{"id":6016,"date":"2022-05-20T13:49:51","date_gmt":"2022-05-20T13:49:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6016"},"modified":"2022-05-20T13:56:12","modified_gmt":"2022-05-20T13:56:12","slug":"feste-popolari-nella-valli-del-piemonte-la-baio-a-sampeyre-e-al-preit-di-canosio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6016","title":{"rendered":"Feste popolari nella valli del Piemonte: la &#8220;Ba\u00eco&#8221; a Sampeyre e al Preit di Canosio"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso<\/p>\n\n\n\n<p>Fra le manifestazioni del <strong>vivere comunitario<\/strong> che caratterizzano i villaggi montani del Piemonte, occupano un posto importante le feste popolari. Nella borgata Preit, frazione di Canosio in valle Maira, assume rilevanza, per i significati storici e culturali, la&nbsp;<em>Bah\u00eco di San Laur\u00e8ns&nbsp;<\/em>o&nbsp;<strong>Badia di San Lorenzo<\/strong>, legata alle celebrazioni del santo patrono in agosto, mentre nel <strong>comune di Sampeyre<\/strong> in valle Varaita si celebra ogni cinque anni, nel mese di febbraio, la Ba\u00eco forse pi\u00f9 famosa, che ruota attorno alla rievocazione della <strong>cacciata dei Saraceni<\/strong>.   <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/9b\/65\/95\/9b65950ff709d158beb0d185c97b958a.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Caratteristica via del Preit di Canosio<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Di antica derivazione pagana, legate a riti di fecondit\u00e0 e forme di <strong>magismo contadino<\/strong>, queste feste popolari appartengono al novero delle cosiddette&nbsp;<em>Bah\u00eco<\/em>&nbsp;o&nbsp;<em>Ba\u00eco<\/em>, vocabolo provenzale alpino traducibile come \u201cbadia\u201d, con riferimento alle congregazioni popolari, formate dai giovani del villaggio, cui era un tempo demandata la gestione dei momenti di festa e di socializzazione, derivate dalle \u201c<strong>Compagnie o Abbadie dei Folli<\/strong>\u201d di origine medievale. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Preit-di-Canosio-in-Valle-Maira-1-1024x589.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45781\"\/><figcaption>Scocio del Preit di Canosio<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Sul sostrato arcaico di queste feste tradizionali, ancora diffuse nelle vallate del Piemonte occidentale, si innestarono con il tempo significati nuovi, connessi sia all\u2019avvento del Cristianesimo, che conserv\u00f2 le ritualit\u00e0 esteriori, immergendole per\u00f2 nella dimensione spirituale della fede in Cristo, sia ad avvenimenti cruciali per la storia delle comunit\u00e0 locali, che segnarono in profondit\u00e0 l\u2019immaginario collettivo, come la&nbsp;<strong>cacciata dei Saraceni<\/strong>&nbsp;(Sampeyre) o le&nbsp;<strong>violenze anti-cattoliche degli Ugonotti<\/strong>&nbsp;(Preit di Canosio).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/98\/3a\/08\/983a08784011e6f32f2bd5c84edf289c.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La Ba\u00eco di Sampeyre<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>I&nbsp;<strong>Saraceni<\/strong>&nbsp;(indicati spesso nelle cronache come&nbsp;<em>gens saracinorum<\/em>&nbsp;o come \u201cmori\u201d), etnonimo forse derivante dal greco&nbsp;<em>sarakenos<\/em>, riferito ai beduini d\u2019Arabia, o dal nome d\u2019una trib\u00f9 semitica del Sinai citata da Tolomeo, erano bande di predoni arabi, mescolate a gruppi di musulmani provenienti da Nordafrica, Spagna, Sicilia, e a ribelli di varia estrazione, che imperversarono in Occidente con <strong>razzie e saccheggi <\/strong>dalla fine del IX secolo, utilizzando come base l\u2019insediamento di La Garde-Freinet (<em>Fraxinetum saracinorum<\/em>) sul golfo di Saint-Tropez e dilagando da qui verso il Piemonte, la Liguria e l\u2019arco alpino occidentale sino alla Svizzera. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/72\/7b\/94\/727b945080c0b8fcf15952a9ee4fe071.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La Ba\u00eco di Sampeyre: i &#8220;Sapeur&#8221;, zappatori, liberano le strade dai tronchi lasciati dai Saraceni in fuga<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Le incursioni saracene, che seminarono morte e distruzione approfittando della <strong>disgregazione dell\u2019impero carolingio<\/strong> e dell&#8217;indebolimento dell&#8217;autorit\u00e0 regia, ebbero termine verso la fine del X secolo grazie all\u2019azione di principi e feudatari, come il marchese di Torino Arduino il Glabro, che riuscirono a sottometterli, ristabilendo l\u2019ordine.<\/p>\n\n\n\n<p>La presenza dei Saraceni, che non fu mai stabilmente organizzata sul territorio, lasci\u00f2 una flebile impronta nella&nbsp;<strong>toponomastica&nbsp;<\/strong>e in alcuni vocaboli (ad esempio il piemontese \u201ccossa\u201d per zucca deriva dall\u2019arabo&nbsp;<em>kusa<\/em>), ma l\u2019eco delle loro terrorizzanti imprese rimase impresso soprattutto nel campo della leggenda e del folclore, perpetuandosi in alcune tipologie di festeggiamenti che, attraverso la ritualizzazione della cacciata del Saraceno, tramandano la memoria di quel flagello e la gioia per la liberazione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/23\/56\/e7\/2356e7ddd842e1008b3c542552c7afc7.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Un figurante della Ba\u00eco di Sampeyre<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019impronta guerresca della&nbsp;<em>Ba\u00eco<\/em>&nbsp;traspare non tanto dai variopinti costumi, che non si richiamano nemmeno al periodo considerato, bens\u00ec a un\u2019epoca successiva, quanto dalle scene rappresentate e dalla <strong>tipizzazione dei personaggi<\/strong>, sempre impersonati da maschi anche per le parti femminili, come in certi riti stagionali balcanici e slavi. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso di Sampeyre, in valle Varaita, l\u2019aspetto prevalente nelle quattro&nbsp;<em>Ba\u00eco<\/em>&nbsp;che oggi si celebrano nel mese di febbraio, con cadenza quinquennale, \u00e8 quello legato alla rievocazione della&nbsp;<strong>cacciata dei Saraceni<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b7\/7d\/64\/b77d64d468fa2a37bd80b4f9304e43fd.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La Ba\u00eco di Sampeyre<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p> Vi compaiono, tra i tanti personaggi, i&nbsp;<em>Caval\u00ece<\/em>, la milizia a cavallo che respinge gli invasori, le&nbsp;<em><strong>Seraz\u00ecne<\/strong><\/em>, che agitano fazzoletti per segnalare i movimenti dei Saraceni, i&nbsp;<em>Sapeur<\/em>, zappatori, che, dotati di ascia, liberano le strade dalle barriere lasciate dai Saraceni in fuga, gli&nbsp;<em>Escarlin\u00ece<\/em>, soldati di fanteria con le mazze addobbate di campanelli. Poi vi sono gli&nbsp;<em>Alum<\/em>&nbsp;(\u201clampada\u201d nella parlata locale) i capi militari, tra cui&nbsp;<em>l\u2019<strong>Ab\u00e0 Majour<\/strong><\/em>, incaricati di presiedere i festeggiamenti e dirigere la&nbsp;<em>Ba\u00eco<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Il nemico sconfitto \u00e8 rappresentato dal&nbsp;<em>Turc<\/em>, il <strong>Saraceno in catene<\/strong>, mentre il prigioniero liberato s\u2019incarna nella figura del&nbsp;<em>Moru<\/em>, moro, e del&nbsp;<em>Grec<\/em>, greco, forse a evocare, in una complessa <strong>stratificazione di significati storici<\/strong>, i legami tra dinastie piemontesi come gli Acaia e i Paleologi del Monferrato con l\u2019Oriente bizantino. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e5\/71\/b0\/e571b0cc2ee4e4b850ec07c95460ef04.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La Ba\u00eco di Sampeyre<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Diversa \u00e8 l\u2019evoluzione della&nbsp;<em>Ba\u00eco&nbsp;<\/em>di Preit, detta Badia di San Lorenzo perch\u00e9 il Cristianesimo la leg\u00f2 ai festeggiamenti del santo patrono. In questo caso l\u2019evento storico di cui si fa memoria non \u00e8 la cacciata del Saraceno, bens\u00ec la&nbsp;<strong>difesa della comunit\u00e0 dagli Ugonotti<\/strong>, protestanti che s\u2019erano insediati nelle valli saluzzesi nel corso del XVI secolo, quando, con la morte dell\u2019ultimo marchese, Gabriele, avvenuta nel 1548, il territorio marchionale divenne un protettorato francese.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Preit-di-Canosio-in-Valle-Maira-11.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45793\"\/><figcaption>La Ba\u00eco al Preit di Canosio<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La situazione si aggrav\u00f2 con l\u2019ascesa alla carica di governatore del <strong>maresciallo Roger de Saint-Lary de Bellegarde<\/strong> (1525-1579), le cui guarnigioni, composte in prevalenza da ugonotti, detti spregiativamente \u201cbigarati\u201d, s\u2019abbandonarono a soprusi e violenze contro i cattolici. Sar\u00e0 poi l\u2019annessione sabauda, voluta dal duca Carlo Emanuele I e riconosciuta nel 1601 con il trattato di Lione, a porre in salvo l\u2019identit\u00e0 cattolica del marchesato. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Preit-di-Canosio-in-Valle-Maira-12.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45794\"\/><figcaption>La Ba\u00eco al Preit di Canosio con la processione in onore del patrono San Lorenzo<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nelle celebrazioni della Badia di Preit si riflette dunque il ricordo della&nbsp;<strong>milizia armata<\/strong>&nbsp;che la comunit\u00e0 locale aveva istituito per la protezione di clero e fedeli, garantendo il tranquillo svolgimento delle processioni religiose e in particolare della festa patronale. <\/p>\n\n\n\n<p>La tradizione della Badia, interrotta nei <strong>primi anni Cinquanta<\/strong> per le problematiche legate allo spopolamento, \u00e8 assurta a nuova vita in tempi recenti, con gli adattamenti richiesti dalle circostanze e tenendo conto delle modifiche intervenute nel tempo. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/54\/84\/77\/548477c6fd10a7926766dcfe578053bb.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La Ba\u00eco al Preit di Canosio<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>I provvedimenti del periodo napoleonico, con la proibizione all\u2019uso di armi da guerra, comportarono ad esempio la rinuncia alle&nbsp;<strong>alabarde<\/strong>, armi in asta da punta e da taglio in dotazione alla milizia, e l\u2019adozione di un nuovo codice di abbigliamento, il cui elemento principale \u00e8 la<strong> feluca<\/strong>, che \u00e8 anche il segno distintivo degli&nbsp;<em>Abb\u00e0<\/em>, i \u201cgenerali\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>La feluca \u00e8 provvista di <strong>pennacchio nero<\/strong> nel caso dell\u2019Abb\u00e0 vecchio e di <strong>pennacchio bianco<\/strong> per quello di nuova nomina, che viene cercato per le vie del paese per essere poi acclamato dagli abitanti. Il ruolo di Abb\u00e0 \u00e8 motivo di orgoglio per il prescelto, ma un tempo implicava anche sacrifici economici di non scarsa rilevanza, perch\u00e9 le spese per l\u2019organizzazione della festa gravavano almeno in parte su di lui.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Preit-di-Canosio-in-Valle-Maira-15.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45797\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019esperienza positiva di Preit ci insegna che la<strong> salvaguardia della civilt\u00e0 alpina<\/strong> esige certamente la tutela del paesaggio, la preservazione dell\u2019ambiente naturale e il recupero delle architetture tradizionali, ma non pu\u00f2 prescindere dal mantenimento in vita di quel ricco patrimonio di folclore, tradizioni e feste popolari che ne costituiscono l\u2019anima.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Tutte le foto pubblicate sono di <strong>Roberto Beltramo <\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso Fra le manifestazioni del vivere comunitario che caratterizzano i villaggi montani del Piemonte, occupano un posto importante le feste popolari&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6019,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,2321,495,295,294,27,412,48],"tags":[3818,47,3813,3825,3819,3815,3559,3823,701,52,3822,2622,30,3816,3824,488,3814,117,35,562,1305,657,3820],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6016"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6016"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6016\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6025,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6016\/revisions\/6025"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6019"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6016"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6016"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6016"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}