{"id":5162,"date":"2020-11-26T15:45:55","date_gmt":"2020-11-26T15:45:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5162"},"modified":"2020-11-26T21:41:57","modified_gmt":"2020-11-26T21:41:57","slug":"delit-an-piemont-armus-ciand-ant-ij-pape-dij-tribunaj-i-grassatori-di-vauda-di-front-1799","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5162","title":{"rendered":"Delit an Piemont: armus-ciand ant ij pap\u00e9 dij tribunaj \u2013 I grassatori di Vauda di Front (1799)"},"content":{"rendered":"\n<p>di Arconte<\/p>\n\n\n\n<p>Questa storia inizia alle quattro e mezza del pomeriggio del 29 maggio 1799, sulla strada che da Ciri\u00e8 raggiunge Torino. Il viandante <strong>Giovanni Battista Pianta<\/strong> viene aggredito da due malfattori armati che minacciano di ucciderlo e lo depredano di un mezzo scudo d\u2019argento e vari oggetti per un valore di 15 lire. Pianta \u00e8 poco disposto a farsi derubare e i due malfattori lo colpiscono pi\u00f9 volte con un coltello e gli causano <strong>tre ferite<\/strong>, la prima sull\u2019osso temporale, la seconda tra la sesta e settima costa di sinistra e la terza vicino alla scapola destra.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f1\/2e\/f9\/f12ef9bc5e31c58b7cc0532fb5fff99a.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>I due malfattori si allontanano\ne quando Pianta viene soccorso e visitato da un medico, la ferita alla scapola\ndestra \u00e8 giudicata pericolosa, mentre le altre sono considerate guaribili in 20\ngiorni. Per fortuna, Pianta sopravvive alla brutta avventura.<\/p>\n\n\n\n<p>Circa un\u2019ora dopo, nel territorio di <strong>Vauda di San Maurizio<\/strong>, i due malfattori armati aggrediscono Antonio Oberto, lo minacciano di morte e lo depredano di diversi oggetti per un valore di 70 lire, senza ferirlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le indagini portano a identificare e arrestare i <strong>due banditi<\/strong>: sono Pietro Papurello, detto <em>Motticione<\/em>, figlio del vivente Giovanni, e Domenico Papurello, soprannominato <em>Battaglino<\/em>, figlio del defunto Giuseppe, disertore delle Regie Truppe. Sono entrambi di Vauda di Front, oggi <strong>Vauda Canavese<\/strong>, forse parenti ma non fratelli, visto il diverso nome dei loro padri.<\/p>\n\n\n\n<p>Due rapine a mano armata, due \u00ab<em>grassazioni<\/em>\u00bb, secondo il linguaggio giuridico dell\u2019epoca. La <strong>grassazione<\/strong> \u00e8 reato piuttosto grave e, nel primo caso, \u00e8 accompagnato da una pericolosa ferita inferta alla vittima. Per gli accusati, detenuti nelle Carceri Senatorie, c\u2019\u00e8 odore di forca e di <em>esemplarit\u00e0<\/em>. Secondo le <strong>Regie Costituzioni<\/strong> del 1770, il reato di \u00abgrassazione\u00bb pu\u00f2 essere commesso sia sulle pubbliche strade sia in luoghi privati e consiste in una depredazione compiuta con armi ed anche senza violenze fisiche o vessazioni di altro genere sulle vittime: comporta di per s\u00e9 la <strong>pena di morte<\/strong>, anche quando il crimine \u00e8 commesso per la prima volta e alla morte deve essere unita qualche <em>esemplarit\u00e0<\/em>, a giudizio del Senato, cio\u00e8 del Tribunale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/cf\/c1\/cf\/cfc1cfc5a43498f5b6b55634f064c82b.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Questo episodio criminale,\nordinario nella sua brutalit\u00e0, viene commesso in un particolare momento storico\ndel Piemonte.<\/p>\n\n\n\n<p>Le due grassazioni sono infatti avvenute il 29 maggio 1799, tre giorni dopo l\u2019ingresso in Torino del <strong>principe Aleksandr Vasil\u2019evi\u010d Suvorov<\/strong>, comandante dell\u2019esercito austro-russo, accolto da una vera festa di popolo. La festa \u00e8 stata di breve durata: il generale francese Pasquale Antonio Fiorella, rintanato nella cittadella, ha iniziato a bombardare Torino. Suvorov gli ha mandato a dire che il suo comportamento violava ogni legge internazionale in materia bellica e il generale, rassegnato, si \u00e8 preparato a un assedio dall\u2019esito facilmente prevedibile. Fiorella si \u00e8 arreso e gli <strong>austro-russi <\/strong>hanno occupato la cittadella. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stata cos\u00ec restaurata la monarchia e l\u2019<strong>antico regime<\/strong>: tutte le leggi repubblicane sono annullate. Viene nominato un Consiglio supremo sabaudo. Nemmeno gli austriaci si fidano del tentennante sovrano piemontese Carlo Emanuele IV e affidano il potere a un\u2019amministrazione militare, simile alla precedente francese, con un Commissario imperiale e un Comando militare.<\/p>\n\n\n\n<p>In ogni caso, i due grassatori vengono processati, secondo la precedente normativa, dalle strutture del Regno Sardo tornate in vigore, ovvero dal <strong>Senato di Piemonte<\/strong>, massimo Tribunale penale, che li giudica secondo le Regie Costituzioni del 1770. <\/p>\n\n\n\n<p>\n\nPietro e Domenico Papurello sono accusati delle due grassazioni prima descritte e ancora di essere \u00ab<em>sospetti in genere di furti<\/em>\u00bb. Inoltre, Pietro Papurello ha dei precedenti penali, visto che ha gi\u00e0 ottenuto un indulto per una condanna conseguente a complicit\u00e0 in un omicidio.\n\n<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/36\/28\/ca\/3628ca509faa9af5d93e51846fcfcfde.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il Tribunale, con sentenza del 26 agosto 1799, li condanna a morte per <strong>impiccagione<\/strong> (\u00ab<em>pubblicamente appiccati per la gola, finch\u00e9 l\u2019anima sia separata dal corpo<\/em>\u00bb). Dopo la morte, i loro corpi dovranno essere ridotti in quarti da affiggersi \u00ab<em>ai luoghi soliti<\/em>\u00bb. Si tratta di una delle &nbsp;<em>esemplarit\u00e0<\/em> prima ricordate che possono essere applicate prima dell\u2019esecuzione, mentre il condannato \u00e8 condotto al patibolo (pubblica emenda; applicazione delle tenaglie infuocate, taglio della mano destra per i ladri sacrileghi) oppure dopo l\u2019esecuzione della sentenza di morte con distacco della testa e taglio del braccio destro, poi attaccati al patibolo; <strong>squartamento del corpo<\/strong> con esposizione dei quarti; corpo bruciato e le ceneri sparse nel vento; confisca dei beni del condannato.<\/p>\n\n\n\n<p>Le Regie Costituzioni prevedono anche la tortura dei condannati prima dell\u2019esecuzione perch\u00e9 rilascino eventuali ulteriori dichiarazioni sui loro <strong>complici <\/strong>(\u00ab<em>torquiti per\u00f2 prima nel capo de\u2019 complici<\/em>\u00bb). La sentenza si chiude con la condanna a indennizzare le vittime, insieme ai complici gi\u00e0 condannati, e la disposizione di restituire ai derubati gli oggetti di loro propriet\u00e0, depositati presso l\u2019Ufficio come corpi di reato.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono norme di <em>ancien r\u00e9gime<\/em> che il regime repubblicano filofrancese ha abolito, pi\u00f9 nella forma che nella sostanza, visto l\u2019elevatissimo numero di <strong>condanne capitali<\/strong> eseguite sia dalla giustizia civile che militare, con ghigliottina e fucilazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi sarebbe venuto il 14 giugno 1800, data di Marengo. La <strong>vittoria di Napoleone <\/strong>riconferma i Francesi come padroni del Piemonte. Il 20 giugno \u00e8 ripristinato in buona parte il precedente assetto territoriale repubblicano, con un governo e una consulta che hanno rispettivamente il potere esecutivo e quello legislativo: nasce quella che \u00e8 nota come repubblica subalpina, preludio della successiva <strong>annessione del Piemonte alla Francia<\/strong> (1802).<\/p>\n\n\n\n<p>Questa vicenda, nella sua banalit\u00e0, assume cos\u00ec valenze emblematiche della breve stagione della \u201c<strong>restaurazione<\/strong>\u201d del regime sabaudo gestita dagli austro-russi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Arconte Questa storia inizia alle quattro e mezza del pomeriggio del 29 maggio 1799, sulla strada che da Ciri\u00e8 raggiunge Torino. 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