{"id":6511,"date":"2023-02-28T15:53:34","date_gmt":"2023-02-28T15:53:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6511"},"modified":"2023-03-13T20:53:56","modified_gmt":"2023-03-13T20:53:56","slug":"origini-e-storia-della-cappella-di-santa-maria-maddalena-sulla-collina-torinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6511","title":{"rendered":"Origini e storia della cappella di Santa Maria Maddalena sulla collina torinese"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso <\/p>\n\n\n\n<p>Su un poggio boscoso a 704 metri d\u2019altitudine, in prossimit\u00e0 del <strong>Bric della Maddalena<\/strong>, punto pi\u00f9 alto (715 metri) del sistema collinare che cinge ad est la citt\u00e0 di Torino, sorge un piccolo <strong>oratorio intitolato a Santa Maria Maddalena<\/strong>, che, essendo nascosto dietro l\u2019edificio in stile Liberty del bar ristorante \u201cIl Bric\u201d, attira meno l\u2019attenzione e l\u2019interesse dei visitatori che salgono al colle rispetto al suo monumento pi\u00f9 famoso, il Faro della Vittoria, grandiosa scultura in bronzo raffigurante la Vittoria Alata realizzata da Edoardo Rubino nel 1928 e posta al centro di un ampio piazzale-belvedere.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/0b\/3c\/9f\/0b3c9f6947ef41f76525fde458e83243.jpg\" alt=\"\" width=\"840\" height=\"840\"\/><figcaption>La cappella di Santa Maria Maddalena in un giorno d&#8217;inverno.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In posizione appartata, cinta da conifere, la chiesetta \u00e8 attestata<strong> gi\u00e0 nel 1412<\/strong>, come risulta da documenti rintracciabili negli archivi vescovili e in quelli parrocchiali della localit\u00e0 di Revigliasco, che forniscono l\u2019elenco dei cappellani a partire da quella data. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019origine \u00e8 probabilmente pi\u00f9 antica, pur non esistendo alcuna informazione a conforto di questa ipotesi, aldil\u00e0 di una <strong>leggenda di fondazione,<\/strong> priva di riferimenti cronologici, che riconduce la decisione di costruire l\u2019oratorio a un segno soprannaturale, dato dalla prodigiosa comparsa, durante la notte e proprio in cima al poggio, dei materiali necessari all\u2019edificazione del sacello da dedicare a Maria Maddalena.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/0d\/56\/f8\/0d56f8d8ada875c11cf7e9240714bcf1.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La cappella, fino alla distruzione avvenuta nel 1705, si trova menzionata con il titolo di \u201c<strong>Santa Maria Maddalena in Montana<\/strong>\u201d, dedicazione che ci ricorda come un tempo i Torinesi fossero soliti riferirsi alle colline aldil\u00e0 del Po utilizzando l\u2019appellativo di \u201cMontagna di Torino\u201d, luogo di piaceri, di villeggiatura estiva e di approvvigionamento alimentare di vini e di ortaggi. <\/p>\n\n\n\n<p>Tale consuetudine linguistica, motivata dalla discreta elevazione raggiunta dalle cime pi\u00f9 alte della dorsale collinare, trova riscontro, ad esempio, nel trattato che <strong>Giovanni Battista Croce<\/strong>, orafo di corte e architetto, cultore di agronomia ed enologia, diede alle stampe nel 1606 con lo scopo di illustrare le metodologie di produzione e conservazione dei vini, da lui stesso sperimentate nella vigna di sua propriet\u00e0 sulla collina torinese. Il libro del Croce s\u2019intitola \u201c<em>Della eccellenza e diversit\u00e0 de i vini, che <strong>nella montagna di Torino<\/strong> si fanno, e del modo di farli\u201d<\/em>, dove per montagna s\u2019intende appunto la collina torinese.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/57\/18\/49\/5718495aaab08b49e14899508a525a01.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta del viale che conduce alla sommit\u00e0 del poggio con la cappella della Maddalena.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La cappella della Maddalena venne fondata nel <strong>punto di incontro degli itinerari percorsi dai viandanti tra Torino e Chieri<\/strong>: era, quindi, un luogo di passaggio e di sosta, e questo spiega la presenza, certificata da un disegno realizzato dall&#8217;illustratore ottocentesco Clemente Rovere, di un edificio attiguo alla chiesetta, adibito principalmente ad abitazione del sacrestano, chiamato impropriamente &#8220;eremita&#8221; (non era infatti un monaco), ma utilizzato anche come ricovero dai viandanti (il fabbricato oggi non \u00e8 pi\u00f9 esistente).<\/p>\n\n\n\n<p>Il Rovere (1807-1860) fu autore di una monumentale opera in 353 volumi, intitolata \u201c<strong><em>Il Piemonte antico e moderno delineato e descritto<\/em><\/strong>\u201d, rimasta incompiuta a causa della sua morte prematura, che si proponeva di raccogliere le immagini, da lui disegnate dal vivo in modo preciso e fedele, delle localit\u00e0 facenti parte dei <strong>domini di terraferma del Regno di Sardegna<\/strong>. Grazie a questi disegni, realizzati tra il 1826 e il 1858, \u00e8 possibile conoscere la rappresentazione di molti luoghi del Piemonte, che in seguito hanno subito trasformazioni, nelle condizioni in cui dovevano apparire a met\u00e0 Ottocento, come nel caso della cappella della Maddalena.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/30\/ce\/6d\/30ce6dfacc4c712024bb259661c1a48a.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;area absidale della cappella.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La serena esistenza della chiesa, protrattasi per secoli senza scossoni, venne bruscamente interrotta nel 1705 quando soldataglie dell\u2019esercito franco-spagnolo, impegnate in esplorazioni del territorio collinare in vista del celebre assedio di Torino del 1706, <strong>distrussero l\u2019edificio sacro<\/strong>, cancellando ogni traccia della fondazione medievale.<\/p>\n\n\n\n<p>La ricostruzione della cappella venne patrocinata dai <strong>consignori di Revigliasco<\/strong>, che nel 1720 la fecero riedificare nelle forme attuali. <\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra tappa importante nella storia dell\u2019oratorio \u00e8 il 1823 quando l\u2019eremita Bruno Galfr\u00e8 commission\u00f2 al pittore di corte <strong>Luigi Bernero di Cavallerleone, <\/strong>che fu ritrattista di re Carlo Felice di Savoia (il sovrano gli attribu\u00ec proprio nel 1823 il titolo di \u201c<em>nostro pittore in ritratti<\/em>\u201d), l\u2019esecuzione di un quadro, da collocare presso l\u2019altare, raffigurante la <strong>conversione della Maddalena.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/42\/60\/23\/426023e8d6436e6a9979777a14ff4ae3.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il Faro della Vittoria, opera di Edoardo Rubino, in cima al Bric della Maddalena.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019opera pittorica, che rappresenta la Maddalena colpita dalla luce divina, non incontr\u00f2 il favore delle locali autorit\u00e0 religiose per le \u201ceccessive nudit\u00e0\u201d di cui faceva mostra la figura femminile ritratta dal Bernero. Per questa ragione, si incaric\u00f2 il <strong>pittore Rodolfo Morgari<\/strong> (1827-1909) di rimediare all\u2019inconveniente, ma l&#8217;artista torinese, come rivelato dai recenti restauri della tela, si limit\u00f2 a ripassare le vesti, senza modificare in modo sostanziale il lavoro del Bernero. <\/p>\n\n\n\n<p>La tela della Maddalena, sostituita da un dipinto pi\u00f9 recente del pittore d\u2019arte sacra <strong>Pietro Favaro<\/strong>, \u00e8 oggi conservata, per ragioni di sicurezza, presso la chiesa parrocchiale di San Martino a Revigliasco.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Riferimenti bibliografici e siti internet:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>www.prolocorevigliasco.it, <em>Le cappelle<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p>Remo Grigli\u00e8, <em>La collina torinese<\/em>, editrice Teca, 1960. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso Su un poggio boscoso a 704 metri d\u2019altitudine, in prossimit\u00e0 del Bric della Maddalena, punto pi\u00f9 alto (715 metri) del&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6513,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,730,2321,495,14,27,284],"tags":[4245,4242,2277,445,4240,4243,4247,4241,4246,4244,29],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6511"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6511"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6511\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6547,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6511\/revisions\/6547"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6513"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6511"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6511"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6511"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}