{"id":6462,"date":"2023-01-26T10:26:23","date_gmt":"2023-01-26T10:26:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6462"},"modified":"2023-01-26T10:28:15","modified_gmt":"2023-01-26T10:28:15","slug":"fantaxy-il-piemonte-mitologico-e-fantastorico-negli-immaginifici-racconti-di-luisa-paglieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6462","title":{"rendered":"Fantaxy, il Piemonte mitologico e fantastorico negli immaginifici racconti di Luisa Paglieri"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso <\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<strong>Fantaxy<\/strong>\u201d, libro scritto da Luisa Paglieri per i tipi di Vita Editrice \/ Marcovalerio, si presenta come una raccolta di <strong>cinque racconti<\/strong> in cui l\u2019autrice, torinese, laureata in Lingua e Letteratura Inglese, coniuga la sua profonda conoscenza del <strong>mondo della mitologia<\/strong> e del<strong> folklore, <\/strong>di cui ha dato prova in numerosi saggi, articoli e conferenze, con la grande passione per il filone della <strong>letteratura fantastica<\/strong>. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d6\/72\/30\/d67230b2d80337df4a515345c10485e2.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Nell\u2019opera di Luisa Paglieri, pubblicata nella collana \u201cI Racconti delle Terre d\u2019Acaia\u201d, figura protagonista e <em>trait d\u2019union<\/em> tra i diversi racconti \u00e8 un <strong>Mezzelfo<\/strong>, di nome Ariel, un sangue misto, umano per parte di madre e elfo per parte di padre, che prende la decisione di andare a vivere in un <strong>contesto metropolitano<\/strong>, Torino, esercitando il mestiere di taxista (da qui, il titolo del romanzo) e interagendo con gli esseri umani in una serie di <strong>situazioni avventurose<\/strong>, spesso cariche di tensione e di mistero, in cui il reale si mescola con il fantastico, con un ben dosato gioco di rimandi tra le due dimensioni, che si compenetrano sconfinando continuamente l\u2019una nell\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel dipanare la trama dei singoli racconti, in un\u2019atmosfera sospesa tra realt\u00e0 tangibile e dimensione del soprannaturale e del favolistico, separate tra loro da una membrana sottile e invisibile ai pi\u00f9, l\u2019autrice attinge a piene mani non solo dalla mitologia e dalle leggende popolari, ma anche dalle <strong>vicende storiche del Piemonte antico<\/strong>, portando l\u2019attenzione sul bagaglio spirituale e culturale di quei popoli che, stanziandosi nei nostri territori, hanno lasciato un\u2019impronta indelebile nell\u2019immaginario popolare. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f2\/93\/e7\/f293e73ab76eb0e353e49f332b7cbf1d.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ecco che compaiono, nel racconto \u201cQuestioni di donne\u201d, i riferimenti al <strong>megalitismo preistorico<\/strong>, fenomeno documentato dai tanti siti archeologici presenti nelle nostre vallate alpine, con i <em>cromlech<\/em>, pietre infisse nel terreno disposte in circolo, e i <em>menhir, <\/em>punti di contatto tra il mondo terreno e la dimensione soprannaturale (un po\u2019 come i grandi massi erratici della bassa Valsusa, oggetto di pratiche cultuali, la cosiddetta <em>saxorum veneratio<\/em>, presso gli antichi abitatori di queste zone), ma anche alla <strong>religiosit\u00e0 dei Celti<\/strong>, con il druidismo, per poi passare ai secoli successivi alla caduta dell\u2019impero romano, con l\u2019avvento di popolazioni di ceppo germanico, portatrici di un nuovo ventaglio di riti, di credenze e di tradizioni popolari.<\/p>\n\n\n\n<p>In particolare, nel racconto \u201cVolti anonimi\u201d, troviamo menzionati <strong>i Longobardi, <\/strong>di lontana origine scandinava, poi stanziatisi in Pannonia e infine giunti nell\u2019odierno nord Italia, e <strong>i Franchi<\/strong>, con i popoli loro federati, tra cui i Burgundi: proprio in Piemonte, in corrispondenza del punto pi\u00f9 stretto della bassa valle di Susa (le \u201c<em>Clusae Langobardorum<\/em>\u201d o Chiuse di San Michele), i due raggruppamenti etnici di matrice germanica (ma, nel caso dei Longobardi, con elementi anche non germanici al seguito, come Sarmati e Bulgari) avevano fissato la loro approssimativa linea di confine, dove gli eserciti di Carlo Magno e di Adelchi si scontrarono nel 773 <strong>nell\u2019epica battaglia delle Chiuse.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d4\/97\/5a\/d4975a19b8c6b6aa74af181a4d611369.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sempre rimanendo nel contesto dell\u2019alto Medioevo, non manca un accenno al <strong>mondo mitologico degli Ungari, <\/strong>popolazione semi-nomade responsabile insieme con i Saraceni di feroci razzie compiute tra il IX e il X secolo, prima della loro conversione al Cristianesimo, nell\u2019Occidente europeo e anche in Piemonte. Nel racconto intitolato \u201cRapsodia ungherese\u201d, la personalit\u00e0 di Elisabetta, ragazza per met\u00e0 di origine magiara, ma residente a Torino, e aiutata dal taxista Alex, rimanda chiaramente ai <strong><em>T\u00e0ltos<\/em><\/strong>, sciamani o stregoni del folklore ungaro e pecenego che sono ritenuti, dagli studiosi di tradizioni popolari, all\u2019origine delle notissime credenze sui vampiri, diffuse in Transilvania e nelle regioni dell\u2019est europeo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019avvincente romanzo organizzato in racconti di Luisi Paglieri, abbondano poi le <strong>creature fantastiche<\/strong> estrapolate dalla narrativa e dal folklore popolare piemontese, che si form\u00f2 nei secoli a partire da un sostrato celtico con sovrapposizioni del mondo latino e germanico. Basti pensare ai <strong><em>Serv\u00e0n<\/em><\/strong>, i folletti delle vallate piemontesi, che vivono nei boschi e nelle baite, con un carattere dispettoso, incline alla burla, ma non ostile all\u2019uomo, e all\u2019<strong><em>Omo Sarvadzo<\/em><\/strong> (cos\u00ec nel testo, ma la denominazione varia a seconda delle zone), l\u2019Uomo Selvatico che, dall\u2019apparenza rozza, vive ritirato in caverne e foreste, ma \u00e8 depositario di saperi antichi, legati alle propriet\u00e0 terapeutiche delle erbe, alla produzione dei formaggi, al linguaggio degli animali. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel vasto repertorio, vi sono poi gli <strong>alberi magici<\/strong>, probabili derivazioni dall\u2019albero sacro della religiosit\u00e0 germanica o comunque nordica (L\u2019<em>Irminsul<\/em> dei Sassoni era il grande pilastro di quercia venerato all\u2019aperto e abbattuto nel 772 da Carlo Magno per sancire la vittoria contro i nemici), i <strong>Nani metalliferi<\/strong>, che abitano nelle localit\u00e0 ricche di giacimenti minerari, come nelle valli ossolane, le <strong>Fate bianche<\/strong>, che prediligono le alte quote, bellissime nella loro luminosit\u00e0, con abbigliamento candido e lunghi capelli biondi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/4b\/92\/1a\/4b921ab618d7070eafaa4ec43a2f46b8.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Rievocazione storica &#8220;Cannetum Langobardorum&#8221; presso il parco Cannetum a Villar San Costanzo in bassa valle Maira (ph Roberto Beltramo).<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Infine, Luisa Paglieri non pu\u00f2 esimersi dal concedere spazio a una figura onnipresente nei racconti delle campagne piemontesi, la <strong><em>masca<\/em><\/strong> (detta anche <strong><em>str\u00eca<\/em><\/strong> in certe zone del Piemonte), la donna dotata di poteri soprannaturali, spesso accusata di intelligenza con il diavolo (specialmente a partire dal tardo Medioevo) e riguardata con diffidenza dalla comunit\u00e0, che tendeva a regalarla ai margini, in un misto di sospetto e di timore reverenziale. L\u2019origine del vocabolo <strong><em>masca<\/em><\/strong> \u00e8, ancora una volta, longobarda, perch\u00e9 il termine compare per la prima volta nell\u2019Editto di Rotari, raccolta scritta di norme consuetudinarie promulgata dal re dei Longobardi, Rotari, nel 643, e conflu\u00ec in seguito nella lingua piemontese e nelle parlate del Piemonte. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per concludere, l\u2019invito \u00e8 a leggere il volume di Luisa Paglieri perch\u00e9, pur ambientato in una <strong>realt\u00e0 urbana<\/strong>, che appare oggi totalmente prigioniera di un materialismo arido e nemico della spiritualit\u00e0, ci proietta in un mondo fiabesco, <strong>dove la dimensione del soprannaturale e del fantastico ha il sopravvento<\/strong>, invogliando anche il lettore ad accostarsi alla conoscenza di un patrimonio di cultura popolare che rischia di cadere nell\u2019oblio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso \u201cFantaxy\u201d, libro scritto da Luisa Paglieri per i tipi di Vita Editrice \/ Marcovalerio, si presenta come una raccolta di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6465,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,495,10,27,48],"tags":[4201,1964,461,4202,4198,4197,4196,4203,4199,3822,1522,798,685,695,70,3864,4204,4195,30,4200,1754,4210,4207,4205,4206,118,4208,4209],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6462"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6462"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6462\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6464,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6462\/revisions\/6464"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6465"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6462"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6462"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6462"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}