{"id":5885,"date":"2022-03-03T09:59:59","date_gmt":"2022-03-03T09:59:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.net\/?p=5885"},"modified":"2022-03-03T10:00:41","modified_gmt":"2022-03-03T10:00:41","slug":"5885","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5885","title":{"rendered":"Gianduja, eroe controrivoluzionario"},"content":{"rendered":"\n<p>di Giorgio Enrico Cavallo<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gianduja<\/strong>\u00a0\u00e8 la maschera piemontese per eccellenza. Nacque in epoca napoleonica, attorno al 1802<a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5882#_ftn1\">[1]<\/a>, eppure il suo abbigliamento \u00e8 tutto fuorch\u00e9 napoleonico e rivoluzionario. Non \u00e8 una maschera \u201call\u2019ultima moda\u201d, per cos\u00ec dire. \u00c8, invece, un personaggio che veste secondo la\u00a0<strong>moda del Settecento<\/strong>, cio\u00e8 del secolo sconfitto dall\u2019urto della Rivoluzione. Come \u00e8 possibile?<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f1\/a5\/5c\/f1a55cefed865fa9e99f1c8f2a9321bd.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Gianduja in un manifesto del 1949<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Innanzi tutto, va osservato che Gianduja non \u00e8 l\u2019unica maschera italiana che veste secondo la moda del Secolo dei Lumi: lo \u00e8, ad esempio, anche&nbsp;<strong>Meneghino,<\/strong>&nbsp;il quale, tuttavia, ha adottato stabilmente la livrea di Gianduja e le ha sostanzialmente cambiato soltanto il colore (nell\u2019Ottocento, Meneghino vest\u00ec secondo la moda napoleonica e quella borghese, e fu \u201cantichizzato\u201d soltanto verso fine secolo). Gianduja, invece, trae origine dal burattino&nbsp;<strong><em>Gir\u00f2ni<\/em><\/strong>&nbsp;(Gerolamo) attestato almeno dal Settecento il quale aveva sostanzialmente lo stesso abito.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure,&nbsp;<strong>Giovanni Battista Sales<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Gioachino Bellone<\/strong>, che inventarono Gianduja, potevano sicuramente cambiargli fattezze ed abito, tanto pi\u00f9 che erano gi\u00e0 incorsi nella sospettosa polizia napoleonica. Come osservo nel mio saggio \u201cA la manera \u2018d Gianduja\u201d (Ed. Il Punto, 2019), il mantenimento dell\u2019abito e specialmente di alcune caratteristiche di quest\u2019ultimo \u2013 le scarpette ed in modo particolare il codino \u2013 lasciano presupporre che il primo Gianduja sia stato un personaggio identitario, utilizzato cio\u00e8 contro il regime napoleonico.<\/p>\n\n\n\n<p>Nulla c\u2019entra con lo scamiciato contadino avvinazzato che la tradizione successiva ci ha trasmesso: Gianduja non \u00e8 un contadino, come dimostrano l\u2019abito \u2013 la&nbsp;<strong>livrea,<\/strong>&nbsp;seppur di panno grezzo \u2013 e le&nbsp;<strong>scarpette da cittadino<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/giorgio-enrico-cavallo-386x400.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5878\"\/><figcaption>Giorgio Enrico Cavallo, autore del saggio \u201cA la manera \u2018d Gianduja\u201d<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Gianduja \u00e8 un servitore, cosa evidenziata non soltanto dalla livrea ma anche dalla parrucca. Nei primi testi teatrali il nostro burattino compare proprio come&nbsp;<strong>servitore fedele<\/strong>, mai intrigante: una peculiarit\u00e0 che lo contraddistingue da tanti personaggi intriganti, che anteponevano i propri interessi a quelli del padrone (un vero&nbsp;<em>t\u00f2pos<\/em>&nbsp;della Commedia dell\u2019Arte).<\/p>\n\n\n\n<p>In buona sostanza: Gianduja avrebbe potuto essere del tutto diverso, con un look moderno e \u201cpoliticamente corretto\u201d; Sales e Bellone scelsero, invece, di mantenere il suo abbigliamento precedente, cosa che in un contesto fortemente politico come quello dell\u2019<strong>impero napoleonico<\/strong>&nbsp;si pu\u00f2 comprendere solo se a questo personaggio fosse attribuito non un mero ruolo di spalla comica, ma di veicolo per messaggi politici.<\/p>\n\n\n\n<p>La satira non \u00e8 d\u2019altronde una cosa nuova, ma non \u00e8 l\u2019unico modo con il quale Gianduja poteva essere protagonista del dibattito politico: teniamo conto che Gianduja \u00e8 un servitore fedele, un buon suddito d\u2019Antico Regime<a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5882#_ftn2\">[2]<\/a>. Ed \u00e8 il protagonista. Collabora con gli aristocratici senza cercare di averne la meglio. Sta, insomma, al suo posto&nbsp;<strong>senza idee rivoluzionarie<\/strong>&nbsp;per la testa. \u00c8, insomma, un \u201cbuon padre di famiglia\u201d, per cos\u00ec dire, incarnando i valori del popolo pacato e conservatore.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c7\/c3\/ef\/c7c3efd6aaa1adf6f2dc938b7566fb9e.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Copertina del saggio di Giorgio Enrico Cavallo dedicato a Gianduja.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Questo fa capire perch\u00e9 Sales e Bellone incontrarono, gi\u00e0 con&nbsp;<em><strong>Gir\u00f2ni<\/strong><\/em>&nbsp;\u2013 il cui nome fu mutato in Gianduja attorno al 1802 con tutta probabilit\u00e0 per non indispettire la polizia di Genova, sulla quale regnava il doge filo-napoleonico Girolamo Durazzo e dove il duo svolgeva regolarmente le proprie tourn\u00e9e<a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5882#_ftn3\">[3]<\/a>&nbsp;\u2013 le ire della censura<a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5882#_ftn4\">[4]<\/a>. Beninteso: tutti i marionettisti ed i burattinai incappavano nella&nbsp;<strong>censura<\/strong>, ma \u2013 a quanto pare \u2013 nessuno ha mai dovuto cambiare il nome di un personaggio di successo. Ci\u00f2 si pu\u00f2 spiegare unicamente se si suppone che&nbsp;<em>Gir\u00f2ni<\/em>&nbsp;faceva davvero satira politica, e se si accetta che, con il cambio del nome, i due artisti abbiano cercato di \u201csviare\u201d la polizia francese.<\/p>\n\n\n\n<p>Sales e Bellone intendevano guadagnare lo stipendio: erano lontani dalla&nbsp;<strong>politicizzazione<\/strong>&nbsp;estrema e faziosa degli artisti contemporanei. Il loro Gianduja \u00e8 personaggio politico soltanto se lo si cala nel suo contesto; senza parrucca con il codino e scarpette con la fibbia \u00e8 un popolano come gli altri e di lui resta quale unico elemento di comicit\u00e0 la bottiglia di grignolino.<\/p>\n\n\n\n<p>Non a caso, finita la Rivoluzione francese e caduto Napoleone, con la scomparsa di Sales e Bellone gli altri interpreti della maschera ne fecero essenzialmente un grasso contadino beone.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Note:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5882#_ftnref1\">[1]<\/a>&nbsp;G. E. Cavallo,&nbsp;<em>A la manera \u2018d Gianduja<\/em>, Editrice Il Punto, Torino 2019, p. 47.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5882#_ftnref2\">[2]<\/a>&nbsp;<em>Ivi<\/em>, pp. 49-53.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5882#_ftnref3\">[3]<\/a>&nbsp;A tal proposito \u00e8 bene evidenziare che una tra le pi\u00f9 antiche testimonianze su Gianduja, quella di Aubin-Louis Millin, rivela che&nbsp;<em>Gir\u00f2ni<\/em>&nbsp;mut\u00f2 il suo nome per rispetto ad un sovrano dell\u2019epoca; ma nessun Savoia si \u00e8 mai chiamato Girolamo (Cfr. A.L. Millin,&nbsp;<em>Voyages en Savoie<\/em>, Paris, 1816, pp. 233-235.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5882#_ftnref4\">[4]<\/a>&nbsp;Quella della censura e della reclusione erano pericoli reali ai quali andavano incontro marionettisti e burattinai. Si veda: A. Cipolla, G. Moretti,&nbsp;<em>Storia delle marionette e dei burattini in Italia,<\/em>&nbsp;Titivillus, Corazzano 2003, pp. 47-48.<strong>CATEGORIES&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/?cat=23\">Aneddoti<\/a>&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/?cat=26\">Blogger<\/a>&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/?cat=69\">Giorgio Enrico Cavallo<\/a>&nbsp;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giorgio Enrico Cavallo Gianduja\u00a0\u00e8 la maschera piemontese per eccellenza. 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