{"id":5899,"date":"2022-03-13T15:16:09","date_gmt":"2022-03-13T15:16:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.net\/?p=5899"},"modified":"2022-03-13T15:18:21","modified_gmt":"2022-03-13T15:18:21","slug":"avigliana-il-santuario-della-madonna-dei-laghi-e-il-voto-di-bona-di-borbone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=5899","title":{"rendered":"Avigliana, il santuario della Madonna dei Laghi e il voto di Bona di Borbone"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso <\/p>\n\n\n\n<p>Sulle sponde del lago Grande di Avigliana, in splendida posizione panoramica, sorge il santuario della <strong>Madonna dei Laghi<\/strong>, luogo di spiritualit\u00e0 e di fede cristiana strettamente legato alle vicende storiche di casa Savoia.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/32\/11\/4e\/32114edca2f4ee049369878253456ab4.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta del santuario &#8211; ph ufficio del turismo di Avigliana.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Per scoprire l\u2019origine di questo complesso sacro, eretto nella prima met\u00e0 del Seicento sull\u2019area di un precedente edificio di culto, occorre attraversare l\u2019interno della chiesa, recandosi dietro l\u2019altar maggiore: qui, al centro del coro, si conserva l\u2019antico pilone votivo recante l\u2019effigie dipinta della <strong>Madonna del Latte<\/strong>, realizzata da un ignoto frescante nel Trecento e, secondo la testimonianza del padre cappuccino Placido Bacco da Giaveno, storico locale vissuto nell\u2019Ottocento, rimaneggiata nel 1447, quando il duca Ludovico di Savoia commission\u00f2 il restauro del manufatto e si provvide alla ridipintura dell\u2019immagine, aggiornata secondo i gusti stilistici del tempo. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/81\/12\/e6\/8112e6d29911c19bc3ae868e51136ccb.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il pilone votivo con l&#8217;effigie trecentesca della Madonna del Latte &#8211; ph padre Natale Maffioli.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sul lato opposto del pilone, ornato da una pi\u00f9 recente raffigurazione mariana, eseguita nel 1760 per volere dei religiosi residenti nel convento, si legge un cartiglio che definisce insigne la primitiva effigie della Madonna dei Laghi per il \u201cfavore ottenuto da <strong>Bona di Borbone<\/strong> per la nascita del Conte Rosso Amedeo VII di Savoia l\u2019anno del Signore 1360\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Come precisa la targa, l\u2019antico affresco venne tenuto celato alla vista dei fedeli per circa tre secoli, nascosto dall\u2019imponente polittico della <strong>Madonna dell\u2019Annunziata<\/strong>, collocato sull\u2019altar maggiore, per venir restituito alla venerazione dei pellegrini a seguito dei lavori di restauro effettuati nel 1912. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/11\/c3\/c9\/11c3c9c3e44643dcf507f02283aaf0cb.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Cartiglio con la narrazione del voto di Bona di Borbone &#8211; ph padre Natale Maffioli.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Dunque l\u2019origine del culto mariano della Madonna dei Laghi, attorno a cui sorse il santuario, \u00e8 da ricercarsi nel moto devozionale di Bona di Borbone e nell\u2019esaudimento del desiderio di maternit\u00e0 di questa nobildonna francese, figlia di Pietro duca di Borbone, che nel 1355 aveva sposato a Parigi per procura <strong>il conte di Savoia Amedeo VI<\/strong>, detto il Conte Verde, in ossequio alle prescrizioni del trattato di Parigi siglato tra il re di Francia Giovanni II e il conte sabaudo. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019accordo, oltre a regolare in modo definitivo le questioni confinarie tra Savoia e Delfinato, territorio passato sotto l\u2019autorit\u00e0 del re di Francia con la cessione decisa dall\u2019ultimo delfino, Umberto II, nel 1349, impegn\u00f2 il Conte Verde a un\u2019alleanza matrimoniale con il re francese che comport\u00f2, da parte di Amedeo VI, la rinuncia a sposare <strong>Giovanna di Borgogna<\/strong>, cui era legato da promessa di matrimonio sin dal 1347. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/03\/b3\/eb\/03b3eb1c0b4abb2a4eb0621f0e55c487.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il santuario visto dal lago &#8211; ph ufficio del turismo di Avigliana.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Bona di Borbone si mostr\u00f2 negli affari di governo donna energica, capace di reggere le sorti dello Stato durante le lunghe assenze del marito: in particolare il Conte Verde le affid\u00f2 la reggenza della Contea nel 1366 in occasione della spedizione militare in sostegno del cugino, l\u2019imperatore bizantino <strong>Giovanni V Paleologo<\/strong>, minacciato dall\u2019espansionismo turco e caduto prigioniero dei bulgari. <\/p>\n\n\n\n<p>Dinnanzi al municipio torinese, al centro della piazza, troviamo, in memoria dell\u2019impresa in Oriente del Conte Verde, che vinse al comando dei suoi uomini a Gallipoli, il monumento voluto da <strong>re Carlo Alberto<\/strong>, opera di Pelagio Palagi inaugurata nel 1853, come parte d\u2019un programma iconografico celebrativo delle gesta degli antenati sabaudi. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ea\/7a\/73\/ea7a737863fdb1ad36d02c55022c4536.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Panoramica sul lago Grande di Avigliana &#8211; ph ufficio del turismo.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Secondo quanto tramandano le fonti, Bona di Borbone, angustiata dalla mancanza di un erede maschio in grado di succedere al padre nel titolo comitale, prese a recarsi sulle rive del lago Grande di Avigliana, al tempo residenza dei conti di Savoia, raccogliendosi in preghiera dinnanzi al pilone votivo con l\u2019effigie di <strong><em>Maria Lactans<\/em><\/strong>, la Madonna del Latte, un tipo di raffigurazione che dalle chiese orientali si diffuse in Occidente a partire dal Trecento. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/31\/32\/fb\/3132fbc203597a273f8d9b513fa982f3.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Le vestigia del castello di Avigliana, dove secondo alcune fonti nacque nel 1360 il Conte Rosso. <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Le preghiere di Bona di Borbone vennero esaudite: nel 1360 nacque,\nsecondo alcuni nel castello di Avigliana, quello che oggi vediamo ridotto a\nsuggestiva rovina in cima al monte Pezzulano, secondo altri nel castello di\nChamb\u00e9ry, il figlio Amedeo, che nel 1383 sarebbe succeduto al padre come Amedeo\nVII, detto <strong>il Conte Rosso<\/strong>, destinato\na ricoprire un ruolo essenziale nella storia della dinastia soprattutto per l\u2019acquisizione\nnel 1388 della contea di Nizza, che scelse la protezione dei Savoia per\nsottrarsi ai conti d\u2019Angi\u00f2, dominatori della Provenza.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d7\/41\/f6\/d741f6ca01f071e9c550ef1ba64c214e.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il santuario visto dalla strada che costeggia il lago.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Da questo lieto evento, che si consider\u00f2 avvenuto per intercessione\nmariana, scatur\u00ec la devozione dei Savoia per la Madonna dei Laghi, che indusse la\ndinastia a investire risorse nello sviluppo del luogo di culto, ampliandone le\ndimensioni e arricchendolo con opere d\u2019arte e arredi di pregio, secondo una\nsuccessione di interventi e donazioni descritti con accuratezza nella\npubblicazione del padre salesiano<strong> Natale\nMaffioli, <\/strong>vera miniera di informazioni sulla storia del santuario. <\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la gi\u00e0 citata azione di <strong>Ludovico di Savoia<\/strong>, che nella seconda met\u00e0 del XV secolo fece ridipingere l\u2019effigie della Madonna, ricorrendo a un pittore rimasto ignoto, ma chiaramente influenzato dalla scuola jaqueriana, aderente ai parametri del gotico internazionale, si provvide a erigere una piccola chiesa, il cui aspetto si pu\u00f2 desumere da alcune incisioni e ex-voto realizzati nel corso del XVI secolo e nel primo Seicento. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/65\/63\/13\/656313e6433361a2f18f0d03dc4f36f7.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Particolare del Polittico dell&#8217;Annunziata, dono del duca Carlo Emanuele I di Savoia &#8211; ph ufficio del turismo di Avigliana.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nel tempio, affidato sino al 1622 alle cure degli Agostiniani, poi sostituiti dai Francescani e infine dai padri Salesiani, attuali amministratori del luogo, venne collocato nel 1581 l\u2019imponente <strong>polittico dell\u2019Annunziata<\/strong>, dono del duca Carlo Emanuele I, attribuito in parte al Defendente Ferrari (morto nel 1540) e in parte a una figura della sua bottega, con al centro la scena dell\u2019Annunciazione, che rimanda all\u2019intitolazione del santuario.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu lo stesso <strong>duca Carlo Emanuele\nI<\/strong> a imprimere una svolta, commissionando al luganese Nicola Ramelli,\narchitetto ducale, che si avvalse di maestranze anch\u2019esse luganesi, la progettazione\ndi un complesso pi\u00f9 ampio, realizzato tra il 1622 e il 1643, composto dall\u2019attuale\nchiesa, con le sue linee tardo-cinquecentesche e l\u2019elegante pronao con colonne\nin pietra di Chianocco, e dall\u2019annesso convento. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/a1\/11\/ec\/a111ec9d5313fae2a56d9ddb992fda0e.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il San Maurizio Martire attribuito a Guido Reni<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019interno appare adorno di preziose opere pittoriche, attribuite a insigni artisti, frutto di donativi che la tradizione riconduce alla generosit\u00e0 dei principi sabaudi, in particolare il <strong>cardinale Maurizio di Savoia<\/strong>, fratello del duca Vittorio Amedeo I, mecenate e intenditore d\u2019arte, che spesso transitava dal santuario recandosi a Giaveno per i restauri del castello ducale. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d0\/04\/78\/d00478ffe98545bb5ebcf25b0cd24e9f.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;Arcangelo Michele che sconfigge Lucifero, opera attribuita al cremonese Antonio Maria Viani &#8211; ph padre Natale Maffioli.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Senz\u2019altro da assegnare a una donazione del cardinale \u00e8 il bellissimo quadro realizzato da <strong>Guido Reni<\/strong> raffigurante San Maurizio Martire, che evoca nell\u2019impostazione del disegno la serie dei Giganti eseguita dal pittore bolognese, oggi conservata al Louvre di Parigi. Di alta qualit\u00e0 pittorica anche le altre tele, tra cui spiccano un <strong>Arcangelo Michele <\/strong>che sconfigge Lucifero, attribuito al cremonese Antonio Maria Viani, una copia coeva della Madonna dei Pellegrini del Caravaggio, un Crocifisso venerato da San Francesco, che presenta tratti riconducibili al maestro del Caravaggio, <strong>Simone Peterzano<\/strong>, una tela del pittore torinese Michel Antonio Milocco raffigurante la Visione di San Felice da Cantalice. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d4\/f9\/e5\/d4f9e5b1705b4a3f608a7a9dd50c1123.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il monumento funebre del conte Ludovico Provana &#8211; ph padre Natale Maffioli.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Anche il <strong>conte Ludovico Provana<\/strong> fu benefattore del santuario, che ricevette da lui il magnifico tabernacolo in legno rivestito di tartaruga: l\u2019affezione del nobiluomo piemontese per la Madonna dei Laghi fu riconosciuta dal duca Carlo Emanuele II che ne autorizz\u00f2 la sepoltura nella chiesa, evidenziata dal <strong>monumento funebre<\/strong> visibile nella cappella, piccolo capolavoro di scultura seicentesca. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/42\/73\/17\/4273172e3dfd505c2c2120fc258a106c.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il tabernacolo in legno rivestito di tartaruga donato al santuaio dal conte Ludovico Provana &#8211; ph padre Natale Maffioli.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Una visita al santuario dei Laghi, oltre ai risvolti spirituali, storici e artistici, \u00e8 anche l\u2019occasione per addentrarsi negli <strong>antichi borghi di Avigliana<\/strong>, a scoprire una delle antiche capitali sabaude, quando ancora la sede della corte era itinerante e si spostava, con seguito di personale e masserizie, in vari centri e castelli sparsi per i possedimenti, e per ammirare le meraviglie naturali e paesaggistiche dei dintorni, come i due laghi d\u2019origine glaciale e la palude dei Mareschi, dominate dalla sagoma austera della Sacra di San Michele, che sorveglia l\u2019imbocco della valle di Susa dai quasi mille metri del <strong>monte Pirchiriano<\/strong>, il \u201cculmine vertiginosamente santo\u201d del poeta rosminiano Clemente Rebora.<\/p>\n\n\n\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/avigliana-e-il-suo-santuario-legato-alle-vicende-storiche-dei-savoia\/\">Piemonte Top News<\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso Sulle sponde del lago Grande di Avigliana, in splendida posizione panoramica, sorge il santuario della Madonna dei Laghi, luogo di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5913,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,2321,495,27,728],"tags":[2147,3670,2940,3602,1275,3668,3680,780,477,3669,483,1764,1003,3675,3678,3667,2829,1525,3673,735,3681,3676,1153,3677,3672,3683,1380,1580,3682,1754,35,370,3679,2904],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5899"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5899"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5899\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5914,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5899\/revisions\/5914"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5913"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5899"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5899"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5899"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}