{"id":6034,"date":"2022-06-05T13:27:13","date_gmt":"2022-06-05T13:27:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6034"},"modified":"2022-06-05T13:27:14","modified_gmt":"2022-06-05T13:27:14","slug":"il-castello-di-barone-canavese-opera-incompiuta-dellarchitetto-costanzo-michela","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6034","title":{"rendered":"Il castello di Barone Canavese, opera incompiuta dell\u2019architetto Costanzo Michela"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso <\/p>\n\n\n\n<p>Nel basso Canavese, sulle ondulazioni del bordo meridionale dell&#8217;anfiteatro morenico d&#8217;Ivrea, sorge il <strong>paese di Barone<\/strong>, formato da una manciata di case dai caratteristici tetti rossi armoniosamente inserite in un paesaggio collinare, rivestito di boschi alternati a prati, radure e vigneti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/7f\/77\/7d\/7f777d97ee5c0475c6771c2c681130f5.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Scorcio del castello di Barone, opera incompiuta di Costanzo Michela per i conti Valperga di Caluso<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019abitato conserva due importanti testimonianze architettoniche del passato, la chiesa parrocchiale e il castello, entrambe firmate dallo stesso architetto, il <strong>canavesano Costanzo Michela<\/strong>, conosciuto soprattutto per aver progettato la bellissima chiesa di Santa Marta nel centro storico di Agli\u00e8, il paese dov\u2019era nato nel 1689.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/9e\/c9\/b4\/9ec9b41d6da4c1533b8e0747e1c973da.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Barone Canavese<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il cancello d\u2019ingresso al parco del castello \u00e8 ben riconoscibile, affiancato dalla cosiddetta \u201c<strong>Pera d&#8217;l beucc<\/strong>\u201d (Pietra del buco), reperto di probabile origine preistorica, legato alla cultura megalitica, utilizzato in tempi recenti come segnavia e punto di ritrovo per gli abitanti del paese. Da qui prende le mosse un lungo <strong>viale ombroso<\/strong>, costeggiato da tigli, che conduce alla sommit\u00e0 dell\u2019altura su cui poggia l\u2019edificio settecentesco appartenuto ai conti Valperga di Caluso, feudatari del luogo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e6\/35\/f3\/e635f3c87a8b9992fdbb4b9fc94d9ae5.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il viale di accesso al castello<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La struttura, dalle evidenti linee tardo-barocche, viene definita \u201c<strong>castello<\/strong>\u201d secondo l\u2019uso dei piemontesi che, allo stesso modo dei francesi, sono soliti estendere il significato di questo vocabolo ricomprendendovi residenze nobiliari ricostruite, o realizzate ex novo, in epoca moderna e ormai prive di connotazioni fortificate.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/fb\/34\/e9\/fb34e9b11f0d2a0ce3350ce100cec4a4.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il castello di Barone Canavese appare infatti come un\u2019elegante dimora nobiliare di campagna eretta <strong>nella prima met\u00e0 del Settecento<\/strong>, in forme tardo-barocche, sul sito di una pi\u00f9 antica fortificazione, d\u2019origine medievale, di cui non rimangono tracce evidenti. <\/p>\n\n\n\n<p>La residenza venne fatta costruire per volont\u00e0 dei <strong>conti Valperga di Caluso<\/strong>, proprietari del sito di Barone e titolari del feudo, che incaricarono della progettazione l\u2019architetto Costanzo Michela, cui si deve, come gi\u00e0 scritto, anche la realizzazione dell\u2019elegante chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta, in parte rimaneggiata nel corso dell\u2019Ottocento.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/3f\/2f\/61\/3f2f61f62f0d4ffb17734332f849b8cd.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Stanza con volta affrescata all&#8217;interno del castello di Barone<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 assistente e collaboratore dell\u2019architetto regio Filippo Juvarra, soprattutto in qualit\u00e0 di contabile, <strong>Costanzo Michela<\/strong> si specializz\u00f2 in seguito nella progettazione di edifici ecclesiastici, concentrando la propria attivit\u00e0 nell\u2019area canavesana, dove possiamo oggi ammirare le sue produzioni. L\u2019opera pi\u00f9 significativa, in cui il Michela sintetizz\u00f2 <strong>temi juvarriani<\/strong> e <strong>guariniani<\/strong>, \u00e8 la chiesa della confraternita di Santa Marta ad Agli\u00e8<strong>,<\/strong> che rappresent\u00f2 il suo secondo incarico (il primo aveva riguardato la chiesa parrocchiale di Barone).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/3e\/cb\/62\/3ecb62a4016b57e01695b2461fe8fb7b.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta d&#8217;insieme della chiesa di Barone Canavese, opera del Michela <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nella <strong>chiesa di Agli\u00e8<\/strong>, costruita tra il 1738\/40 e il 1760, la modellazione dell\u2019esterno, in laterizio secondo la tradizione piemontese, non ha attinenza con l\u2019organizzazione degli spazi interni, ma presenta una sua logica, determinata dal rapporto con il contesto urbano in cui l\u2019edificio \u00e8 inserito. <\/p>\n\n\n\n<p>Il gioco di <strong>parti curve e piane<\/strong>, con gli effetti di luce-ombra e pieno-vuoto, che caratterizzano il prospetto della chiesa, affiancata da un leggiadro campanile di forma triangolare, stupiscono l\u2019osservatore, ma \u00e8 soprattutto l\u2019interno a meravigliare per il dialogo attentamente studiato dal Michela tra gli arredi, le sculture lignee e gli stucchi, che non si limitano a una funzione decorativa, ma entrano a far parte del <strong>disegno architettonico<\/strong>, proponendo soluzioni ispirate alla cultura spagnola.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/da\/b4\/15\/dab415e9f7d94b246963c9466e7d5f26.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Agli\u00e8 &#8211; interno della chiesa di Santa Marta, progettata da Costanzo Michela <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Fra le altre realizzazioni del Michela, ricordiamo la facciata della chiesa della <strong>Santissima Trinit\u00e0 a Valperga<\/strong> e la chiesa di San Giacomo a Rivarolo, eretta tra il 1733 e il 1775 sui resti di un\u2019antica chiesa medievale.&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tornando al castello di Barone, la dimora, immersa in un rigoglioso parco, si mostra agli occhi del visitatore come una <strong>grande fabbrica incompiuta<\/strong>, caratterizzata nel disegno dallo stesso gioco di compenetrazione e intersecazione di spazi che ritroviamo nella chiesa di Santa Marta ad Agli\u00e8 e in altre opere del Michela, sospese tra tardo-barocco e rococ\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/6f\/2e\/90\/6f2e9084edc6c8f5fc74d92698c2927f.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Scorcio del castello di Barone Canavese<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Osservando il progetto del Michela, di cui si evidenzia la grandiosit\u00e0 rispetto all\u2019esistente, \u00e8 facilmente intuibile come il complesso residenziale ideato dall\u2019architetto canavesano per i conti Valperga di Caluso, signori di Barone, <strong>non sia mai stato portato a termine<\/strong>, e che l\u2019edificio oggi visibile corrisponda soltanto a una delle due maniche laterali, mancando completamente il padiglione centrale e la seconda ala, previsti nel disegno iniziale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/57\/d6\/44\/57d644c1ecb42d4216cd8c738a109762.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Planimetria del castello di Barone secondo il progetto originario di Costanzo Michela (solo la parte colorata in rosa \u00e8 stata effettivamente realizzata).<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il castello medievale di Barone, su cui si innesta la <strong>fabbrica settecentesca del Michela<\/strong>, ebbe vicende tormentate, finendo distrutto o comunque gravemente danneggiato, come altri castelli canavesani, in occasione delle scorrerie compiute in Canavese dai mercenari tedeschi gi\u00e0 al comando di Lodrisio Visconti nel 1339, l\u2019anno che segn\u00f2 l\u2019inizio del lungo conflitto conosciuto come \u201c<strong>Guerra del Canavese<\/strong>\u201d, di cui abbiamo una (parziale) descrizione nell\u2019opera \u201cDe bello canepiciano\u201d pubblicata dal cronachista e notaio novarese (ma in parte canavesano, in linea paterna) Pietro Azario (1312- post 1366).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/95\/69\/db\/9569db9ec950455c7a7e47f216cc8522.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Gli arredi di una sala interna del castello di Barone<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La guerra, secondo la ricostruzione dell\u2019Azario, aveva tratto origine dagli aspri contrasti tra le due famiglie comitali dei\u00a0<strong>Valperga<\/strong>, di parte ghibellina, e dei\u00a0<strong>San Martino<\/strong>, di parte guelfa, apparentate ma divise da accese rivalit\u00e0: i primi contavano sull\u2019appoggio dai\u00a0<strong>marchesi Paleologi del Monferrato\u00a0<\/strong>e i secondi erano forti dell\u2019alleanza stretta con i\u00a0<strong>principi di Savoia-Acaia<\/strong>, che al tempo governavano buona parte del Piemonte occidentale in qualit\u00e0 di vassalli dei conti di Savoia<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/7d\/e0\/e3\/7de0e3e1fc85e058a54647371d343863.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Dettaglio del salone circolare con volta affrescata<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Accanto a questi attori principali, che ricorsero ampiamente, com\u2019era d\u2019uso all\u2019epoca, ai servigi di mercenari e compagnie di ventura inglesi e tedesche, intervennero sulla scena bellica altri casati con interessi in Canavese, in particolare i&nbsp;<strong>conti di Biandrate<\/strong>, che, dagli originari possedimenti nel Novarese, s\u2019erano notevolmente espansi, acquisendo terre e ramificandosi in varie zone del Piemonte.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/36\/38\/c0\/3638c07e053522daefc31442312943a7.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Anche la comunit\u00e0 di Barone, con il suo castello, venne quindi coinvolta nel cruento conflitto, protrattosi fino al 1362 con esiti favorevoli ora all\u2019uno ora all\u2019altro dei&nbsp;<strong>contendenti in campo<\/strong>, ma che determin\u00f2, alla fine, il consolidamento in area canavesana della posizione dei principi di Savoia-Acaia, vassalli dei conti di Savoia, e dei marchesi del Monferrato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso Nel basso Canavese, sulle ondulazioni del bordo meridionale 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