{"id":5378,"date":"2022-07-20T09:45:00","date_gmt":"2022-07-20T09:45:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5378"},"modified":"2022-07-22T16:21:59","modified_gmt":"2022-07-22T16:21:59","slug":"rinasce-il-castello-di-proh-antico-luogo-di-delizie-immerso-nella-campagna-novarese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5378","title":{"rendered":"Il castello di Proh, antico \u201cluogo di delizie\u201d immerso nella campagna novarese"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso<\/p>\n\n\n\n<p>Immerso nella quiete delle campagne novaresi, ai piedi d\u2019un rilievo morenico fitto di boschi, sorge il <strong>castello di Proh<\/strong>, che trae l\u2019innegabile fascino sia dalla posizione isolata, sia dall\u2019impronta quasi fiabesca della costruzione, con caratteristiche tali da richiamare il Medioevo idealizzato dei romantici. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/2a\/91\/05\/2a9105f15005f55ce651528de6554126.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La localit\u00e0 di Proh, oggi frazione del comune di Briona, ma menzionata in un documento del 949 come \u201ccaput plebis\u201d, rivestiva nell\u2019alto Medioevo una certa importanza, come attesta la <strong>fondazione d\u2019una pieve<\/strong>, di cui oggi rimane solo la memoria, dedicata a san Zenone, da cui dipendeva un\u2019area vasta, che si estendeva da Briona e Castellazzo Novarese fino a Sillavengo.<\/p>\n\n\n\n<p>In base alle informazioni che abbiamo rintracciato, la chiesa era situata sulla collinetta boscosa che sovrasta l\u2019attuale castello quattrocentesco e che costituisce morfologicamente l\u2019ultima appendice del <strong>cordone morenico<\/strong> discendente dall\u2019imboccatura della Valsesia e digradante verso l\u2019alta pianura. Questa collina morenica, \u201cche comincia a Proh e va fino a Romagnano\u201d, era anticamente identificata con il nome di \u201cMonte Regio\u201d e vi era prescritto, in tempi di minor rigore climatico, piantare gli ulivi (C. Bescap\u00e8).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ed\/db\/ea\/eddbeae6e02594fdc98a04f26f7d67a6.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il territorio in cui si trova\nProh, per la collocazione strategica, era attraversato da una rete di vie di\ncomunicazione che collegavano Novara e Vercelli con la Valsesia: tra queste\nassumeva un particolare rilievo la cosiddetta \u201c<strong>strada biandrina<\/strong>\u201d,\npercorso tracciato per connettere la localit\u00e0 di Biandrate all\u2019area valsesiana\npassando per i possedimenti dei potenti conti di Biandrate. <\/p>\n\n\n\n<p>Proprio i <strong>conti di Biandrate<\/strong>, discendenti dai conti di Pombia (ma secondo altri dal marchese di Torino Arduino III detto il Glabro) e signori di un ampio territorio comprendente inizialmente le diocesi di Novara e in parte Vercelli (con possedimenti anche in Valsesia, Canavese, Chierese, Vallese svizzero), furono investiti nel 1140 del feudo di Proh per concessione dell\u2019imperatore Corrado III di Svevia. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/24\/5d\/6e\/245d6e4e79b39dd2de70d1d89d83cb20.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Fu questa potente famiglia comitale, per molto tempo in competizione con i comuni di Vercelli e Novara per la supremazia territoriale, a prendere l\u2019iniziativa per la costruzione del presidio fortificato, noto come \u201c<strong>Castellaccio<\/strong>\u201d, che fungeva da postazione di controllo lungo la strada da Novara alla Valsesia e di cui si osservano oggi le scarne vestigia in cima all\u2019altura, in particolare i resti della torre (IX secolo) e della cinta muraria.<\/p>\n\n\n\n<p>A poca distanza dai ruderi si trova ancora, quale testimonianza di questo insediamento medievale legato ai Biandrate, l\u2019antichissima <strong>chiesa castrense di San Silvestro<\/strong>, che ha per\u00f2 smarrito nei secoli, per interventi successivi e manomissioni, l\u2019originario impianto proto-romanico.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/87\/9c\/4b\/879c4b361d05a2c48282d6e13fcb975a.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il vecchio castello dei conti di\nBiandrate fu coinvolto nelle feroci lotte che contrapposero nella seconda met\u00e0\ndel Trecento i milanesi Visconti ai <strong>marchesi Paleologi del Monferrato<\/strong>.\nAl soldo di questi ultimi, come spesso accadeva a quei tempi, v\u2019era un capitano\ndi ventura tedesco, il famigerato <strong>Albert Stertz<\/strong>, fondatore della\n\u201cCompagnia Bianca\u201d, formata in prevalenza da mercenari inglesi, che impervers\u00f2\nper molto tempo nelle contrade tra Vercellese e Novarese fino a che non venne\ningaggiata per prestare i propri servizi nel Pisano, trasferendosi quindi in\nToscana. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/5a\/da\/28\/5ada28e6bf9849a1bcc31032dc8f84aa.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ridotto a rovina l\u2019antico Castellaccio (la tecnica adottata da Galeazzo Visconti contro lo Stertz consisteva nel distruggere castelli e borghi per non lasciare punti di appoggio ai mercenari), comparve sulla scena <strong>Francesco Sforza<\/strong>, signore di Milano dal 1450 al 1466, ma prima condottiero di ventura, che volle rafforzare il confine occidentale del Ducato, facendosi promotore della costruzione di numerose fortificazioni nell\u2019area del Novarese, al tempo non ancora inserita nei domini sabaudi e soggetta al rischio di attacchi armati. <\/p>\n\n\n\n<p>Presero cos\u00ec forma i castelli quattrocenteschi dell\u2019area novarese, in parte riconducibili alla tipologia della \u201c<strong>rocchetta<\/strong>\u201d, come Castellazzo e Vicolungo, e in parte ispirati al classico modello del castello visconteo-sforzesco di pianura, oppure derivanti da una combinazione dei due. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e0\/d8\/5d\/e0d85dff2231826da02538f64beae637.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Al secondo schema edilizio\nappartiene il <strong>castello di Proh<\/strong>, che presenta tratti architettonici ben\nriconoscibili capaci di contraddistinguere le fortificazioni novaresi del\nQuattrocento, tutte dotate per l\u2019intero perimetro della costruzione ( o quasi)\ndi <strong>apparato a sporgere<\/strong> con forte aggetto, segnato dal motivo ornamentale\nricorrente a \u201cdenti di sega\u201d e dalla caratteristica sequenza di caditoie e\nbeccatelli di particolare profondit\u00e0 (alla novarese), realizzati generalmente\nin laterizio (con eccezioni, come Vergano e Galliate).<\/p>\n\n\n\n<p>Pur mostrando l\u2019impronta tipica della fortezza, con funzioni militari, \u00e8 singolare che il castello quattrocentesco di Proh, quello che oggi ammiriamo nel suo splendido isolamento campestre, non abbia mai fronteggiato assalti n\u00e9 sia mai stato coinvolto in alcun <strong>fatto d\u2019arme<\/strong>, a differenza del \u201cCastellaccio\u201d dei conti di Biandrate, oggi ridotto a rovina. <\/p>\n\n\n\n<p>Flavio Conti, studioso di castellologia piemontese, nel suo imponente lavoro di schedatura raccolto nella trilogia \u201c<strong>Castelli del Piemonte<\/strong>\u201d (1975), riporta l\u2019idea, suffragata dal testo d\u2019una lapide murata presso l\u2019ingresso, che il castello di Proh sia stato immaginato dallo Sforza pi\u00f9 come \u201cluogo di delizie\u201d, di riposo e di svago, che come presidio militare, anche tenendo conto della presenza in un breve raggio di chilometri di altre fortezze ben munite per la difesa, quali Briona, Barengo, Castellazzo, che avrebbero reso poco utile l\u2019edificazione in loco di un altro sito fortificato. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b5\/c9\/9f\/b5c99f759e5c101a6f37cd9993da47a1.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Dopo la parentesi ducale, il castello pass\u00f2 ai Tornielli, signori di Briona, poi a fine Cinquecento ai Caccia e dal 1672 ai <strong>novaresi Cattaneo<\/strong>, che ottennero di l\u00ec a poco il titolo comitale (nell\u2019elenco dei castelli del Piemonte stilato dal Sesia nel 1970 l\u2019edificio si trova infatti menzionato come \u201ccastello Cattaneo\u201d, anche se con un\u2019indicazione cronologica discutibile). <\/p>\n\n\n\n<p>Il maniero di Proh conobbe poi fra Ottocento e Novecento diversi passaggi di propriet\u00e0 e di destinazione d\u2019uso, fino al recente accordo raggiunto tra gli attuali proprietari e la <strong>Fondazione UniversiC\u00e0<\/strong>, importante realt\u00e0 culturale dell\u2019alto Piemonte che si occupa di gestire siti d\u2019interesse storico, architettonico e ambientale rendendoli fruibili al pubblico e valorizzandoli tramite l\u2019allestimento di percorsi multimediali e la proposta di eventi tematici e visite guidate. &nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/67\/d4\/11\/67d4114863fde0d22b40ddc6551c6fbf.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Oggetto dell\u2019accordo, siglato nel 2020 e in fase di attuazione, non \u00e8 solo il castello di Proh, ma anche l\u2019<strong>ampia area tenuta a bosco<\/strong>, circa 8 ettari, che si estende alle spalle del fabbricato e che verr\u00e0 risistemata con percorsi di valorizzazione botanica, impreziositi da esperienze sensoriali e contributi multimediali. La realizzazione del progetto porter\u00e0 importanti benefici anche per l\u2019area agricola circostante, caratterizzata da pregiate <strong>produzioni di riso<\/strong> e, per la fascia collinare, di vino (da uve Nebbiolo, Barbera, Croatina, Bonarda Novarese, Erbaluce) nonch\u00e9, in tempi recenti, dalla coltivazione dei mirtilli e dalla pratica della elicicoltura. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Ringraziamo la <strong>Fondazione UniversiC\u00e0<\/strong> per la concessione del materiale fotografico.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per maggiori informazioni sul progetto, consultare il sito internet <a href=\"https:\/\/www.universica.it\/castello-di-proh\/\">www.universica.it\/castello-di-proh\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Paolo Barosso&nbsp; <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso Immerso nella quiete delle campagne novaresi, ai piedi d\u2019un rilievo morenico fitto di boschi, sorge il castello di Proh, che&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5379,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16,26,25,2321,495,7,6,14,27],"tags":[3131,1980,3130,3111,2899,3133,49,418,30,3129,35,504,3132,3134,55,61],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5378"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5378"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5378\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6091,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5378\/revisions\/6091"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5379"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5378"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5378"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5378"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}