{"id":6112,"date":"2025-02-14T10:36:15","date_gmt":"2025-02-14T10:36:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6112"},"modified":"2025-02-14T10:37:53","modified_gmt":"2025-02-14T10:37:53","slug":"jouvenceaux-una-borgata-valsusina-tra-architetture-montane-grandi-fontane-in-pietra-e-antichi-affreschi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6112","title":{"rendered":"Jouvenceaux, una borgata valsusina tra architetture montane, fontane in pietra e antichi affreschi"},"content":{"rendered":"\n<p>Testo e foto di Paolo Barosso<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>borgata alpina di Jouvenceaux<\/strong> s\u2019incontra percorrendo la strada che sale dalla piana di Oulx ai 1.500 metri d&#8217;altitudine di Sauze d\u2019Oulx, di cui \u00e8 frazione, nell\u2019alta valle di Susa.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/21\/77\/d9\/2177d9039e0db67836829635047fded1.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Una camminata nell\u2019abitato consente di ammirare architetture montane recuperate in modo impeccabile, tra solidi muri in pietra e tetti in losa. Come molti villaggi dell\u2019alta valle, anche Jouvenceaux conserva <strong>due splendide fontane in pietra<\/strong>, che erano strutture di uso comunitario al servizio degli abitanti della borgata, al pari del forno per la cottura del pane e del mulino per la produzione delle farine.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/0e\/a7\/6b\/0ea76bcc52b35a20ee971013213b2915.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Le due fontane monumentali, provviste di torretta centrale e grande vasca per la raccolta dell\u2019acqua, utilizzabile anche per l\u2019abbeveraggio degli animali, si richiamano a un modello diffuso <strong>in area delfinale<\/strong>, cui l\u2019alta valle della Dora Riparia appartenne politicamente e culturalmente per diversi secoli, fino al 1713, quando il <strong>trattato di Utrecht<\/strong>, seguito alla Guerra di Successione Spagnola, ne decret\u00f2 il passaggio, insieme con la val Pragelato, corrispondente all\u2019alta valle del Chisone, e alla Castellata, nome che indicava il tratto superiore della valle Varaita, al <strong>ducato di Savoia<\/strong>, poi regno di Sardegna.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/72\/58\/4b\/72584b47cbc69737fb510e52e64d71ff.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La bellissima vasca ottagonale della fontana realizzata attorno al 1660 per la Prevostura di Oulx e poi trasferita a Jouvenceaux.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il primo manufatto in cui ci si imbatte addentrandosi nella frazione balza all\u2019occhio per <strong>l\u2019elegante sinuosit\u00e0 delle forme<\/strong>: i bordi della grande vasca si presentano mossi, ricurvi, quasi a rivelare suggestioni barocche. La fontana, datata attorno al 1660, non era in origine posizionata a Jouvenceaux, ma nel piazzale antistante la <strong>Prevostura di San Lorenzo di Oulx<\/strong>, come ci suggerisce l\u2019arme scolpita sulla superficie esterna d\u2019una delle lastre che compongono la vasca, in cui si riconoscono gli emblemi araldici della nobile famiglia dei de Birague, cui apparteneva il committente dell\u2019opera, il prevosto <strong>Ren\u00e9 de Birague<\/strong>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/80\/78\/4f\/80784fec363c5075e3911ef6f1f57678.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L&#8217;arme della nobile famiglia dei de Birague campeggia al centro d&#8217;una delle otto lastre che formano la vasca della fontana.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il de Birague resse infatti la Prevostura di Oulx proprio negli anni in cui fu realizzata la fontana, nella seconda met\u00e0 del Seicento. Egli \u00e8 indicato come il <strong>principale artefice<\/strong> della rinascita dell\u2019importante polo religioso valsusino, affermazione di cui si trova riscontro nell\u2019epigrafe latina incisa sopra il portale del Palazzo del Prevosto, sua residenza: \u201c<strong><em>Sub Renato renata<\/em><\/strong>\u201d, cio\u00e8 rinata sotto Renato di Birague.<\/p>\n\n\n\n<p>A seguito delle <strong>soppressioni napoleoniche degli enti ecclesiastici<\/strong>, la Prevostura di Oulx nel primo Ottocento venne spogliata dei propri beni, che andarono in buona parte dispersi, e la grande vasca con la fontana fu smantellata e trasportata a Jouvenceaux, dove oggi, per fortuna, possiamo ancora ammirarla in tutta la sua imponenza.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c0\/af\/6b\/c0af6b6890fe6138ae133a31e5dfe2d3.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La seconda grande fontana di Jouvenceaux, costruita nel 1555 e ornata con emblemi araldici del Delfinato e del Regno di Francia.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il secondo manufatto si trova poco pi\u00f9 in alto, nelle vicinanze della cappella di Sant\u2019Antonio Abate, e presenta una <strong>vasca ottagonale<\/strong>, indice di maggiore antichit\u00e0 rispetto alle fontane pi\u00f9 recenti, di fattura ottocentesca, che hanno vasche pi\u00f9 semplici, rettangolari o quadrate. La data incisa su una delle lastre in pietra \u00e8 infatti il 1555: inoltre i bordi esterni mostrano una decorazione ispirata all\u2019<strong>emblematica delfinale <\/strong>e francese, con i delfini e i gigli, elementi che riconducono l\u2019esecuzione del manufatto al periodo di appartenenza di Jouvenceaux e dell\u2019alta valle della Dora al Regno di Francia, che nel 1349 aveva incorporato i territori dei conti di Albon, conosciuti anche come i Delfini del Viennois, da cui la denominazione di Delfinato.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/6c\/ce\/35\/6cce35fd7f7f6675c1bf146b3d2cce60.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La cappella di Sant&#8217;Antonio Abate vista dalla fontana cinquecentesca. <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Proseguendo la visita della borgata, oltre la seconda fontana, s\u2019incontra la pi\u00f9 significativa testimonianza storico-artistica della frazione, la <strong>cappella di Sant\u2019Antonio Abate<\/strong>, di costruzione quattrocentesca, vero e proprio scrigno di arte sacra. La chiesa \u00e8 dedicata a Sant\u2019Antonio, considerato padre fondatore del monachesimo, vissuto in Egitto tra III e IV secolo, venerato quale protettore degli animali e spesso invocato in veste di taumaturgo, per implorare la guarigione dal cosiddetto \u201c<strong>fuoco di Sant\u2019Antonio<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/8e\/bc\/19\/8ebc19664532d68bb46fed71e62e3110.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La cappella quattrocentesca di Sant&#8217;Antonio Abate con gli affreschi esterni attribuiti alla scuola pittorica dei fratelli Serra di Pinerolo.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>L\u2019espressione, impiegata ancora oggi, era utilizzata per identificare non soltanto l\u2019Herpes zoster, malattia di origine virale, ma anche una serie di altre patologie, come l\u2019erisipela, infezione batterica della pelle, e l\u2019<strong>ergotismo<\/strong>, grave malattia tossica di origine alimentare causata dall\u2019ingestione di segale cornuta (contaminata da un fungo parassita), capaci di provocare intensi dolori e bruciori, accompagnati da estesa necrotizzazione dei tessuti e disturbi a livello psichico con forme di allucinazione.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/4f\/62\/77\/4f6277c7ee2399bb07601a83d79a395c.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La grande scena del Giudizio universale dipinta sulla facciata della cappella.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>I <strong>canonici regolari di Sant\u2019Antonio di Vienne<\/strong>, detti \u201cantoniani\u201d, fondatori alla fine del XII secolo della Precettoria di Sant\u2019Antonio di Ranverso in bassa valle di Susa, si specializzarono nella cura dell\u2019Herpes zoster, dell\u2019ergotismo e di patologie affini, ricavando dai maialini selvatici, marchiati come segno di riconoscimento con il Tau, emblema dell\u2019ordine, il grasso necessario alla preparazione del medicamento che veniva applicato sulla cute ammalata, con effetto lenitivo dei bruciori.<\/p>\n\n\n\n<p>La cappella mostra un ricco <strong>apparato pittorico<\/strong>, che riveste le pareti esterne e si sviluppa anche all\u2019interno, ricondotto dalla critica alla scuola pittorica dei <strong>fratelli Serra di Pinerolo<\/strong> e datato tra fine Quattrocento e primo Cinquecento.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/5a\/71\/9f\/5a719fce2bed31cc01099b5ed6be0d28.jpg\" alt=\"\" style=\"width:736px;height:552px\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cappella di Sant&#8217;Antonio Abate: dettaglio della scena del Giudizio universale. <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>All\u2019esterno vi \u00e8 un ciclo di affreschi che appare largamente ispirato a temi escatologici e di ammonimento morale, con la grande scena del <strong>Giudizio universale<\/strong> dipinta in facciata e, sulla parete di sinistra, sei riquadri di dimensioni differenti con la scena dell\u2019Annunciazione, la Comunione, la Confessione, le figure di San Michele e Sant\u2019Antonio Abate, e un grande <strong>San Cristoforo<\/strong>, santo legato alle vie del pellegrinaggio, in probabile correlazione con la diramazione valsusina della Via Francigena e con il tragitto della Via Micaelica che attraversa la valle di Susa passando per la Sacra di San Michele.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019interno della cappella, interessato nell\u2019anno 2000 da un importante cantiere di restauro, custodisce un altro ciclo pittorico che ripropone <strong>scene della vita di Sant\u2019Antonio Abate<\/strong> mostrando analogie con gli affreschi di Ranverso, Salbertrand e Savoulx.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una passeggiata nell\u2019abitato di Jouvenceaux, frazione di Sauze d&#8217;Oulx, consente di ammirare architetture montane recuperate in modo impeccabile, tra solidi muri in pietra e tetti in losa. 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