{"id":6081,"date":"2022-07-13T09:06:46","date_gmt":"2022-07-13T09:06:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6081"},"modified":"2022-07-13T09:08:27","modified_gmt":"2022-07-13T09:08:27","slug":"acceglio-il-museo-di-arte-sacra-dellalta-valle-maira-e-le-opere-del-pittore-divisionista-matteo-olivero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6081","title":{"rendered":"Acceglio, il Museo di Arte Sacra dell\u2019Alta Valle Maira e le opere del pittore divisionista Matteo Olivero"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso <\/p>\n\n\n\n<p>Il Museo di Arte Sacra dell\u2019Alta Val Maira \u00e8 allestito dal 1998 negli spazi&nbsp; della <strong>Confraternita dell&#8217;Annunziata<\/strong> di Acceglio. Visto dall\u2019esterno, l\u2019edificio sacro che ospita la raccolta museale, con la sua semplice facciata culminante nel campanile a vela e le tracce ormai sbiadite di decorazione pittorica, \u00e8 il frutto di una serie di rifacimenti architettonici e aggiunte realizzati in epoche diverse.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/29\/30\/ad\/2930ad020faeeed38200ae9ddd22aa0d.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sono state ragioni di tutela a spingere la locale <strong>parrocchia di Acceglio<\/strong>, posta al centro di un\u2019area a forte spopolamento, con conseguente rischio di dispersione e depauperamento del patrimonio culturale religioso, ad assumere l\u2019iniziativa intesa alla creazione di una <strong>piccola realt\u00e0 museale <\/strong>in cui raccogliere, mettere in sicurezza e valorizzare i tanti oggetti d\u2019arte sacra presenti in chiese e cappelle disseminate nei villaggi montanti dell\u2019alta valle Maira.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c0\/08\/a2\/c008a2484dd437861057db119ef93097.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;affresco quattrocentesco della Piet\u00e0 inglobato nell&#8217;altare  <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In accordo con le Soprintendenze preposte, la Regione Piemonte, la Diocesi di Saluzzo e il Comune di Acceglio, si \u00e8 provveduto a <strong>selezionare e restaurare il materiale<\/strong>, esposto al pubblico secondo criteri di allestimento che tengono conto dell\u2019originaria destinazione dell\u2019edificio, preservando i segni lasciati dai secoli in cui questi spazi furono sede di culto e di adunanza dei fedeli.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/4a\/67\/d0\/4a67d09aadec1c77f17be1c2f803d569.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Oltre la porta settecentesca si apre al visitatore l&#8217;aula della chiesa: le teche che conservano i <strong>paramenti liturgici<\/strong> evocano la presenza e la funzione del clero, guidando l&#8217;occhio sino all&#8217;altare, pregevole per gli stucchi dipinti e dorati e per la <strong>pala dell&#8217;Annunciazione <\/strong>risalente alla met\u00e0 del Seicento. Nell\u2019altare \u00e8 inglobato l&#8217;<strong>affresco quattrocentesco della Piet\u00e0<\/strong>, avvicinato ai modi dei fratelli Biazaci di Busca.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/db\/ea\/c8\/dbeac895a18a74ef7950fc34fb38d1cc.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tra le collezioni risaltano per valore artistico una preziosa <strong>miniatura quattrocentesca<\/strong>, opera di un miniatore ligure-piemontese (1430-1440), ritagliata da una pagina di corale e raffigurante un episodio della vita di Santa Margherita, e <strong>tre pale di Vittorio Amedeo Rapous <\/strong>(Torino 1729-1800),databili agli anni sessanta del Settecento, dipinte per la chiesa dei Cappuccini di Acceglio, insediamento soppresso nel 1802.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/77\/fd\/3c\/77fd3c7d85f177e26f7835d6eafa4b86.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Considerato tra i pi\u00f9 eccelsi artisti del Settecento piemontese, influenzato dalla coeva pittura francese, il Rapous, oltre alla vasta produzione di pale d\u2019altare, lavor\u00f2 per la <strong>committenza sabauda<\/strong>, eseguendo, tra le varie opere, le sovrapporta per la Palazzina di Caccia di Stupinigi (1765-1768), dove \u00e8 anche conservato, nella cappella, uno dei suoi capolavori, la <strong><em>Visione di Sant\u2019Uberto<\/em><\/strong>. Caratteristico del Rapous \u00e8 il filone pittorico con quadri raffiguranti <strong>putti scherzosi<\/strong>, con significati allegorici, che richiamano le opere di Carlo Van Loo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/bd\/f5\/0c\/bdf50cb9d1acc2d9ad93a3e38da690d8.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sempre dalla chiesa dei Cappuccini di Acceglio proviene uno dei due dipinti attribuiti a <strong>Jean Claret<\/strong> (Fiandre, 1599 \u2013 Savigliano, 1679), che fu commissionato al pittore di origine fiamminga, ma naturalizzato piemontese, dalla facoltosa famiglia dei <strong>Taffini d\u2019Acceglio<\/strong>, dinastia di militari al servizio dei Savoia, proprietari dell\u2019omonima lussuosa dimora, nota come palazzo Taffini d\u2019Acceglio, costruita nell\u2019antico quartiere dei nobili, lungo l\u2019asse viario della Contrada Maestra, nel cuore di Savigliano.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/51\/c0\/7b\/51c07bfcb915182b528645d430cf6186.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda la pittura, si segnalano ancora una Sacra Famiglia alla maniera di <strong>Giovanni Angelo Dolce,<\/strong> vissuto tra la met\u00e0 del Cinquecento e il primo Seicento, figlio del pittore saviglianese Pietro Dolce, e una <strong>Madonna del Carmine<\/strong> accostabile ai modi di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo (1568-1625).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/32\/be\/a8\/32bea80b0214c7c56567feeea9625d26.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La quattrocentesca scultura della Madonna con Bambino, opera proveniente da San Martino di Stroppo.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Negli spazi del museo, dislocati sue due livelli, sono inoltre visibili opere di oreficeria e <strong>sculture d\u2019arte sacra<\/strong>, tra cui si distinguono un San Bernardo da Mentone, protettore dei valichi alpini, proveniente da Albaretto, la Madonna con Bambino da San Martino di Stroppo, il<strong> monumentale Crocifisso<\/strong> gi\u00e0 collocato nella Cappella di San Maurizio di Lausetto, tutti manufatti quattrocenteschi, e la settecentesca Madonna delle Grazie proveniente dall&#8217;omonima cappella di Acceglio.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ff\/21\/fe\/ff21fec60e8d25840246820e14445fbc.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il monumentale Crocifisso, opera quattrocentesca proveniente da San Maurizio di Lausetto<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L&#8217;ampliamento museale avviato nel 2000 ha portato all\u2019inaugurazione di nuove sale, tra cui quella dedicata alle devozioni locali, con una raccolta di tavolette ex-voto e di offerte votive, che comprendono i caratteristici <strong>nastri in seta<\/strong>, chiamati <em>liour\u00e9os<\/em>, tipici dell&#8217;abbigliamento della valle, e lo spazio destinato a ospitare le opere del pittore di Acceglio <strong>Matteo Olivero<\/strong> (Acceglio, 1879 &#8211; Saluzzo, 1932).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/0b\/80\/ff\/0b80ffb4827a741d86e37f438aee4e09.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Autoritratto, opera del pittore accegliese Matteo Olivero (1904). <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tra i maestri dimenticati del <strong>Divisionismo<\/strong>, vissuto tra la nat\u00eca valle Maira e Torino, l\u2019Olivero si dedic\u00f2 in una prima fase della sua arte a temi sociali, stringendo amicizia con Pellizza da Volpedo, per poi trasferirsi nuovamente nel Saluzzese, sostenuto dalla madre e da alcuni affezionati collezionisti, concentrandosi su temi legati alla natura e alla montagna. <\/p>\n\n\n\n<p>Mor\u00ec tragicamente nel 1932, lanciandosi dalla finestra del suo studio a Verzuolo, incapace di superare il dolore dovuto alla morte dell\u2019amata madre, avvenuta due anni prima. A lui \u00e8 dedicata la <strong>Pinacoteca Matteo Olivero<\/strong> di Saluzzo, dove sono esposte molte delle sue opere, realizzate con tecnica ineccepibile.&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I luoghi:<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.comune.acceglio.cn.it\/Home\/Guida-al-paese?IDPagina=38446\">Museo di Arte Sacra dell\u2019Alta Valle Maira ad Acceglio <\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/visitsaluzzo.it\/tema\/pinacoteca-matteo-olivero\/\">Pinacoteca Matteo Olivero di Saluzzo <\/a><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tutte le foto pubblicate sono di <strong>Roberto Beltramo<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso Il Museo di Arte Sacra dell\u2019Alta Val Maira \u00e8 allestito dal 1998 negli spazi&nbsp; della Confraternita dell&#8217;Annunziata di Acceglio. Visto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6084,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,26,2321,495,14,679,27,86],"tags":[1090,671,3111,701,3902,3904,1724,703,2629,682,3901,3905,30,303,3903,2497,1477],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6081"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6081"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6081\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6086,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6081\/revisions\/6086"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6084"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6081"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6081"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6081"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}