{"id":6519,"date":"2023-03-02T10:51:41","date_gmt":"2023-03-02T10:51:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6519"},"modified":"2023-03-02T10:54:47","modified_gmt":"2023-03-02T10:54:47","slug":"novalesa-torna-la-processione-di-santeldrado","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6519","title":{"rendered":"Novalesa, torna la processione di Sant&#8217;Eldrado"},"content":{"rendered":"\n<p>di Redazione<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo tre anni di sospensione, a&nbsp;<strong>Novalesa&nbsp;<\/strong>in val Cenischia&nbsp;torna la&nbsp;<strong>processione&nbsp;del patrono&nbsp;Sant\u2019Eldrado.&nbsp;<\/strong>Come indica il calendario, la festa del Santo si celebra&nbsp;<strong>luned\u00ec 13&nbsp;marzo<\/strong>, ma la&nbsp;processione con l\u2019urna contenente&nbsp;le reliquie di Sant\u2019Eldrado&nbsp;si svolger\u00e0&nbsp;domenica&nbsp;12 marzo alle ore 10.15&nbsp;partendo dalla chiesa parrocchiale&nbsp;del paese fino all\u2019abbazia, dove sar\u00e0 celebrata la&nbsp;Messa. La&nbsp;festa di Sant\u2019Eldrado&nbsp;assume particolare rilevanza nel&nbsp;<strong>50\u00b0 anniversario del ritorno dei monaci<\/strong>&nbsp;nell\u2019abbazia novalicense, acquistata nel 1972 dall\u2019allora Provincia di Torino.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/processione_SantEldrado_storica_1-1024x757.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-66958\"\/><figcaption>La cassa con le reliquie di Sant\u2019Eldrado portata in processione in una foto d\u2019archivio.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il calendario delle celebrazioni per Sant\u2019Eldrado inizia&nbsp;sabato&nbsp;4&nbsp;marzo&nbsp;alle 18.30 nell\u2019Abbazia&nbsp;con la recita dei&nbsp;Vespri&nbsp;e con l\u2019accensione della&nbsp;lampada votiva&nbsp;davanti all\u2019effigie del Santo.&nbsp;Dal 5 al 12 marzo&nbsp;la novena sar\u00e0 celebrata con i&nbsp;Vespri delle 18.30, mentre nella&nbsp;<strong>chiesa parrocchiale di Novalesa<\/strong>&nbsp;la novena sar\u00e0 celebrata durante la&nbsp;Messa feriale delle 17.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I monaci dell\u2019Abbazia quest\u2019anno vogliono anche incontrare gli&nbsp;<strong>abitanti di Novalesa<\/strong>:&nbsp;sabato&nbsp;11&nbsp;marzo&nbsp;alle 17&nbsp;\u00e8 in programma un&nbsp;incontro con il&nbsp;Priore,&nbsp;padre Michael David Semeraro.&nbsp;Infine,&nbsp;luned\u00ec 13 marzo, la solennit\u00e0 di Sant\u2019Eldrado sar\u00e0 celebrata con una&nbsp;Messa alle 7,45&nbsp;e con i&nbsp;Vespri alle 17.<\/p>\n\n\n\n<p>Per la popolazione della val Cenischia e delle aree vicine, tra Piemonte, Savoia e Delfinato, la&nbsp;<strong>festa di Sant\u2019Eldrado<\/strong>&nbsp;\u00e8 una delle ricorrenze pi\u00f9 sentite: si tramanda e si celebra senza soluzione di continuit\u00e0 da oltre mille anni. Sant\u2019Eldrado, di nobile origine, nacque probabilmente ad&nbsp;<strong>Ambel<\/strong>&nbsp;(il \u201c<em>locus Ambilli<\/em>\u201d che si trova raffigurato nel ciclo di affreschi interni alla cappella dei santi Eldrado e Nicola), localit\u00e0 oggi compresa nel dipartimento francese dell\u2019Is\u00e8re, al confine tra le regioni storiche della Provenza e del Delfinato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Novalesa_-S.-Eldrado_-Processione_-Veduta.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-66959\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Fu abate dell\u2019abbazia dei Santi Pietro e Andrea di Novalesa&nbsp;nella prima met\u00e0 del IX secolo, all\u2019apogeo della<strong>&nbsp;storia novaliciense<\/strong>. Non se ne conosce la data di nascita e poche sono le notizie giunte sino a noi sul periodo che precedette il suo arrivo a Novalesa. Le fonti storiografiche gli attribuiscono le virt\u00f9 dell\u2019austerit\u00e0, della pazienza, della saggezza, della nobilt\u00e0 d\u2019animo e d\u2019intenti, della magnanimit\u00e0 verso i poveri,i ai quali distribu\u00ec gran parte delle cospicue ricchezze ricevute in eredit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Si narra che nel suo paese natale fece innalzare una chiesa dedicata a San Pietro e fece costruire&nbsp;alcune abitazioni&nbsp;e&nbsp;giardini per i pellegrini. And\u00f2 lui stesso in pellegrinaggio attraverso la Gallia, la Provenza, l\u2019Aquitania e la Spagna, alla ricerca di una regola monacale, che trov\u00f2 infine a Novalesa, ove soggiorn\u00f2,&nbsp;<strong>accolto dall\u2019abate Amblulfo<\/strong>, come semplice monaco per sette anni. Dopo la morte dell\u2019abate Ugo, che taluni indicano come figlio di Carlo Magno,&nbsp;divenne egli stesso abate, conservando la carica fino alla morte.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/28\/0f\/57\/280f5705c3b372f4ae969976176665be.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta esterna della cappella dei santi Eldrado e Nicola.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ebbe rapporti con i&nbsp;<strong>sovrani franchi<\/strong>, riuscendo a mantenere una posizione di forza nei confronti del potere temporale. Ottenne che il re e imperatore carolingio Lotario, con un diploma del 14 febbraio 825, concedesse all\u2019abbazia di Novalesa&nbsp;il&nbsp;<strong>monastero di Pagno<\/strong>,&nbsp;nel Saluzzese, come ricompensa dei beni che le erano stati sottratti da Ludovico il Pio in occasione della fondazione dell\u2019ospizio di Santa Maria sul colle del Moncenisio. <\/p>\n\n\n\n<p>Eldrado mor\u00ec il 13 marzo,&nbsp;verosimilmente del 840. Gli si attribuirono numerosi miracoli, in vita e&nbsp;post mortem, come ad esempio la&nbsp;<strong>liberazione della&nbsp;valle della Guisane, nel Brian\u00e7onnais,&nbsp;<\/strong>dai serpenti che l\u2019avevano infestata, in particolare nel&nbsp;villaggio oggi noto come&nbsp;Mon\u00eatier-les-Bains. Alla sua intercessione si attribuisce il salvataggio da un naufragio di un gruppo di crociati che, travolti da un fortunale mentre tornavano dalla Terra Santa, avevano invocato l\u2019aiuto suo e di San Nicola da Bari.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/cappella_SantEldrado_Novalesa_2-1024x676.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-66960\"\/><figcaption>Il bellissimo Cristo pantocratore in mandorla nel catino absidale della cappella dei santi Eldrado e Nicola.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>La cappella a lui dedicata<\/strong>&nbsp;(e al contitolare San Nicola) nel complesso abbaziale novalicense risale, per la parte pi\u00f9 antica, alla fine del IX secolo o all\u2019inizio del X, mentre la parte pi\u00f9 recente risale all\u2019inizio dell\u2019XI secolo. I&nbsp;<strong>suggestivi affreschi della seconda met\u00e0 dell\u2019XI secolo<\/strong>&nbsp;illustrano scene della vita del santo: Eldrado nel \u201clocus Ambillis\u201d mentre coltiva le terre di famiglia; il futuro Santo in veste di pellegrino con bastone e bisaccia, accolto da un<em>&nbsp;sacerdos<\/em>; Eldrado che giunge al monastero di Novalesa; Eldrado che si china per indossare l\u2019abito monacale offertogli dall\u2019abate Amblulfo; il&nbsp;<strong>miracolo dei serpenti<\/strong>; la sua morte, attorniato da due<em>&nbsp;fratres contristati<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/79\/5e\/d2\/795ed2475f4b852b206e402df0afb546.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La fama di Eldrado \u00e8 anche legata all\u2019<strong>attivit\u00e0 culturale<\/strong>&nbsp;da lui promossa durante gli anni in cui resse l\u2019abbazia. Nel&nbsp;<em>Chronicon Novaliciense<\/em>&nbsp;si fa riferimento a quell\u2019attivit\u00e0, che potrebbe riferirsi ad un incremento del patrimonio librario dell\u2019Abbazia. Sempre nel Chronicon si legge che ad Eldrado furono attribuiti il bastone episcopale e le insegne proprie dei vescovi, per il suo zelo nella difesa dell\u2019ortodossia.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la sua morte il corpo&nbsp;fu deposto \u201c<em>infra techam dignissimam<\/em>\u201d, la&nbsp;\u201c<strong>cassa di Sant\u2019Eldrado<\/strong>\u201d&nbsp;in argento sbalzato a forma di sarcofago, conservata nella chiesa parrocchiale di Novalesa e portata in processione nel giorno della festa a lui dedicata.&nbsp;Il culto di Sant\u2019Eldrado \u00e8 sentito soprattutto nei luoghi in cui vennero segnalati i miracoli a lui attribuiti: a Novalesa e in tutta la Val Cenischia, nella zona del colle del Moncenisio, a Bardonecchia, a Torino, ad Asti e in Francia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/cappella_SantEldrado_Novalesa_3-1024x678.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-66961\"\/><figcaption>Dettaglio del ciclo di affreschi.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Per tradizione, alla solenne processione in onore del Santo partecipano varie confraternite, cittadini di Novalesa, Venaus e dell\u2019intera Val Cenischia, fedeli provenienti dalla Savoia e dal Delfinato, in un momento di simbolico raccordo tra le genti dei due versanti delle Alpi Occidentali.<\/p>\n\n\n\n<p>Segnaliamo infine che&nbsp;sabato 18 marzo&nbsp;riprenderanno anche le&nbsp;<strong>visite guidate all\u2019Abbazia, alle cappelle e al Museo archeologico<\/strong>, ancora con l\u2019orario invernale:&nbsp;il&nbsp;sabato&nbsp;alle 10.30 e alle 11.30,&nbsp;la&nbsp;domenica alle 11.30.&nbsp;Il&nbsp;<strong>Museo<\/strong>&nbsp;\u00e8 visitabile il sabato e la domenica dalle 11 alle 13.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Redazione Dopo tre anni di sospensione, a&nbsp;Novalesa&nbsp;in val Cenischia&nbsp;torna la&nbsp;processione&nbsp;del patrono&nbsp;Sant\u2019Eldrado.&nbsp;Come indica il calendario, la festa del Santo si celebra&nbsp;luned\u00ec 13&nbsp;marzo, ma&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6520,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16,77,14,241,86],"tags":[4249,392,4253,1191,629,1198,1003,3222,4252,108,1188,30,131,1397,4248,35,29,562,4250],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6519"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6519"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6519\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6523,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6519\/revisions\/6523"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6520"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6519"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6519"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6519"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}