{"id":5150,"date":"2020-11-23T18:55:23","date_gmt":"2020-11-23T18:55:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5150"},"modified":"2020-11-23T20:15:03","modified_gmt":"2020-11-23T20:15:03","slug":"il-filosofo-nietzsche-e-lamata-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5150","title":{"rendered":"Il filosofo Nietzsche e l&#8217;amata Torino"},"content":{"rendered":"\n<p>di <em>Eugenio Buffa di Perrero*<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>2 aprile 1888: <strong>Friedrich Nietzsche<\/strong> era un viaggiatore un po\u2019 distratto. Doveva arrivare a Torino, eppure si ritrov\u00f2 a Sampierdarena, non lontano da Genova; aveva sbagliato treno, ecco tutto\u2026ma un piccolo mistero rimane ancora oggi, visto che la sua valigia lo stesso giorno s\u2019imbarc\u00f2 educatamente sul vagone per il Piemonte.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/9b\/2f\/d6\/9b2fd6de07976c906277f0bfeb14a719.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La targa che ricorda il soggiorno torinese del filosofo tedesco in via Carlo Alberto 6<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tre giorni dopo, comunque, il professore ritent\u00f2 l\u2019impresa sulla linea Alessandria-Asti-Torino e, questa volta, <strong>giunse a destinazione<\/strong>: gli apparve una citt\u00e0 ammantata di luce purissima, dai viali silenziosi e splendidamente lastricati.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio dietro Palazzo Carignano, l\u2019edicolante Davide Fino vide il forestiero, tutto contento con la valigia in mano, e cerc\u00f2 di vendergli una guida turistica; si ritrov\u00f2, invece, ad&nbsp;affittargli una stanza nella sua stessa casa, all\u2019ultimo piano di <strong>Via Carlo Alberto n.6<\/strong>, dove oggi si trova la lapide che ricorda il soggiorno torinese del filosofo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nietzsche rimase due mesi in citt\u00e0; in estate part\u00ec per la Svizzera e poi, a settembre, torn\u00f2 qui per un soggiorno pi\u00f9 lungo, che si rivel\u00f2 fatale.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dodici anni prima, poco pi\u00f9 che trentenne, la salute malferma lo aveva costretto a congedarsi dall\u2019<strong>universit\u00e0 di Basilea<\/strong>, dove insegnava lingua e letteratura greca; fu l\u2019inizio di un\u2019intensa attivit\u00e0 di scrittura e peregrinazioni sempre pi\u00f9 sofferte, in un \u201cGran Tour\u201d europeo di cui rimane solamente un taccuino insignificante, con appuntati i prezzi di frutta e verdura.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, Torino gli apparve splendida:\u201c&#8230;\u00e8 <strong>l\u2019unica citt\u00e0 che mi piaccia<\/strong>. Un qualcosa di calmo e di superstite lusinga i miei istinti. Percorro con estasi queste vie dignitose\u2026Un paradiso per i piedi, anche per gli occhi\u2026Non avrei mai creduto che una citt\u00e0, grazie alla luce, potesse diventare cosi bella\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Diverse lettere, indirizzate alla madre, al musicista Peter Gast e al teologo Overbeck, mostrano l\u2019entusiasmo per Torino che, persa la corona da capitale, rimaneva comunque vivacissima: cinque quotidiani, venti giornali scientifici e quattordici letterari, oltre a numerose biblioteche internazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>A questa effervescenza culturale, per\u00f2, Nietzsche prendeva raramente parte. Preferiva passeggiate solitarie lungo i viali di Corso Casale; pensava, forse, a <strong>Richard Wagner<\/strong>, il celebre compositore con cui si era interrotto, misteriosamente, il sodalizio spirituale; o pensava ancora a&nbsp;<strong>Lou Salom\u00e9<\/strong>, l\u2019affascinante russa che avrebbe anche sposato se questa non avesse ammaliato, prima il suo migliore amico, Paul R\u00e9e, poi un giovane poeta, Reiner Maria Rilke, e successivamente persino Sigmund Freud.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Conduceva una vita riservata: di amici forse solo Carlo Clausen, editore tedesco che port\u00f2 in Italia le dottrine orientali, quando erano ancora sconosciute.<\/p>\n\n\n\n<p>Curiosamente, gli avvenimenti che lo interessavano di pi\u00f9 erano gli stessi che entusiasmavano quella borghesia da lui tanto criticata: pare che alla fine dell\u2019estate, trascorsa tra le montagne di Sils Maria, desiderasse tornare a Torino proprio per assistere, insieme ad oltre 70.000 persone, al matrimonio fra il <strong>duca Amedeo di Savoia<\/strong> e la principessa Letizia Bonaparte.<\/p>\n\n\n\n<p>Curioso, per un personaggio ritenuto da tutti anticonformista; ma Nietzsche non era mai stato un \u201cboh\u00e9mien\u201d ed, anzi, aveva sempre tenuto tantissimo a titoli, blasoni e frequentazioni altolocate.<\/p>\n\n\n\n<p>Arriv\u00f2 l\u2019autunno: monotono, ma prolifico. C\u2019era la sua scrivania, dove scrisse \u201c<strong>Ecce Homo<\/strong>\u201d, e c\u2019era il pianoforte, che condivideva con Irene, la figlia dei suoi affittuari.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, giorno dopo giorno, la sua grafia divenne sempre pi\u00f9 nervosa e illeggibile; mentre nel suo cestino i coniugi Fino trovavano banconote stracciate, dalla vicina posta centrale, il filosofo cominci\u00f2 a spedire biglietti in cui si considerava l\u2019<strong>incarnazione<\/strong> di Vittorio Emanuele II, dell\u2019architetto Antonelli o di altre celebrit\u00e0 dell\u2019epoca; firmava le lettere come \u201cil Crocifisso\u201d o \u201cl&#8217;Anticristo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/58\/2f\/41\/582f41c1877915d444ba90ed81ed97e4.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Friedrich Nietzsche in compagnia della madre Franziska (1892) <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Cominci\u00f2 a confondere le notizie che apparivano sui giornali con quelle della sua vita quotidiana: vaneggi\u00f2 che i sovrani d\u2019Italia sarebbero andati a trovarlo nella sua stanza e poi, quando su \u201c<strong>La Gazzetta Piemontese<\/strong>\u201d apparve la notizia che uno spagnolo, accusato di omicidio, veniva condannato a morte, pens\u00f2 di essere il carcerato stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 3 gennaio 1889 avvenne la fine, forse un episodio pi\u00f9 leggendario che veritiero.<\/p>\n\n\n\n<p>Vedendo un vetturino che frustava a sangue un cavallo, Nietszche abbracci\u00f2 e baci\u00f2 l\u2019animale, cadendo a&nbsp;terra e urlando di essere il <strong>nuovo Dioniso<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Lasci\u00f2 Torino con la papalina di Davide Fino sulla testa, come pegno di un futuro incontro che mai avvenne. Mor\u00ec il 25 agosto 1900 a <strong>Weimar<\/strong>, prigioniero della pazzia, presto trasformato in un mito.<\/p>\n\n\n\n<p>I suoi scritti, rimaneggiati dalla sorella Elisabeth, conobbero un enorme successo e colpirono negli anni successivi Adolf Hitler.<\/p>\n\n\n\n<p>Si convinse di essere l\u2019ubermensch invocato dal filosofo per una nuova era. E, cosa ancor pi\u00f9 folle, tanti lo seguirono. Ma non era&nbsp;il superuomo; era, anzi l\u2019ultimo uomo, il peggior nichilista che avrebbe distrutto il mondo. L\u2019ubermensch vagheggiato dal filosofo era diverso; il suo oltreuomo, avendo scoperto che Dio era morto, con la Filosofia del Martello avrebbe distrutto quei valori in cui l\u2019Occidente faceva ancora finta di credere, libero di creare, come un fanciullo, nuovi valori.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa chi sono i pazzi?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Fonte:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/pulse\/nietzsche-torino-eugenio-buffa-di-perrero\/\">Nietzsche a Torino<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><em>*Si ringrazia per la concessione dell\u2019articolo l\u2019agenzia&nbsp;<strong>PROMOTUR VIAGGI S.R.L.&nbsp;<\/strong>di Torino<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per maggiori informazioni sull\u2019attivit\u00e0 di Promotur Viaggi:<\/p>\n\n\n\n<p>Sito internet:&nbsp;<a href=\"https:\/\/promoturviaggi.it\/\">https:\/\/promoturviaggi.it\/<\/a><br>Pagina fb:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/promoturviaggi\/\">https:\/\/www.facebook.com\/promoturviaggi\/<\/a><br>Profilo Instagram: https:\/\/www.instagram.com\/promoturviaggi\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Eugenio Buffa di Perrero* 2 aprile 1888: Friedrich Nietzsche era un viaggiatore un po\u2019 distratto. Doveva arrivare a Torino, eppure si ritrov\u00f2&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5152,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,495,2762,14,5,22,284,4],"tags":[2990,2988,2987,2984,1545,1161,2983,2986,29,1157,2989],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5150"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5150"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5150\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5154,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5150\/revisions\/5154"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5152"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5150"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5150"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5150"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}