{"id":6528,"date":"2023-03-13T17:07:26","date_gmt":"2023-03-13T17:07:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6528"},"modified":"2023-03-13T17:32:36","modified_gmt":"2023-03-13T17:32:36","slug":"6528","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6528","title":{"rendered":"&#8220;Enigmi dipinti&#8221;, grottesche in mostra al castello Della Rovere di Vinovo"},"content":{"rendered":"\n<p>di Redazione<\/p>\n\n\n\n<p>Da sabato 11 marzo a domenica 14 maggio il comune di Vinovo dedica alle&nbsp;<strong>grottesche<\/strong>&nbsp;una mostra nel cinquecentesco castello Della Rovere, intitolata \u201c<strong>Enigmi dipinti. Dalla Domus Aurea di Roma al Castello di Vinovo<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/locandina_mostra_Enigmi_Dipinti-724x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-67034\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Deforme, innaturale, assurdo: \u00e8 questo il significato attribuito al termine \u201cgrottesco\u201d. Anche certi ritratti caricaturali sono definiti come grotteschi. Nella storia dell\u2019arte, invece, le&nbsp;<strong>grottesche<\/strong>&nbsp;sono tutt\u2019altro che opere deformi: sono grandi pitture decorative di soffitti e pareti, a cui si dedicarono maestri come Raffaello, Pinturicchio, Gaudenzio Ferrari, Filippino Lippi, ispirandosi al Quarto Stile della pittura romana antica e, in particolare, al repertorio decorativo della&nbsp;<strong><em>Domus Aurea<\/em><\/strong>&nbsp;di Nerone, distrutta dopo la morte dell\u2019imperatore e riscoperta fortuitamente nel 1480 a Roma nelle cosiddette&nbsp;<em>grotte<\/em>&nbsp;del colle Esquilino, che in realt\u00e0 erano vani sotterranei dell\u2019immensa reggia (il termine \u201cgrottesche\u201d derivava appunto da \u201cimmagini delle grotte\u201d, ammirate dagli artisti che s\u2019erano calati in questi ambienti sotterranei).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>universo delle grottesche<\/strong>&nbsp;\u00e8 popolato da figurazioni fantastiche, ibride, chimeriche, esseri inauditi e improbabili, met\u00e0 umani e met\u00e0 animali, terrestri o acquatici. Vi si trovano anche insetti e piante, a volte affascinanti nella loro mostruosit\u00e0, altre volte decisamente spaventosi. La cifra delle grottesche risiede proprio nelle deformit\u00e0 imbarazzanti di corpi sospesi tra cielo e terra, come in cerca di un\u2019armonia perduta, ma ancor pi\u00f9 nei volti beffardi, minacciosi o trasognati, che simbolizzano l\u2019<strong>estrema variet\u00e0 dei sentimenti umani<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/RP-Piatto-da-parata-con-decoro-a-grottesche-Manif-Torelli-1880-ca-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-67035\"\/><figcaption>Piatto da parata con decoro a grottesche, Manifattura Torelli 1880 ca.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La mostra si apre con il passaggio attraverso un corridoio alle cui pareti sono esposte alcune inquietanti e stupefacenti incisioni create agli inizi del Cinquecento da un grande artista tedesco,<strong>&nbsp;Heinrich Aldegrever<\/strong>, stampate in gigantografia su materiale specchiante.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esposizione vera e propria comincia nel&nbsp;<strong>Salone d\u2019Onore<\/strong>&nbsp;con un omaggio a Raffaello. Incisioni di Giovanni Volpato provenienti dalle Logge vaticane sono affiancate a pregiate maioliche decorate \u201calla raffaellesca\u201d, provenienti da Faenza, Casteldurante, Deruta e dalla collezione di Raffaello Pernici di Rosignano Marittimo. Tre archi scenografici supportano grandi&nbsp;<strong>\u201ccandelabre a grottesca\u201d<\/strong>&nbsp;tratte da disegni spesso minuscoli, ideati per abbellire stanze e cortili di palazzi signorili e castelli, come i fregi in terracotta che ornano il cortile interno del castello di Vinovo e le pitture del Salone d\u2019Onore.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/RP-Vaso-globulare-con-decoro-a-grottesche-Manif-Ginori-1860-ca-911x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-67036\"\/><figcaption>Vaso globulare con decoro a grottesche, Manifattura Ginori 1860 ca.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Per rendere l\u2019idea della variet\u00e0 di temi affrontati dagli artisti che in tutta Europa si impegnarono nella realizzazione delle grottesche, alle pareti sono esposte&nbsp;<strong>incisioni originali&nbsp;<\/strong>dei secoli XVI-XVIII, riproduzioni di arazzi e di disegni conservati in collezioni museali. Al centro della sala, due tavoli ospitano fedeli ristampe di libri antichi, con disegni di grottesche che il pubblico pu\u00f2 sfogliare liberamente, come se avesse tra le mani l\u2019originale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il gioco immersivo prosegue nella Sala degli Stucchi dove, nella semioscurit\u00e0, soffitto e pareti si animano, facendo interagire i personaggi tratti da grandi cicli decorativi rinascimentali, mentre nella&nbsp;<strong>Sala della Torre<\/strong>&nbsp;\u00e8 ospitato un prezioso tessuto in seta lavorato a mano con la tecnica del \u201csoprariccio\u201d, con grottesche del Settecento, prestato dal laboratorio veneziano di Luigi Bevilacqua. Nella stessa sala \u00e8 proiettato un videomapping che esalta la bellezza e l\u2019inventiva dei gioielli \u201cmostruosi\u201d ideati agli inizi del Seicento dai fiamminghi Jan e Adriaen Collaert. Le videoinstallazioni sono un ulteriore \u201cgioco\u201d perfettamente in sintonia con ci\u00f2 che i committenti e gli artisti volevano creare per coinvolgere emotivamente i visitatori e proiettarli in un mondo di simboli di libera interpretazione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/7e\/ea\/b0\/7eeab0effca9abfa8a293200ae13f08d.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Giovanni Volpato, Pilastro dalle Logge di Raffaello in Vaticano, 1775.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Un significativo saggio di decorazione pittorica a grottesche si trova anche nel castello di Vinovo, sede della mostra, precisamente all&#8217;interno della <strong>Sala delle Stagioni<\/strong>, in cui l&#8217;apparato decorativo, realizzato verso il 1570, rivela affinit\u00e0 con agli esempi pi\u00f9 celebrati di Lagnasco e di Manta, contribuendo a impreziosire gli ambienti interni dell&#8217;edificio, annoverato tra le pi\u00f9 importanti testimonianze di architettura castellana rinascimentale in Piemonte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><em>La mostra \u201c<strong>Enigmi dipinti. Dalla Domus Aurea di Roma al Castello di Vinovo<\/strong>\u201d sar\u00e0 visitabile a partire da sabato 11 marzo, il gioved\u00ec e il sabato dalle 14.30 alle 18-30, la domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 14-30 alle 18.30. Le scolaresche e i gruppi potranno visitare l\u2019esposizione su prenotazione anche nelle altre giornate. L\u2019ingresso costa 7 euro, ridotti a 5 per le comitive scolastiche, i gruppi di almeno 15 persone e i possessori della carta Abbonamento Musei. L\u2019ingresso \u00e8 gratuito per i ragazzi di et\u00e0 sino a 12 anni, le persone disabili e gli studenti degli istituti scolastici del territorio.<br>Per informazioni si pu\u00f2 contattare l\u2019Ufficio Cultura e Manifestazioni del Comune di Vinovo al numero telefonico 011-9620413 o all\u2019indirizzo e-mail manifestazioni@comune.vinovo.to.it<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Redazione Da sabato 11 marzo a domenica 14 maggio il comune di Vinovo dedica alle&nbsp;grottesche&nbsp;una mostra nel cinquecentesco castello Della Rovere, intitolata&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6530,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,16,495,295,292,296],"tags":[2899,3527,4256,3374,437,305,4257,30,435,303,4255,157,426],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6528"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6528"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6528\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6534,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6528\/revisions\/6534"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6530"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6528"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6528"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6528"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}