{"id":5224,"date":"2021-03-10T14:22:06","date_gmt":"2021-03-10T14:22:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5224"},"modified":"2021-03-10T16:08:35","modified_gmt":"2021-03-10T16:08:35","slug":"baldissero-canavese-gli-affreschi-di-giacomino-divrea-e-il-beato-bernardo-di-baden-nella-cappella-di-vespiolla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5224","title":{"rendered":"Baldissero Canavese, gli affreschi di Giacomino d\u2019Ivrea e il beato Bernardo di Baden nella cappella di Vespiolla"},"content":{"rendered":"\n<p>Testo e foto di <em>Paolo Barosso <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nel territorio comunale di Baldissero Canavese, lungo la strada che conduce ai borghi di Campo e Muriaglio, sorge la <strong>cappella campestre di Santa Maria di Vespiolla<\/strong>, immersa in uno scenario bucolico, tra campi coltivati e prati, non dissimile da come doveva apparire nei tempi antichi. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/07\/ad\/23\/07ad23321bd1fd0a3d837d5f3e1ce006.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta della facciata con il portichetto di recente aggiunta<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Attestata gi\u00e0 in un documento del 1122, che la annovera tra le pievanie della <strong>diocesi di Ivrea<\/strong>, al centro d\u2019una vasta circoscrizione territoriale e religiosa, la chiesetta di Vespiolla, malgrado la sua posizione decentrata rispetto all\u2019abitato, mantenne la funzione di pievania fino al tardo Trecento, per poi perdere gradualmente d\u2019importanza dopo la costruzione della nuova parrocchiale ai piedi del castello di Baldissero.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d5\/80\/58\/d58058f0490efc3f215c564e54036b66.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;arco santo e l&#8217;area absidale, parzialmente coperta dall&#8217;altare, con il ciclo di affreschi del XV secolo<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Dell\u2019originaria struttura romanica, sorta su un\u2019area con tracce di popolamento d\u2019epoca romana, come rivelato dal ritrovamento di alcune lastre sepolcrali, sopravvive solo l\u2019abside rettangolare e l\u2019arco santo, mentre la restante parte dell\u2019edificio \u00e8 frutto di interventi settecenteschi, effettuati per salvaguardare gli <strong>affreschi del Quattrocento<\/strong>, messi a repentaglio dal pesante degrado architettonico della chiesa. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/57\/ea\/c9\/57eac941012de880e8b90e997d850fdd.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La teoria dei Dodici Apostoli &#8211; dettaglio<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Varcando l\u2019ingresso si notano in primo luogo gli affreschi che ornano l\u2019arco santo, riportati alla luce da recenti restauri: a sinistra una Madonna del Latte, al centro la<strong> scena dell\u2019Annunciazione<\/strong>, con l\u2019arcangelo Gabriele che regge un cartiglio con l\u2019incipit dell\u2019Ave Maria, e a destra un personaggio fino a poco tempo fa non identificato, vestito da soldato, con libro, spada e arme nobiliare, e, al posto della classica aureola, una cornice di raggi luminosi che gli avvolgono il capo (indizio rivelatore di una canonizzazione non ancora avvenuta al tempo dell&#8217;esecuzione dell&#8217;opera). <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/18\/55\/91\/18559111d39c62c3bee7a42ff7fb8306.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La Madonna del Latte, un po&#8217; sbiadita, ma ben riconoscibile<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Dopo attenti raffronti, lo storico dell\u2019arte Claudio Bertolotto (Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici del Piemonte) ha ritenuto di riconoscere nella misteriosa figura, datata al tardo Quattrocento, il <strong>beato Bernardo di Baden<\/strong>, patrono della citt\u00e0 di Moncalieri, il cui culto venne ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa solo nel 1769. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/9c\/e4\/56\/9ce456fb0e516a15f9bd1de0d51f109d.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;arcangelo Gabriele che regge il cartiglio con l&#8217;inizio dell&#8217;Ave Maria<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Figlio del <strong>margravio del Baden-Baden<\/strong>, antico Stato germanico, Bernardo, avviato dal padre alla vita militare (sotto la guida di Francesco Sforza partecip\u00f2 alla difesa di Milano dai Veneziani e nel 1477 s\u2019impegn\u00f2 nella campagna di liberazione dell\u2019Alsazia dalle bande di predoni che la infestavano), prefer\u00ec dedicarsi alla <strong>carriera diplomatica<\/strong>, in cui dimostr\u00f2 notevole capacit\u00e0, ponendosi al servizio dell\u2019imperatore Federico III che ne apprezzava la qualit\u00e0 di mediatore. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/9f\/c6\/22\/9fc622313ec9266f6fe891f4f93d1e57.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il beato Bernardo di Baden <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Animato da profonda fede cristiana, Bernardo venne incaricato dall\u2019imperatore di raccogliere fondi e cercare alleati per formare una lega di principi cristiani in <strong>funzione anti-ottomana<\/strong> all\u2019indomani della caduta di Costantinopoli in mano islamica (1453). Di rientro da Genova, dove s\u2019era recato per le difficili trattative volte a coinvolgere la flotta genovese e veneziana, si ferm\u00f2, contagiato dalla peste, nella <strong>citt\u00e0 piemontese di Moncalieri<\/strong>, dove mor\u00ec nel 1458, non prima di aver alimentato attorno a s\u00e9 l\u2019affetto e la devozione degli abitanti, colpiti dalla saldezza della sua fede e da una guarigione miracolosa avvenuta nel giorno stesso del suo funerale. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f4\/07\/06\/f40706a4f81593e7a64bc0f204620d60.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Moncalieri, vetrata dipinta con il beato Bernardo di Baden nella Collegiata di Santa Maria della Scala<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La crescente devozione popolare per Bernardo di Baden trov\u00f2 riscontro nella prima relazione sui miracoli del nobile germanico, redatta nel 1478 per volere di<strong> Jolanda di Valois<\/strong>, vedova del duca Amedeo IX di Savoia, oltre due secoli prima della sua proclamazione a patrono unico della citt\u00e0 di Moncalieri (1728) e dell\u2019autorizzazione al culto locale da parte della Chiesa (1769). Bisogner\u00e0 invece attendere il 2017 per il riconoscimento delle <strong>virt\u00f9 eroiche<\/strong> di Bernardo.  <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c9\/1f\/05\/c91f0594eecf7b359310e2b9b677ff79.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>San Bartolomeo e a destra San Giacomo Maggiore <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nell\u2019area absidale troviamo la <strong>teoria dei Dodici Apostoli<\/strong>, raffigurati nel catino, sovrastati dai simboli degli Evangelisti, rappresentati sulla volta, con al centro la figura di Dio Padre, delimitata dalla classica mandorla. <\/p>\n\n\n\n<p>I tratti stilistici degli affreschi presenti nell\u2019abside, improntati a una certa ruvida essenzialit\u00e0, eccezion fatta per la figura di San Pietro, dal sorriso bonario, e di San Giacomo Maggiore, che mostra un volto irsuto, da robusto lavoratore dei campi, ed \u00e8 colto nel gesto scherzoso di sollevare il cappello con la mano, quasi volesse salutare l\u2019osservatore, consentono di ricondurre il ciclo alla <strong>bottega di Giacomino d\u2019Ivrea<\/strong>, artista documentato in area canavesana, in valle d\u2019Aosta e in Savoia tra il 1426 e il 1469. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/9f\/20\/19\/9f20191b3c86e877c0984e58df08fced.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La figura di San Pietro, con il tratto popolaresco dei due dentini che spuntano<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Estraneo alle raffinatezze del gotico internazionale, splendidamente interpretato in Piemonte da Jacopo Jaquerio e dalla sua scuola, Giacomino, indirizzandosi agli strati pi\u00f9 popolari, utilizzava un <strong>linguaggio pittorico molto semplice<\/strong>, ingenuo, rapido, dai tratti a volte fiabeschi, poco amato dalla critica, ma assai ricercato dalla committenza di ambito rurale, che ne apprezzava il gusto per la narrazione, la facilit\u00e0 di comprensione per una fascia di pubblico meno colto e l\u2019estrema vivacit\u00e0 cromatica, la sua caratteristica forse pi\u00f9 interessante. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/63\/dd\/4a\/63dd4a0d51d8310b0280316d8a178dd7.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta di parte del catino absidale con i Dodici Apostoli<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Come annota lo studioso Carlo Naldi, nella <strong>sperimentazione dei colori<\/strong> Giacomino fu maestro, sia per esigenze pratiche di contenimento dei costi, sia per compensare la minore attenzione alle preziosit\u00e0 stilistiche proprie del gotico internazionale: analisi condotte su alcune delle sue opere hanno ad esempio rivelato l\u2019uso della pregiata grafite per il nero, al posto del pi\u00f9 comune e a buon mercato nero di carbone, o l\u2019impiego del raro <strong>giallo egiziano<\/strong>, tendente al camoscio, documentato a Venezia, dov\u2019era usato nell\u2019industria vetraria. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/03\/44\/59\/034459f5033adf37202bb9827370095a.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Le pitture realizzate sull\u2019arco santo rivelano invece un\u2019impronta diversa, pi\u00f9 attenta ai dettagli, rivelante influssi di <strong>derivazione fiamminga<\/strong>, come emerge dalla delicatezza di tratti della figura della Vergine, nella scena dell\u2019Annunciazione, inserita uno scenario architettonico in prospettiva. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Paolo Barosso <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Fonti bibliografiche e siti internet:<\/p>\n\n\n\n<p>C. Bertolotto,&nbsp;<em>Pievi in Valchiusella: Cappella di Santa Maria di Vespiolla<\/em>, in&nbsp;<em>FAI. Guida ai beni aperti in Piemonte<\/em>, 2009<\/p>\n\n\n\n<p>C. Naldi, <em>L&#8217;attivit\u00e0 pittorica di Giacomino d&#8217;Ivrea in Canavese e Valle d&#8217;Aosta all&#8217;inizio del &#8216;400<\/em>, 2015<\/p>\n\n\n\n<p>A. Settia,&nbsp;<em>L\u2019alto medioevo<\/em>, in&nbsp;<em>Storia\ndella Chiesa di Ivrea dalle origini al XV secolo<\/em>, a cura di G. Cracco, Roma\n1998<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittaecattedrali.it\">www.cittaecattedrali.it<\/a>\n<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.percorsiartestoriafede.it\">www.percorsiartestoriafede.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo e foto di Paolo Barosso Nel territorio comunale di Baldissero Canavese, lungo la strada che conduce ai borghi di Campo e Muriaglio,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5225,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,730,2321,495,14,27],"tags":[2391,3050,1549,76,3051,1912,133,543,3054,30,3052,73,3053,3049],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5224"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5224"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5224\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5233,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5224\/revisions\/5233"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5225"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5224"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5224"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5224"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}