{"id":5156,"date":"2020-11-24T21:39:25","date_gmt":"2020-11-24T21:39:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5156"},"modified":"2020-11-24T21:45:13","modified_gmt":"2020-11-24T21:45:13","slug":"piemonte-in-video-novalesa-labbazia-che-ospito-carlo-magno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5156","title":{"rendered":"Piemonte in video: Novalesa, l&#8217;abbazia che ospit\u00f2 Carlo Magno"},"content":{"rendered":"\n<p>di Redazione<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>abbazia\ndi Novalesa<\/strong> sorge in val Cenischia, alle pendici del valico del Moncenisio,\nche collega il Piemonte alla Savoia. Promotore della fondazione, avvenuta nel\n726, fu il nobile franco <strong>Abbone<\/strong> che,\ncon il permesso di<strong> Walcuno,<\/strong> vescovo\ndi Saint-Jean-de-Maurienne, e del clero di Moriana e Susa, affid\u00f2 il cenobio a\nun gruppo di monaci forse provenienti da Grenoble. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/mYUZFndUyiM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Il periodo di maggior prosperit\u00e0 per <strong>Novalesa <\/strong>fu quello compreso tra la\nfondazione e il principio del X secolo, quando la comunit\u00e0 contava <strong>500 monaci<\/strong>. Di questo periodo abbiamo\nnotizie grazie a un monumento della letteratura medievale, redatto nella\nseconda met\u00e0 dell\u2019XI secolo da un monaco rimasto anonimo, il <strong><em>Chronicon\nNovaliciense<\/em><\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Una delle figure pi\u00f9 significative di Novalesa fu <strong>Sant\u2019Eldrado<\/strong>, nobile originario di Ambel nell\u2019odierno dipartimento francese dell\u2019Is\u00e8re. Indossate le vesti del pellegrino, venne accolto nella comunit\u00e0 di Novalesa per volere dell\u2019<strong>abate Amblulfo<\/strong>, di cui fu il successore alla guida dell\u2019abbazia fino alla morte avvenuta nell\u2019844.  <\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il primo periodo di esistenza\ndella comunit\u00e0, furono due gli avvenimenti che segnarono il destino di Novalesa:\nil <strong>passaggio di Carlo Magno<\/strong>, re dei\nFranchi, e le scorrerie dei <strong>Saraceni<\/strong>.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 773 il <strong>re dei Franchi<\/strong>, chiamato in soccorso da papa Adriano I contro la\nminaccia longobarda, valic\u00f2 con l\u2019esercito le Alpi occidentali mentre lo zio\nBernardo calava dalla Val d\u2019Aosta, per accerchiare i Longobardi con una manovra\na tenaglia. Carlo Magno, accolto dall\u2019<strong>abate\nFrodoino<\/strong>, si ferm\u00f2 a Novalesa per qualche mese studiando le tattiche pi\u00f9\nefficaci per sorprendere i Longobardi, attestati sulla linea di difesa delle\nChiuse di San Michele (<strong><em>Clusae Langobardorum<\/em><\/strong>). &nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/cd\/7f\/94\/cd7f94ed6855a2c235e5b8190b236ec7.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta della chiesa abbaziale <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La riconoscenza di <strong>Carlo Magno<\/strong>, vincitore della battaglia delle Chiuse contro i Longobardi e futuro imperatore, si manifest\u00f2 con la conferma alla comunit\u00e0 di Novalesa di un\u2019ampia autonomia da ingerenze del potere vescovile e civile e con l\u2019invio di uno dei suoi figli, Ugo, che, allevato dai monaci, sarebbe poi divenuto abate.&nbsp;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo avvenimento fu l\u2019<strong>arrivo dei Saraceni<\/strong>, bande di predoni arabi e contadini ribelli islamizzati che, approfittando della disgregazione del potere regio, s\u2019erano stanziati al principio del X secolo lungo la costa provenzale, conducendo da qui spedizioni e razzie in tutte le regioni alpine occidentali. Nel 906, stando al Chronicon, o pi\u00f9 tardi, nel 920, stando a studi recenti, i Saraceni calarono su Novalesa, costringendo i monaci, guidati dall\u2019<strong>abate Domniverto<\/strong>, a trovare rifugio a <strong>Torino<\/strong>, protetti dal marchese anscarico d\u2019Ivrea Adalberto. Trasferitisi poi in Lomellina, su terre donate dal marchese Adalberto, i monaci vi fondarono la nuova <strong>abbazia di Breme<\/strong>, da allora in avanti legata a Novalesa. <\/p>\n\n\n\n<p>Una volta liberata la valle di Susa\ndalla piaga dei Saraceni, grazie al marchese di Torino, <strong>Arduino il Glabro<\/strong>, tra la fine del X e il principio dell\u2019XI secolo\ni monaci fecero ritorno alla Novalesa, affidando al monaco architetto <strong>Bruningo<\/strong> il compito di ricostruire gli\nedifici distrutti, dando nuova vita all\u2019antica comunit\u00e0, che comunque non torn\u00f2\npi\u00f9 allo splendore dei primi tempi. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/dd\/45\/a6\/dd45a64a2ec0a24f729d0d555b65727c.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La cappella di San Michele, risalente all&#8217;VIII\/IX secolo<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ridotta a semplice priorato e tornata\nalla dignit\u00e0 abbaziale solo nel 1599, Novalesa, pur tra alterne vicende, visse\nsecoli di sostanziale declino, fino al 1973, quando un gruppo di monaci decise\ndi rifondare l\u2019antica e prestigiosa comunit\u00e0, in origine famosa in tutto\nl\u2019Occidente cristiano per la biblioteca e lo <em>scriptorium<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p> La <strong>cappella di Sant\u2019Eldrado<\/strong>, con il suo prezioso ciclo di affreschi realizzato alla fine dell&#8217;XI secolo, \u00e8 la testimonianza artistica pi\u00f9 significativa dell\u2019antico complesso, dato che la chiesa abbaziale, <strong>distrutta dai Saraceni<\/strong> nella prima met\u00e0 del X secolo, venne ricostruita per iniziativa dell\u2019abate Bruningo nell\u2019XI secolo e in seguito riplasmata in forme tardo-barocche nel 1717 su disegno di Antonio Bertola. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Redazione L\u2019abbazia di Novalesa sorge in val Cenischia, alle pendici del valico del Moncenisio, che collega il Piemonte alla Savoia. 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