{"id":6149,"date":"2022-09-22T11:03:05","date_gmt":"2022-09-22T11:03:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6149"},"modified":"2022-09-22T15:13:07","modified_gmt":"2022-09-22T15:13:07","slug":"saluzzo-1511-nascita-di-una-diocesi-la-cattedrale-di-maria-vergine-assunta-e-il-suo-patrimonio-darte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6149","title":{"rendered":"Saluzzo 1511: nascita di una diocesi. La cattedrale  di Maria Vergine Assunta e il suo patrimonio d&#8217;arte."},"content":{"rendered":"\n<p><em>Testo e foto di Paolo Barosso <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Era il mese di ottobre 1511 quando, per decisione di <strong>papa Giulio II,<\/strong> al secolo il ligure Giuliano Della Rovere, la citt\u00e0 di Saluzzo ottenne la cattedra vescovile, divenendo sede di diocesi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/8c\/3e\/68\/8c3e680fe1ec27bbe4656d87f8187fb7.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta della facciata in cotto, con sezione centrale intonacata e l&#8217;alta ghimberga che incornicia il portale centrale.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il prestigioso traguardo rappresent\u00f2 il successo della politica religiosa condotta dai marchesi di Saluzzo, frutto in particolare dell&#8217;impegno profuso da <strong>Margherita di Foix de Candale<\/strong>, seconda moglie del marchese Ludovico II e, dopo la morte del marito, nominata reggente del marchesato dal 1504 al 1528.<\/p>\n\n\n\n<p>Margherita visse l&#8217;apice dello <strong>splendore artistico e culturale <\/strong>di Saluzzo, che fu, per\u00f2, concomitante al manifestarsi dei primi segni dell&#8217;inesorabile declino politico-militare cui il piccolo Stato sarebbe andato incontro dopo la morte di Margherita e che avrebbe raggiunto il culmine con la scomparsa dell&#8217;ultimo marchese, Gabriele, avvenuta nel 1548.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/72\/87\/ac\/7287ac73d4da21fb6a81785df43a23de.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La ghimberga centrale con, ai lati, le due statue in cotto raffiguranti i santi Pietro e Paolo, opere del primo Cinquecento.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L&#8217;edificio ecclesiastico che dal 1511 ai nostri giorni ha rivestito il ruolo di Cattedrale, con la dedicazione a <strong>Maria Vergine Assunta<\/strong>, sorse sul luogo dove in precedenza esisteva la pieve di Santa Maria, gi\u00e0 attestata nella seconda met\u00e0 del XII secolo nella zona pianeggiante esterna alle mura cittadine. Risale al 1481, con bolla di papa Sisto IV, l&#8217;erezione dell&#8217;antica pieve in <strong>Collegiata<\/strong>, seconda chiesa della citt\u00e0 per importanza dopo la chiesa conventuale di San Giovanni, situata nella parte alta del nucleo urbano e prediletta dai marchesi, che l&#8217;avevano prescelta come sepolcreto dinastico.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/74\/50\/8f\/74508fddc34f5bb4214552dcab6daee2.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;interno della cattedrale con la decorazione ottocentesca in stile &#8220;gotico flamboyant&#8221;.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>I lavori di rinnovamento della Collegiata vennero avviati nel 1491 e conclusi nel primo Cinquecento, conferendo alla chiesa <strong>l&#8217;aspetto tardo-gotico<\/strong> che tuttora conserva, a tre navate con abside poligonale, alterato per\u00f2 all&#8217;interno dalla campagna decorativa eseguita tra il 1850 e il 1856 in stile &#8220;gotico flamboyant&#8221;, in conformit\u00e0 con il gusto in voga nella corte sabauda dell&#8217;epoca.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/a3\/9f\/b1\/a39fb130ce22d5049c17a45561fbcd9c.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il magnifico crocifisso quattrocentesco che sovrasta la navata centrale.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Notevoli sono i capolavori artistici di cui si fregia l&#8217;edificio, in cui operarono in epoche diverse insigni pittori e scultori come <strong>l&#8217;intagliatore pavese Baldino Di Surso<\/strong>, ritenuto autore nella seconda met\u00e0 del XV secolo del grande Crocifisso appeso all&#8217;arco trionfale della navata, il <strong>piccard Hans Clemer<\/strong>, cui si attribuiscono gli affreschi delle lunette dei portali esterni (con le raffigurazioni di Chiaffredo e Costanzo, santi protettori della diocesi saluzzese) e il prezioso polittico un tempo collocato sull&#8217;altar maggiore (1500 ca), il <strong>maestro veneziano Sebastiano Ricci<\/strong>, esecutore della tela raffigurante l&#8217;Adorazione dei Pastori, risalente al primo decennio del Settecento, lo <strong>scultore luganese Carlo Giuseppe Plura,<\/strong> cui vennero commissionate le undici statue in legno tinteggiate in biacca bianca poste ad ornamento del grandioso altare maggiore realizzato nel primo ventennio del Settecento.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/94\/b8\/3c\/94b83c58608b7d2950b33a31c66ae092.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il grandioso altare maggiore con le undici statue realizzate dal luganese Carlo Giuseppe Plura.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Interessante \u00e8 il grande affresco di gusto storicista visibile sulla parete della controfacciata, realizzato dal <strong>pittore Francesco Mensi<\/strong> di Alessandria (1800-1888), che vi rappresent\u00f2 l&#8217;incontro tra il savoiardo San Francesco di Sales, vescovo di Ginevra, e il beato Giovenale Ancina, vescovo di Saluzzo, effettivamente avvenuto nel maggio 1603 a Carmagnola, un tempo piazzaforte del marchesato di Saluzzo, ma ambientato dall&#8217;autore sul sagrato della cattedrale di Saluzzo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/97\/05\/10\/9705108649ceebd43e17b7a737050e24.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;affresco di gusto storicista che rappresenta l&#8217;incontro tra San Francesco di Sales e il beato Giovenale Ancina.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Concludiamo questa breve descrizione della cattedrale saluzzese con un aneddoto legato al mondo del vino e, in particolare, a una produzione tipica delle colline circostanti, i<strong>l Pelaverga<\/strong>, che, secondo la tradizione, avrebbe avuto un suo ruolo nel favorire la promozione di Saluzzo a sede diocesana nel 1511.<\/p>\n\n\n\n<p>In base alla testimonianza di Giovanni Andrea Saluzzo signore di Castellar e Paesana, autore d\u2019un diario, il&nbsp;<em><strong>Charneto<\/strong><\/em>, in cui descrive avvenimenti compresi tra il 1482 e il 1528, un certo quantitativo del profumato vino prodotto nella valle Bronda&nbsp;<em>(\u2026\u00e8l bon vin che j piasia a lo papa Julio)<\/em>&nbsp;venne inviato a Roma dalla reggente del Marchesato, <strong>Margherita di Foix<\/strong>, (che egli, per disaccordi politici, giudicava con severit\u00e0 definendola \u201c<em>madama capricciosa e tiranna<\/em>\u201d) per innaffiare la tavola di papa Giulio II.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/46\/89\/a5\/4689a565bb671a8342bb8e80895011b1.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Grappoli di Pelaverga delle colline saluzzesi.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il combattivo pontefice ne apprezz\u00f2 a tal punto le qualit\u00e0 da ordinare ogni anno una&nbsp;<em>trantena di botalli de vino de Pagno e de Chastella&nbsp;<\/em>(Castellar), destinandoli alle cantine papali. Si racconta che il gradito omaggio, seguito da cospicui ordinativi, abbia aiutato Margherita a ingraziarsi papa Giulio II, persuadendolo a concedere l\u2019agognata cattedra episcopale alla citt\u00e0 di Saluzzo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo e foto di Paolo Barosso Era il mese di ottobre 1511 quando, per decisione di papa Giulio II, al secolo il ligure&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6157,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,26,730,2321,495,14,27],"tags":[3983,3984,3992,3527,3987,3982,3991,3990,634,1095,3986,2622,1298,3993,1486,39,30,3989,488,3988,3269],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6149"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6149"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6149\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6158,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6149\/revisions\/6158"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6157"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6149"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6149"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6149"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}