{"id":6479,"date":"2023-02-07T08:46:09","date_gmt":"2023-02-07T08:46:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6479"},"modified":"2023-02-07T09:44:56","modified_gmt":"2023-02-07T09:44:56","slug":"6479","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6479","title":{"rendered":"Intervista a Michela Giordano, &#8220;portavoce&#8221; delle valli d&#8217;Oc del Piemonte."},"content":{"rendered":"\n<p><em>Abbiamo rivolto qualche domanda a <strong>Michela Giordano<\/strong>, giovane intraprendente nativa di Vernante in valle Vermenagna, profondamente innamorata del suo territorio e intenzionata a utilizzare le sue competenze di &#8220;Social Media Manager&#8221; (questa la sua professione nella vita) e il suo bagaglio culturale per far conoscere e valorizzare l&#8217;area delle &#8220;valli d&#8217;Oc piemontesi&#8221; estesa tra la provincia di Cuneo e quella di Torino. <\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/70\/c4\/bd\/70c4bd87f4578d8270997cfddc1d10dc.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Michela Giordano in valle Varaita.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>di Paolo Barosso<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>1) Nel tuo profilo instagram (@michelanellevalli), ricco di informazioni, foto e video promozionali dedicati<\/em><\/strong> <strong><em>all&#8217;area alpina della provincia di Cuneo, ti presenti come<\/em><\/strong> <strong><em>&#8220;portavoce delle valli d&#8217;Oc piemontesi&#8221;. E&#8217; una<\/em><\/strong> <strong><em>definizione ambiziosa: qual \u00e8 l&#8217;obiettivo che ti poni?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ho scelto il termine \u201cportavoce\u201d perch\u00e9 il mio intento si rispecchia molto bene nel suo significato, ossia quello di parlare in vece di qualcuno, che nel mio caso sono appunto le valli occitane. Detto in maniera pi\u00f9 semplice: <strong>non voglio fare altro che \u201cdare voce\u201d alle valli<\/strong>. Loro sono le vere protagoniste, il fine della mia pagina. Io sono soltanto il mezzo attraverso cui cerco di mostrarle a quante pi\u00f9 persone possibile. La mia scelta \u00e8 stata quella di \u201cmetterci la faccia\u201d, e non limitarmi a creare una pagina istituzionale e asettica, proprio perch\u00e9 mi interessa trasmettere il lato umano e autentico di questa realt\u00e0, viverla sulla mia pelle e trasmettere lo spirito che ancora si respira fra queste montagne.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>2) Nella vita professionale sei &#8220;Social Media Manager&#8221;: puoi dirci qualcosa del tuo lavoro e soprattutto di<\/em><\/strong> <strong><em>quali connessioni ci sono tra l&#8217;attivit\u00e0 che svolgi e la forte passione che ti spinge a impegnarti<\/em><\/strong> <strong><em>nella promozione delle valli occitane del Piemonte?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono appassionata al settore dei social all\u2019universit\u00e0, la mia tesi trattava proprio \u201cl\u2019arte come strumento espressivo nello sviluppo dell\u2019identit\u00e0 digitale di un territorio.\u201d Da l\u00ec, poi, ho conseguito diverse specializzazioni nel settore. Per farla semplice, mi occupo dell\u2019immagine digitale di aziende, enti e attivit\u00e0 locali in diversi formati: creando per loro i contenuti, gestendo per intero i loro canali social, creando per loro campagne pubblicitarie di marketing mirato, e offrendo <em>coaching<\/em> e consulenze. La mia pagina nasce proprio dalla consapevolezza dell\u2019efficacia dei social, se usati bene, e <strong>dal desiderio di utilizzarli per valorizzare il mio territorio. <\/strong>Come sempre la tradizione ha bisogno di adattarsi ai tempi che corrono, se non vuole finire nel dimenticatoio, e questa mi \u00e8 sembrata una soluzione efficace.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/a5\/3d\/a0\/a53da099c64b7cb31ed7d812eaa75f94.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Valle Maira &#8211; il campanile cuspidato di San Peyre a Stroppo (ph Roberto Beltramo).<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong><em>3) Parlaci del tuo legame con la valle Vermenagna, dove vivi, e pi\u00f9 in generale con le cosiddette &#8220;valli d&#8217;oc<\/em><\/strong> <strong><em>piemontesi&#8221;. Molto spesso si sente dire che \u00e8 importante preservare e valorizzare le tradizioni, il<\/em><\/strong> <strong><em>patrimonio identitario e linguistico, le radici storiche di un territorio: come la pensi al riguardo? Secondo il tuo punto di vista di giovane professionista che abita e vive le valli d&#8217;oc piemontesi, qual \u00e8 l&#8217;approccio giusto verso questi temi?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il legame che ho con la Valle Vermenagna arriva da lontano, esattamente dalla mia nascita. Ho sempre vissuto a Vernante e respirato lo spirito che ancora si vive in questo piccolo paese. Qui l\u2019amore per la tradizione, gli usi e i costumi, i cosiddetti \u201cfestin\u201d, i balli tradizionali e il canto popolare si percepiscono direi quotidianamente. Mia mamma invece \u00e8 della Valle Varaita, altra valle occitana che ha mantenuto salda la sua tradizione attraverso i balli e la festa della Ba\u00eco. Essendo anche un grande appassionata di canto, in et\u00e0 adolescenziale ho preso parte a diverse <strong>formazioni di musica tradizionale<\/strong>, e ho iniziato a fare concerti sparsi qua e l\u00e0 nelle valli. Questo mi ha permesso di scoprire altri territori, pi\u00f9 o meno vicini a casa, in cui si parlava la mia stessa lingua anche se con altre sfaccettature, e in cui c\u2019era un sentire comune di legame con il territorio. Inutile dire che per me \u00e8 fondamentale perseverare e valorizzare le proprie tradizioni, cercando di mantenere autentico lo spirito, ma adattandone alcuni aspetti se l\u2019evoluzione lo richiede. <\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 un processo inevitabile: quella che \u00e8 per noi la tradizione oggi, non \u00e8 la stessa che era per gli altri 100 anni fa, ma questo \u00e8 normale! <strong>La tradizione si adatta sempre alle persone che la stanno vivendo in un determinato periodo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda l\u2019approccio a questo patrimonio, ritengo che sia importante parlarne, ma soprattutto viverlo! Vedo tante associazioni, tanti enti, tante organizzazioni volte alla valorizzazione di un territorio, ma poi in concreto cosa fanno? Non credo basti organizzare qualche serata culturale per far innamorare le persone. Certo, questo \u00e8 sicuramente utile, ma non basta: la tradizione non si impara\u2026la si vive! Per questo c\u2019\u00e8 bisogno di invogliare la gente a buttarsi nel calderone del passato, dimostrando che non questo non \u00e8 un vestito che puzza di vecchio, ma un tesoro che profuma di antico.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/37\/48\/1b\/37481bdafc906f52d3d3b9b4764540e7.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Valle Maira &#8211; scorcio di Elva con il Caseificio Elvese sulla destra. Splendidi scenari alpestri, architetture montane preservate e produzioni artigianali tipiche: un mix di fattori che rendono attrattive e affascinanti le valli d&#8217;Oc del Piemonte (ph Roberto Beltramo).<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>4) <strong><em>Il Piemonte, pur avendo un&#8217;identit\u00e0 comune, \u00e8 un territorio variegato dal punto di vista geografico<\/em><\/strong> <strong><em>e culturale, perch\u00e9 si spazia dalle pianure risicole di vercellese e novarese, solcate da canali che sono<\/em><\/strong> <strong><em>capolavori di ingegneria idraulica, alle colline di Langhe, Roero e Monferrato, famose ormai in tutto il mondo per la produzione vinicola e l&#8217;eccellenza gastronomica, dalle citt\u00e0 d&#8217;arte, ancora poco conosciute rispetto all&#8217;importanza del patrimonio architettonico e artistico, come ad esempio Casale Monferrato e Saluzzo, che furono per secoli capitali di piccoli Stati (marchesato del Monferrato e marchesato di Saluzzo), alle tantissime vallate alpine, che si estendono dall&#8217;Ossola e la Valsesia, con le comunit\u00e0 Walser di ceppo germanico, all&#8217;area franco-provenzale dell&#8217;alto Canavese e delle valli di Lanzo, fino alle valli occitane del Torinese e della Provincia Granda. In questo contesto, e tenendo conto che nella tua provincia di Cuneo c&#8217;\u00e8 un distretto, quello delle Langhe, che si \u00e8 ormai affermato come meta turistica di eccellenza a livello internazionale, quale pu\u00f2 essere, a tuo giudizio, il modello di sviluppo turistico pi\u00f9 adeguato per le valli d&#8217;oc piemontesi?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Credo che ogni territorio abbia delle sue qualit\u00e0 da valorizzare e su cui investire per portare turismo.<\/p>\n\n\n\n<p>La gente va nelle Langhe per il vino, e non c\u2019\u00e8 cosa pi\u00f9 coerente. Tuttavia, attorno al fulcro del vino, si \u00e8 avuta l\u2019accortezza di creare tutto un <em>entourage<\/em> in grado di ampliare l\u2019esperienza dei turisti ed invogliarli a tornare in Langa ancora e ancora: dai musei, alle degustazioni, alle esperienze outdoor come passeggiate a cavallo o giri in Vespa. <\/p>\n\n\n\n<p>Qui da noi, nelle valli occitane, non abbiamo bisogno di inventare niente, perch\u00e9 abbiamo gi\u00e0 tutto: abbiamo la natura, che \u00e8 in grado di soddisfare chiunque: gli sportivi professionisti, i camminatori amatoriali, le famiglie. Si possono fare sport sia d\u2019estate che d\u2019inverno e non ci si annoia mai. A questo si aggiunge tutto il settore gastronomico: ogni valle ha almeno un piatto tradizionale, utile sia per il settore della ristorazione, sia per l\u2019organizzazione di eventi che ruotino attorno al cibo come degustazioni, corsi di cucina e molto altro. Abbiamo poi la storia: ogni paesino ha qualcosa da raccontare, tesori nascosti e racconti che affascinano chiunque provenga dalla citt\u00e0 e sia abituato a tutt\u2019altro stile di vita. E infine, la cultura: balli, musiche, canti, poesie, arte, architettura\u2026 cosa ci manca? Ribadisco, nulla. Il problema \u00e8 che avere tanti pezzi di un puzzle e lasciarli sparsi e staccati non porta da nessuna parte. <strong>Se tutto questo seguisse un disegno ben preciso, e i pezzi fossero messi insieme, allora potremmo vivere unicamente di turismo. <\/strong>Per molti sembra impossibile: non lo \u00e8. Ci sono regioni d\u2019Italia che sanno dimostrarci che le cose fatte con buon senso funzionano.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, qui da noi c\u2019\u00e8 sempre un certo fastidio che aleggia nell\u2019aria: non si trova mai il giusto equilibrio tra il lamentarsi che non c\u2019\u00e8 abbastanza turismo, e il lamentarsi perch\u00e8 il troppo turismo d\u00e0 fastidio. Su questo c\u2019\u00e8 ancora molto da lavorare: sicuramente non \u00e8 facile valorizzare un territorio senza finire con il rovinarlo e renderlo da gioiellino a oggetto martoriato. Ma quel che \u00e8 certo, \u00e8 che con un buon lavoro di squadra si troverebbe sicuramente il giusto compromesso.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/89\/04\/a2\/8904a28d6b864012853e0795d2fd3833.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Le valli d&#8217;Oc del Piemonte non sono solo paesaggio e natura, ma anche arte. In foto, la cappella di Sant&#8217;Antonio Abate, piccolo scrigno d&#8217;arte pittorica a Jouvenceaux in alta valle di Susa (anticamente valle di Oulx). <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>5) <strong><em>Per concludere questa breve intervista, qual \u00e8 il ruolo che possono svolgere i moderni strumenti<\/em><\/strong> <strong><em>della tecnologia e dell&#8217;informatica e, in particolare, il mondo dei canali social di cui tu sei esperta<\/em><\/strong> <strong><em>(facebook, instagram), nella divulgazione conoscitiva delle valli d&#8217;oc piemontesi e nella promozione turistica<\/em><\/strong> <strong><em>di questo territorio cos\u00ec affascinante, ma non ancora valorizzato come meriterebbe?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Che ci piaccia o no, oggi la realt\u00e0 raccoglie in s\u00e9 anche una parte \u201cvirtuale\u201d, che si \u00e8 integrata con il nostro vivere e a cui non possiamo non dar retta. Ritengo che il digitale, se usato in modo consapevole e utile, possa essere un valore aggiunto alla nostra vita: i social stessi possono essere oggi fonte di ispirazione, di scoperte, e perch\u00e9 no di cultura. Sempre di pi\u00f9 si trovano pagine che raccontano realt\u00e0, curiosit\u00e0, situazioni davvero interessanti, di cui senza i social saremmo venuti a conoscenza in modo molto pi\u00f9 complicato. Io stessa scopro autori, artisti, luoghi. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ritengo che il problema non stia tanto nel mezzo di per s\u00e9, ma nel modo<\/strong> <strong>in cui questo lo si utilizza<\/strong>: \u00e8 quello che fa la differenza e lo rende un mezzo vantaggioso o un mezzo dannoso. I canali social hanno il grande potere di rendere le informazioni accessibili a tantissime persone, e in pochissimo tempo. Per questo un territorio pu\u00f2 fare leva su questi mezzi potenti per divulgare la sua immagine. Per concludere, quindi, credo che il ruolo dei social e degli strumenti di oggi sia quello di poter divulgare a macchia d\u2019olio una realt\u00e0 territoriale come la nostra, mostrandone tutti i suoi aspetti in modo semplice, chiaro ed efficace. Dobbiamo ricordare sempre che il social non \u00e8 il fine, ma il mezzo! I nostri territori sono gi\u00e0 splendidi di loro, non dobbiamo inventare niente! I social non fanno altro che produrre l\u2019eco di questa bellezza, grazie alla loro cassa di risonanza molto potente.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/be\/8a\/63\/be8a63d9e211be392c0bd993db836960.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Come ci insegna Michela Giordano, le valli d&#8217;Oc del Piemonte vantano un invidiabile patrimonio di tradizioni e feste popolari &#8211; in foto, un momento della Ba\u00eco di Sampeyre, forse la pi\u00f9 conosciuta (ph Roberto Beltramo).<\/figcaption><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo rivolto qualche domanda a Michela Giordano, giovane intraprendente nativa di Vernante in valle Vermenagna, profondamente innamorata del suo territorio e intenzionata a&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6484,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,2321,28,14,27,4,86],"tags":[465,30,29,4227],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6479"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6479"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6479\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6482,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6479\/revisions\/6482"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6484"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6479"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6479"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6479"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}