{"id":6003,"date":"2022-05-19T16:02:47","date_gmt":"2022-05-19T16:02:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6003"},"modified":"2022-05-20T13:50:27","modified_gmt":"2022-05-20T13:50:27","slug":"itinerario-a-monteu-laspro-paesaggio-delle-rocche-e-il-castello-che-fu-dei-biandrate-e-dei-roero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6003","title":{"rendered":"Itinerario a Monteu: l&#8217;aspro paesaggio delle Rocche e il castello che fu dei Biandrate e dei Roero"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso<\/p>\n\n\n\n<p>Il paese di <strong>Monteu Roero<\/strong> si trova nel cuore dell\u2019ecosistema delle Rocche, un affascinante scenario naturale caratterizzato da profonde voragini, con dislivelli anche di centinaia di metri, che si aprono improvvisamente nelle morbide colline della sinistra Tanaro, tra <strong>alte guglie<\/strong> e pinnacoli scavati nelle pareti sabbiose e maestosi anfiteatri, capaci di disegnare un paesaggio che \u00e8 insieme fiabesco e aspro, selvaggio e labirintico, da scoprire a piedi grazie alla capillare <strong>rete sentieristica<\/strong> che lo attraversa.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/7d\/b0\/55\/7db055b56ec709189c9cc62ea211f515.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;aspro e selvaggio paesaggio delle Rocche nei pressi di Monteu<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019origine del fenomeno geologico di erosione che ha portato alla formazione delle <strong>Rocche del Roero<\/strong> \u00e8 ricondotta dagli studiosi alla cosiddetta \u201c<strong>cattura del Tanaro<\/strong>\u201d, un evento accaduto circa 250.000 anni fa quando il corso del \u201cPaleo-Tanaro\u201d, per l\u2019opera di erosione di un altro fiume che scorreva nei terreni dell\u2019odierno Albese, devi\u00f2 dal proprio letto (venne \u201ccatturato\u201d dal primo fiume), sconvolgendo la conformazione orografica e l\u2019assetto idrogeologico dell\u2019intera area. <\/p>\n\n\n\n<p>Gli affluenti del vecchio fiume, per raggiungere la nuova valle del Tanaro, si adattarono alle nuove condizioni, iniziando ad incidere con <strong>profonde forre<\/strong> e <strong>pittoreschi calanchi<\/strong> i versanti collinari dell\u2019attuale Roero e disegnando un paesaggio accidentato e tormentato, ma ricco di fascino, che possiamo oggi ammirare nell&#8217;ecosistema delle Rocche. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/1d\/68\/49\/1d684980c3ba35f86470ffd1b411481e.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta del paese di Monteu, sovrastato dal castello che fu dei Biandrate e poi dei Roero<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Oltre che per il contesto naturale in cui \u00e8 inserito, il paese di Monteu, che \u00e8 un tipico <strong>borgo di sommit\u00e0<\/strong>, merita una visita per la produzione enogastronomica, legata in particolare alla <strong>viticoltura<\/strong> finalizzata alla vinificazione (Arneis, Nebbiolo, Barbera) e alla coltivazione della frutta (pesche, fragole), e per il ragguardevole patrimonio storico-artistico e architettonico accumulato nei secoli di storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 rientrante nel \u201cdistrictus\u201d del vescovo di Asti, per concessione dell\u2019imperatore Enrico III di Franconia detto il Nero nel 1041, la localit\u00e0 di \u201cMons Acutus\u201d (Monte Acuto, da cui Monteu) venne assegnata, alla met\u00e0 del XII secolo, ai <strong>conti di Biandrate<\/strong>, che ne mantennero il controllo fin sul volgere del Duecento, quando il potente e florido casato fu costretto a cedere i feudi che deteneva in questo territorio ai nobili Rotari-<strong>Roero<\/strong>, facoltosa famiglia del patriziato cittadino astigiano, che inizi\u00f2 a insediarsi nell\u2019area della sinistra Tanaro, indicata spesso nelle carte medievali come Asteggiana o Astisio (proprio per la storica dipendenza da Asti), suddividendosi in pi\u00f9 rami e dando origine, in tempi moderni, alla denominazione geografica \u201cRoero\u201d assegnata alle colline a nord di Alba.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/65\/76\/fe\/6576fee3fe114b6678e6ed4e9b8d75c2.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il borgo storico di Monteu Roero visto dal castello<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Verso la met\u00e0 del Settecento l\u2019ultimo discendente dei conti Roero di Monteu lasci\u00f2 il feudo ai conti <strong>Gromis di Trana<\/strong>, che presero possesso anche del <strong>castello<\/strong>, oggi di propriet\u00e0 della famiglia Berta, titolare dell\u2019omonima celebre distilleria, che lo acquist\u00f2 nel 2012 con l\u2019idea di farne un museo.<\/p>\n\n\n\n<p>Artefice della primitiva costruzione fortificata, alla met\u00e0 del XII secolo, fu <strong>Guido dei conti di Biandrate<\/strong>. Con il subentro dei Roero, a fine Duecento, si attuarono interventi edilizi, di cui sopravvivono alcuni elementi decorativi, tra cui un capitello, visibile nel cortile interno, scolpito con gli emblemi araldici della famiglia, che esibisce nell\u2019arme le <strong>tre ruote<\/strong> d&#8217;argento in campo rosso, sormontate da un guerriero con clava reggente un cartiglio con il motto &#8220;A bon rendre&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/58\/64\/75\/5864752de54ffadc22f89846e06561d6.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Scorcio del castello in posizione dominante sul paese dalla cima del &#8220;Mons Acutus&#8221; (Monte Acuto)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Si tratta, quindi, di una tipica <strong>arme &#8220;parlante&#8221;<\/strong> in quanto le figure rappresentate, le ruote, in piemontese &#8220;roe&#8221;, alludono al cognome della famiglia (roe-Roero), per\u00f2 la tradizione ne ha collegato l&#8217;origine a un racconto celebrativo che fa parte dell&#8217;encomiastica famigliare, incentrato sulle gesta di un antenato, Ghiglione Roero, cavaliere forse fiammingo e considerato capostipite del casato, che nel <strong>periodo delle Crociate<\/strong>, alla fine dell&#8217;XI secolo, avrebbe conseguito la vittoria in singolar tenzone contro un comandante islamico.  <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/8d\/07\/54\/8d07542376e19f66ff09cddec277084b.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Cortile del castello di Monteu: il capitello trecentesco scolpito con l&#8217;arme dei Roero sorretta da due figure maschili con lineamenti e abbigliamento da paggetti (giovani servitori della famiglia)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nella seconda met\u00e0 del Cinquecento l\u2019antica fortezza, che fu dei Biandrate, venne interessata da imponenti lavori di trasformazione, che la ingentilirono, adeguandola, anche negli interni, al gusto dell\u2019epoca e conferendole l\u2019aspetto che tuttora conserva. Di particolare rilievo sono i <strong>due saloni <\/strong>decorati con cicli di affreschi eseguiti a fine Cinquecento e fine Seicento raffiguranti allegorie e temi della mitologia classica.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/2d\/3a\/b9\/2d3ab9a27177fb7b0f83a0db06766148.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Decorazioni pittoriche a tema mitologico all&#8217;interno del castello<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nell\u2019itinerario di visita del paese di Monteu \u00e8 imperdibile una sosta nella chiesa della <strong>Confraternita di San Bernardino<\/strong>, provvista di apertura automatizzata attivabile con l\u2019app \u201cChiese a porte aperte\u201d. L\u2019edificio sacro, di cui si hanno notizie gi\u00e0 dal 1570, nacque nello spirito della Controriforma, che favor\u00ec la costituzione di <strong>\u201cconfraternite\u201d laiche<\/strong>, associazioni di fedeli canonicamente erette, cio\u00e8 riconosciute e regolamentate dall\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica, con finalit\u00e0 devozionali e caritatevoli, ma anche di mutua assistenza tra i membri.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e5\/a9\/52\/e5a952196d167bb49ecdd27f14538055.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Confraternita di San Bernardino: l&#8217;altare maggiore in legno datato 1681 con tela raffigurante l&#8217;Assunzione della Vergine e Santi (1702).<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 presenti nel Medioevo, le confraternite erano inizialmente formate da chierici, ma, con la crescita economica, demografica e urbanistica a partire dall\u2019XI secolo, si registr\u00f2 una graduale prevalenza della componente laicale e una fioritura di questo fenomeno strettamente legata al successo del <strong>movimento mistico dei Flagellanti<\/strong>, sorto nella seconda met\u00e0 del XIII secolo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/fc\/67\/db\/fc67db73a5c051030e7641979be54197.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Confraternita di San Bernardino: scudo con l&#8217;arme dei Roero e il motto dinastico <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il clima controriformistico innescato dal Concilio di Trento (1545-1563) diede nuovo impulso alla creazione e diffusione delle confraternite, con un\u2019accentuata <strong>componente pietistica<\/strong> e <strong>assistenziale<\/strong> nei confronti dei poveri e dei bisognosi, in funzione di contrasto al rischio di propagazione delle idee ereticali e di tutela dell&#8217;ordine costituito. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/26\/9a\/00\/269a00bce4503e68a908e6ea78787f8f.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Chiesa parrocchiale di San Nicolao <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Interessante \u00e8 anche l\u2019edificio della <strong>chiesa parrocchiale<\/strong>, dedicata a San Nicolao, costruita tra il 1858 e il 1861 su progetto del misuratore Camillo Tagliaferro sul sito dell\u2019antica chiesa, di origine medievale. La facciata \u00e8 d\u2019aspetto neoclassico, realizzata nel 1924 da <strong>Pietro Mosca<\/strong>, scultore e architetto biellese, che fu allievo del torinese Pietro Canonica, specializzandosi nelle riproduzioni delle Madonne Nere, ma impegnandosi anche nella progettazione di edifici religiosi, con una committenza estesa a gran parte del Piemonte. <\/p>\n\n\n\n<p>Per informazioni su visite al castello: <a href=\"https:\/\/www.castellomonteuroero.it\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.castellomonteuroero.it\/\">www.castellomonteuroero.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso Il paese di Monteu Roero si trova nel cuore dell\u2019ecosistema delle Rocche, un affascinante scenario naturale caratterizzato da profonde voragini,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6015,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,25,495,14,15,27],"tags":[40,3811,3796,204,3797,1980,3802,2899,2756,3379,3810,465,3798,3809,3806,3799,1912,3795,3210,30,3800,3804,942,2759,3803,3807,3801,3808,3812,3269,3805],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6003"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6003"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6003\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6014,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6003\/revisions\/6014"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6015"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6003"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6003"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6003"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}