{"id":5772,"date":"2022-01-07T15:10:54","date_gmt":"2022-01-07T15:10:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.net\/?p=5772"},"modified":"2022-01-07T15:14:20","modified_gmt":"2022-01-07T15:14:20","slug":"lottocentesco-teatro-comunale-di-cuorgne-torna-a-splendere-dopo-i-restauri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5772","title":{"rendered":"L&#8217;ottocentesco teatro comunale di Cuorgn\u00e8 torna a splendere dopo i restauri"},"content":{"rendered":"\n<p>di Redazione<\/p>\n\n\n\n<p>Costruito nel primo Seicento&nbsp;per ospitare una comunit\u00e0 di monache benedettine costrette a lasciare Belmonte in ottemperanza alle prescrizioni del Concilio di Trento,&nbsp;il complesso edilizio che oggi ingloba il teatro dedicato alla memoria dello&nbsp;sceneggiatore e drammaturgo torinese&nbsp;<strong>Tullio Pinelli (1908-2009)<\/strong>&nbsp;venne acquistato dall\u2019amministrazione comunale cuorgnatese all\u2019inizio dell\u2019Ottocento, a seguito della famigerata legge napoleonica (1801) che disponeva la soppressione delle corporazioni religiose e l\u2019avocazione dei loro beni alla Nazione, con il proposito di trasferirvi il&nbsp;<strong>Municipio<\/strong>&nbsp;e il collegio convitto.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d5\/4d\/85\/d54d85640fed16d6da4e644146e80a1a.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;ingresso del teatro comunale di Cuorgn\u00e8<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Malgrado il cambio di destinazione d\u2019uso, la costruzione ha conservato sostanzialmente intatti le strutture e gli ambienti monastici principali, tuttora visibili, ad esempio il cortile interno porticato, in cui si riconoscono gli elementi del&nbsp;<strong>chiostro monastico.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/41\/63\/fa\/4163fa93dd2203878ec6d153c2a7d094.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Verso il 1860 si decise di risistemare l\u2019ala nord del vecchio monastero, corrispondente alla&nbsp;<strong>chiesa<\/strong>, adibendola a sede del <strong>teatro comunale<\/strong> e affidandone il progetto all\u2019architetto cuorgnatese Pier Giuseppe Zerboglio.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b3\/17\/54\/b31754cf57b9095fec4977e51373f657.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nell\u2019allestimento dell\u2019arredo interno del teatro e nella realizzazione dell\u2019apparato decorativo (in parte andato distrutto) si coinvolsero maestranze di livello, come il luganese Giacomo Rossi, autore degli ornati insieme con il torinese Giuseppe Ceva, il pittore&nbsp;<strong>Luigi Crosio,<\/strong>&nbsp;nativo di Acqui Terme, esecutore delle figure, e gli artisti aderenti al&nbsp;<strong>Cenacolo di Rivara<\/strong>&nbsp;(o scuola di Rivara) che erano soliti trascorrere le vacanze estive in Canavese e che prestarono la loro opera nel cantiere di Cuorgn\u00e8 disegnando scene e fondali (il gradevole scenario con il centro abitato di Cuorgn\u00e8 visto dal vecchio ponte sull\u2019Orco \u00e8 opera del loro caposcuola,&nbsp;<strong>Carlo Pittara<\/strong>).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/91\/10\/99\/9110998681b78d99e4938263a7be10bd.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La bellezza del piccolo teatro, che oggi possiamo nuovamente ammirare dopo la chiusura disposta per ragioni di sicurezza nel 1983 e grazie al meticoloso lavoro di restauro intrapreso con il sostegno di enti e soggetti contributori, come la Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT, deriva soprattutto dall\u2019<strong>armonia dell\u2019insieme<\/strong>, con i due ranghi di logge, e dall\u2019eleganza delle strutture interne, che vennero tutte realizzate in legno rispettando le sottostanti murature dell\u2019antica chiesa, rimaste integre.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/36\/b3\/6e\/36b36e7a25fa84a71ba56385cf3e5077.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Gestito direttamente dal Comune fino al 1919, il&nbsp;<strong>teatro cuorgnatese<\/strong>&nbsp;venne in seguito affittato a privati che vi installarono una sala di proiezioni cinematografiche, una delle prima in Canavese.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/79\/c1\/dd\/79c1dddfdd95c5c6b8d8db14304aa033.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Apprezzato per l\u2019acustica, sede di concerti, spettacoli d\u2019opera e di prosa, il teatro comunale \u201cTullio Pinelli\u201d appare agli occhi dello spettatore come una&nbsp;<strong>bomboniera<\/strong>, un ambiente unico nel territorio canavesano, il cui restauro \u00e8 costato molta fatica, ma con risultati eccezionali, che oggi finalmente si possono apprezzare.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Si ringrazia per il materiale informativo e fotografico l&#8217;ufficio stampa della <strong>Citt\u00e0 Metropolitana di Torino<\/strong> <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Redazione Costruito nel primo Seicento&nbsp;per ospitare una comunit\u00e0 di monache benedettine costrette a lasciare Belmonte in ottemperanza alle prescrizioni del Concilio 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