{"id":6077,"date":"2022-07-08T14:34:48","date_gmt":"2022-07-08T14:34:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6077"},"modified":"2022-07-08T14:34:49","modified_gmt":"2022-07-08T14:34:49","slug":"borgate-alpine-del-piemonte-celle-di-bellino-nellantica-ciastelado-della-valle-varaita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6077","title":{"rendered":"Borgate alpine del Piemonte: Celle di Bellino nell\u2019antica &#8220;Ciastelado&#8221; della valle Varaita"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso<\/p>\n\n\n\n<p>Un tempo chiamata &#8220;Tabernieres\u201d, per l\u2019esistenza di una taverna che era un punto di riferimento per i viandanti diretti in Francia, la borgata, sita a oltre 1600 metri d&#8217;altitudine nell\u2019<strong>alta valle Varaita<\/strong>, venne ribattezzata \u201c<strong>Celle\u201d<\/strong> (<em>Lou S\u00e9les<\/em> nella parlata locale, d\u2019impronta provenzale alpina), toponimo che alcuni studiosi collegano alla presenza di un insediamento conventuale dedicato a Sant\u2019Antonio, di possibile fondazione templare, e altri riconducono invece al pendio sassoso osservabile attorno al villaggio.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ce\/3a\/f3\/ce3af3458f86ec213bcbc9f9169cfb13.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019aggregato di Celle \u00e8 una delle quattro borgate del cosiddetto <em>Carti\u00e9r n\u2019Aout, <\/em>cio\u00e8 <strong>Quartiere Alto<\/strong>, del vallone di Bellino (il Quartiere Basso \u00e8 il <em>Carti\u00e9r n\u2019Av\u00e0l<\/em>), una delle due diramazioni della valle Varaita che si dipartono all\u2019altezza del comune di Casteldelfino, l\u2019antico capoluogo della <strong>Castellata (<\/strong><em>Ciastelado), <\/em>ripartizione amministrativa, chiamata <em>Escarton<\/em>, che prese forma nella prima met\u00e0 del XIV secolo, insieme con quelle di Pragelato, Brian\u00e7on e del Queyras, come <strong>forma di autonomia<\/strong> riconosciuta ad alcune comunit\u00e0 alpine dai conti di Albon, conosciuti come Delfini dall\u2019emblema principale della loro arme dinastica. Nel 1349 la <strong>Castellata di Casteldelfino<\/strong>, che al tempo confinava con il marchesato di Saluzzo, venne incorporata nel Regno di Francia e dal 1713, con il trattato di Utrecht, entr\u00f2 a far parte del Regno di Sardegna, assoggettandosi all\u2019autorit\u00e0 dei Savoia.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ea\/27\/e5\/ea27e58aa7c5d1f0a6cca5e0d8efcef8.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Una delle stradine perpendicolari, chiamate &#8220;chint\u00e0no&#8221;, che attraversano la borgata.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La vicinanza di Celle al confine, dapprima fra marchesato di Saluzzo e Delfinato, poi tra Saluzzo e Francia e infine tra Francia e Regno di Sardegna, influenz\u00f2 la <strong>vocazione economica<\/strong> del villaggio di Celle e delle borgate dell\u2019alta valle di Bellino, favorendo la nascita di locande, punti di ristoro e alloggiamento per i viaggiatori, negozi per le provviste e botteghe di fabbri ferrai. &nbsp;Oltre alle attivit\u00e0 connesse al passaggio dei viandanti, a Celle sono documentati diversi manufatti legati al funzionamento delle <strong>macchine ad acqua<\/strong>, come mulini, battitoi per la lavorazione di canapa e lana, fucine. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/1f\/8e\/7f\/1f8e7f7c2f7bd819f3bdf5e39ec0c799.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L&#8217;abitato di Celle \u00e8 di notevole interesse sia per le <strong>architetture alpine<\/strong>, ben conservate, sia per il ricco patrimonio di affreschi parietali a carattere sacro e di meridiane. Come per tutti gli insediamenti umani d\u2019alta quota, la scelta del sito per fondare il villaggio \u00e8 stata condizionata da considerazioni riguardanti la <strong>messa in sicurezza<\/strong> da eventi naturali potenzialmente distruttivi, come piene alluvionali, frane, valanghe, la disponibilit\u00e0 di <strong>terreni coltivabili<\/strong>, a sua volta influenzata dalla protezione dai venti e dall\u2019esposizione solare (il versante solatio, <em>adr\u00e8ch<\/em>, preferito all\u2019<em>ubach<\/em>, rivolto a nord), la distanza rispetto ai tragitti commerciali e alle aree di scambio.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/22\/9b\/be\/229bbe9dd691e3801cce1b383bb18bf3.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nella disposizione delle abitazioni all\u2019interno del villaggio, pur in assenza di precise regole urbanistiche, si pu\u00f2 osservare una certa pianificazione, su cui hanno inciso fattori culturali, ma anche di <strong>natura orografica<\/strong>, strettamente legati alla conformazione dei suoli. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso di Celle, la notevole <strong>pendenza del terreno<\/strong> rispetto ad esempio al villaggio di Prafauchier, che \u00e8 una delle quattro borgate del <em>Carti\u00e9r n\u2019Aout<\/em> insieme con Chiazale e Sant\u2019Anna, ha determinato una maggiore complessit\u00e0 dell\u2019aggregato, con l\u2019addossamento delle case <strong>composto a scaletta <\/strong>secondo uno schema per cui le abitazioni retrostanti si impostano in comunione di muri su quelle antistanti. \u00a0<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/59\/9d\/01\/599d018b7afd6136408ae0dd5b2b204b.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019impostazione viaria del villaggio di Celle, inoltre, \u00e8 del <strong>tipo a scacchiera<\/strong>, con due strade principali parallele, di cui una corrispondente al <strong><em>Chemin Royal<\/em><\/strong> (o <em>Vi\u00f2 vieio<\/em>), l\u2019importante itinerario che collegava Casteldelfino e la Castellata alla Francia, e una serie di stradine perpendicolari, dette <em>quint\u00e0no<\/em>, che servono non solo a collegare le due vie principali e a consentire l\u2019accesso alle case, ma anche a raccogliere lo stillicidio dei tetti e convogliare a valle l\u2019acqua da essi derivante.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/93\/26\/f6\/9326f69b309d0b52f9755df70bfb4862.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nel 1522, con il permesso del vescovo di Torino, si edific\u00f2 a Celle una cappella intitolata alla<strong> Spirito Santo<\/strong>, eretta poi in parrocchia con la visita pastorale del 1770. Inoltre, nella parte ovest dell\u2019abitato \u00e8 presente la chiesa della Confraternita di San Siro. Strutture di uso comunitario, ancora oggi visibili, sono il forno, il lavatoio e le fontane pubbliche in pietra. \u00a0<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/a5\/8a\/d6\/a58ad627c6f2297b43f22c11480999e9.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tra gli elementi decorativi di pregio di cui \u00e8 ricco il villaggio, risalta la parete d&#8217;una casa affrescata con <strong>temi iconografici <\/strong>originali: una <strong>Trinit\u00e0 triandrica e cristomorfa<\/strong>, che \u00e8 un modo di rappresentare la Trinit\u00e0 considerato non pi\u00f9 appropriato dalla Chiesa a partire da met\u00e0 Settecento, la scena della Crocifissione vista da dietro con Maria e la Maddalena raffigurate in ginocchio, e una raffigurazione della Sindone di Torino sorretta da tre angeli, che richiama una devozione molto diffusa in Piemonte e negli Stati Sabaudi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d1\/14\/0c\/d1140c146f2c40ebc0a0980447f2a0b2.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;affresco parietale con la Trinit\u00e0 triandrica e cristomorfa (in alto) e l&#8217;ostensione del telo sindonico sorretto da tre angeli (in basso). <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Per completare il tour della borgata, consigliamo di visitare il <strong>Museo del Tempo e delle Meridiane,<\/strong> allestito nei locali della ex scuola elementare, che illustra le modalit\u00e0 messe a punto dai montanari per misurare il fluire del tempo e organizzare la giornata. L\u2019esposizione documenta, in particolare, l\u2019arte della gnomonica, presentando al pubblico gli elementi costitutivi e caratteristici di una meridiana.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/48\/e9\/76\/48e9766a4b044e5b3dd2237875329c7b.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Una delle meridiane affrescate sulle pareti delle abitazioni di Celle.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso Un tempo chiamata &#8220;Tabernieres\u201d, per l\u2019esistenza di una taverna che era un punto di riferimento per i viandanti diretti in&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6080,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[142,26,2321,14,27,86],"tags":[2391,3892,3900,3894,3893,3896,701,1003,3895,144,3897,30,488,3460,35,3899,3898,3151,3396,3891],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6077"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6077"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6077\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6079,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6077\/revisions\/6079"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6080"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6077"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6077"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6077"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}