{"id":5397,"date":"2021-05-18T12:58:42","date_gmt":"2021-05-18T12:58:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5397"},"modified":"2021-05-18T13:02:06","modified_gmt":"2021-05-18T13:02:06","slug":"boves-il-santuario-della-madonna-dei-boschi-e-gli-echi-michelangioleschi-del-giudizio-universale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5397","title":{"rendered":"Boves, il santuario della Madonna dei Boschi e gli echi michelangioleschi del Giudizio Universale"},"content":{"rendered":"\n<p>Testo e foto di Paolo Barosso <\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>santuario della Madonna dei\nBoschi<\/strong> si trova ai margini dell\u2019abitato di Boves nel Cuneese, alle pendici\ndei primi rilievi montuosi, ed \u00e8 conosciuto per il vasto ciclo pittorico che\nriveste quasi interamente le superfici interne e che venne realizzato da\nartisti diversi, in parte rimasti ignoti, nel corso di pi\u00f9 secoli, dal\nQuattrocento al Settecento. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ec\/a1\/61\/eca16106461e50774a1faf23e3bfae77.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta dell&#8217;esterno<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La chiesa, menzionata per la prima volta in un documento redatto nel 1261, che disponeva un lascito testamentario in favore di vari edifici di culto della zona, tra cui \u201cl\u2019opera di santa Maria dei Boschi\u201d, viene per\u00f2 fatta risalire a un\u2019epoca precedente, come risulta dall\u2019esito dei lavori di indagine e di scavo che da un lato hanno riportato alla luce la base di <strong>un\u2019abside di impianto romanico<\/strong> e dall\u2019altro lato hanno evidenziato la presenza, nel luogo dove oggi sorge il santuario, di fondazioni murarie riferibili a una costruzione molto pi\u00f9 antica, a pianta rettangolare e con pi\u00f9 ambienti. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b7\/ea\/ba\/b7eaba50e6ccc9dce72bb8d9e35dc652.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La destinazione d\u2019uso di tale edificio potrebbe spiegarsi con la celebrazione di pratiche rituali legate a una sorgente che sgorga nei paraggi, oggi nota con l\u2019appellativo di fontana \u201cdella Madonna\u201d, e, come suggerisce il nome, ritenuta <em>ab immemorabili<\/em> depositaria di <strong>propriet\u00e0 miracolose<\/strong> e taumaturgiche. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/85\/66\/8f\/85668f2a978cf1a555e1bb7ce8811014.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Storie della Vergine e dell&#8217;infanzia di Ges\u00f9 &#8211; La circoncisione<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019ipotesi potrebbe trovare un riscontro nella consuetudine, ancora documentata nel Cinquecento e in cui \u00e8 possibile vedere la sopravvivenza di usanze pagane frammiste a elementi di Cristianesimo, di portare in loco i bambini morti senza battesimo, che venivano posti a contatto con la<strong> <\/strong>fonte confidando nella <strong>potenza purificatrice<\/strong> e spiritualmente rigenerante dell\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/91\/b9\/bf\/91b9bff1efa7eb91e88982a317aa41da.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Storie della Vergine e dell&#8217;Infanzia di Ges\u00f9 &#8211; Il Natale di Ges\u00f9<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il nome d\u2019origine medievale di \u201cSanta Maria del Bosco\u201d, poi mutato nell\u2019odierno Madonna dei Boschi, richiama l\u2019esistenza di una <strong>vasta area boschiva<\/strong> che in origine doveva estendersi non soltanto sui fianchi delle montagne attorno all\u2019edificio, ma anche nei dintorni del luogo di culto, lungo le sponde del torrente Colla. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/08\/72\/60\/087260b46c4a77c1a632bc178509fe68.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Storia della Vergine e dell&#8217;Infanzia di Ges\u00f9 &#8211; Da sinistra Maria al Tempio e Maria presentata al Tempio<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019importanza della cappella come luogo di sosta derivava dalla sua localizzazione nei pressi del guado che consentiva l\u2019attraversamento del corso d\u2019acqua, ma i dissodamenti eseguiti a partire dal Trecento, convertendo i terreni circostanti da bosco a pascoli e coltivi, fecero s\u00ec che la cappella divenisse <strong>punto di riferimento<\/strong> per i contadini del posto e, in seguito, meta processionale per le <strong>Confraternite locali<\/strong>, con la sua promozione al rango di \u201csantuario\u201d mariano. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/bd\/d2\/f5\/bdd2f5f0c67fbb2bf5704e723c2074f6.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Storie della Vergine e dell&#8217;Infanzia di Ges\u00f9 &#8211; Adorazione dei Magi<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La vocazione santuariale\ndell\u2019edificio, punto di ritrovo delle Confraternite, venne rafforzata dal voto\ndella comunit\u00e0 di Boves che, in occasione della <strong>peste del 1630<\/strong>, si\nvincol\u00f2 a recarsi in pellegrinaggio alla chiesa ogni anno il 5 agosto, giorno\ndedicato alla Madonna della Neve. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/8f\/3c\/cc\/8f3cccb56b769fc8e935039e102d0d92.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Storie della Vergine e dell&#8217;Infanzia di Ges\u00f9 &#8211; Fuga in Egitto <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Esaminando il complesso dal punto di vista artistico, ci\u00f2 che suscita sorpresa nel visitatore, indotto a un sentimento di meraviglia dal raffronto della ricchezza decorativa interna con la semplicit\u00e0 della struttura esterna, \u00e8 il vasto <strong>ciclo pittorico<\/strong> che rivela, nei temi trattati, il variare del clima religioso a seconda delle epoche in cui gli affreschi vennero realizzati. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/0a\/76\/9a\/0a769a7fa00d72f8590b2f4828e28641.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Storie della Vergine e dell&#8217;Infanzia di Ges\u00f9 &#8211; Maria ed Elisabetta <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Le pareti del tratto pi\u00f9 antico della navata centrale ospitano le <strong>Storie della Vergine e dell\u2019Infanzia di Ges\u00f9<\/strong>, articolate in dodici scene, tratte dai Vangeli di Luca e Matteo e, in parte, da scritti apocrifi, in particolare il Proto-vangelo di Giacomo (si nota per\u00f2 l\u2019assenza di due episodi importanti, normalmente presenti in cicli di questo tipo, lo Sposalizio di Giuseppe e Maria e l\u2019Annunciazione, raffigurata abitualmente sull\u2019arco trionfale o sull\u2019altare). La sequenza venne eseguita tra il 1470 e&nbsp; il 1480, probabilmente da maestranze locali, non esenti da influssi dei maestri del <strong>gotico internazionale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b5\/41\/36\/b541362660fb1985988b184d51065489.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Passione di Ges\u00f9 &#8211; Crocifissione<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Risalgono invece alla seconda\nmet\u00e0 del Cinquecento, quando la navata della chiesa venne ampliata nel lato\noccidentale, gli affreschi visibili sulla volta a botte lunettata ed estesi\nsulle pareti della parte nuova dell\u2019edificio. Il tema proposto \u00e8 quello della <strong>Passione\ndi Ges\u00f9<\/strong>, sviluppato in otto scene contenute nelle lunette sovrastanti gli\naffreschi quattrocenteschi, e il <strong>Giudizio Universale<\/strong>, che mostra\nfrequenti e precise citazioni del capolavoro del Michelangelo nella Cappella\nSistina (1536-1541), scaturite forse da un viaggio formativo a Roma dell\u2019artista\nesecutore dell\u2019opera. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/44\/d7\/d0\/44d7d0279e9804210d3c24c63eee44da.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La grande scena del Giudizio Universale <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La figura maestosa del <strong>Cristo Giudice<\/strong> campeggia al centro della volta, mentre sulle pareti sud e nord troviamo rispettivamente la raffigurazione dei Condannati all\u2019inferno, con le scene del Mondo che brucia, del traghettamento di Caronte, della Catena dei Vizi e delle anime dannate inghiottite nelle fauci del Leviatano, rappresentazione della Bocca dell\u2019inferno, e quella riferita alla Resurrezione, con l&#8217;Uscita dai sepolcri, la Salita al Cielo e i Santi che intercedono per le anime. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/2a\/c8\/44\/2ac8445ace5d6baf550940d2b2b8172f.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il Cristo Giudice <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il ciclo cinquecentesco \u00e8\nattribuito al \u201c<strong>Maestro di Cigli\u00e8<\/strong>\u201d, interprete di quella pittura\nmanierista che guardava agli insegnamenti di Raffaello e Michelangelo. Rimasto\nanonimo, l\u2019artista deve l\u2019appellativo con cui \u00e8 oggi conosciuto all\u2019importante\nciclo pittorico conservato nella chiesa di San Dalmazzo, ai piedi del paese di\nCigli\u00e8, eseguito nel 1573 (in base alla data leggibile nell\u2019abside), con l\u2019Annunciazione\ne la Passione di Cristo come temi principali. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e5\/1e\/cf\/e51ecf6ea40f5faf6adabad9a2010111.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La Bocca dell&#8217;inferno<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Per concludere la breve visita al patrimonio pittorico del santuario, si accede all\u2019estremit\u00e0 orientale della navata, aggiunta nella seconda met\u00e0 del Seicento per far fronte al <strong>crescente afflusso di fedeli<\/strong>, con l\u2019allestimento del nuovo altare in un ambiente pi\u00f9 spazioso. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/47\/25\/50\/472550fa2dbccf04e1022cb56a7de90b.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L&#8217;ampliamento della chiesa offr\u00ec l\u2019occasione, tra Seicento e Settecento, per la realizzazione di una serie di affreschi incentrati sui temi delle Virt\u00f9 e della <strong>Glorificazione della Vergine,<\/strong> che completarono lo straordinario repertorio iconografico conservato nel santuario della Madonna dei Boschi, testimonianza visiva d&#8217;un sentimento religioso custoditosi attraverso i secoli per giungere fino a noi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d3\/2e\/ac\/d32eac7c7b49b338af007f412aa100b9.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;incoronazione di Maria<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>Note bibliografiche<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>M. Ristorto, <em>il Santuario della Madonna dei Boschi in Boves<\/em>, Cuneo, 1975<\/p>\n\n\n\n<p>Aa.Vv., <em>il Santuario della Madonna dei Boschi di Boves<\/em>, Cuneo, 2004 <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo e foto di Paolo Barosso Il santuario della Madonna dei Boschi si trova ai margini dell\u2019abitato di Boves nel Cuneese, alle pendici&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5402,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,26,730,2321,495,27,241],"tags":[3160,3164,3162,701,1762,3170,634,3166,1763,3159,3161,375,3165,3163,30,3168,256],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5397"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5397"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5397\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5403,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5397\/revisions\/5403"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5402"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5397"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5397"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5397"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}