ha un suo stile. Non\nscolpisce solo bene i personaggi ma anche le epoche in cui s\u2019inseriscono. Se\nmanca, secondo alcuni, di un sapere pedante, tipico dell\u2019ambiente sedicente\ndotto di Torino, a questo supplisce con un grande&nbsp;<strong>entusiasmo personale<\/strong>&nbsp;in\nquanto amante della sua citt\u00e0 e del suo Piemonte.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco che le righe e le pagine denotano freschezza, mentre\nopere tanto dotte, spesso sono aride, polverose e inconcludenti, valide solo\nper chi le ha scritte e per una piccola cerchia attorno all\u2019autore. E qui\noccorrerebbe intenderci su ci\u00f2 che si spaccia per scientifico.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/14\/94\/09\/149409a1e4c0e3236d82697a81c638f3.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;autore Milo Julini<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Del resto, un grande professore come&nbsp;<strong>Alessandro\nBarbero<\/strong>&nbsp;lo si scorre velocemente, direi \u201clo si beve\u201d leggendo, proprio\nperch\u00e9 sa esprimere chiaramente concetti anche difficili, in modo che tutti\ncomprendano e non esclude neanche una certa vena ironica, in opere che denotano\nsicuramente l\u2019uomo dotto ma anche la persona entusiasta di ci\u00f2 che scrive,\noffrendolo per\u00f2 al pubblico pi\u00f9 ampio possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Julini presenta opere che possono essere definite parzialmente\ndivulgative ma non del tutto, sono anche storiche. Va detto che \u201c<strong>Torino\ndimenticata<\/strong>\u201d \u00e8 stato scritto in periodo di pandemia e di isolamento\ndomestico, ecco perch\u00e9 i molti riferimenti a siti internet. Denota la tenacia e\nla volont\u00e0 di non dimenticare il passato e il presente di Torino.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, quindi, i \u201cluoghi e personaggi del Risorgimento\ntorinese\u201d ove si apprezza ad esempio un personaggio come Felice Romani che gli\namanti dell\u2019opera lirica ben conoscono, gli \u201c<strong>artisti e scienziati<\/strong>\u201d, tra\ncui si apprezzano l\u2019architetto Amedeo Peyron con tutta la progenie dei vari\nAmedei, Michele Schina, Giuseppe Timermans, i \u201csindaci di Torino\u201d come Carlo\nPinchia o Tommaso Villa, i \u201c<strong>Santi sociali<\/strong>\u201d ove tra i pi\u00f9 noti figurano\nil Cafasso, il Murialdo e il Venerabile Lanteri.<\/p>\n\n\n\n<p>Julini non dimentica poi di darci quadretti di via quotidiana\ndi Vittorio Emanuele II e tra le memorie di personaggi vari compare&nbsp;<strong>Alberto\nViriglio<\/strong>&nbsp;(che vedo ogni mattina entrando in Comune), vi sono i\nFratelli Carle e infine compare la trattazione dei \u201cbarabba\u201d torinesi che\npossiamo definire una vera curiosit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/4b\/d8\/7c\/4bd87c6125ad1fe0c36e756a933797e5.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Lo scrittore torinese Alberto Viriglio (1851-1913)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Un misto tra bulli e delinquenti che certamente parlavano\nil&nbsp;<strong>gergo torinese<\/strong>&nbsp;(di Porta Pila e di Vanchiglia) che non era\ncompreso molte volte neppure dai torinesi e che Viriglio ci ha trasmesso in un\nsuo studio:&nbsp;<em>le pivie<\/em>&nbsp;(i vigili),&nbsp;<em>i ciapa ciuch<\/em>&nbsp;(i\ncarabinieri),&nbsp;<em>l\u2019lingher<\/em>&nbsp;(il coltello),&nbsp;<em>la scaja o la\nganda<\/em>&nbsp;(la prostituta),&nbsp;<em>la madama<\/em>&nbsp;(la polizia),&nbsp;<em>tirul\nd\u2019la grasa<\/em>&nbsp;(prigione),&nbsp;<em>lard d\u2019Savoia<\/em>&nbsp;(botte),&nbsp;<em>canarin\no subija<\/em>&nbsp;(confidente, spione),&nbsp;<em>la gafa<\/em>&nbsp;(sbirro di bassa\nlega),&nbsp;<em>beive&nbsp;<\/em>(arrestare),&nbsp;<em>l\u2019 quaio<\/em>&nbsp;(il\nportafoglio)&nbsp;<em>l\u2019<\/em>&nbsp;<em>pertus dij \u2018erb\u00ebtte<\/em>&nbsp;(l\u2019orifizio\nposteriore),&nbsp;<em>la Beata<\/em>&nbsp;(il capestro),&nbsp;<em>l\u2019maroch<\/em>&nbsp;(il\npane) ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Milo Julini ha cos\u00ec dato inizio a una ricognizione su luoghi e\npersonaggi dimenticati di Torino.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha dato inizio perch\u00e9 l\u2019opera, per due validi motivi, non \u00e8\ncompleta: il primo risiede nel fatto che non sono citate, per ragioni di\nspazio, tutte le dimenticanze, sia casuali che volute, il secondo \u00e8 che molte\ncitazioni richiedono&nbsp;<strong>approfondimenti ulteriori<\/strong>&nbsp;poich\u00e9 vengono\nmenzionati altri fatti e personaggi che talvolta necessitano di precisazioni\nche per ragioni di ampiezza e di opportunit\u00e0, vengono rimandate ad altre opere\nsuccessive, inerenti all\u2019argomento.<\/p>\n\n\n\n<p>Il libro affronta un tema da proseguire onde molti aspetti di\nTorino non vengano posti nel dimenticatoio e subiscano l\u2019indifferenza da parte\ndelle istituzioni e degli stessi torinesi, siano essi originali o\nd\u2019importazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Tale breve commento vuol essere quindi un suggerimento e un\ninvito a Milo Julini onde continuare a deliziarci con le sue curiosit\u00e0 che\nspero un giorno vengano depositate tutte e quante in quello scrigno di\nletteratura piemontese maggiore e minore, che \u00e8 il&nbsp;<strong>Centro Studi\nPiemontesi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\"><em>Milo Julini \u2013 Torino Dimenticata. Ricognizioni tra memorie\ne luoghi di un tempo, Editrice Baima-Ronchetti, Castellamonte (Torino), 2020,\n274 pp, \u20ac 18,00. Copertina di Gianfranco Anastasi, foto di Manfredo Cicolin.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luca Guglielmino \u201cTorino Dimenticata\u201d (Baima-Ronchetti, 2020), come tutti i libri di\u00a0Milo Julini, lo si legge con curiosit\u00e0, rapidamente e non \u00e8 mai&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5117,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,495,10,14,143,284],"tags":[2964,720,2959,2960,2963,2961,648,2958],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5115"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5115"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5115\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5945,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5115\/revisions\/5945"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5117"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5115"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5115"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5115"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}