{"id":5420,"date":"2023-06-05T15:45:00","date_gmt":"2023-06-05T15:45:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5420"},"modified":"2023-06-06T16:26:44","modified_gmt":"2023-06-06T16:26:44","slug":"itinerari-ossolani-domodossola-lantica-capitale-dei-leponzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5420","title":{"rendered":"Piemonte in video: Domodossola, l\u2019antica capitale dei Leponzi"},"content":{"rendered":"\n<p>Testo e foto di Paolo Barosso <\/p>\n\n\n\n<p>Situata su un piano alluvionale alla destra del fiume Toce, la citt\u00e0 di Domodossola si trova menzionata per la prima volta in uno scritto del geografo, astronomo e matematico<strong> Claudio Tolomeo<\/strong> (II sec. d.C.), che la designa come \u201ccapitale dei Leponzi\u201d (da cui Alpi Lepontine), chiamandola \u201cOskella Lepontion\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/aWNZmvIxyG8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>\n\nDivenuta in epoca romana \u201cOscela\u201d o \u201c<strong>Oscella Lepontiorum<\/strong>\u201d (Oscella dei Leponzi, popolazione locale pre-romana, mescolata all\u2019elemento celtico), la localit\u00e0 viene citata nelle fonti alto-medievali come \u201cOxilla\u201d.\n\n<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/91\/59\/18\/9159185c425228d515185be9c0ce0244.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Scorcio di piazza Mercato, cuore dell&#8217;antica Domodossola<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In seguito acquis\u00ec la denominazione di \u201cDomus Oxile\u201d (da cui, per passaggi successivi, l\u2019odierna titolatura di Domodossola), toponimo che richiama l\u2019esistenza di una <strong>chiesa plebana<\/strong> (\u201cDomus Dei\u201d, nel senso di \u201cCasa di Dio\u201d), la prima e la pi\u00f9 importante dell\u2019Ossola, divenuta con il tempo Collegiata, retta da un collegio di canonici dipendenti dai <strong>vescovi di Novara<\/strong>, che fin dall\u2019XI secolo avevano ottenuto l\u2019egemonia sul territorio ossolano. &nbsp;&nbsp;   &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/81\/12\/67\/811267105cb704debf35ef6e1c267e16.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Caratteristico edificio con porticato e loggiati<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La rilevanza dell\u2019antica Domodossola, sia in epoca celtico-romana, sia nel periodo medievale, derivava dalla collocazione dell\u2019abitato lungo la direttrice che collega l\u2019alto Novarese e la valle dell\u2019Ossola al <strong>Vallese svizzero<\/strong> attraverso il valico alpino del Sempione, considerato il punto di congiunzione tra le Alpi Pennine e Lepontine. <\/p>\n\n\n\n<p>Divenuta parte, dal principio del X secolo, del &#8220;comitatulus Oxulensis&#8221; o &#8220;Oxulae&#8221;, la localit\u00e0 venne attratta nell&#8217;area di influenza dei <strong>vescovi di Novara<\/strong>, che dalla fine dell&#8217;XI secolo vi esercitarono la loro influenza. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/5a\/f3\/11\/5af3114b39946735ad8c872f062c0246.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ambita per la posizione geografica, la citt\u00e0 pass\u00f2 sotto il dominio visconteo (1381) e fu in seguito a lungo contesa tra le forze in gioco per la supremazia sul territorio, i Visconti, i Vallesani svizzeri e i Savoia (nel 1412 <strong>Amedeo VIII<\/strong>, al tempo ancora conte di Savoia, riusc\u00ec ad ottenere la dedizione delle comunit\u00e0 dell\u2019Ossola, strappandole per qualche anno all\u2019influenza vallesana). <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/40\/72\/12\/4072120eef7dc9431d41e1e7168cc471.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nel 1559, con il trattato di Cateau-Cambr\u00e9sis, Domodossola e il suo territorio vennero assegnati al ducato di Milano e quindi sottoposti alla dominazione spagnola, per poi venire definitivamente integrati negli Stati di Savoia con il <strong>trattato di Worms<\/strong> (1743), confermato dalla Pace di Aquisgrana (1748), a suggello della guerra di successione austriaca. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ef\/7f\/54\/ef7f54a3a77ba8f6f2262237b2c30227.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Cuore pulsante di Domodossola \u00e8 la <strong>scenografica piazza Mercato, c<\/strong>he appare armoniosa ed elegante pur nella disposizione asimmetrica degli edifici, contornata da porticati quattrocenteschi e da case padronali risalenti nell\u2019aspetto attuale al XV -XVI secolo. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ce\/ca\/86\/ceca86ed7660d0ab024df021e54e8b1e.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Privata del Palazzo Comunale, che occupava il centro della piazza, demolito nel 1805 per far spazio alla strada napoleonica del Sempione, la piazza si trova a ridosso dello storico quartiere chiamato <strong>La Motta<\/strong>, che vanta tra i suoi luoghi pi\u00f9 suggestivi la piazza Fontana, ornata da una fontana con vasca ottagonale e un piccolo obelisco installati alla met\u00e0 dell\u2019Ottocento, e la via Carina, caratterizzata da abitazioni con balconate lignee in stile tradizionale montano, che rivelano influenze dell\u2019<strong>architettura Walser<\/strong> presente in alcune valli ossolane. Suggestiva \u00e8 anche la raccolta piazza Chiossi, dirimpetto a palazzo Silva, ornata al centro da un alto pilone in precedenza collocato nel cimitero, dietro la Madonna della Neve.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/26\/02\/81\/2602814862aa92235b1fc9fd14784a4e.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Abitazioni con balconate lignee<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tra le testimonianze architettoniche e storico-artistiche che impreziosiscono il centro di Domodossola, valorizzato da recenti interventi di ripavimentazione stradale e riqualificazione degli edifici, risalta per bellezza e prestigio il <strong>Palazzo Silva<\/strong>, considerato una delle migliori realizzazioni dell\u2019architettura rinascimentale in Piemonte, dimora fin dal Trecento della facoltosa famiglia dei Silva di Crevoladossola, che la abit\u00f2 fino al Settecento inoltrato, con la morte dell&#8217;ultimo discendente. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/33\/b4\/80\/33b480b7c5fcaa34b26288813184bf88.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Dettaglio di palazzo Silva <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Oggi l&#8217;edificio \u00e8 sede della <strong>Fondazione Galletti<\/strong> (creata con i lasciti di Gian Giacomo Galletti), che ha riprodotto all\u2019interno gli ambienti di una casa nobile ossolana del Seicento, con raccolte di cimeli e oggetti d\u2019arte.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/34\/9a\/b6\/349ab698b8cde289502f238a7d660da0.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La chiesa pi\u00f9 importante di Domodossola, che venne definita &#8220;civitas&#8221; dall&#8217;Anonimo Ravennate in un suo scritto del VII secolo malgrado non fosse sede vescovile (il termine &#8220;civitas&#8221; nelle fonti medievali era riservato ai centri urbani dove risiedeva un vescovo), \u00e8 la <strong>Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/a1\/ae\/60\/a1ae604aacdae0325f4f036ba5de17b6.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Con la sua elegante e severa facciata, la Collegiata appare come il rifacimento di fine Settecento di una <strong>chiesa pi\u00f9 antica<\/strong>, eretta nel XV secolo, di cui sopravvive il portale, incorniciato dall\u2019elegante protiro aggiunto a met\u00e0 Seicento. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/96\/49\/e5\/9649e5ec49a9d323cfdd0e1075f088cb.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Altro edificio di rilievo \u00e8 il <strong>palazzo San Francesco<\/strong>, sito alle spalle del Palazzo di Citt\u00e0, che deve la denominazione al fatto d&#8217;essere stato costruito sulle vestigia tardo duecentesche della preesistente chiesa di San Francesco, in parte ancora visibili (colonne originali, capitelli, volte a crociera delle navatelle, affreschi). <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/05\/89\/9e\/05899e53986eaa84bd901f11c7ad82b0.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Palazzo San Francesco: una delle sale interne con i capitelli dell&#8217;antica chiesa e i lacerti di affreschi &#8211; foto di Mauro Pollastro<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Le sale interne dell&#8217;edificio ospitano le collezioni dei Musei Civici &#8220;Gian Giacomo Galletti&#8221;<strong>,&nbsp;<\/strong>di recente riaperti al pubblico. Il percorso museale si articola su tre livelli espotivi, che intendono tracciare una geografia del <strong>collezionismo ossolano<\/strong>: oltre al pian terreno, dedicato a mostre temporanee, si visita il primo piano, con il Museo di Scienze Naturali, e il secondo piano, in cui trovano spazio la Pinacoteca, la sezione Archeologica, le collezioni di Arte Sacra e una selezione di disegni realizzati tra fine Cinquecento e Novecento.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d3\/7a\/3c\/d37a3c741bbc2fa5db5e2be4fc11a2c8.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta di piazza Chiossi <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Fuori dal centro abitato, lungo il sentiero che conduceva dalla citt\u00e0 al castello, di cui oggi rimangono pochi resti in cima al colle di Mattarella, venne tracciata dalla met\u00e0 del Seicento, per iniziativa della locale comunit\u00e0 di frati Cappuccini, la cosiddetta <strong>Via Regia<\/strong>, strada ad uso processionale costeggiata da una sequenza di cappelle (dodici esterne, cui se ne aggiunsero tre interne al Santuario) con la rappresentazione plastica dei Misteri o Stazioni della Via Crucis. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/77\/c2\/22\/77c22212762115309184fad1a2d29f25.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Una delle cappelle del Sacro Monte Calvario, che domina la citt\u00e0 dal colle di Mattarella<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Le cappelle costituiscono, insieme con il Santuario eretto alla sommit\u00e0 del colle, il ragguardevole complesso architettonico del \u201c<strong>Sacro Monte Calvario<\/strong>\u201d, annoverato nell\u2019elenco dei sette Sacri Monti del Piemonte tutelati dall\u2019Unesco. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/27\/cd\/12\/27cd12841afb588c002edffe182f2879.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta del complesso religioso rosminiano<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il luogo e la struttura, in abbandono dopo il periodo napoleonico, vennero affidati a partire dal 1828 alle cure di Antonio Rosmini che, esortato dal conte Giacomo Mellerio, vi fond\u00f2 la <strong>Casa Religiosa dei Padri Rosminiani<\/strong>, considerata la casa madre dell\u2019Istituto. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/90\/a4\/c2\/90a4c2135e3850e3629ed9a0c2da3d5b.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Lapide in memoria del beato Antonio Rosmini<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sul versante orientale del Sacro Monte Calvario, in frazione Calice di Domodossola, merita infine una visita la chiesa romanica di <strong>San Quirico fuori le Mura<\/strong>, originaria dell&#8217;XI secolo e costruita in argentea beola sul sito di antichi apprestamenti cultuali pagani, risalenti al tempo dei Leponzi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo e foto di Paolo Barosso Situata su un piano alluvionale alla destra del fiume Toce, la citt\u00e0 di Domodossola si trova menzionata&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5422,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,2321,14,27,86],"tags":[3195,1204,3194,461,3198,3187,3201,3196,3189,3188,3200,49,43,3199,3197,1518,257,1425,35,3190,3192,3191,503,46,3193],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5420"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5420"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5420\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6706,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5420\/revisions\/6706"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5422"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5420"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5420"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5420"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}