{"id":6303,"date":"2022-11-22T16:25:43","date_gmt":"2022-11-22T16:25:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6303"},"modified":"2022-11-22T16:57:56","modified_gmt":"2022-11-22T16:57:56","slug":"itinerario-a-chieri-da-casa-bertone-alla-chiesa-di-san-giorgio-tra-architetture-medievali-barocco-e-neoclassico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6303","title":{"rendered":"Itinerario a Chieri: da casa Bertone alla chiesa di San Giorgio Martire tra architetture medievali, barocche e neoclassiche"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso<\/p>\n\n\n\n<p>Una passeggiata nel <strong>centro antico di Chieri<\/strong>, tra architetture medievali, sovrapposizioni barocche e inserimenti neoclassici, \u00e8 capace di rivelare, ogni volta, angoli nuovi e affascinanti scoperte: tra questi, proponiamo oggi un breve itinerario che conduce dalla via maestra, attraverso l\u2019antico quartiere Vairo, fino alla sommit\u00e0 della collina di San Giorgio, dove \u00e8 conservata, all\u2019interno della chiesa dedicata al martire, la <strong>campana di San Giorgio<\/strong>, ritenuta dagli studiosi la pi\u00f9 antica del Piemonte.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d4\/03\/fc\/d403fc529339308d4f948be8caecd78f.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta di Chieri dalla collina di San Giorgio.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Lasciato l\u2019asse commerciale della via maestra, oggi via Vittorio Emanuele II, imbocchiamo <strong>via Visca<\/strong>, uno dei vicoli d\u2019impianto medievale che s\u2019inerpicano lungo i fianchi della collina. La strada che percorriamo, stretta e tortuosa, \u00e8 l\u2019antica <strong>contrada dei Balbo<\/strong>, che attraversa il quartiere Vairo, contesto urbano caratterizzato dall\u2019edilizia signorile del tardo Medioevo, quando le famiglie dell\u2019aristocrazia chierese, dopo aver accumulato ingenti fortune con l\u2019esercizio dei commerci e con l\u2019attivit\u00e0 finanziaria collegata alla gestione delle \u201ccasane\u201d, banchi di cambiavalute e di prestito di denaro su pegno, investirono i loro capitali per<strong> l\u2019abbellimento estetico<\/strong> delle proprie dimore, impreziosendone gli interni con soffitti lignei e decori pittorici.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f5\/99\/6d\/f5996da58e72b29ddbc305c64639b1e4.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Uno dei vicoli d&#8217;impianto medievale che salgono dalla via maestra verso la collina di San Giorgio.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La prima tappa del nostro itinerario si trova al civico 4 di via Visca, all\u2019interno degli spazi commerciali dell\u2019orologeria e gioielleria Ceppi, dove fa bella mostra di s\u00e9 un sorprendente <strong>soffitto ligneo dipinto a cassettoni<\/strong> che, in origine, doveva essere quello della <em>Sala Magna<\/em> dell\u2019abitazione di propriet\u00e0 della <strong>famiglia Bertone<\/strong>, facoltosa stirpe appartenente al <strong>consorzio dei Balbo<\/strong> insieme con i Simeoni, i Lanfranchi e gli stessi Balbo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/41\/5b\/7b\/415b7b14c116185e105ecfc89bc35e77.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Lo spettacolare soffitto ligneo dipinto di casa Bertone.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Risale a un esponente di spicco della famiglia, <strong>Gianardo (o Giovanardo) Bertone<\/strong>, giurista e consigliere dei duchi di Savoia, l\u2019iniziativa che port\u00f2, nella seconda met\u00e0 del Quattrocento, alla ristrutturazione e all\u2019aggiornamento stilistico del blocco edilizio del quartiere Vairo che ospitava la dimora di famiglia, con l\u2019affidamento alle maestranze chieresi dei Fantini dell\u2019incarico per la realizzazione di <strong>uno dei soffitti decorati \u201cpi\u00f9 spettacolari e narranti dell\u2019intero Piemonte\u201d, <\/strong>eseguito tra il 1455 e il 1460, significativa testimonianza del livello di raffinatezza estetica raggiunta dal ricco patriziato chierese nell\u2019autunno del Medioevo<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/cd\/1d\/c4\/cd1dc4f241970241cf3c2724cb43f89b.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Dettaglio del soffitto di casa Bertone con le tavolette dipinte.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il soffitto ligneo appare popolato da una selva di immagini che attingono al repertorio iconografico dell\u2019araldica, con le <strong>arme<\/strong> dei Bertone e di gruppi familiari a loro legati, quasi a voler ricostruire, a beneficio del visitatore, la propria storia dinastica attraverso l\u2019intreccio delle <strong>alleanze matrimoniali<\/strong>, ma anche ai bestiari medievali, con una serie di figure antropomorfe e zoomorfe, mostruose, ibride, chimeriche (spicca il cavallo con le zampe anteriori in forma di mano umana), dai molteplici <strong>richiami simbolici<\/strong>, e vi si riscontra altres\u00ec il riflesso del gusto, tipico del periodo, per le scene allegoriche con valenza di <strong>insegnamento morale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/87\/3b\/cc\/873bccac31ea973a66ddc2e402f094f1.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il fronte verso strada del gotico palazzo Valfr\u00e8.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Riprendendo il cammino verso la sommit\u00e0 della collina, imbocchiamo <strong>via San Giorgio<\/strong>, dove, proprio all\u2019inizio della strada, troviamo uno degli edifici civili pi\u00f9 rappresentativi e meglio conservati del gotico chierese, <strong>palazzo Valfr\u00e8<\/strong>, che fu una delle propriet\u00e0 pi\u00f9 importanti della potente <strong>famiglia Mercadillo<\/strong>, cui apparteneva anche il prospiciente <strong>palazzo Opesso<\/strong>, oggi utilizzato come sede di mostre e attivit\u00e0 culturali.<\/p>\n\n\n\n<p> Costruito tra la fine del Trecento e il primo Quattrocento, palazzo Valfr\u00e8, grazie ai recenti restauri, \u00e8 tornato a mostrare, sul fronte verso strada, l\u2019impostazione originaria della facciata, con il portico al piano terreno, oggi coperto, ma leggibile nella successione di colonne e arcate, e la sequenza di <strong>grandi monofore al primo piano<\/strong>, cui corrisponde la fila di bifore pi\u00f9 piccole al livello superiore.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/fd\/13\/41\/fd1341c4d8a519223e3c069069bfaebf.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Piazza Mazzini: la facciata di gusto classicheggiante della chiesa di San Guglielmo d&#8217;Aquitania e, sulla sinistra, il complesso di palazzo Mercadillo, sede del comune di Chieri per circa 400 anni. <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>A breve distanza, prima di affrontare il tratto pi\u00f9 ripido della salita, sostiamo in piazza Mazzini, l\u2019antica <em><strong>platea marchadilli<\/strong><\/em>, attorno a cui si concentravano le propriet\u00e0 dell\u2019illustre famiglia chierese. <\/p>\n\n\n\n<p>Qui si trova la chiesa di <strong>San Guglielmo d\u2019Aquitania, <\/strong>protettore della citt\u00e0 di Chieri insieme con San Giorgio Martire. Grazie alla sua facciata di gusto classicheggiante, l\u2019edificio di culto si distingue in modo marcato nel panorama architettonico chierese, inserendosi con<strong> effetto scenografico<\/strong> in questo spicchio di citt\u00e0 in collegamento visivo con il maestoso Arco di Trionfo, eretto nel tardo Cinquecento in onore del duca Carlo Emanuele I e della consorte, Micaela Caterina di Asburgo-Spagna.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/a3\/6e\/11\/a36e11cc69774f1f2935ca969c917b3a.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La facciata della chiesa di San Guglielmo di Aquitania. <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La chiesa, sede della <strong>Confraternita dello Spirito Santo<\/strong> dal 1576, esisteva gi\u00e0 nel XIII secolo, quando il comune di Chieri vi teneva le riunioni consiliari in caso di alta partecipazione di pubblico, ma venne ricostruita in forme gotiche alla fine del Quattrocento e ulteriormente rimaneggiata tra tardo Seicento e Settecento con la riplasmazione dell&#8217;edificio in chiave barocca. <\/p>\n\n\n\n<p>Incerto l\u2019intervento dell\u2019architetto sabaudo <strong>Michelangelo Garove<\/strong> (1648-1713), si devono invece all\u2019architetto Francesco Benedetto Feroggio i progetti per la rivisitazione dell\u2019apparato decorativo interno e per la nuova facciata, che per\u00f2 tard\u00f2 ad essere realizzata, vedendo la luce solo nel 1840.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/02\/69\/f4\/0269f43b12f2e355ed1ee59384017e21.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il movimentato prospetto barocco della chiesa di San Filippo Neri.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>All\u2019interno della chiesa, in una nicchia, sono custodite le reliquie di <strong>San Teodoro martire<\/strong> (o San Teodoro di Roma) di cui si conserva lo scheletro intero, portato qui da Roma, dove era stato estratto dalle catacombe, alla met\u00e0 del Settecento e ricomposto grazie all\u2019intervento di un chirurgo.<\/p>\n\n\n\n<p>Con una breve digressione dall\u2019itinerario e tornando sulla via maestra di Chieri, l\u00e0 dove in origine sussistevano le abitazioni medievali della <strong>famiglia Broglia<\/strong>, esponenti di punta del patriziato chierese, ammiriamo le forme barocche della chiesa dell\u2019Immacolata Concezione, detta di <strong>San Filippo Neri<\/strong>, in quanto appartenuta alla Congregazione dell\u2019Oratorio fondata da San Filippo Neri, inventore dell\u2019oratorio come luogo di preghiera e di cultura musicale nella Roma del Cinquecento.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d4\/5b\/0d\/d45b0d68ffea80e8f94edeb07ee2a206.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il sontuoso interno della chiesa di San Filippo Neri con gli stucchi del maestro Pietro Somasso. <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Osservando la facciata, splendida \u201c<strong>macchina teatrale<\/strong>\u201d con accentuato sviluppo verticale costruita nel 1720 su disegno di architetto ignoto, notiamo, all\u2019interno di nicchie, le statue di santi significativi per la storia della chiesa o strettamente legati all\u2019orizzonte devozionale dello Stato Sabaudo: San Filippo Neri, San Carlo Borromeo, San Francesco di Sales e <strong>San Valentino martire<\/strong> (le cui reliquie, estratte dal cimitero di Calepodio a Roma, sono conservate all\u2019interno della chiesa, in quanto donate ai Padri Filippini della citt\u00e0 natale dal cittadino chierese Giuseppe Antonio Gabaleone di Wakerbarth, che fu ambasciatore della Santa Sede presso il re di Polonia e che le aveva, a sua volte, ricevute in dono da papa Clemente XII).<\/p>\n\n\n\n<p>La chiesa, che conserva del periodo gotico il campanile, offre al visitatore un interno seicentesco, progettato dall\u2019architetto <strong>Antonio Bettino da Lugano<\/strong>, splendidamente decorato dagli stucchi del <strong>maestro Pietro Somasso<\/strong>, artista di origine luganese, oltre a numerose tele, di Daniel Seyter, Stefano Maria Legnani detto il Legnanino, Claudio Francesco Beaumont e Mattia Franceschini.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/2d\/26\/58\/2d26588706962eb7b335f69fa02e1ac6.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Chiesa di San Filippo Neri &#8211; l&#8217;altare maggiore.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tornando sulle nostre orme, in piazza Mazzini, possiamo soffermarci, alla sinistra della chiesa di San Guglielmo, sul prospetto quattrocentesco di <strong>palazzo Marcadillo<\/strong>, che, derivato dall\u2019unione di due edifici pi\u00f9 antichi, fu adibito a sede del comune di Chieri per circa quattrocento anni. Il lato sinistro del complesso, oggi sede di un\u2019istituzione scolastica privata, mostra invece un\u2019aggraziata architettura barocca, scandita da membrature e coronata da una balaustra, capolavoro dell\u2019architetto chierese <strong>Mario Ludovico Quarini<\/strong> (1736-1800).<\/p>\n\n\n\n<p>Proseguendo l\u2019itinerario, raggiungiamo la cima della collina di San Giorgio, sede del nucleo primigenio della Chieri medievale, dove il <strong>vescovo torinese Landolfo<\/strong> nell\u2019XI secolo fece erigere un <em>castrum<\/em> a presidio del sito. Qui sorge la chiesa di San Giorgio Martire, oggi caratterizzata, nelle sue linee architettoniche e nell\u2019apparato decorativo interno, dalla commistione di pi\u00f9 stili, gotico, barocco e neogotico.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/24\/02\/39\/2402392779cce62dc18c2b09334f35aa.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La facciata del lato sinistro di palazzo Mercadillo, capolavoro del chierese Mario Ludovico Quarini.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La torre che la affianca, inglobata nella prima campata della navata laterale sinistra, \u00e8 quanto sopravvive dell\u2019originario insediamento fortificato, poi divenuto di pertinenza comunale. Eretta nel Trecento come torre municipale e utilizzata in seguito come campanile della nuova chiesa, appare sovrastata da una curiosa <strong>struttura a pagoda<\/strong>, dagli echi orientaleggianti, aggiunta in et\u00e0 barocca.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso del Quattrocento, la primitiva chiesa di San Giorgio, di fondazione romanica, venne ricostruita secondo i canoni dell\u2019<strong>architettura gotica, <\/strong>ancora oggi percepibili, nonostante gli interventi successivi, soprattutto nella conformazione esterna dell\u2019abside, a pianta poligonale. Il cantiere di et\u00e0 barocca port\u00f2 a una radicale trasformazione dell\u2019edificio di culto, che nel Settecento fu poi dotato di una nuova facciata, realizzata forse su disegno dell\u2019<strong>architetto Bernardo Antonio Vittone, <\/strong>il cui intervento su San Giorgio non ebbe solo una finalit\u00e0 scenografica, ma funzionale, dovendosi ridare stabilit\u00e0 alla struttura gotica e incorporarla nella costruzione barocca.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/1b\/df\/f1\/1bdff18a3784324f190ec430fc34e1a8.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;abside gotica della chiesa di San Giorgio Martire.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019interno della chiesa, rivisitato nelle decorazioni secondo il gusto neogotico, con inserzioni liberty, custodisce numerose opere d\u2019arte sacra tra cui, nella cappella a sinistra dell\u2019altar maggiore, un bellissimo <strong>busto reliquiario di San Giorgio<\/strong>, notevole testimonianza di oreficeria medievale, risalente al Trecento.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro breve itinerario si conclude con una curiosit\u00e0. Appena varcata la soglia d\u2019ingresso della chiesa, all\u2019interno di un vano, troviamo esposta la <strong>campana bronzea di San Giorgio<\/strong>, commissionata dal comune di Chieri nel 1455 (troviamo incisa sulla campana l\u2019effigie del leone \u201cpassante\u201d, cio\u00e8 nell\u2019atto del camminare, che appartiene all\u2019arme comunale della citt\u00e0) per essere collocata nella torre municipale di San Giorgio e venire impiegata, con i suoi rintocchi, per segnare l\u2019avvio delle adunanze del consiglio cittadino, in applicazione delle disposizioni statutarie del 1311.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/6a\/72\/d8\/6a72d83d2f02ed6cd7167f8a50845a98.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Chiesa di San Giorgio Martire &#8211; la facciata settecentesca, probabile opera di Bernardo Antonio Vittone, e la torre campanaria di fondazione trecentesca.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La campana di San Giorgio sopravvisse ai tragici eventi del 1795 quando le <strong>autorit\u00e0 dello Stato Sabaudo<\/strong>, dovendo recuperare materiale da fondere per fabbricare i cannoni necessari ad opporsi all\u2019avanzata dei rivoluzionari francesi, disposero la confisca della maggior parte delle campane del Piemonte, risparmiando, fortunatamente, quella di Chieri, che rimase in funzione fino al 1912. <\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>Soprintendenza alle Belle Arti<\/strong>, ritenendola, forse, la pi\u00f9 antica del Piemonte tra quelle ancora esistenti, decise la conservazione del prezioso oggetto, che oggi si trova esposto e visibile al pubblico in uno spazio appositamente allestito.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b0\/cf\/29\/b0cf29c4f0d287faef6f357a0de6d5d9.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La campana bronzea di San Giorgio, ritenuta la pi\u00f9 antica del Piemonte, almeno fra quelle documentate.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>Note bibliografiche e riferimenti internet<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Antonio Mignozzetti, <em>Chieri. I monumenti, gli artisti, <\/em>ed. Gaidano &amp; Matta, 2016.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.compagniadellachiocciola.it\">www.compagniadellachiocciola.it<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.chieri.info\">www.chieri.info<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.turismochieri.it\">www.turismochieri.it<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.carreumpotentia.it\">www.carreumpotentia.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso Una passeggiata nel centro antico di Chieri, tra architetture medievali, sovrapposizioni barocche e inserimenti neoclassici, \u00e8 capace di rivelare, ogni&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6311,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,26,2321,495,14,27],"tags":[3840,4099,3233,474,3155,4106,4095,4103,4110,2902,626,4097,4088,228,4087,4093,4094,4104,4102,4096,3115,4109,4100,35,4086,4107,4090,4092,4091,4089,3910,3269,4098,4105,2896],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6303"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6303"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6303\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6313,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6303\/revisions\/6313"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6311"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6303"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6303"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6303"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}