{"id":5588,"date":"2021-10-13T12:38:54","date_gmt":"2021-10-13T12:38:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5588"},"modified":"2021-10-13T12:39:32","modified_gmt":"2021-10-13T12:39:32","slug":"avigliana-i-lavori-di-restauro-nella-chiesa-di-santa-maria-maggiore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5588","title":{"rendered":"Avigliana, i lavori di restauro nella chiesa di Santa Maria Maggiore"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso <\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019imboccatura della valle di Susa, sull\u2019orlo della conca morenica che testimonia l\u2019espansione dei ghiacciai avvenuta in epoche remote, sorge l\u2019abitato di&nbsp;<strong>Avigliana&nbsp;<\/strong>con il suo nucleo medievale sovrastato dagli affascinanti ruderi del castello. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/68\/d1\/2e\/68d12e27601e4bb2541d9699d488d10c.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La cittadina, oggi centro residenziale e rinomata meta turistica, anche per la prossimit\u00e0 ai due bacini lacustri, il lago Piccolo e il lago Grande, d\u2019origine glaciale, raggiunse l&#8217;apice della prosperit\u00e0 tra XI e XIV secolo, dapprima sotto l\u2019autorit\u00e0 dei marchesi arduinici di Torino e poi con i&nbsp;<strong>conti di Savoia<\/strong>, che vi risiedettero per lunghi periodi in particolare durante il Trecento. <\/p>\n\n\n\n<p>Tra le numerose testimonianze architettoniche e artistiche che documentano l&#8217;importanza della cittadina nei secoli centrali del Medioevo, vi \u00e8 la <strong>chiesa di Santa Maria Maggiore<\/strong>, posta in incantevole posizione panoramica nei pressi della piazzetta Santa Maria nel Borgo Vecchio. Pi\u00f9 volte distrutta e ricostruita nel corso dei secoli, venne purtroppo abbandonata negli anni Settanta del Novecento a seguito della decisione di trasferire il culto nella nuova parrocchia di Santa Maria, edificata nel borgo basso di Avigliana, di recente espansione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/4b\/9a\/62\/4b9a62556a569da347d797cae83df1a9.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La chiesa, da oltre vent&#8217;anni sede del centro culturale &#8220;Vita e pace&#8221;, che ne promuove i lavori di restauro e le <strong>indagini archeologiche<\/strong> volte a studiarne le fasi costruttive, sta oggi attraversando un periodo di rinascita, attestato dal recente recupero delle pareti della prima e seconda campata della navata centrale e degli affreschi realizzati nell&#8217;Ottocento. <\/p>\n\n\n\n<p>Le origini dell&#8217;edificio appaiono oscure: si ritiene probabile che un primo rifacimento dell&#8217;antica pieve sia stato effettuato dopo il 773, quando la chiesa dovette essere riparata o ricostruita per i danni subiti durante la celebre <strong>battaglia delle Chiuse<\/strong>, che vide scontrarsi le armate del re dei Franchi, Carlo Magno, in discesa dal valico del Moncenisio verso la pianura, e le truppe dei Longobardi al comando di Adelchi, principe condottiero figlio di re Desiderio.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/fe\/28\/35\/fe283560cea29e69361e6b1e9035316c.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Descritta in documenti del XII secolo quale possedimento della <strong>Prevostura di Oulx<\/strong>, nell&#8217;alta valle della Dora Riparia, e funzionante probabilmente come pieve di castello, la chiesa di Santa Maria Maggiore svolse un ruolo preminente nella cura d&#8217;anime della basse valle nel corso dei secoli XII e XIII, periodo in cui risulta inserita nel sistema delle castellanie dei<strong> conti di Savoia<\/strong> e utilizzata come luogo di redazione di documenti pubblici e di adunanze assembleari della comunit\u00e0 aviglianese. <\/p>\n\n\n\n<p>Dopo una serie di interventi che si susseguirono nel tempo, alterando profondamente la struttura e l&#8217;aspetto originario della chiesa medievale, nella seconda met\u00e0 del Seicento si procedette alla <strong>quinta ricostruzione<\/strong>, secondo le linee di ispirazione barocca che si possono ammirare ancora oggi. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/71\/d0\/16\/71d016d11b02aebb80074640cd640cee.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>I lavori comportarono la trasformazione planimetrica dell&#8217;edificio, che venne ridotto a una sola navata, cui in seguito si aggiunsero le cappelle laterali. Tra queste vi \u00e8 la cappella dedicata al <strong>conte Umberto III di Savoia<\/strong>, vissuto nel XII secolo, ma beatificato nel corso dell&#8217;Ottocento (1838) grazie all&#8217;interessamento del re Carlo Alberto, che volle promuoverne il culto sia per questioni di prestigio dinastico, sia per autentica fede cristiana. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ff\/86\/a3\/ff86a33345cc7bb63b83be63822537a2.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Del glorioso <strong>periodo medievale<\/strong> rimangono le tracce pi\u00f9 significative nel campanile d&#8217;impianto romanico, provvisto di cuspide con pinnacoli di foggia gotica e decorato con bacini in ceramica policroma, secondo un uso in voga al tempo e documentato anche nei campanili di San Pietro e San Giovanni, sempre ad Avigliana, nei labili resti di un <strong>affresco trecentesco<\/strong> rintracciabili nell&#8217;attuale sacrestia e nella pianta poligonale dell&#8217;abside, risalente a met\u00e0 Quattrocento (le opere del pittore Defendente Ferrari, che ornavano la chiesa dal XV secolo, vennero in parte acquisite dai musei torinesi e in parte disperse a seguito di furti sacrileghi).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/98\/de\/44\/98de4433e2e678d31bda4cad203e5fb0.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;edificio, gi\u00e0 ricco di storia e di significati, sono custodite da un ventennio a questa parte le opere dell&#8217;artista <strong>Elsa Veglio Turino<\/strong> (1921-1986), che all&#8217;et\u00e0 di 35 anni, senza alcuna esperienza in ambito scultoreo, sent\u00ec forte l\u2019impulso di creare plasmando e inizi\u00f2 a realizzare prima volti del Cristo e poi vere e proprie <strong>statue a grandezza d\u2019uomo<\/strong>, in bronzo e gesso, quasi tutte di carattere religioso.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/83\/7f\/d7\/837fd73197e729993472deef9a8709be.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Segnaliamo anche che, nella prima cappella a sinistra, \u00e8 custodita la &#8220;<strong>losa delle coppelle<\/strong>&#8220;, un masso di quattro quintali ritrovato un centinaio di anni fa sulla cima del monte Cuneo e inciso con venticinque coppelle. Il reperto, risalente a circa 3000 anni fa, \u00e8 stato indagato dalla ricercatrice Eleonora Piccinini, che si \u00e8 basata sugli studi di storici valsusini, mettendo in evidenza i legami con la religiosit\u00e0 celtica e con i culti litolatrici (delle grandi pietre) propri del magalitismo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Si ringrazia per il materiale fotografico l&#8217;ufficio stampa della <\/em><strong><em>Citt\u00e0 Metropolitana di Torino<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Riferimenti bibliografici e siti internet <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Eleonora Piccinini, <em>La losa delle coppelle conservata nella chiesa di Santa Maria Maggiore in Borgo Vecchio di Avigliana<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>www.archeocarta.org, <em>Avigliana (To): chiese di San Giovanni e Santa Maria Maggiore<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>www.cittaecattedrali.it, <em>chiesa di Santa Maria Maggiore<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso All\u2019imboccatura della valle di Susa, sull\u2019orlo della conca morenica che testimonia l\u2019espansione dei ghiacciai avvenuta in epoche remote, sorge l\u2019abitato&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5594,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16,26,730,2321,495,14,27],"tags":[1275,3380,780,3379,3375,3374,634,3381,206,3376,30,3136,73,35,2497,3377,3378,370],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5588"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5588"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5588\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5596,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5588\/revisions\/5596"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5594"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5588"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5588"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5588"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}