{"id":5383,"date":"2021-05-08T07:47:15","date_gmt":"2021-05-08T07:47:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5383"},"modified":"2021-05-08T07:48:08","modified_gmt":"2021-05-08T07:48:08","slug":"la-chiesa-di-santa-chiara-capolavoro-del-vittone-nel-cuore-del-quadrilatero-torinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5383","title":{"rendered":"La chiesa di santa Chiara, capolavoro del Vittone nel cuore del Quadrilatero torinese"},"content":{"rendered":"\n<p>di Redazione<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>chiesa di Santa Chiara&nbsp;<\/strong>\u00e8 considerata uno degli spazi pi\u00f9 affascinanti del Settecento torinese, anche se non possiede la grandiosit\u00e0 e la veste monumentale delle chiese juvarriane. Si presenta infatti al fedele o al visitatore come un piccolo edificio, realizzato tra il 1742 ed il 1745 dall\u2019architetto <strong>Bernardo Antonio Vittone<\/strong>, che rispondeva perfettamente alla funzione di chiesa del convento femminile di clausura delle Clarisse. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/18\/dd\/ed\/18dded18578e7d49473664955eec0277.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019edificio non aveva la necessit\u00e0 di essere particolarmente grande, poich\u00e9 non doveva accogliere le folle delle chiese parrocchiali ma un <strong>pubblico pi\u00f9 ristretto<\/strong>, legato per motivi devozionali a santa Chiara o per motivi familiari alle monache del convento.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/fb\/3f\/8b\/fb3f8badda654eb44de6ecdb8ae63af1.png\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Si trattava per\u00f2 di uno spazio non semplice da progettare, perch\u00e9 collocato in un angolo della citt\u00e0 piuttosto buio e con strade molto strette. La soluzione adottata dall\u2019architetto Vittone fu quella di realizzare un <strong>edificio molto snello<\/strong> e alto, con proporzioni quasi gotiche, per riuscire a captare la luce dalla cupola, quasi sospesa su alcuni piloni, facendola entrare attraverso grandi finestre e colare come fosse un fluido fino a terra.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/20\/0b\/d6\/200bd621dcff9063171c1d4d2a9ceeb4.png\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>A questa chiesa esteriore aperta ai fedeli e alla citt\u00e0, si aggiunge, alle spalle dell\u2019altare principale, uno spazio normalmente chiamato coro, ma pi\u00f9 propriamente <strong>chiesa interiore<\/strong>, dove le monache passavano parte delle loro giornate: uno spazio per la quotidianit\u00e0 del convento, che oggi, in seguito all\u2019abbandono delle Clarisse e al successivo insediamento di ordini religiosi non pi\u00f9 di clausura, non \u00e8 pi\u00f9 consacrato.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/87\/65\/66\/87656681989cb3b4090b4b8883858541.png\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p> Alla chiesa esteriore e a quella interiore si aggiunge un terzo spazio, forse quello pi\u00f9 inatteso, ovvero un <strong>deambulatorio <\/strong>che corre intorno alla chiesa, all&#8217;altezza dell&#8217;imposta della cupola: un luogo luminosissimo, in grado di accogliere la luce per portarla all\u2019interno dell\u2019aula principale e accessibile alle monache che, pur non potendo entrare in chiesa, potevano affacciarsi dall\u2019alto.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/80\/b4\/d1\/80b4d11bc75462ac300c892dc0bd3e05.png\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>I restauri appena conclusi e articolati in pi\u00f9 lotti sono stati sostenuti dalla <strong>Fondazione Compagnia di San Paolo<\/strong>, che ha inserito la chiesa di Santa Chiara nell\u2019ampio <strong>progetto Edifici Sacri<\/strong>: un percorso di scoperta e meraviglia che si snoda tra le vie del centro storico torinese, tra i capolavori dell\u2019arte e dell\u2019architettura sacra.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/37\/0a\/a0\/370aa0d1b7982a34578b6ca28ec5f6b3.png\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nel caso di Santa Chiara, i restauri hanno rivelato, se pur con qualche fenomeno di degrado, un edificio <strong>straordinariamente in buone condizioni<\/strong>. Scampata ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, al di sotto delle ridipinture otto-novecentesche la chiesa ha conservato ancora le finiture del Settecento: colori molto chiari a marmorino nelle parti in stucco e la tinta grigio-blu incorporata nell&#8217;ultimo strato di intonaco. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/20\/0b\/d6\/200bd621dcff9063171c1d4d2a9ceeb4.png\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Si rivela cos\u00ec oggi l&#8217;aspetto originario della chiesa con alcune integrazioni dell&#8217;Ottocento come le dorature, o dei primi del Novecento come gli altari, sostituiti e realizzati <em>ex novo<\/em> dopo la <strong>riconsacrazione<\/strong> dell\u2019edificio.<br><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/29\/a5\/35\/29a53507baa0c937086bce774da1fe71.png\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La riconsacrazione \u00e8 avvenuta negli anni \u201830 nel Novecento quando \u00e8 stata acquistata dalla Congregazione della <strong>Piccole serve del Sacro Cuore di Ges\u00f9<\/strong>, che ne \u00e8 tuttora in possesso.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Si ringrazia per la concessione del materiale documentaristico e fotografico l&#8217;ufficio stampa della Citt\u00e0 Metropolitana di Torino<\/em> <em>e lo&nbsp;storico dell\u2019architettura&nbsp;<strong>Edoardo Piccoli<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Redazione La chiesa di Santa Chiara&nbsp;\u00e8 considerata uno degli spazi pi\u00f9 affascinanti del Settecento torinese, anche se non possiede la grandiosit\u00e0 e&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5385,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,730,495,14,284],"tags":[474,3135,3137,30,3136,3053,2043,2037,29,2896],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5383"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5383"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5383\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5387,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5383\/revisions\/5387"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5385"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5383"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5383"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5383"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}