{"id":5500,"date":"2021-07-22T16:20:44","date_gmt":"2021-07-22T16:20:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5500"},"modified":"2021-07-23T10:39:27","modified_gmt":"2021-07-23T10:39:27","slug":"il-santuario-di-selvaggio-la-lourdes-delle-prealpi-tra-i-boschi-della-val-sangone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5500","title":{"rendered":"Il santuario di Selvaggio, la \u201cLourdes delle Prealpi\u201d tra i boschi della val Sangone"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso <\/p>\n\n\n\n<p>Sulle montagne della val Sangone, tra boschi e pascoli, si erge maestoso il santuario di Nostra Signora di Lourdes, conosciuto ai pi\u00f9 come <strong>santuario del Selvaggio<\/strong>, dal nome della frazione di Giaveno in cui \u00e8 situato.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/79\/32\/31\/793231e6a8f5923c101e10fd1b79d27f.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La facciata del santuario con i due slanciati campanili ai lati<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Soprannominato \u201cLourdes delle\nPrealpi\u201d, il complesso architettonico venne eretto sul luogo di una\npreesistente cappella, gi\u00e0 documentata nel 1608, di cui sopravvive memoria\nnelle due statue lignee di Sant\u2019Antonio Abate e San Rocco, oggi collocate dietro\nl\u2019altar maggiore. L\u2019iniziativa fu del <strong>teologo Carlo Bovero<\/strong>, nativo di\nBorgomanero e insegnante nel piccolo seminario di Giaveno (non pi\u00f9 attivo), che\nnel 1908, con l\u2019approvazione e il sostegno del cardinale Agostino Richelmy,\narcivescovo di Torino, affid\u00f2 il progetto di una grande chiesa dedicata a\nNostra Signora di Lourdes all\u2019architetto d\u2019origine bresciana <strong>Giulio Valotti<\/strong>.\n<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/04\/64\/fa\/0464faa2852721c7a73fa139dc80d359.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta dell&#8217;interno<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La localit\u00e0 in cui sorge il\ntempio \u00e8 nota come \u201cSelvaggio\u201d, ma questo nome non costituisce altro che l\u2019esito\ndell\u2019italianizzazione di un toponimo locale, \u201cSerrevacho\u201d, derivante dall\u2019unione\ndei vocaboli franco-provenzali \u201cserre\u201d, altopiano o altura, e \u201cvacho\u201d, vacca,\nnel significato originario di <strong>altopiano delle vacche<\/strong>, a designare una\nzona vocata per il pascolo delle mandrie. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/6c\/23\/c4\/6c23c410f809ff3062c7b1bc45e5b3fe.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Coadiutore salesiano, il Valotti viene ricordato per aver progettato una cinquantina di edifici religiosi e scolastici che portano la sua inconfondibile firma. Tra le sue opere torinesi, oltre all\u2019ingrandimento e alla decorazione della Basilica di Maria Ausiliatrice e dell\u2019Oratorio di Valdocco, cantiere a cui provvide dal 1935 al 1952, citiamo l\u2019Istituto salesiano \u201cConti Rebaudengo\u201d in piazza Rebaudengo, la chiesa parrocchiale di Ges\u00f9 Adolescente e soprattutto il <strong>santuario-parrocchia di Santa Rita<\/strong>, incastonato nel cuore dell\u2019omonimo quartiere torinese, di cui \u00e8 luogo polarizzante. \u00a0<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/53\/ea\/91\/53ea91ae1d654e7f80c457a067af551e.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nella chiesa dedicata alla \u201cSanta\ndegli Impossibili\u201d, edificata tra il 1927 e il 1933 in un\u2019area al tempo\nperiferica di Torino, indicata come \u201cBarriera di Orbassano\u201d, si ritrova la medesima\nimpronta stilistica che \u00e8 possibile leggere nell\u2019architettura del santuario di\nSelvaggio, disegnato dal Valotti secondo uno <strong>stile tardo-eclettico<\/strong> con\nprevalenza di <strong>suggestioni neo-medievali<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/90\/29\/0f\/90290fef073578e0bd41ab7caad6d8ce.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il cantiere di Selvaggio, cui partecip\u00f2 con fede e grande slancio devozionale la popolazione locale, che la domenica si occupava di trasportare dal rio Ollasio le pietre e la sabbia necessarie per i lavori, si protrasse dal 1909 al 1926, svolgendosi in due fasi successive. <\/p>\n\n\n\n<p>La prima chiesa, consacrata nel 1909 dal <strong>cardinale Richelmy<\/strong>, si rivel\u00f2 infatti nel giro di pochi anni inadeguata per dimensioni ad accogliere le masse crescenti di pellegrini che accorrevano a Selvaggio, spingendo il teologo Bovero nel maggio 1915 a annunciare l\u2019ampliamento o, per essere pi\u00f9 precisi, il rifacimento del complesso, sotto la direzione dello stesso architetto Giulio Valotti. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/63\/7f\/c6\/637fc600102da53d816d9a6afd2c3789.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Dal 1998 il santuario di Nostra Signora di Lourdes a Selvaggio \u00e8 affidato all\u2019<strong>Ordine religioso dei Paolini<\/strong>, dediti alla contemplazione di Dio nella solitudine, alla coltivazione della preghiera liturgica e alla promulgazione del culto della Madre di Dio. <\/p>\n\n\n\n<p>Fondato in Ungheria nella prima met\u00e0 del XIII secolo per iniziativa del beato Eusebio, che volle riunire sotto un ombrello comune gli eremiti sparsi nei diversi territori del <strong>Regno d\u2019Ungheria<\/strong>, e approvato nel 1308 da papa Clemente V, l\u2019ordine si diffuse nel corso del Cinquecento in Polonia, eletta a sua seconda Patria. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/8d\/8f\/d2\/8d8fd2f3e13cfd7074d17cf957720dd4.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La riproduzione della grotta di Lourdes all&#8217;interno del santuario<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Conosciuti come \u201cFrati Bianchi\u201d\nper l\u2019abito bianco indossato in onore della Madonna, i Paolini riconoscono il\nloro patrono speciale in <strong>San Paolo di Tebe<\/strong>, considerato da molti come il\nprimo instauratore della vita eremitica cristiana, vissuto in semplicit\u00e0,\npenitenza e preghiera nel deserto della Tebaide, all\u2019interno di una grotta,\nfino al 341, quando mor\u00ec all\u2019et\u00e0 di 113 anni. Le sue spoglie mortali, traslate\na Costantinopoli nel XII secolo per ordine dell\u2019imperatore Manuele Comneno,\nvennero trafugate dai Veneziani durante il sacco di Bisanzio del 1204 e in seguito\nportate a Ofa in Ungheria. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/12\/c0\/ae\/12c0aec258b5edb363c3af6c9c0c6fd3.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Attenendosi agli ideali di vita contemplativa, riassunti nel motto \u201csolo, con Dio solo\u201d, l\u2019Ordine dei Paolini nei secoli and\u00f2 sempre alla ricerca di <strong>luoghi appartati<\/strong>, in cui poter praticare la preghiera corale, le pratiche penitenziali e la separazione dal mondo, sul modello certosino (spirito del deserto), tutte condizioni soddisfatte dal contesto ambientale e fisico che caratterizza il santuario di Selvaggio, circondato dai fitti boschi della val Sangone. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Tutte le foto pubblicate sono di <\/em><strong><em>Paola Meliga<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fonti bibliografiche e siti internet:<\/p>\n\n\n\n<p>www.santuariodelselvaggiogiaveno.it, <em>Storia del santuario<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>www.santiebeati.it, <em>Giulio Valotti <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso Sulle montagne della val Sangone, tra boschi e pascoli, si erge maestoso il santuario di Nostra Signora di Lourdes, conosciuto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5501,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,26,730,495,14,27,728,86],"tags":[3287,3293,743,3291,3222,401,3288,1763,3292,1806,30,3294,101,3290,256,3286,29,3289],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5500"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5500"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5500\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5505,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5500\/revisions\/5505"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5501"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5500"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5500"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5500"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}